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Il cardellino

By Donna Tartt

(625)

| Hardcover | 9788817072380

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Book Description

Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricc Continue

Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall’acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l’innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo. Tra le luci dell’Upper East Side di New York e la desolazione della periferia di Las Vegas, tra capolavori rubati e fughe vertiginose lungo i canali di Amsterdam, Il cardellino è un romanzo meravigliosamente scritto che si legge come un thriller. Primo assoluto nelle classifiche di Stati Uniti, Francia e Olanda, osannato dalla critica in patria come all’estero, è l’evento letterario dell’anno.

142 Reviews

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    *** This comment contains spoilers! ***

    ”Il cardellino” è un quadro delicato ma ricco di sofferenza, in quanto raffigura un uccellino ”giallo su sfondo pallido, la zampetta sottile come un ramoscello incatenata ad un trespolo”, simile a quella sarà la vita del ragazzo che ne entra i ...(continue)

    ”Il cardellino” è un quadro delicato ma ricco di sofferenza, in quanto raffigura un uccellino ”giallo su sfondo pallido, la zampetta sottile come un ramoscello incatenata ad un trespolo”, simile a quella sarà la vita del ragazzo che ne entra in possesso a seguito di un atroce evento che ha segnato e segnerà non solo la sua esistenza ma, parallelamente, anche quella di personaggi, più o meno positivi, che entreranno in contatto con lui.
    La fragile creatura sarà, indirettamente, il ’filo di Arianna’ che, alla fine, aiuterà Theodore ad emergere dal baratro di un’esistenza carica di dolore, di angoscia e di disorientamento che lo farà sprofondare in una non-vita, cieca di fronte al presente e al futuro: ”Tutto era perduto, non avevo più un posto nel mondo…
    Il bene e il male, travestiti da amore e amicizia, da inganno e frode, saranno le sue fedeli guide che approveranno e condanneranno ogni tentativo di affrontare le difficoltà del suo piccolo/grande mondo, su tutto, però, l’incoraggiamento di chi gli aveva consegnato la preziosa opera: ”Il mondo non mi verrà incontro…perciò devo andargli incontro io”.
    Luoghi diversi, realtà differenti ed esperienze infelici invaderanno, spesso distruggendolo, il suo spirito oltre che il suo corpo, eppure proprio da quelle saprà trarre giovamento, tanto da riuscire a guardare se stesso sotto una luce diversa, complice il ‘caso’: ”l’elemento fortuito in grado di cambiare tutto, oppure no…Un cortocircuito nel continuum spazio-temporale: un modo per vedere le cose due volte o più di due”.
    Alla fine, non rimane che constatare che la ricerca ed il raggiungimento del bene più prezioso per se stessi, una vita dignitosa anche se vulnerabile, non avverrà mai senza passare attraverso lunghe e difficili fasi anche lontane nel tempo e nello spazio che si riproporranno sempre e comunque perché artefici della crescita e della maturazione di ciascuno.

    ”…a volte devi perdere per vincere…”.

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    Gabbiano said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

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    Un gran libro

    (Extracto de la reseña publicada en mi blog: http://cosasmiasjc.blogspot.com.es/2014/08/libros-el-ji…

    Grande, sí. No hay más que verlo de canto, si tienes una edición en papel: la española alcanza casi las 1200 páginas.
    ( ...(continue)

    (Extracto de la reseña publicada en mi blog: http://cosasmiasjc.blogspot.com.es/2014/08/libros-el-ji…

    Grande, sí. No hay más que verlo de canto, si tienes una edición en papel: la española alcanza casi las 1200 páginas.
    (...)
    Un gran libro también en el sentido metafórico de la palabra, pero, como suele ser habitual en estos casos, creo que no es un libro apto para todos los públicos.
    (...)
    En resumen, un buen libro, desde mi punto de vista, un relato complejo y escrito con inteligencia que se lee con fluidez y que se disfruta sobre todo por sus fantásticos personajes. (...) Un amplio ejemplo de diferentes personalidades, estatus social y formas de vida, y de las grandezas y las vilezas del ser humano, a menudo mezcladas dentro de una misma persona.

