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Leggere Perchè i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberiBlog this item
  • 14 people find this helpful
    • bella sorpresa
    • di solito sono restio a comprare libri troppo pubblicizzati, e comunque mai mentre lo sono...
      al massimo, se meritano, li compro dopo qualche anno dall'uscita...
      per questo mi sono convinto... forse ascoltando l'intervista che ha rilasciato a radiouno lo stesso augias. raccontava orgoglios ... Continue

      di solito sono restio a comprare libri troppo pubblicizzati, e comunque mai mentre lo sono...
      al massimo, se meritano, li compro dopo qualche anno dall'uscita...
      per questo mi sono convinto... forse ascoltando l'intervista che ha rilasciato a radiouno lo stesso augias. raccontava orgoglioso che la prima edizione di 40 mila copie era andata esaurita, e ne stavano preparando già una terza di 15 mila (è la mia...), dopo che anche la seconda, di 20 mila, stava per esaurirsi... 75 mila copie in un paese di 60 milioni di abitanti. poco più di una ogni mille...
      ------
      oggi mi arriva dunque questa copia, e prima di riporla, come al solito, leggo il risvolto di copertina, ne sfoglio qualche pagina...
      pochi minuti e ho finito il primo capitolo...
      bello e ben scritto... e non me lo aspettavo neanche...
      --------

      finito!
      avrei tanto voluto assegnare, nella mia infinita presunzione, anche l'ultima stelletta a questo libro, perchè di questi tempi chiunque e in qualsiasi modo invogli alla lettura meriterebbe un nobel!
      ma, ahimè, ho letto il libro, non ne sto solo considerando, come tanti, molti, troppi, solo le intenzioni, rigirandolo fra le mani e ammirandone copertina e rilegatura... (per inciso, ben curata sia la carta, che la stampa, insomma un'ottima veste!).
      mi fermo quindi a confermare il primo giudizio e ad indicare, per chi ha ancora la pazienza di continuare a leggermi, quelli che per me sono stati gli unici due difetti che non me lo fanno "adorare", secondo la dicitura che anobii ha scelto per le 4 stellette.
      primo. c'è una parte centrale dedicata ai libri sull'amore che piano piano porta ai libri sulle case chiuse... in effetti non si tratta di una forzatura e il passaggio scivola molto bene, mai scadendo nel volgare o mancando di decenza. e se l'intento era di prendere l'argomento come pretesto, è decisamente sfruttato al meglio. la mia domanda è: perchè questo, e perchè tanto a lungo. nell'economia del libro, la prima domanda deve necessariamente trovare una risposta, visto che svariati argomenti potevano portare autore e lettori sulla stessa identica strada, facendoci insieme scoprire e/o riscoprire percorsi, ricordi, sorprese... e altrettanto, se non di più, pesa la seconda domanda. in un testo non tanto lungo, anzi decisamente concentrato (alla fine, riconosco che la facile e delicata prosa me ne avrebbe fatto gustare almeno altrettante pagine ancora), dedicare tante pagine a questi argomenti, tralasciandone tanti altri che sono sicuro sono presenti nella memoria e nella storia letteraria dell'autore come di tanti di noi lettori... insomma...
      seconda ragione. una frase buttata lì proprio alla fine, nelle ultimissime pagine.
      "La letteratura non ha messaggi nè valori morali da proporre, e quando ne ha, si tratta in genere di cattiva letteratura.".
      ho tanti, tantissimi libri, adesso, qui, in mano e nella mia mente. libri che sono stati portatori di messaggi, e a volte anche di più. ognuno di noi credo ne abbia molti di esempi, e vivaddio non tutti gli stessi.
      una frase del genere, dunque, andrebbe quantomeno spiegata e supportata da esempi. se invece si tratta dell'esperienza personale dell'autore, va solo rispettata. ma se lui non ha mai incontrato in nessun libro un messaggio nè un valore, oppure, quando l'ha trovato, ha ritenuto che si trattasse di bassa letteratura, allora davvero mi spiace per lui.
      fra i numerosi esempi che affollano la mia memoria, uno balza fra tutti, non per particolare importanza o chiarezza di esempio, quanto forse perchè ne ha fatto esplicitamente una bandiera:
      "...non proferir mai verbo che plauda al vizio o la virtù derida".
      è un messaggio, ed ha un valore morale eterno.
      in ogni caso, grazie, dottor Augias!

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  • nick said on Nov 28, 2007 about the Others edition
  • 10 people find this helpful
    • Devo premettere che adoro l'Augias della serie "I segreti di..." e non solo, ma in questo libretto, va detto, il "nostro" rimane in tema appena appena all'inizio ed alla fine. Peraltro non dicendo nulla di nuovo, anzi. Per il resto parla con fervore solo di sesso, di amore fedifrago, di bordelli, di ... Continue

      Devo premettere che adoro l'Augias della serie "I segreti di..." e non solo, ma in questo libretto, va detto, il "nostro" rimane in tema appena appena all'inizio ed alla fine. Peraltro non dicendo nulla di nuovo, anzi. Per il resto parla con fervore solo di sesso, di amore fedifrago, di bordelli, di erotismo (con veloci incursioni in quello saffico), di prostituzione, di pornografia.
      Un libro dell'andropausa.

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  • Maui (maui) said on Nov 8, 2008 about the Others edition| 1 feedback
  • 8 people find this helpful
    • Questo libro mi ha un po' deluso; malgrado nutra profonda ammirazione per Augias, l'ho trovato piuttosto scontato, dice quello che già si sa sull'attività del leggere, riferendosi inoltre a i soliti testi noti per motivare perché un libro può essere dannoso, o perché può essere benefico e perché in ... Continue

      Questo libro mi ha un po' deluso; malgrado nutra profonda ammirazione per Augias, l'ho trovato piuttosto scontato, dice quello che già si sa sull'attività del leggere, riferendosi inoltre a i soliti testi noti per motivare perché un libro può essere dannoso, o perché può essere benefico e perché in fondo, in qualunque libro ci sia qualcosa di buono.

      L'autore dice che ha tralasciato il riferimento a numerosi testi - scegliendo di citare i soliti noti: Plinio, Madame Bovary, Paolo e Francesca danteschi ecc... a dimostrazione delle sue tesi -. Sarebbe stato forse meglio citare gli altri che ha omesso. Peccato.

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  • ΑνναΦ ( Ἦθος, ἀνθρώπῳ δαίμων). said on Oct 4, 2007 about the Others edition| 1 feedback
    • "Nullum esse librum tam malum ut non aliqua parte prodesset" Plinio il Vecchio

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  • Sandra25058 said on Nov 3, 2009 about the Others edition
  • 5 people find this helpful
    • Sarà che mi piace Augias, sarà che riesce a rendere interessante ogni argomento che tratta, sta di fatto che anche questo libro, che non racconta nulla di nuovo per chi ama la lettura, con le sue riflessioni e i ricordi di lettore, cattura la mia attenzione e... che dire... bravo Augias.

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  • Patricija said on Oct 21, 2009 about the Mass Market Paperback edition| 1 feedback
    • Una lettura breve, leggera e piacevole di un grande laico dei nostri giorni. Corrado Augias spiega perché leggere fa bene e nessuno dovrebbe rinunciarvi.

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  • Willy il Coyote said on Oct 13, 2009 about the Others edition
Book Details
Libri Italiani
Rating: (323)
4 stars
3 stars
2 stars
1 star
Hardcover 120 Pages
ISBN-10: None
ISBN-13: None
Publisher: Mondolibri
Pub date: Jan 01, 2008
Also available as: Mass Market Paperback and Others
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