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- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(607)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Mass Market Paperback
- ISBN-10: None
- ISBN-13: None
- Publisher: SugarCo Se Edizioni
- Also available as: Hardcover and Others
- In other languages:
Naked Lunch
(English Books)
Le festin nu
(Livres Français)
El Almuerzo Desnudo
(Libros en Español)

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Assurdo. Delirante. Tutti scopano e si inculano! Un tripudio di gay,checche, trans, eunuchi, mutazioni gnetiche, bagasce assassine e soldati latentemente bisex oltre che sadici.Visioni apocalittiche descritte sotto l'effetto della droga, stralci di vita raccolti in pezzi di carta lasciati alla memor ... Continue
Assurdo. Delirante. Tutti scopano e si inculano! Un tripudio di gay,checche, trans, eunuchi, mutazioni gnetiche, bagasce assassine e soldati latentemente bisex oltre che sadici.Visioni apocalittiche descritte sotto l'effetto della droga, stralci di vita raccolti in pezzi di carta lasciati alla memoria, quando al ritorno da quei paradisi artificiali, e all'inizio della sofferenza più atroce della crisi d'astinenza, quella memoria non ci sarà più, ma ci saranno soltanto gli appunti presi nel delirio. La dose diventa bisogno mentale, per evadere dallo squallore della vita grigia, un bisogno fisico, per tenere a bada i dolori. La città nasconde i tossici, e la droga è di qualsiasi tipo, basta che sia considerata illegale, questo è già un buon motivo per assumerla, qualsiasi sostanza sia. Anche la città si muove, giustificando qualsiasi tipo di violenza. Non si parla solo di eroina o cocaina, ma di sostanze apparentemente innocue, come la noce moscata, usata anche dagli indios del Sudamerica come narcotico. Certe descrizioni visionarie di questa città, Annexia, sono davvero forti, a tratti squallide, ci vuole uno stomaconotevole per riuscire a immaginare un'apocalisse simile, a tratti persino Burroughs si scusa col lettore per la crudezza delle sue descrizioni, ma dichiara che non ne può fare a meno, tutto questo è la testimonianza della sua memoria di tossicodipendente.A volte però ci fa sorridere o ridere di gusto per l'estremo, per la follia, per la sconcezza irreale di certi brani che ogni tanto sono profondi e persino sentimentali.
"Io sono un fantasma e voglio quello che vogliono tutti i fantasmi, un corpo, dopo che il lungo tempo si è mosso in vincoli inodori di spazio dove non c'è vita solo un non odore incolore della morte..."
Un delirio, una visione, un canto, un incubo.
Fonte sia per la tecnica che per l'ambiente di migliaia di canzoni rock e pop. La sua diffusione è fortemente osteggiata dalle Major nel timore che ascoltatori e lettori coincidano e scoprano il trucco.
Non è certo una lettura semplice. Anzi, definirei il libro crudo e disturbante. Trattasi di un delirio senza nè capo nè coda scritto sotto l'effetto di pesantissimi stupefacenti o, peggio ancora, in piena astinenza. Però cavolo, è interessante! Se lo inizi lo leggi fino alla fine! O almeno, per me è ... Continue
Non è certo una lettura semplice. Anzi, definirei il libro crudo e disturbante. Trattasi di un delirio senza nè capo nè coda scritto sotto l'effetto di pesantissimi stupefacenti o, peggio ancora, in piena astinenza. Però cavolo, è interessante! Se lo inizi lo leggi fino alla fine! O almeno, per me è stato così. Inoltre con la sua carica di brutalità è molto più utile di tanti opuscoli di pubblicità progresso, ed è bene ricordare che ha ispirato molti artisti e un film che forse un giorno guarderò. Insomma, a cercarli bene dei pregi ci sono.
Se avete un'anima rock vi consiglio come sottofondo l'ascolto di "The Priest They Called Him", un disco estremo inciso da Burroughs e Kurt Cobain. Il buon vecchio Burroughs recita una storia mentre la chitarra di Cobain graffia come non mai.
delirante.
mi sono persa, non riesco a seguirlo, forse usiamo droghe diverse...
Frammenti di delirio e d'allucinazione, accozzaglia di pensieri sconnessi e visioni più d'una volta fortemente predittive di drammi destinati a superare la dimensione individuale, che ben presto sarebbero divenuti collettivi. La cronaca di una malattia, quindici anni di sistematica e metodica tossic ... Continue
Frammenti di delirio e d'allucinazione, accozzaglia di pensieri sconnessi e visioni più d'una volta fortemente predittive di drammi destinati a superare la dimensione individuale, che ben presto sarebbero divenuti collettivi. La cronaca di una malattia, quindici anni di sistematica e metodica tossicodipendenza. Le immagini violente e allucinate formano una sequenza che nella sua spietata immediatezza risulta impossibile da ignorare. Pasto nudo è tutto questo, il racconto visivo di una ripugnante condizione vissuta intimamente dietro la quale s'intravede il destino di altri, di tutti gli uomini, un modello umano. Una serie di istantanee esemplari di una condizione servita «sulla punta della forchetta».
La dipendenza dalla droga diviene in Burroughs sperimentazione, al più alto livello, e nello stesso tempo metafora, di qualunque forma di controllo finalizzata allo sfruttamento dell'uomo.
1 - Non dare mai niente per niente.
2 - Non dare mai più di quel che si deve (prendere sempre per fame il cliente e farlo aspettare).
3 - Riprendersi sempre tutto se possibile.
La comunanza di regole fa sì che il rapporto tra Spacciatore e tossicodipendente divenga in Burroughs allegoria del vincolo tra singolo e Sistema nella società dei consumi. L'Uomo si annulla nel tossicodipendente così come si aliena nel consumatore. La roba, così vicina dal punto di vista lessicale al termine generico di cosa, ugualmente mercificata, prodotta, commercializzata, è tra le merci quella ultima, il prodotto ideale.
«La roba è il prodotto ideale... la merce ultima. Per venderla non sono necessarie tante chiacchiere. Il cliente è disposto a strisciare in una fogna supplicando di poterla comprare... Il mercante di droga non vende il suo prodotto al consumatore, vende il consumatore al suo prodotto. Non migliora né semplifica la merce. Degrada e semplifica il cliente. Paga la gente che lavora per lui in droga. La droga produce la formula di base del virus del «male»: L'Algebra del Bisogno».
La massima espressione della eteroinduzione del bisogno. L'uomo degrada a merce. Tutto quello che si fa per la roba è anche tutto quel che si è pronti a fare per qualsivoglia bene di consumo, per la possibilità di scelta tra di essi, alimentati dal medesimo vuoto: si mente, si imbroglia, si ruba. Si è disposti a tutto pur di perpetrare la propria condizione di possessori e posseduti dalle cose. La droga diviene così metafora di un condizionamento che di fatto si attua in modo ancor più capillare ed ugualmente implacabile attraverso le molteplici manifestazioni della dipendenza dai prodotti nelle attuali società industrializzate.
«Come vedete il controllo non può mai essere un mezzo per perseguire un fine pratico... Non può mai essere un mezzo per conseguire qualcosa che non sia un controllo maggiore... Come la droga...»
Pasto nudo converge esattamente in questo punto. Il punto in cui diviene chiara, servita nel modo che non ne tollera più l'ignoranza, la condizione umana. Ed è ciò che fa di Burroughs l'autore di uno dei ritratti più impietosi e feroci dell'uomo moderno.
http://lorispadaro.wordpress.com/