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Nell'aprile 1992 Chris McCandless si incamminò da solo nell'immensità dell'Alaska, a nord del monte McKinley. Ai genitori e agli amici spiegò che aveva deciso di lasciare la civiltà per abbracciare la natura. Quattro mesi più tardi il suo cadavere fu rinvenuto da un cacciatore di alci: accanto al corpo un diario.
Jon Krakauer, affascinato dalla poetica purezza di Chris, ne ha ricostruito la straordinaria odissea, consegnandoci un libro che non è solo una singolare biografia, ma una parabola memorabile sul rapporto ormai tragico che lega la nostra cosiddetta civiltà alla natura che la circonda.
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- Il rifiuto della società moderna. Appunti di lettura... (6, 3)
Margin notes of this book
- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(879)
4 stars 
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2 stars 
1 star 
- Others 267 Pages
- ISBN-10: 8846201566
- ISBN-13: 9788846201560
- Publisher: Superpocket
- Pub date: Jan 01, 2000
- Also available as: Hardcover
- In other languages:
Into the Wild
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阿拉斯加之死
(繁體書)
Hacia rutas salvajes
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Non sarò moderata, riguardo alla storia di Chris/Alex. Non sarò moderata perché da quando ho visto il film e letto il libro continuo a ripensarci in maniera quasi ossessiva. Dirò anche di peggio: sono arrivata alla fase in cui osservo per diversi minuti l'ultima foto di Chris (quello vero), rapita d ... Continue
Non sarò moderata, riguardo alla storia di Chris/Alex. Non sarò moderata perché da quando ho visto il film e letto il libro continuo a ripensarci in maniera quasi ossessiva. Dirò anche di peggio: sono arrivata alla fase in cui osservo per diversi minuti l'ultima foto di Chris (quello vero), rapita da una sorta di infatuazione adolescenziale.
Trovo oltremodo stupido giudicare utile o inutile la sua scelta, la sua fuga, il suo viaggio. Per me è solo una storia che - grazie a dio - qualcuno ha scelto di raccontarmi. Siete logorati dall'idea della strada? Dall'ovest come meta? Da idee candide, sprovvedute che hanno a che fare con autostoppisti e natura? Lasciate stare. Ci sono tante altre storie da ascoltare. Questa lasciatela a me, che me la sono presa a cuore.
*Commento gemellato con quello del "Piccolo Manuale del perfetto avventuriero": due persone care me li hanno regalati nel giro di pochi giorni, in un momento importante. Una casualità che segue una traccia grande quanto quella di un orso.
(grazie amici!)
Dal "Piccolo Manuale", appunto:
"L'avventuriero ama la disciplina. La considera come un riposo, una distrazione."
"Lo si trova ormai relegato nei trafiletti di cronaca o nei romanzi a puntate. [...] Sono pochi, al giorno d'oggi [...] gli avventurieri meritevoli di una consacrazione letteraria."
"La loro vita sentimentale e combattiva manca di colori"
"La morte di un avventuriero è raramente bella da vedere."
"L'erotismo non sta tanto nelle parole quanto nell'atmosfera del romanzo" (questo per chi si fosse chiesto perché Chris non scopi: mai sentito parlare dell'erotismo del viaggio? uomo vs. terra/donna)
"Può accadere , ma è un fatto piuttosto infrequente, che un avventuriero attivo, sfruttato da uno passivo, faccia ritorno dopo una lunga carriera avventurosa per spaccare la faccia al suo ispiratore. E' un caso spiacevole, ma, lo ripetiamo, rarissimo. L'avventuriero attivo è incapace di giudicare il proprio caso con tanta severità."
Appunto. Lasciatela a casa anche voi la severità.
Jon Krakauer è un narratore eccezionale. Ora esce nelle sale il film di Sean Penn (la colonna sonora di Eddie Vedder è favolosa: è uscita ben prima del film): Penn ha letto il libro due volte in una notte, e ha subito acquistato i diritti, ma ha dovuto attendere l'assenso della famiglia per farne un ... Continue
Jon Krakauer è un narratore eccezionale. Ora esce nelle sale il film di Sean Penn (la colonna sonora di Eddie Vedder è favolosa: è uscita ben prima del film): Penn ha letto il libro due volte in una notte, e ha subito acquistato i diritti, ma ha dovuto attendere l'assenso della famiglia per farne un film. L'edizione originale del libro è del 1996.
è sconcertante e struggente immergersi nella vita di Chris McCandless e una volta letta l'ultima pagina non si può evitare di interrogarsi sul senso di molte delle decisioni che prendiamo o che non abbiamo il coraggio di prendere. Gli ultimi 2 anni di vita di questo ragazzo, che poi sono il nocciolo ... Continue
è sconcertante e struggente immergersi nella vita di Chris McCandless e una volta letta l'ultima pagina non si può evitare di interrogarsi sul senso di molte delle decisioni che prendiamo o che non abbiamo il coraggio di prendere. Gli ultimi 2 anni di vita di questo ragazzo, che poi sono il nocciolo di questo libro, fanno impallidire e ridicolizzano quasi le vite di tutti noi suoi coetanei che abbiamo ancora paura del buio. La necessità di trovare un ordine e un significato alla propria esistenza in modo coraggioso è qualcosa che dovrebbe riguardarci tutti, ma sono pochi quelli che l'ascoltano. Chi lo fa, anche a prezzo della vita, è speciale e ammirevole. A differenza di molti di noi, Chris era quel tipo di persona che si sforza di mettere in pratica ciò in cui crede.
