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"Oggi, a quasi cinquant'anni dalla pubblicazione, questo celebre resoconto di un semplice sottoufficiale alpino che si trova a combattere nel settore centrale del fronte russo, proprio quando l'esercito dell'Unione Sovietica sferra il suo potente attacco demolitore, acquista rilievo speciale. Man mano che i fatti narrati si allontanano nel tempo, il diario del sergente diventa più intenso e assume i caratteri dell'esperienza perenne. La testimonianza scritta, rispetto agli eventi storico-geografici da cui è scaturita, intrattiene lo stesso rapporto che potremmo supporre fra la moneta e il suo conio." (Dalla postfazione di Eraldo Affinati).
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- Mario Rigoni Stern Libri nei libri (3 comments, 1 person)
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- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(622)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Paperback 139 Pages
- ISBN-10: 880619304X
- ISBN-13: 9788806193041
- Publisher: Einaudi
- Pub date: Jan 01, 2008
- Also available as: Others

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"Il Sergente nella neve" è il racconto di un’esperienza di guerra, una delle più terribili che si possano immaginare, destinata a segnare per sempre la vita di un uomo. Essere uno dei pochi sopravvissuti alla campagna di Russia significa avere combattuto eroicamente contro un nemico che si rispettav ... Continue
"Il Sergente nella neve" è il racconto di un’esperienza di guerra, una delle più terribili che si possano immaginare, destinata a segnare per sempre la vita di un uomo. Essere uno dei pochi sopravvissuti alla campagna di Russia significa avere combattuto eroicamente contro un nemico che si rispettava, si temeva e non si riusciva a odiare; avere conosciuto il freddo, la fame, gli stenti, la fatica e la disperazione; avere guardato ogni giorno la morte in faccia a vent’anni, avere rimpianto ogni momento la propria casa e le persone care e avere dubitato di riuscire a farvi ritorno; avere visto tanti compagni cadere e sentire senso di colpa per non averlo potuto impedire e addirittura per essere scampati allo stesso destino…
Mario Rigoni Stern riesce a raccontarci tutto questo senza enfasi, in uno stile di volta in volta asciutto o lirico, leggero o sconvolgente, intimo o tagliente, dando rilievo sia al fatto storico, che al lato umano di tutta la vicenda; in tal modo ci consegna una delle prove più alte e suggestive della memorialistica di guerra e, insieme, un romanzo di rigorosa ed efficace struttura compositiva, degno di essere annoverato tra i capolavori letterari del Novecento.
Non fatevi ingannare dalle dimensioni ridotte, questo libro è immenso.
no, non e' un libro di guerrra. E' un libro sull'uomo, su cio' che ci rende umani anche quando le condizioni nelle quali ci troviamo sembrano ridurci a bestie. E che cos'e' questa nostra umanita'? e' l'umorismo, la condivisione, il chiamarsi per nome ricordando le storie di ciascuno. E' l'aggrappars ... Continue
no, non e' un libro di guerrra. E' un libro sull'uomo, su cio' che ci rende umani anche quando le condizioni nelle quali ci troviamo sembrano ridurci a bestie. E che cos'e' questa nostra umanita'? e' l'umorismo, la condivisione, il chiamarsi per nome ricordando le storie di ciascuno. E' l'aggrapparsi a un profumo che e' solo ricordo per non arrendersi, e' saper creare piccoli riti per sopravvivere all'anormalita'. Istruttivo.
Di questo romanzo mi ha colpito l'emergere delle emozioni dal racconto senza che vengano quasi mai dichiarate. Tutto è raccontato in tono da cronaca: i fatti terribili della guerra e ritirata dalla russia vissuti in prima persona e particolari privati, quasi divertenti. La vita e la storia come una ... Continue
Di questo romanzo mi ha colpito l'emergere delle emozioni dal racconto senza che vengano quasi mai dichiarate. Tutto è raccontato in tono da cronaca: i fatti terribili della guerra e ritirata dalla russia vissuti in prima persona e particolari privati, quasi divertenti. La vita e la storia come una cosa sola. Fa un po' effetto leggere di queste cose quando i tuoi problemi sono il collega rompipalle o il vicino di casa rumoroso...
si può avere la quinta stellina?
Il racconto della ritirata dell'esercito italiano dalla Russia nel 1942-43.Un libro toccante per la sofferenza e le difficoltà patite da questi uomini.
Premetto che come potete vedere di solito non leggo libri storici, questo l'ho preso perché sto cercando un argomento per la tesi.
Mi é piaciuto moltissimo. La storia la conosciamo tutti é quella della terribile e disastrosa campagna di Russia. Il protagonista si ritrova con il suo reggimento ... Continue
Premetto che come potete vedere di solito non leggo libri storici, questo l'ho preso perché sto cercando un argomento per la tesi.
Mi é piaciuto moltissimo. La storia la conosciamo tutti é quella della terribile e disastrosa campagna di Russia. Il protagonista si ritrova con il suo reggimento nelle fredde e inospitali steppe a proteggere dagli assalti nemici la propria postazione.
E' freddo, non hanno quasi niente da mangiare, eppure in quelle interminabili ore al caposaldo tra questi uomini si instaura un rapporto speciale, sono come una famiglia..
Ma la guerra é dura, fa freddo e molti muoiono. E sanno già che la guerra é persa, comincia la lunga ritirata e una domanda assilla il protagonista per tutto il libro, come una cantilena che non si riesce a togliere dalla mente: "Sergentmagiù ghe rivarem a baita?"
E ormai i nemici non sono quasi più tali, Rigoni guarda le donne russe nelle isbe che attraversano, vede la famiglie russe che sono rimaste là. Le donne li ospitano e gli danno persino da mangiare e tutti sono stufi della guerra di mangiare nelle gavette, del freddo.....
L'unico desiderio é tronare a casa, dalla morosa o anche solo per dormire nel proprio letto, in un letto vero.....
Davvero un Bel libro, non strappalcrime ma nemmeno troppo duro.....