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Romanzo postumo di Goliarda Sapienza, è il racconto di una vita intera dicoraggio, in compagnia di una fantastica famiglia di personaggi, attraverso leperipezie del più drammatico Novecento. Guerriero femmina, cantastorie, laprotagonista di questo romanzo nasce miserabile in una landa desolata, e lìdovrebbe compiersi il suo destino di esclusa. Ma forte di una genialitàprimaria che viaggia sempre a ridosso della criminalità, seguendo solol'intelligenza delle cose, approda a ciò che tutti cerchiamo: la gioia. Ilvolume viene qui riproposto in una nuova edizione con un album fotografico.
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Margin notes of this book
- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(390)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Others 569 Pages
- Edition: 3
- ISBN-10: 8872269261
- ISBN-13: 9788872269268
- Publisher: Nuovi Equilibri
- Pub date: Jan 01, 2006
- Also available as: Paperback and Hardcover

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Premetto che non c'è nulla che mi annoi di più del genere saga familiare feudo-rural-famil matriarcale e la solita minestra delle donne depositarie delle memorie (nel poco tempo libero tra parti in casa con l'acqua bollente e gli immancabili lutti) e gli uomini che partono per un paio di guerre mond ... Continue
Premetto che non c'è nulla che mi annoi di più del genere saga familiare feudo-rural-famil matriarcale e la solita minestra delle donne depositarie delle memorie (nel poco tempo libero tra parti in casa con l'acqua bollente e gli immancabili lutti) e gli uomini che partono per un paio di guerre mondiali (e di solito trovano il tempo per qualche divagazione..).
Pur applicabile a quasi tutta l'europa occidentale (con l'eccezione del Principato di Monaco) il cliché assume connotati terrificanti, e a tratti profetici, nell'italia meridionale prototalebana, con l'aggravante dell'immancabile retaggio aristocratico, le prozie orgogliose che dopo mille anni ancora esclamano "miii, Agiliutprandino nostro tutto il suo bisnonno Federico Barbarossa sembra!" ( e ovviamente il piccolo e dotato di un solo occhio, una sola gamba e tre braccia per il trend rigidamente endogamico della famigghia da almeno 800 anni).
Beh, Goliarda non si è fatta mancare nulla di tutto questo.
Solo, lo ha un po' personalizzato. La Famigghia senbra uscita da uno dei migliori sogni di Vladimir Luxuria, donne prima con donne poi con uomini poi con donne....tutti procreano con tutti (e qui ci sono intrecci complicati, nascono picciriddi in continuazione forse anche incestuosi, ma tanto si perde il conto) ma nello stesso tempo continuano anche a divertirsi.
Insomma, il libro non avrebbe dovuto piacermi, a rigore, e invece, mi ha "fatto buon sangue".
Quel caotico teatro di personaggi esprime emozioni e idee autentiche, vive episodi che qualcuno, ben mimetizzato, ha vissuto veramente. L'Autrice ci ha messo la sua vita, in questo libro e - non si sa come - riesce a farsi perdonare tutto.
Non è un capovolavoro di scrittura, secondo me, ma una volta letto dispiace averlo finito e, di sicuro, non si dimentica.
Narrazione complessa, narrazione fiume, narrazione autentica, che ha il grande e profondo respiro del racconto senza tempo, racconto al quale il tempo regala la patina d’oro degli oggetti antichi e preziosi. Più storie, incastrate una nell’altra e uniformate da intarsi perfetti e levigati.
La ... Continue
Narrazione complessa, narrazione fiume, narrazione autentica, che ha il grande e profondo respiro del racconto senza tempo, racconto al quale il tempo regala la patina d’oro degli oggetti antichi e preziosi. Più storie, incastrate una nell’altra e uniformate da intarsi perfetti e levigati.
La storia di Modesta -nata affamata e assetata di affetto- che decide di prendere a morsi la vita, di essere artefice, protagonista e padrona del proprio destino e per questo rifiuta e scavalca ogni dettame imposto dai tempi (si va dal 1900 agli anni ’60) da convenzioni rigide, preconcetti, moralismi. Modesta che, nell’ incessante tendere alla libertà-verità, nel ricercare un ruolo-non ruolo, ha il coraggio di vivere pienamente, di rubare tutta la vita possibile senza censure, senza compromessi, senza mai separare corpo e anima. E per fare questo accetta qualunque sfida, sempre pronta a ricominciare, a rinascere dalle sue stesse ceneri.
