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Considera l'aragosta

By David Foster Wallace, Matteo Colombo (Translator), Adelaide Cioni (Translator)

(882)

| Paperback | 9788806182250

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Book Description

Raccontare l'11 settembre, o l'ascesa della tennista Tracy Austin, analizzare l'ironia di Kafka e il suo influsso sulla mentalità degli studenti universitari, riflettere sul tragico destino delle aragoste, recarsi agli Oscar del cinema porno. Dieci anni in ascolto della voce profonda degli USA: da uContinue

Raccontare l'11 settembre, o l'ascesa della tennista Tracy Austin, analizzare l'ironia di Kafka e il suo influsso sulla mentalità degli studenti universitari, riflettere sul tragico destino delle aragoste, recarsi agli Oscar del cinema porno. Dieci anni in ascolto della voce profonda degli USA: da un talk-show reazionario condotto da un presentatore che si veste appositamente per venire bene in radio, fino alla carovana mediatica che insegue un avversario di Bush nelle primarie repubblicane.

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    Up, Simba!

    "It’s hard to get good answers to why Young Voters are so uninterested in politics. This is probably because it’s next to impossible to get someone to think hard about why he’s not interested in something. The boredom itself preempts inquiry; the fact of the feeling’s enough. Surely one reason, thou ... (continue)

    "It’s hard to get good answers to why Young Voters are so uninterested in politics. This is probably because it’s next to impossible to get someone to think hard about why he’s not interested in something. The boredom itself preempts inquiry; the fact of the feeling’s enough. Surely one reason, though, is that politics is not cool. Or say rather that cool, interesting, alive people do not seem to be the ones who are drawn to the political process. Think back to the sort of kids in high school who were into running for student office: dweeby, overgroomed, obsequious to authority, ambitious in a sad way. Eager to play the Game. The kind of kids other kids would want to beat up if it didn’t seem so pointless and dull. And now consider some of 2000’s adult versions of these very same kids: Al Gore, best described by CNN sound tech Mark A. as “amazingly lifelike”; Steve Forbes, with his wet forehead and loony giggle; G. W. Bush’s patrician smirk and mangled cant; even Clinton himself, with his big red fake-friendly face and “I feel your pain.” Men who aren’t enough like human beings even to hate — what one feels when they loom into view is just an overwhelming lack of interest, the sort of deep disengagement that is often a defense against pain. Against sadness. In fact, the likeliest reason why so many of us care so little about politics is that modern politicians make us sad, hurt us deep down in ways that are hard even to name, much less talk about. It’s way easier to roll your eyes and not give a shit. You probably don’t want to hear about all this, even."

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    AllTheSeaWasCoal said on Aug 29, 2011 | Add your feedback

  • nonostante

    il primo capitolo sia un resoconto per Harper's sugli Oscar del cinema porno,che stavo per mollare ma ho stoicamente terminato anche lì DFW ci regala poesia.mi sarebbe proprio piaciuto conoscerlo,anch'io andavo a Capri,accidenti anch'io abitavo a N.Y. ecome cavolo ha fatto ad impiccarsi,accidenti!so ... (continue)

    il primo capitolo sia un resoconto per Harper's sugli Oscar del cinema porno,che stavo per mollare ma ho stoicamente terminato anche lì DFW ci regala poesia.mi sarebbe proprio piaciuto conoscerlo,anch'io andavo a Capri,accidenti anch'io abitavo a N.Y. ecome cavolo ha fatto ad impiccarsi,accidenti!son già avanti nella lettura.sono arrivata al capitolo sulla lingua che contiene delle verità lampanti ma che non tutti acchiappano per la collottola.l'argomento poi è anche noiosissimo,riesci a leggerlo grazie a un lavoro di traduzione che mi pare eccezionale.io vado a continuarmelo,eh!

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    cristina said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

  • Speciale David Foster Wallace - Considera l'aragosta -

    Accostarsi al recensire un autore della portata di DFW avendo considerato solo l’aragosta, beh, è come giudicare un banchetto mediceo ordinando solo l’antipasto.

    E proprio quando – stuzzicato – ti accingi a sbirciare il menu, le ricette, gli ingredienti, vedi che sul web, in pole position, l’acroni ... (continue)

    Accostarsi al recensire un autore della portata di DFW avendo considerato solo l’aragosta, beh, è come giudicare un banchetto mediceo ordinando solo l’antipasto.

    E proprio quando – stuzzicato – ti accingi a sbirciare il menu, le ricette, gli ingredienti, vedi che sul web, in pole position, l’acronimo DFW non sta per Dallas-Fort Worth airport, né per Division of Fisheries and Wildlife, né per Deutsche Flugzeug-Werke. Sta ovviamente per David Foster Wallace.

