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giovanni milone said on Jan 10, 2012 about the Softcover edition | 1 feedback
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"Se l' uomo assurdo dice di sì, il suo sforzo non avrà più tregua [...] persuaso dell' origine esclusivamente umana di tutto ciò che è umano, cieco che desidera vedere e che sa che la notte non ha fine, egli è sempre in cammino. Il macigno rotola ancora. Lascio Sisifo ai piedi della montagna! Si rit ... (continue)
Maria said on Jan 13, 2012 about the Softcover edition | Add your feedback
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Oliviero Giorgiutti said on Jan 13, 2012 | Add your feedback
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Vyola said on Dec 21, 2011 | Add your feedback
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Ovviamente, questo è un libro assurdo. Assurdo come lo è il mondo. E se il mondo è assurdo anche le cose che sono in esso sono assurde. Ergo, questo libro è assurdo. Un sillogismo perfetto.
Camus tematizza quello che mostra ne "Lo straniero". Non lo fa molto bene, attirandosi anche le velenose accus ... (continue)Zeppelin said on Dec 19, 2011 | Add your feedback
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musaerato said on Nov 9, 2010 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(494)
- Libri Italiani
- Paperback 137 Pages
- ISBN-10: 8845246426
- ISBN-13: 9788845246425
- Publisher: Bompiani
- Pub date: Jan 01, 2001
- Also available as: Mass Market Paperback, Softcover and Others
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| 9788845246425 | Paperback | €7.90 | €5.53 | IBS.IT |
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immaginare
'c'è un solo problema filosofico veramente serio: il suicidio. giudicare se la vita vale o non vale la pena di essere vissuta significa rispondere alla questione fondamentale della filosofia'.
dinanzi alla nostra vita, curiosi di esserne totalmente parte, ci siamo sviscerati di interrogativi, nel ... (continue)
'c'è un solo problema filosofico veramente serio: il suicidio. giudicare se la vita vale o non vale la pena di essere vissuta significa rispondere alla questione fondamentale della filosofia'.
dinanzi alla nostra vita, curiosi di esserne totalmente parte, ci siamo sviscerati di interrogativi, nella melma chilometrica dei nostri pensieri siamo tutti giunti a quel giogo che trattiene il nostro peso nel respiro che è la vita, per finire a chiedere un senso. si vive per arrivare a quel 'tra(s)guardo' che è la morte, sforzi, imprese per raggiungerla e scrutarla bene negli occhi. camus si/ci chiede cosa è il suicidio, cosa può anticipare, cosa può insegnare, egli è folgorato dal supremo kirillov (i dèmoni) che afferma l'esistenza di dio in quel gesto, egli si lascia prendere da quel destino del mito che vede la cima ma è ancorato alla valle.
per far si che la vita diventi donatrice di senso bisogna spingerla, per camus, laddove regna l'assurdo, che condanna alla vita e alla morte i partecipanti al raccolto dei sensi. camus, non escogita il modo di classificare l'esistenza, ma prova a stabilire un contatto aperto con la sensazione e la sua logica.
'dicevo che il mondo è assurdo; ma andavo troppo presto. il mondo, in sé, non è ragionevole: è tutto ciò che si può dire. ma ciò che è assurdo, è il confronto di questo irrazionale con il desiderio violento di chiarezza il cui richiamo risuona nel più profondo dell'uomo. l'assurdo dipende tanto dall'uomo quanto dal mondo, ed è, per il momento, il loro solo legame. esso li suggella l'uno all'altro come soltanto l'odio può vincolare gli esseri. è tutto ciò che posso discernere in questo universo smisurato, in cui si svolge la mia avventura'.
nell'intelligenza umana l'assurdo prende le sembianze del mondo, che con la sua speranza si dirige verso il suo ordine lontano dalla verità che lo vede come una preda appetibile, un linguaggio che appartiene più all'avvenire che alla realtà. cosi l'uomo diventa cosciente dell'assurdo che è diventato, e senza sforzi si ritrova ad esserne creatore.
'vivere un'esperienza, un destino.
vivere è dar vita all'assurdo. dargli vita è anzitutto sapere guardarlo. al contrario di euridice, l'assurdo muore soltanto quando gli si voltano le spalle. così, una delle posizioni filosofiche coerenti è la rivolta, che è un perpetuo confronto dell'uomo e della sua oscurità; che è esigenza di una trasparenza impossibile, e che mette in dubbio il mondo ad ogni istante.
si può credere che il suicidio sia la rivolta, ma a torto. il suicidio è l'accettazione del proprio limite'.
bisogna immaginare sisifo felice!
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