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E' una tragedia particolare, in cui il protagonista è concepito come una creatura dotata di vita propria e quasi esterna all'azione del dramma e su cui icritici si sono divisi. Il dramma di una grande azione (la vendetta della morte del padre, re di Danimarca, ucciso dal fratello Claudio) affContinue
208 Reviews
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sigurd said on Mar 27, 2008 | 1 feedback
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14 people find this helpful



"Essere...o non essere". E' il problema(cit.)
Quante volte abbiamo pronunciato o sentito queste parole nella nostra vita.
Un'opera completa(un misterioso omicidio, una storia di fantasmi, duelli, delitti, avvelenamenti, naufragi, guerre, battaglie), ma soprattutto ci sono grandi personaggi, indimenticabili come l'eterea Ofelia, che impazz ... (continue)
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La Venere di cioccolato said on Jun 13, 2009 | 3 feedbacks
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14 people find this helpful
E' impossibile commentare l'Amleto, fa parte di quel substrato comune, di quegli archetipi culturali che formano il patrimonio artistico dell'umanità. Al pari dell'"Odissea", delle "Mille e una notte", della "Divina Commedia", dei "Racconti di Canterbury", costituisce un modello, un paradigma. Del t ... (continue)
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Writer said on Nov 25, 2008 about the Paperback edition | 1 feedback
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eva luna said on Dec 21, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback
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Assoluto
Non servono parole per questo dramma messo in scena nella mente del lettore, un'opera che avvince e che non invecchia. Credo di averlo letto una decina di volte, ne ho visto diverse rappresentazioni (nessuna a parer mio riuscita a teatro, qualche riduzione cinematografica paradossalmente si avvicina ... (continue)
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Momaxlu said on Dec 15, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback
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Dicono che sia meglio recitato che letto, ma già da letto è meraviglioso.
The rest is silence.Amleto analizza alcuni dei temi più importanti e mostra la frattura e la fragilità dell'uomo messo davanti a "dubbi amletici".
In più il linguaggio è dinamicissimo e i personaggi sono uno per uno da ... (continue)―
Alfred said on Nov 30, 2009 | Add your feedback
Book Details
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Rating:



(2599)
- Libri Italiani
- Others 324 Pages
- Edition: 7
- ISBN-10: 8807821265
- ISBN-13: 9788807821264
- Publisher: Feltrinelli
- Pub date: Jan 01, 2002
- Also available as: Mass Market Paperback and Paperback
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- Amleto ha esitato per tutti noi mikaci (4 comments, 3 people)
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| 9788807821264 | Others | €8.00 | €8.00 | IBS.IT |
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Contrariamente alla mia amica dinahrose, che saggiamente ha preferito immergersi più che commentare il capolavoro shakespeariano- in effetti qualunque parola in questo caso ha ragione dina è superflua- (la quale dina, sia detto en passant, più che essere un personaggio shakespeariano a me ricorda ta ... (continue)
Contrariamente alla mia amica dinahrose, che saggiamente ha preferito immergersi più che commentare il capolavoro shakespeariano- in effetti qualunque parola in questo caso ha ragione dina è superflua- (la quale dina, sia detto en passant, più che essere un personaggio shakespeariano a me ricorda tanto quel personaggio indimenticabile che è la Comare di Bath dei Canterbury Tales di Chaucer), contariamente a lei dicevo mi sono deciso che tanto valeva dirle queste quattro cose che mi frullano in testa su questa che è la più famosa tragedia di Shakespeare e non solo, che rileggo sempre. Si potrebbe obiettarmi che non potrei mostrare la sua grandezza verbale visto che in inglese sono poco più che un balbuziente. E' vero. Ma questo sarebbe riduttivo, almeno per Shakespeare. La sua non è solo una grandezza verbale. Ascoltando origliare il principe di Danimarca direi che non c'è solo questo, ne prendo atto ogni volta cha da buon 'wonder-wounded hearer' (letteralmente "ascoltatore ferito dalla meraviglia") assisto a una sua rappresentazione o leggo queste pagine. La forza di quest'opera consiste nel suo attore per eccellenza. Amleto ha un potere di persuasione e un carisma tale che non ci accorgiamo, mentre leggiamo, che egli ha già sbrigato molte faccende come far impazzire la disincantata Ofelia, assassinare Polonio ferendolo alla cieca, mandare a morte i suoi amici-nemici Rosencrantz e Guildestern. Noi intanto aspettiamo una vendetta che non si compie da limitati lettori e illimitati disattenti. Se Amleto non è qualcosa, quello è proprio non essere una tragedia della vendetta. Amleto è una riflessione continua e monologante sul teatro stesso e sull'autoconsapevolezza del nulla. Amleto ci fa vedere il nulla dapertutto, ci mostra il nulla infangare ogni cosa, ed è per questo che sublimiamo quando egli conclude la sua vita dicendo 'il resto è silenzio'. Per Amleto valgono quelle parole di Nietzsche che dicono 'troviamo parole solo per ciò che è già morto nei nostri cuori'. In lui c'è questa consapevolezza e egli non si biasima per ciò che ha fatto, l'unica cosa che lo preccupa è lasciare al mondo il suo 'nome offeso'. Il sublime nichilista schiaffeggia le nostre più recondite ansie e va incontro alla morte coraggioso, temerario. Io da parte mia l'ho sempre temuto, tanto più che egli stesso lo dice: c'è in me qualcosa di pericoloso che sta alla tua saggezza temere. Il suo potere è nefasto proprio perchè ci accorgiamo di essere tanto più innamorati di lui in misura più o meno proporzionale a quanto lui non ha bisogno di noi. Amleto non ci ama affatto, non ci adula, come dice a quella splendida farsa che è Orazio. Eppure ci impone il suo fascino e noi lo subiamo. Tutto.
Resto sempre senza fiato quando leggo le parole che egli dice al suo amico. E con un po' di soggezione sento in me la delusione dell'amato respinto. Per quanto rivolte ad Orazio, non posso che pensare quelle parole come rivolte a me, egli gli (mi/ci) dice:
Non pensare che ti aduli.
Quali vantaggi potrei sperare da te,
che non hai altra rendita che il tuo ingegno per nutrirti e vestirti? chi adulerebbe il povero?
No, lascia che la lingua di melassa lecchi la storditaggine pomposa, le ginoccha pieghino le giunture flessibili dove c'è ricompensa per la bassezza. Mi senti? (...) Tu sei colui che la mia anima ha marcato col suo sigillo, perchè in te vede uno che per soffrire di tutto di niente soffre..
E' così, miei cari visitatori. Noi lettori o spettatori innocenti saliamo sulla giostra delle emozioni soffrendole tutte, una per una, ma consapevoli del fatto che questa sia solo una rappresentazione, alla fine non soffriamo di niente. Quale sublime ironia e bellezza.
E per ultimo, Shakespeare, non ci ferisce completamente ma ci invita ad una riflessione. Amleto dice ad Orazio:
Mostrami l'uomo che non sia schiavo delle passioni, e io l'avrò in fondo al mio cuore, nel cuore del mio cuore.
Da incredibile fonte di risorse, il principe ci invita a prendere una decisione e ad essere autoconsapevoli, ma lo fa con perfidia e con sublime superbia, perchè è difficile stare vicino al cuore di Shakespeare se egli ci trascina in un vortice di sensazioni e di grandezza, come in Amleto. E a noi allora non resta che rileggere le sue parole, soppesarle, interiorizzarle, fino a che non potremo dire che tutto 'il resto è silenzio', anche noi.
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