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    Coyote said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Stupendo, probabilmente il miglior romanzo che ho letto negli ultimi 4-5 anni. Un libro quasi perfetto: una trama avvincente, personaggi profondamente umani e verosimili e una scrittura di livello veramente elevatissimo. Avevo letto i primi due roman ...(continue)

    Stupendo, probabilmente il miglior romanzo che ho letto negli ultimi 4-5 anni. Un libro quasi perfetto: una trama avvincente, personaggi profondamente umani e verosimili e una scrittura di livello veramente elevatissimo. Avevo letto i primi due romanzi della Tartt in italiano e risultavano ben scritti ma questo (che invece ho letto in originale) è di un'altra categoria (a meno che ovviamente gli altri due fossero tradotti così così).
    Una menzione particolare per il personaggio di Boris, davvero fantastico nella sua sgrammaticata e tragicomica filosofia di vita. Un personaggio degno del miglior Dickens.

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    Alessandro Soprani said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

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    il pulitzer avrebbero dovuto darglielo per il piccolo amico: quest'opera, per quanto avvincente nella parte centrale, è di gran lunga inferiore agli altri due libri della tartt.
    in alcuni tratti sembra addirittura scritto con un software automatico ...(continue)


    il pulitzer avrebbero dovuto darglielo per il piccolo amico: quest'opera, per quanto avvincente nella parte centrale, è di gran lunga inferiore agli altri due libri della tartt.
    in alcuni tratti sembra addirittura scritto con un software automatico ed è un vero strazio se si considera che il fiore all'occhiello dell'autrice (e ciò che parzialmente giustificava i 10 anni tra un libro e l'altro) era la maniacale attenzione per la stesura, la precisione nella scelta delle singole parole.
    e ciò rende ancora più intollerabile i "rallentamenti" narrativi: le prime 100 pagine, la parte dell'albergo in olanda per culminare con l'inutile sproloquio finale, che sembra scritto da un'autrice di romanzetti rosa.
    ridateci la vera donna tartt! possibilmente prima di dieci anni!

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    Tambay said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

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    Troppe pagine

    Un libro che inizia lento e incomincia a dare il meglio di sè dopo molte pagine. La parte migliore è quella centrale dove viene raccontata l'esperienza di Las Vegas e il ritorno a New York. La parte ambientata in Olanda e le ultime pagine risultano s ...(continue)

    Un libro che inizia lento e incomincia a dare il meglio di sè dopo molte pagine. La parte migliore è quella centrale dove viene raccontata l'esperienza di Las Vegas e il ritorno a New York. La parte ambientata in Olanda e le ultime pagine risultano superflue. Un puro esercizio di stile da parte del autore.

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    Mfabiolik75 said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

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    Theo Decker è un ragazzo segnato dalla sventura di perdere la madre in un attentato terroristico al Metropolitan Museum di New York. Il padre se n'era già andato qualche tempo prima, a lui rimane tra le mani un piccolo quadro inestimabile ("Il cardel ...(continue)

    Theo Decker è un ragazzo segnato dalla sventura di perdere la madre in un attentato terroristico al Metropolitan Museum di New York. Il padre se n'era già andato qualche tempo prima, a lui rimane tra le mani un piccolo quadro inestimabile ("Il cardellino" di Carel Fabritius, 1654), insieme a un trauma da conciliare con uno spirito già abbastanza perturbato.
    Bene, devo ammettere innanzitutto che non riesco a trovare una ragione sufficiente a considerare questo libro meno che un capolavoro.
    Ho provato a denigrarlo prendendola sul ridere, già il titolo e il grande infelice amore di Theo, che si chiama Pippa, insomma non è che il lettore maschio italiano medio non gli scappi da ridere, ma questo non è bastato.
    Poi posso anche irridere il modello narrativo americano fondato sulla Soddisfazione del Cliente, ad esempio in quel punto dove Xandra si rivolge a Theo dicendogli "Be’, lascia che ti dica una cosa. Tu e tuo padre vi somigliate molto più di quello che pensi. Sei suo figlio, dalla testa ai piedi", nel caso il lettore sprovveduto non ci fosse arrivato da solo nelle precedenti quattrocento pagine.
    Niente da fare, l'unica svista l'ho trovata quando in una delle frequenti riflessioni erudite di Theo si parla dei turchi che fecero saltare il tetto del Partenone (invece loro ci avevano sì depositato la polvere da sparo, ma la cannonata l'hanno tirata i veneziani).
    Per il resto, se conoscete qualche saccentone che va in giro a ripetere che il romanzo è morto, fategli leggere questo libro. Per quanto mi riguarda, sarà dura trovarmi a breve una lettura altrettanto appassionante.

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    Marco Fantoni said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

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