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Fine di una storia

By Graham Greene, Piero Jahier (Translator), Maj-Lis Stoneman (Translator)

(321)

| Paperback | 9788804481096

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Book Description

Siamo a Londra, è in corso il secondo conflitto mondiale. Henry è un tranquillo e ordinario funzionario pubblico, sposato con Sarah. Maurice Bendrix è uno scrittore quotato che si innamora, ricambiato, di Sarah. La profonda passione si concretizza durante i loro numerosi incontri, ovviamente clandesContinue

Siamo a Londra, è in corso il secondo conflitto mondiale. Henry è un tranquillo e ordinario funzionario pubblico, sposato con Sarah. Maurice Bendrix è uno scrittore quotato che si innamora, ricambiato, di Sarah. La profonda passione si concretizza durante i loro numerosi incontri, ovviamente clandestini. Durante uno di questi momenti d'intimità, una bomba esplode nell'edificio in cui si trovano. Maurice è privo di conoscenza o forse addirittura morto. Sarah fa voto di interrompere la loro storia, se il suo amato si riprenderà. Poco dopo l'uomo si risveglia misteriosamente e così smettono di vedersi. Anni dopo, Maurice incontra Henry, che teme di essere tradito dalla moglie. Lo scrittore, ancora innamorato e ferito, non riesce a rimanere indifferente al pensiero che Sarah frequenti un altro. Inizia a farla pedinare da un detective, cerca d'incontrarla. In realtà Sarah non ha nessuna relazione, ma è in fin di vita. La verità sulla brusca interruzione del loro amore e la morte dell'amante gettano Maurice nella disperazione.

5 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    punto primo: i traduttori di questo libro hanno risciacquato troppi panni in arno. con la scusa che la lingua italiana si basa sul toscano sembrano appena usciti dalla bottega di ser vitellozzo e sono tutti un "leticare" e un "desinare" che mi hanno rotterca' non poco.
    punto secondo: sarah (alla qua ... (continue)

    punto primo: i traduttori di questo libro hanno risciacquato troppi panni in arno. con la scusa che la lingua italiana si basa sul toscano sembrano appena usciti dalla bottega di ser vitellozzo e sono tutti un "leticare" e un "desinare" che mi hanno rotterca' non poco.
    punto secondo: sarah (alla quale i traduttori medesimi hanno tolto l'acca finale, non si capisce perché) mi sembra la versione altruista di lucia mondella - santarellina del cazzo che odiavo mortalmente.
    ciò detto, questo è un signor libro.

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    flaminia said on Dec 28, 2011 | 1 feedback

  • mi aspettavo di piu' ma forse non sono pronta io

    su un settimanale c'e' una rubrica in cui ad un personaggio del mondo della cultura vengono poste sempre le stesse domande. Una di queste, che mi piace molto, e' "se dovesse vivere in un libro quale sceglierebbe" e l'intervistato aveva risposto:"in Fine di una storia di Graham Greene, una qualunque ... (continue)

    su un settimanale c'e' una rubrica in cui ad un personaggio del mondo della cultura vengono poste sempre le stesse domande. Una di queste, che mi piace molto, e' "se dovesse vivere in un libro quale sceglierebbe" e l'intervistato aveva risposto:"in Fine di una storia di Graham Greene, una qualunque pagina presa a caso". Beh non potuto resistere e mi sono precipitata in libreria a comprare il libro. L'edizione e' un Oscar Mondadori, l'introduzione al libro e' di Paolo Bertinetti che ci dipinge il quadro della vita di Greene quando scrive questo romanzo. Devo dire che e' mi e' piaciuto e servito molto leggerla per entrare nel mondo del libro che avrei letto, pertanto consiglio, se vi capita tra le mani questa edizione , di non "saltare" l'introduzione.
    Il libro. Beh ovviamente c'e' una storia d'amore che finisce, i protagonisti sono molto originali tuttavia non e' una storia che mi ha fatto innamorare per quanto struggente. Mi sono invece affezionata al personaggio del marito tradito, che e' sempre sullo sfondo un po' sfocato ma emerge alla fine come colui che riesce a lanciare al nostro protagonista l'ancora di salvezza.

    C'e' di piu' in questo libro che merita una seconda lettura, chissa' forse in questo momento e' solo mancata la sintonia, come accade tra le persone che magari "sono quelle giuste giuste ma al momento sbagliato"

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    Sonoetta said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

  • E tutto il tempo sapevo di forzare il passo. Io stavo spingendo, spingendo fuori della mia vita l’unica cosa che amassi. Fintanto che potei indurmi a credere che l’amore durasse, fui felice (...). Ma se l’amore doveva morire, desideravo che morisse presto. Era come se il nostro amore fosse un piccol ... (continue)

    E tutto il tempo sapevo di forzare il passo. Io stavo spingendo, spingendo fuori della mia vita l’unica cosa che amassi. Fintanto che potei indurmi a credere che l’amore durasse, fui felice (...). Ma se l’amore doveva morire, desideravo che morisse presto. Era come se il nostro amore fosse un piccolo essere colto in una trappola e sanguinante a morte. Dovevo chiudere gli occhi e torcergli il collo.

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    achiever said on Jan 8, 2012 | Add your feedback

  • bello il libro. bello il film. una coincidenza o un miracolo? questa è la domanda cruciale di fronte alla quale, nella vita, può giocarsi la nostra libertà. riconoscere il miracolo è mettersi nella stessa posizione di Sara. Lei, di fronte a quello che legge come un miracolo, inizia ad affrontare l ... (continue)

    bello il libro. bello il film. una coincidenza o un miracolo? questa è la domanda cruciale di fronte alla quale, nella vita, può giocarsi la nostra libertà. riconoscere il miracolo è mettersi nella stessa posizione di Sara. Lei, di fronte a quello che legge come un miracolo, inizia ad affrontare la realtà in un modo nuovo. riconosce in tutto ciò che le viene posto innanzi, un segno; un segno che rimanda ad Altro. Riconosce che da sola non può far nulla e si mette in un atteggiamento di domanda. Chiede e implora "Fammi credere", riconoscendo che il dolore non le è tolto, ma ha uno scopo : il suo compimento e la redenzione delle persone che incontra, di quelle a cui vuole bene. Sara crede e si gioca tutta la sua umanità, consapevole dei suoi limiti e dei suoi peccati, ma non si sente più sola, ha realmente Qualcuno a cui chiedere aiuto.

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    ele said on Dec 9, 2011 | Add your feedback

  • This was heart-breaking and beautiful as well as a great look at theism and faith. I felt so much sympathy for the woman and the dilemma she found herself in with her promise to a god that she didn't believe in.

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    Middlemarch said on Feb 26, 2011 | Add your feedback

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