Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

La Divina Commedia

Inferno

By Dante Alighieri

(201)

| Hardcover | 9788822104465

Like La Divina Commedia ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

214 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    che dire di questo classico mi posso solo avventurare ad affermare che Sermonti per me è tra i più grandi commentatori di classici ha la prerogativa di farti conoscere questi tomi con la facilità di bere un bicchiere d'acqua

    Is this helpful?

    Salvatifra said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto e studiato a scuola e riletto in seguito... il 5° canto strepitoso!!!!!!!!

    Is this helpful?

    Simona said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo maggior corno de la fiamma antica
    cominciò a crollarsi mormorando
    pur come quella cui vento affatica;

    indi la cima qua e là menando,
    come fosse la lingua che parlasse,
    gittò voce di fuori, e disse: «Quando

    mi diparti' da Circe, che sottrasse ...(continue)

    Lo maggior corno de la fiamma antica
    cominciò a crollarsi mormorando
    pur come quella cui vento affatica;

    indi la cima qua e là menando,
    come fosse la lingua che parlasse,
    gittò voce di fuori, e disse: «Quando

    mi diparti' da Circe, che sottrasse
    me più d'un anno là presso a Gaeta,
    prima che sì Enea la nomasse,

    né dolcezza di figlio, né la pieta
    del vecchio padre, né 'l debito amore
    lo qual dovea Penelopé far lieta,

    vincer potero dentro a me l'ardore
    ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
    e de li vizi umani e del valore;

    ma misi me per l'alto mare aperto
    sol con un legno e con quella compagna
    picciola da la qual non fui diserto.

    L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
    fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,
    e l'altre che quel mare intorno bagna.

    Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
    quando venimmo a quella foce stretta
    dov'Ercule segnò li suoi riguardi,

    acciò che l'uom più oltre non si metta:
    da la man destra mi lasciai Sibilia,
    da l'altra già m'avea lasciata Setta.

    "O frati", dissi "che per cento milia
    perigli siete giunti a l'occidente,
    a questa tanto picciola vigilia

    d'i nostri sensi ch'è del rimanente,
    non vogliate negar l'esperienza,
    di retro al sol, del mondo sanza gente.

    Considerate la vostra semenza:
    fatti non foste a viver come bruti,
    ma per seguir virtute e canoscenza".

    Li miei compagni fec'io sì aguti,
    con questa orazion picciola, al cammino,
    che a pena poscia li avrei ritenuti;

    e volta nostra poppa nel mattino,
    de' remi facemmo ali al folle volo,
    sempre acquistando dal lato mancino.

    Tutte le stelle già de l'altro polo
    vedea la notte e 'l nostro tanto basso,
    che non surgea fuor del marin suolo.

    Cinque volte racceso e tante casso
    lo lume era di sotto da la luna,
    poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

    quando n'apparve una montagna, bruna
    per la distanza, e parvemi alta tanto
    quanto veduta non avea alcuna.

    Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,
    ché de la nova terra un turbo nacque,
    e percosse del legno il primo canto.

    Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
    a la quarta levar la poppa in suso
    e la prora ire in giù, com'altrui piacque,

    infin che 'l mar fu sovra noi richiuso».

    Is this helpful?

    ivresse said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se la Divina Commedia è considerata uno dei punti più alti della letteratura mondiale qualche motivo ci sarà; il motivo principale però credo che sia perché è una fonte continua di stimoli e motivi di riflessione. Due cent per chi, come me, si è avvi ...(continue)

    Se la Divina Commedia è considerata uno dei punti più alti della letteratura mondiale qualche motivo ci sarà; il motivo principale però credo che sia perché è una fonte continua di stimoli e motivi di riflessione. Due cent per chi, come me, si è avvicinato alla Commedia da lettore profano: buttatevi e non vi incaponite se alla fine di un canto vi trovate a chiedervi Ma cosa ho letto?. Dimenticate le interpretazioni che avete studiato al liceo; non sforzatevi a voler cogliere tutti quegli infiniti riferimenti ad oscuri uomini del tempo che Dante ci ha messo dentro; andate fino in fondo e godetevi questo capolavoro.

    Is this helpful?

    rfranz said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    By fire be purged

    Della Commedia di Dante, molto è stato detto e molta critica è stata scritta.
    Il primo approccio è sempre alle superiori dove il tempo tiranno porta gli allievi ad analizzare specifici canti a discrezione dei libri di testo (e forse a ragione).
    Riman ...(continue)

    Della Commedia di Dante, molto è stato detto e molta critica è stata scritta.
    Il primo approccio è sempre alle superiori dove il tempo tiranno porta gli allievi ad analizzare specifici canti a discrezione dei libri di testo (e forse a ragione).
    Rimane un testo del basso medioevo, a cui la Chiesa ha pensato di aggiungere l'aggettivo "Divina".
    L'Alighieri ha scritto un horror medievale (per quanto concerne l'inferno), interamente godibile e suggestivo nelle sue immagini.
    Orde di dannati, in un luogo che sembra poterne contenere un'infinità, nel suo sistema aristotelico-tolemaico.
    Non condivido la morale e la tradizione cristiana, che di per sé non ha inventato nulla, ma solamente si rifò agli scritti antichi e ne ha convertito gli usi e costumi (un esempio tra i tanti, i tabernacoli - tabernae - che prima erano adibiti al culto degli heroa, ora sono in funzione del culto dei santi e dei martiri).
    Nell'inferno dantesco ritornano miti e leggende del mondo antico. Coloro i quali sono venuti prima di Cristo, al massimo hanno diritto a pascolare con dignità nell'anticamera dell'inferno (con buona pace della giustizia e della par condicio divina). Dèi, motri e semidèi mitologici sono a pari passo tra i dannati (ed è una cosa che per mancanza di ulteriori approfondimenti non comprendo: è Dante consapevole del materiale letterario che sta trattando, per amore della COmmedia, il quale parla di miti e leggende del tutto incompatibili, per forza di cose, con la religione cristiana?).
    Semplicemente geniale il sistema del contrappasso, lucido e ragionato (anche se non comprendo come si collocano i rei di più peccati - conta il più grave?).
    Rimane una lettura difficile e a tratti noiosa.

    Is this helpful?

    Herr Doktor Graf Andreas Schmidt von Bohlen und Halbach said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book