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Book Description
Otto romanzi brevi in cui Wallace gioca felicemente fra le macerie della realtà, aprendo nuove vie, nella scelta sia del tema come dellla forma più originale e sorprendente. Personaggi descritti nelle loro angosce e allucinazioni, scavati fino a zone inesplorate della psiche e della carne, senza maiContinue
5 Reviews
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Alieni Metropolitani said on Feb 7, 2012 | Add your feedback
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Sospeso
Il mio primo Wallace. Oblio è cervellotico, difficile, culturalmente ostico. Richiede concentrazione, presenza assoluta, non ammette voli pindarici o piccole assenze «fisiologiche». Scrittura difficile e sperimentale, [vasto l'utilizzo del flusso di coscienza, (ma anche di periodi lunghissimi con sc ... (continue)
Smandruppani said on Feb 5, 2012 | Add your feedback
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" era il conflitto più profondo, più tragico e universale di cui il paradosso della celebrità faceva parte. il conflitto tra la centralità soggettiva delle nostre vite da una parte e, dall'altra, la nostra consapevolezza della sua oggettiva mancanza di significato. la collocazione di un genere di pa ... (continue)
kovalski said on Jan 22, 2012 | Add your feedback
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Un talento imperdonabile
Caro Vecchio Neon, insieme a Per Sempre Lassù da Brevi interviste a uomini schifosi, è tra le 10 cose più belle per intensità, efficacia, umanità e amore, che ho mai letto.
Leggere David Foster Wallace regala la sensazione di essere chiunque ed ovunque, e non da soli.
E anche il rimpianto, assurdo, ... (continue)Dottor Cottard said on Dec 25, 2011 | Add your feedback
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doZe said on Jan 11, 2010 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(604)
- Libri Italiani
- Paperback 393 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 8806171860
- ISBN-13: 9788806171865
- Publisher: Einaudi
- Pub date: Jan 01, 2004
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|---|---|---|---|---|
| 9788806171865 | Paperback | €17.00 | €14.96 | IBS.IT |
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Speciale David Foster Wallace - Oblio -
Oblio è uno di quei libri con la L maiuscola; di quelli che ti rimane l’odore addosso per parecchio tempo. Oblio è una raccolta di otto racconti o, per essere più precisi, di otto romanzi brevi inseriti in un’unica struttura che porta il nome di “realtà postmoderna”.
In Oblio si passa dalle angosci ... (continue)
Oblio è uno di quei libri con la L maiuscola; di quelli che ti rimane l’odore addosso per parecchio tempo. Oblio è una raccolta di otto racconti o, per essere più precisi, di otto romanzi brevi inseriti in un’unica struttura che porta il nome di “realtà postmoderna”.
In Oblio si passa dalle angosciose merendine al cioccolato di Mister Squishy al viaggio di Skip Atwate nell’Indiana, un viaggio molto particolare, arricchito da divagazioni su un ipotetico nuovo canale televisivo: “il canale del dolore”. Nel mezzo, una serie di storie che ci mettono alla prova sia come lettori che come uomini, nella piena consapevolezza che, nelle pagine di Wallace, non ci sia un possibile terribile futuro ma, piuttosto, un presente disarmante.
I vari esperti di marketing alla Terry Schmidt, così come i quadretti da famiglia ricco borghese descritti in Oblio (che dà poi il titolo alla raccolta) non sono di certo proiezioni lontane di un futuro alla “Star Wars” ma, pendolari che ci accompagnano tra una fermata e l’altra di un treno regionale.
David Foster Wallace ci parla di lifting e botulino, di “arrampicatori urbani”, di psicanalisi e di merda, non quella in barattoli alla Manzoni ma, pur sempre di merda artistica. Ci parla quindi del nostro mondo di oggi: una Napoli dall’imprescindibile puzza dell’immondizia, dove si faticano a scovare i fasti di un centro storico al sapore di margherite fumanti.
Il reiterato “UCCIDI” in “L’anima non è una fucina” ci obbliga a fermarci prima di cominciare il racconto successivo, a osservare (non limitandoci solo a guardare e basta) fuori dalla finestra, con una lucidità diversa dal solito.
Osservare, appunto, con luci diverse. Le luci al neon illuminano il monologo interiore di un giovane suicida alle prese con la consapevolezza di essere un impostore; tutto questo si scontra o forse sarebbe meglio dire si accompagna, alla terribile morte di un bambino bruciatosi con una pentola messa a bollire in cucina.
Le informazioni tecniche, le parole usate e riusate con precisione quasi meticolosa non fanno altro che caricare d’inquietudine racconti in grado di spiazzarci nella loro aderenza alla realtà. Wallace indaga la verità di ogni piccola mania, fa sedere sull’autobus un detenuto appassionato di ragni e sua madre: donna i cui interventi di chirurgia estetica hanno reso “una maschera indelebile di folle terrore”.
David Foster Wallace è un signore scrittore, di quelli che fatichi a collocare in un mondo dove le parole raramente sono ancora in grado di disegnare così bene gli scenari quotidiani e non. Fino a qui, niente di nuovo, soprattutto per chi è un veterano dei suoi testi. L’aspetto che ho trovato sensazionale in Wallace è la fiducia che ha nelle capacità dei suoi lettori; lui che di fiducia parla poco o, per meglio dire, ne parla da vero cinico postmoderno. Ecco, proprio lui, capace di scrivere 393 pagine sul marcio di questa società, con un gesto leggero ci porta al suo stesso livello, non ci fa sconti e nemmeno per un attimo ci consente di non capire. Oblio è difficile e va riletto in molti passaggi; Oblio non lo si può leggere mentre si fa altro; Oblio è (consentitemi) “tosto” proprio come i suoi lettori.
Una recensione di Ilaria Bonfanti
bonfanti@raccontopostmoderno.com
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