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Il diavolo in corpo

By Raymond Radiguet

(66)

| Others | 9788845225697

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187 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    "La felicità è egoista"

    Non avrei certo rischiato di rimanere complessata se anche non avessi mai avuto tra le mani questo libro, ma era da almeno una decina d’anni che rincorrevo l’idea di leggerlo. Pertanto, ringrazio il benefattore che me ne ha fatto dono, permettendomi ...(continue)

    Non avrei certo rischiato di rimanere complessata se anche non avessi mai avuto tra le mani questo libro, ma era da almeno una decina d’anni che rincorrevo l’idea di leggerlo. Pertanto, ringrazio il benefattore che me ne ha fatto dono, permettendomi di togliermi il capriccio e rendermi conto che, tutto sommato, “Il diavolo in corpo” di Raymond Radiguet non è poi quel gran romanzo peccaminoso che m’aveva fatto intendere, a questo punto ingannandomi, qualche breve trama o recensione letta in passato non ricordo neanche più dove. Il mio voto non riesce a spingersi oltre le tre stelle e mezzo.
    Insomma, francamente, tutto questo diavolo in corpo non l’ho proprio trovato… Forse l’autore, che morì a soli vent’anni (che iella, proprio quando si godeva la fama grazie all’opera in questione!), temendo la scure implacabile della censura, si sarà limitato nel raccontare: visti i tempi (primi anni Venti del Novecento), la grandissima e incontenibile passione tra un ragazzino di quindici-sedici anni che si portava a letto una giovane signora (o era lei che era riuscita a portarselo a letto?), moglie di un soldato sbattuto al fronte della grande guerra, più “vecchia” di lui di circa tre anni, doveva apparire davvero scandalosa per la morale benpensante e ipocrita dell’epoca. Di certo, in sé la storia è molto triste, ma comunque mi sembra carente d’amore e colma invece dei capricci e dell’immaturità tipici dell’età di chi deve ancora crescere.

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    Laura Vargiu said on Aug 29, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    viaggio non convenzionale nel mondo delle relazioni

    Il titolo mi evocava tutt'altro tipo di storia, invero mi aspettavo un romanzo fantastico o qualcosa di vagamente gotico, invece si tratta della narrazione di una storia d'amore tra due giovani francesi negli anni della 1° Guerra Mondiale. La guerra ...(continue)

    Il titolo mi evocava tutt'altro tipo di storia, invero mi aspettavo un romanzo fantastico o qualcosa di vagamente gotico, invece si tratta della narrazione di una storia d'amore tra due giovani francesi negli anni della 1° Guerra Mondiale. La guerra rimane più un contesto cronologico che un vero e proprio pericolo, perchè essa non turba davvero le vite dei protagnonisti, e non si parla di sacrifici, timori e povertà. La vita scorre abbastanza serena, regolare, e vede l'incontro di due giovani. L'aspetto "insolito" sta nel fatto che non solo si tratta di una relazione extraconiugale, ma essa coinvolge una giovane donna e un'adolescente: Marthe, fresca sposa di un soldato, ha infatti 18 anni, il suo amante, che è anche la voce narrante, è un giovane di soli 16 anni. La relazione tra i due è molto particolare: sfida le convenzioni, fresca della giovane età e ricca di incoscienza non si preoccupa troppo della morale, delle apparenze e non cerca di nascondersi più del minimo senso del pudore. Il protagonista (di cui mi pare non venga mai fatto il nome) è un adolescente fatto e finito, per molti versi simile a tanti giovani dei nostri giorni: pigro, narcisista,egoista, a suo modo capriccioso e ingiusto con l'amante, sulla quale ha un fortissimo ascendente. Va infatti detto che Marthe, nonostante sia più vecchia, non dimostra una forte personalità e si lascia condurre molto dai capricci e desideri del giovane compagno. Nel corso della vicenda ci sono diversi momenti cruciali, in cui personalmente ho provato sempre maggiore antipatia per il protagonista...un ragazzino ribelle,irresponsabile e narcisista, che vive il tutto un po' troppo proiettato su se stesso e con troppa poca coscienza delle conseguenze sulla vita degli altri: in tutto ciò le figure genitoriali rimangono pressocchè assenti.
    Stilisticamente è una lettura piacevole, che scorre rapida ma di tanto in tanto sorprende con immagini profonde, comunque celate dietro a uno stile diretto e poco artificioso.
    Non so se ne consiglierei la lettura...per me è stato un piacevole diversivo, ma non credo mi abbia lasciato molto. In realtà contenuti su cui pensare ce ne sono, probabilmente sono ancora in preda del polverone di sensazioni e sentimenti post lettura. Ritengo comunque che si tratti di un romanzo breve senz'altro valido.

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    Blue Carmilla said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "La nostra felicità era un castello di sabbia. Ma dato che qui la marea non aveva un ora fissa, speravo che sarebbe salita il più tardi possibile."

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    Beatrisa said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando uscì sicuramente creò scalpore, posso immaginarmelo. Il fatto è che leggerlo oggi magari non è così erotico, non fa tutto questo scalpore, anzi diciamo che è quasi all'ordine del giorno. Ho trovato molto più interessante il fattore psicologico ...(continue)

    Quando uscì sicuramente creò scalpore, posso immaginarmelo. Il fatto è che leggerlo oggi magari non è così erotico, non fa tutto questo scalpore, anzi diciamo che è quasi all'ordine del giorno. Ho trovato molto più interessante il fattore psicologico di questo romanzo, poi mi sono annoiato leggermente.

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    luke said on Feb 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    <<La felicità è egoista>>

    Avevo sentito molto parlare de Il diavolo in corpo come di un romanzo disturbante per il tema che affronta (l'adulterio, dove il marito tradito è un soldato al fronte), ma soprattutto di un libro erotico; ebbene, nessuna delle due definizioni ...(continue)

    Avevo sentito molto parlare de Il diavolo in corpo come di un romanzo disturbante per il tema che affronta (l'adulterio, dove il marito tradito è un soldato al fronte), ma soprattutto di un libro erotico; ebbene, nessuna delle due definizioni gli si addice. Casomai potremmo parlare di un manuale d'amore, iperdettagliato nel descrivere le varie fasi dell'innamoramento e i vari stadi della passione, dal desiderio degli innamorati di stare sempre insieme fino alle menzogne, alle malignità, alla gelosa possessione dell'altro e all'egoismo.
    Il protagonista, che non viene mai nominato e parla sempre in prima persona, è un giovane di quindici anni all'inizio del romanzo, e si innamora della figlia diciottenne di amici di famiglia, promessa sposa di un uomo impegnato in guerra. I due diventano amanti, ma non è assolutamente la fisicità del loro rapporto a venire illustrata, quanto il complesso equilibrio di affetto, sensi di colpa, gratitudine, imbarazzo, felicità, rabbia, astio ed intimità che si stabilisce tra loro.
    La trama non ha nulla di sconvolgente o comunque particolarmente eccitante, tuttavia la sapienza di Radiguet sta nell'orchestrare i sentimenti e nel renderli verosimili, anzi, estremamente reali. Nessun altro, a mio parere, avrebbe potuto costruire un romanzo ricco e piacevole a partire da un così povero materiale.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/12/il-diavolo-i…

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    Pitichi said on Dec 21, 2013 | 3 feedbacks

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