Share
Organize
Explore
has ALL you need!
A community for book lovers to create their own bookshelves, share and explore books.
Sign Up for FREE!Groups with this in collection
Lo Scrittorio (263) | Stato dell'editoria Italiana (27) | Il lazzaretto nascosto (79) | BOOKAHOLIC! (827) | Le edizioni per lettori esigenti (12) |
Margin notes of this book
- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(1095)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Mass Market Paperback
- ISBN-10: None
- ISBN-13: None
- Publisher: Tascabili Bompiani
- Pub date: Sep 01, 1982
- Also available as: Paperback and Others
- In other languages:

FAQ
How does the voting work?
Find a comment helpful / unhelpful? Cast your vote. Only one vote from each person will be counted. Every hour we gather all the votes, add them up, add some magic source, and there we have the new sorting for the comments on the page of this book!I see mistakes in the book information. How can I fix it?
Under "Book details", there is a link labeled "Improve data of this book". You can use that form to send us the correct information.

Descrivendo, celandola, l'invasione nazista e la resistenza, Camus supera il disincanto e l'indifferenza dello Straniero, a favore di una nuova, lucida speranza nella possibile solidarietà dell'uomo.
All'inizio cita:"è ragionevole descrivere una sorta d'imprigionamento per mezzo d'un altro qua ... Continue
Descrivendo, celandola, l'invasione nazista e la resistenza, Camus supera il disincanto e l'indifferenza dello Straniero, a favore di una nuova, lucida speranza nella possibile solidarietà dell'uomo.
All'inizio cita:"è ragionevole descrivere una sorta d'imprigionamento per mezzo d'un altro quanto descrivere qualcosa che esiste realmente per mezzo di un'altra che non esiste affatto" (Daniel Defoe).
Orano è una cittadina come tante , dove "ci si annoia e ci si applica a contrarre delle abitudini"e i suoi abitanti conducono una vita altrettanto ordinaria. Un giorno, però accade qualcosa di anomalo, all'inizio la morte di qualche topo, poi migliaia. La peste è a Orano.
Così, come in un esperimento, Camus mette una varia, ordinaria, umanità al chiuso e compone un ritratto corale dei sentimenti di fronte alla tragedia: codardia, coraggio, fede, rassegnazione o razionale impegno per gli altri.
La peste arretrerà, dopo avere fatto le sue vittime e uno spiraglio di speranza si aprirà sugli uomini che l'hanno fronteggiata e vinta.
Ma anche se momentaneamente sconfitto, il bacillo della peste non può dirsi allontanato per sempre.
E' vero che i libri di Camus, credo proprio tutti, hanno una tale densità da non poter essere letti senza che lascino tracce profonde.
La Peste, però, è immenso. E' stupendo. E' davvero perfetto.
Io l'ho amato così tanto che, in uno slancio di passione, ho tentato di leggerlo anche in fran ... Continue
E' vero che i libri di Camus, credo proprio tutti, hanno una tale densità da non poter essere letti senza che lascino tracce profonde.
La Peste, però, è immenso. E' stupendo. E' davvero perfetto.
Io l'ho amato così tanto che, in uno slancio di passione, ho tentato di leggerlo anche in francese. Senza riuscirci. Avevo letto L'Etranger, in francese, di tutt'altra scrittura, leggibile anche da un lettore inesperto, ma la Peste ha una complesistà che non sono stato in grado di affrontare, in originale.
Per chi ha intenzione di passare qualche giorno della sua vita in compagnia di una grande esperienza letteraria, di quelle appassionanti, raccapriccianti, sublimi, che ti sbattono il cuore di qua e di là, questo è uno dei romanzi da tenere nella valigia del naufrago sull'isola deserta. Al contrario di molte altre letture importanti, infatti, questo è un libro che, se campo abbastanza, certamente rileggerò.
Lettura impegnativa, ma che riesce a mettere a nudo l'anima umana a un livello di profondità davvero impressionante. È una sorta di trattato antropologico mascherato da romanzo, un coacervo di sentimenti, azioni, istinti e ragionamenti, un continuo contrapporsi di individualità e coralità.
Che ... Continue
Lettura impegnativa, ma che riesce a mettere a nudo l'anima umana a un livello di profondità davvero impressionante. È una sorta di trattato antropologico mascherato da romanzo, un coacervo di sentimenti, azioni, istinti e ragionamenti, un continuo contrapporsi di individualità e coralità.
Che si legga o meno in chiave metaforica, sovrapponendo l'immagine della pestilenza a quello degli orrori dell'invasione nazista, non si può non restare ammirati - e probabilmente, a tratti, anche sconcertati - da un tale minuzioso affresco della nostra essenza.
"Ma che vuol dire la peste? È la vita, ecco tutto".
L'ho letto in francese, quando ero ragazza, e nonostante lo sforzo fatto per capire le sfumature di una lingua conosciuta, ma non "madre", mi appassionò molto. L'ho riletto pochi anni fa in italiano e l'effetto è stato lo stesso, aggiungo stranamente, perchè, a parte qualche caso, gli autori che mi ... Continue
L'ho letto in francese, quando ero ragazza, e nonostante lo sforzo fatto per capire le sfumature di una lingua conosciuta, ma non "madre", mi appassionò molto. L'ho riletto pochi anni fa in italiano e l'effetto è stato lo stesso, aggiungo stranamente, perchè, a parte qualche caso, gli autori che mi piacevano in gioventù, adesso non mi entusiasmano più!
Il libro è stato scritto molti anni prima degli eventi sanguinosi che avrebbero interessato l'Algeria dal 1956, altrimenti si sarebbe potuto supporre che la peste sia un'allegoria della violenza cieca del terrorismo e della guerra. In questo senso questo di Camus è un libro profetico, che descrive O ... Continue
Il libro è stato scritto molti anni prima degli eventi sanguinosi che avrebbero interessato l'Algeria dal 1956, altrimenti si sarebbe potuto supporre che la peste sia un'allegoria della violenza cieca del terrorismo e della guerra. In questo senso questo di Camus è un libro profetico, che descrive Orano come un'Algeria nella morsa della morte casuale, che può prendere in qualsiasi istante e qualsiasi luogo, non lasciando il tempo quasi di vivere, di avere un futuro.
L'umanità che viene descritta da Camus è quella dei pieds-noirs, i francesi d'Algeria che da lì a poco saranno costretti dalla guerra di liberazione a fuggire, loro nati in Africa, in Francia. Questa umanità non è quindi universale ma europea, sia nei costumi che nei pensieri. Nulla viene detto però da Camus di quella parte di popolazione mussulmana e africana che pare scomparire, o meglio non esistere, in questa Europa trapiantata in Africa, che volge le spalle al mare come davanti a una tentazione. Questo è un limite del romanzo, ma anche un segno di adesione alla realtà storica dell'Algeria coloniale, presto segnata dalla divisione estrema di due popoli che non si guardano in faccia.
Cosa accadrebbe se un paese cadesse sotto la mano nera della peste? Camus attraverso gli stati febbrili dei suoi "contagiati" e dell'immmancabile e fobica presenza di ratti morti racconta cosa accade in una colonia francese africana durante uno stato di pandemia !!! Davvero geniale!!