    Come NBC, JFK, KFC, oggi è un marchio. Un brand pubblicizzato dal suo essere anti-brand, una metamorfosi paradossale che lo rende a sua volta un personaggio kafkiano, comico e al contempo tragico, nel suo stare sia fuori sia dentro la realtà, come autore à part molto In.

    In come le attrici hardcore del saggio in apertura, i cui seni – letteralmente – gonfiabili ricordano sguardi al botulino di cugini hollywoodiani; In come bambole di carne le cui cosce ben esibite non differiscono dai fasti colorati della società softcore americana.

    Una società di “Grandi Narcisisti” caduti di grazia, vittime del proprio egocentrismo maschilista e démodé; di ingenue signore di parrocchia incapaci di spiegarsi l’orrore di un 11 Settembre in loop televisivo; di repubblicani marionette di corporazioni assetate di privatizzazioni; di studenti poco avvezzi ai classici est-europei, e forse anche alla profondità che trasuda da questo testo e tracima dalle numerose note a piè di pagina.

    Ed è proprio qui la forza di questa raccolta. Non nel contenuto ma nel contenitore. La facilità con cui l’autore spaziando fra sport e politica, linguistica e letteratura, riesce ad aprire finestre sulla contemporaneità, contestualizzata al suo passato storico e culturale.

    Ma la finestra più grande da sull’autore, sul suo essere americano, privo di televisore, di bandiera nazionale, senza un rappresentante politico, costantemente disilluso da idoli sportivi e da una letteratura ripetitiva; sul suo essere outsider ma al tempo stesso membro partecipe della vita sociale della sua comunità.

    Quindi che dire dopo l’antipasto? L’acquolina in bocca resta, così come la voglia di assaporare lo chef su opere da un respiro più ampio. Nel mentre non fermatevi al fast food. Digerite. Fate posto nello stomaco, anche un rutto se volete. Poi passate al primo, per dare a David Foster Wallace lo spazio-tempo che richiede.

    mannocci@raccontopostmoderno.com

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    Alieni Metropolitani said on Feb 7, 2012 | Add your feedback

  • Mentre leggevo le pagine da 285 a 306 (ed. Einaudi) mi sono commosso. La causa scatenante è stata il mini – saggio “Il Dostoevskij di Joseph Frank”, nel quale Wallace recensisce l’opera di Frank, autore di cinque volumi su Dostoevskij, che non conoscevo e probabilmente editi solo in lingua inglese. ... (continue)

    Mentre leggevo le pagine da 285 a 306 (ed. Einaudi) mi sono commosso. La causa scatenante è stata il mini – saggio “Il Dostoevskij di Joseph Frank”, nel quale Wallace recensisce l’opera di Frank, autore di cinque volumi su Dostoevskij, che non conoscevo e probabilmente editi solo in lingua inglese. Dostoevskij è sempre stato “il romanziere – filosofo” per eccellenza, nel corso degli anni ho letto e riletto più volte i suoi romanzi; Wallace l’ho scoperto solo qualche mese fa (con sommo ritardo)e sono certo che in futuro tornerò spesso alle sue opere. Per tale motivo, leggere Wallace che si esprime su Dostoevskij mi ha fatto provare quella sensazione irrazionale ma meravigliosa.
    “Considera l’aragosta” è una raccolta di saggi, su argomenti eterogenei. Un’esilarante e profonda analisi sull’industria del porno statunitense, in occasione della consegna attuale degli Oscar del settore. La difficoltà nello spiegare la tragica ironia di Kafka allo “studente americano medio”, ormai forgiato dallo strapotere mass-mediatico e incapace di percepire certe sfumature. Una lunga e molto tecnica disquisizione sul rapporto tra linguaggio e potere politico e su quale debba essere la funzione di un dizionario. La delusione tremenda nel costatare la banalità di un’autobiografia di una campionessa del tennis della quale l’autore era “innamorato”. La campagna elettorale di McCain, candidato repubblicano per le primarie negli Stati Uniti, mostrata nei suoi più oscuri retroscena. L’11 settembre 2001 e il patriottismo. La fiera dell’aragosta nel Maine come spunto per riflettere sul dolore degli animali. Un talk - show radiofonico "stimolante".
    Tutto questo con l’inconfondibile stile di Wallace, vivace, comico, tragico, logorroico ma quasi mai noioso. Come giustamente riportato nel retro di copertina, un cervello che viene voglia di frequentare.

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    Sisifo77 said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

  • Da segnalare, tra le varie brillanti inchieste e reportage, l'incursione nel Festival del Cinema Porno.

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    danielepodda said on May 30, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (882)
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    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 382 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8806182250
  • ISBN-13: 9788806182250
  • Publisher: Einaudi (Stile libero Big)
  • Pub date: Jan 01, 2006
  • In other languages: other languages Libros en Español
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