Storie di montagne, di solitudine nella quale uomini rifuggono, forse per trovare se stessi, forse per trovare il proprio senso, forse solo per “stare al di fuori”. Quasi mai per mettersi alla prova, perchè, al contrario di quanto spesso contestato all’autore fin dai tempi del primo articolo con il ... Continue
Storie di montagne, di solitudine nella quale uomini rifuggono, forse per trovare se stessi, forse per trovare il proprio senso, forse solo per “stare al di fuori”. Quasi mai per mettersi alla prova, perchè, al contrario di quanto spesso contestato all’autore fin dai tempi del primo articolo con il quale iniziò ad interessarsi a questa storia, non c’è desiderio di competizione in queste imprese, ed è difficile spiegarlo a chi invece le relega solo a questo obiettivo. McCandless non cerca di dimostrare alcunchè: nè coraggio, nè preparazione, nè ribellione; il suo è un dialogo con se stesso, una scelta che, come ogni scelta, porta delle conseguenze, comunque non inattese, per quanto non credo nemmeno auspicate.
http://corobi.blogsome.com/2008/08/26/into-the-...
Uno dei pochi libri che ho riletto con piacere immenso, di fronte al quale ho pianto e che ho vissuto dopo aver visto il film di Sean Penn e ascoltato la colonna sonora di Eddie Vedder più e più volte.
Un libro che ti guida attraverso le testimonianze di un compagno di viaggio testardo, integer ... Continue
Uno dei pochi libri che ho riletto con piacere immenso, di fronte al quale ho pianto e che ho vissuto dopo aver visto il film di Sean Penn e ascoltato la colonna sonora di Eddie Vedder più e più volte.
Un libro che ti guida attraverso le testimonianze di un compagno di viaggio testardo, integerrimo, e infinitamente libero e autentico. La storia di Christopher non può lasciare indifferenti, se si ha un cuore aperto. Di questo ne sono convinto.
Per chi ama viaggiare senza rete, odia la falsità del mondo borghese, e si vuole emozionare facendosi raccontare una storia.
Il libro di Krakauer ricostruisce la storia di Chris McCandless, divenuta famosa grazie al film di Sean Penn, Into the wild, del 2007.
L'autore ricostruisce gli ultimi tre anni di vita di Chris, dopo la decisione di lasciare la propria famiglia e devolvere tutti i suoi averi alla Oxfam. Tre a ... Continue
Il libro di Krakauer ricostruisce la storia di Chris McCandless, divenuta famosa grazie al film di Sean Penn, Into the wild, del 2007.
L'autore ricostruisce gli ultimi tre anni di vita di Chris, dopo la decisione di lasciare la propria famiglia e devolvere tutti i suoi averi alla Oxfam. Tre anni di cammino attraverso l'America, libero da convenzioni e legami, alla ricerca della natura piu' incontaminata, fino all'Alaska, il luogo dove Chris trovera' la morte per avvelenamento.
Krakauer si avvale delle testimonianze di persone che Chris ha incontrato durante il suo lungo pellegrinaggio e le completa con il diario del ragazzo, ritrovato nel bus che ha offerto rifugio negli oltre 100 giorni trascorsi in Alaska prima della morte sopraggiunta nell'Agosto 1992.
Krakauer cerca l'oggettivita' assoluta e lascia al lettore decidere se Chris fosse un Viaggiatore idealista alla ricerca della natura assoluta, della bellezza e liberta', o se si trattasse di un povero pazzo e imprudente partito totalmente impreparato per un'avventura di cui ha sottovalutato scioccamente la pericolosita'.
In realta' si capisce bene da che parte stia l'autore e alcune pagine dedicate a storie simili a quella di Chris, sottolineano di come il ragazzo sia stato in realta' vittima piu' della sfortuna che della sua stessa incoscenza.
Questa storia mi ha colpito molto. Non si tratta solo di una storia triste, ma c'e' qualcosa di romanticamente affascinante nel desiderio di Chris di cercare qualcosa che va al di la' della nostra comprensione. Un obiettivo che solo lui poteva conoscere e che non ci e' dato di scoprire dalle pagine di Krakauer. Una meta che Chris sembra aver raggiunto dopo circa due mesi di permanenza in Alaska, quando alcune sue note sembrano manifestare il suo desiderio di tornare alla civilta'. E' la sfortuna a impedire al giovane di tornare dalla sua solitudine e a condurlo alla morte.