Lucida e indomita.
La storia di Modesta è la storia dell’affrancamento di una donna dal triste ruolo impostole dalla nascita e dal destino, affrancamento che si attua anche attraverso la liberazione sessuale.
E’ una storia che passa spesso dall’uso del passato a quello del presente, in un continuo avvicendarsi di uno stesso io che è protagonista- narratore e spettatore che osserva se stesso.
E’ la storia, squisitamente imbevuta di sicilianità, della nobile famiglia Brandiforti: dallo splendore fino alla decadenza.
Ed è anche la storia delle lotte sociali e politiche del ‘900 italiano. Storia raccontata con dialoghi appassionati. Storia che non è solo sfondo...
Tanti dialoghi in questa lunga storia, tante voci.
C’è una perfetta corrispondenza personaggio-voce.
Voci suadenti. Imperiose. Carezzevoli. Irate. Voci che mentono. Voci che tornano nel ricordo...
E parole.
Parole per imprecare. Per odiare. Per sentirsi vivi...
Anche nella scrittura dell’autrice le parole sono qualcosa di vivo: rimbalzano, corrono, non si acquietano.
Neppure quando chiudi il libro.
Mi ha davvero travolta ed emozionata la storia di questa donna così tanto fuori dall’ordinario, disposta praticamente a tutto pur di sottrarsi ad un destino sicuramente infernale.
Ho amato la sua tenacia, la sua intelligenza, il suo infinito acume, la sua inesauribile voglia di migliorare, il ... Continue
Mi ha davvero travolta ed emozionata la storia di questa donna così tanto fuori dall’ordinario, disposta praticamente a tutto pur di sottrarsi ad un destino sicuramente infernale.
Ho amato la sua tenacia, la sua intelligenza, il suo infinito acume, la sua inesauribile voglia di migliorare, il suo spirito forte e libero.
Ho spudoratamente parteggiato per Modesta, anche quando le ho “visto” fare cose terribili, ed ho sopportato, per amor suo, anche le piccole imperfezioni di questo libro, che –anzi- me l’hanno reso ancora più caro e fatto sentire autentico fino in fondo.
Devo ammettere che mi aspettavo molto di più. Prolisso in alcune parti, l'ho trovato lento. Anche se Modesta riamne un gran bel personaggio.
fantastico! assolutamente da non perdere...
Temperamento affascinante quello della protagonista Modesta e stile di vita coerente con il suo essere ‘agnosta’, a detta di se medesima, e quindi non sempre condivisibile da parte di chi ha una fede religiosa; ma forse è proprio questo ciò che permette ad ognuno di noi di trovare almeno un personag ... Continue
Temperamento affascinante quello della protagonista Modesta e stile di vita coerente con il suo essere ‘agnosta’, a detta di se medesima, e quindi non sempre condivisibile da parte di chi ha una fede religiosa; ma forse è proprio questo ciò che permette ad ognuno di noi di trovare almeno un personaggio, un episodio, un dialogo, una riflessione che gli corrisponda o che gli evochi qualcosa come memoria o come desiderio.
Mi ha colpito molto quella domanda ricorrente che Modesta rivolge a se stessa ogni volta che per la prima volta e senza averlo potuto immaginare in anticipo scopre una nuova modalità di espressione dell’amore…
‘E come potevo saperlo io se lui non me lo diceva?’
dove ‘lui’sta ora per Carmine, ora per Mattia, ora per la vita…
Alla fine Goliarda fa formulare questa stessa domanda proprio all’ennesimo amore inaspettato di Modesta quasi a conferma dell’universalità di questo tipo di stupore.
Quanta tenerezza infine e complicità, intimità, serenità e ‘gioia’ in quell’ultimo dialogo:
“- Dormi, Modesta?
- No.
- Pensi?
- Si.
- Racconta, Modesta, racconta.