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Il dilemma dell'onnivoro

By Michael Pollan

(88)

| 9788845922886

Book Description

Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan Continue

Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan in questo documentato e brillantissimo saggio, forse il primo sull'argomento a non prendere nessun partito, se non quello dell'ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate. Che legga insieme a noi le strepitose biografie del pollo "biologico" riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immense pozze di liquame, egli arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali. Il problema, che Pollan descrive con rigore ed estrema chiarezza, è che trovarsi al vertice della catena alimentare - cioè poter mangiare, a differenza delle altre specie, pressoché tutto - offre all''homo sapiens' numerosi vantaggi, ma lo espone anche a quasi infinite possibilità di manipolazione. Per condurre una vita meno insana, dunque, l'onnivoro ha bisogno di sapere, sui propri appetiti e sui propri meccanismi adattivi, almeno quanto ne sanno gli strateghi dell'industria alimentare. In altre parole, ha bisogno di un libro come questo.

37 Reviews

  • 28 people find this helpful

    “Ciò che un americano trova nel piatto a cena ha percorso in media duemilaquattrocento chilometri prima di arrivare lì: spesso il cibo ha più esperienza del mondo di quanta non ne abbia il suo consumatore”.

    “Il dilemma dell’onnivoro” di Michael Pollan esplora la catena alimentare di quattro pa ... (continue)

    “Ciò che un americano trova nel piatto a cena ha percorso in media duemilaquattrocento chilometri prima di arrivare lì: spesso il cibo ha più esperienza del mondo di quanta non ne abbia il suo consumatore”.

    “Il dilemma dell’onnivoro” di Michael Pollan esplora la catena alimentare di quattro pasti, come è indicato nel sottotitolo originale, A natural history of four meals: la catena industriale, quella biologica-industriale, quella del cibo proveniente da una fattoria, fuori dagli schemi “bio” che esprimono spesso una logica di marketing più che una filosofia di vita e infine una cena ottenuta coltivando, raccogliendo e cacciando il cibo (la catena alimentare più breve, sebbene quella più faticosa).
    Gli onnivori si trovano di fronte a un dilemma (l’espressione è mutuata dallo studioso Paul Rozin che l’ha introdotta nel 1976). L’onnivoro grazie alla sua capacità di ottenere energie dalle fonti più disparate può colonizzare tutti gli habitat, ma si è trovato durante la sua evoluzione di fronte al problema di ciò che era buono da mangiare oppure non lo era. La capacità di comunicare ha ridotto la portata di questo dilemma, ma la sua complessità è stata per alcuni antropologi una delle cause che ha richiesto circuiti cerebrali più evoluti.
    Michael Pollan è un ottimo scrittore ed alterna vivide descrizioni a riflessioni altrettanto incisive.
    La grande bellezza della scrittura di Michael Pollan è quella di riuscire ad elaborare dell’ottimo cibo per la mente con una sapore favoloso. Ed è ciò che ogni scrittore di saggistica in fondo dovrebbe fare. Genera idee, stimola il pensiero, ispira la creatività: “Il dilemma dell’onnivoro” è tra il miglior cibo per la mente che potete trovare in circolazione.
    Versione completa qui:

    http://chegiornooggi.blogspot.com/2008/07/il-dilemma-dellonnivoro-di-michel.html

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    Enzo B said on Jul 11, 2008 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Pollan, in questo saggio, un po' reportage, un po' anche racconto, sceglie di risalire le diverse catene alimentari che si concludono nel cibo che ci ritroviamo nel piatto. Un pranzo di McDonald, una cena fatta con cibi biologici, una fattoria modello, il brivido della ricerca del cibo nei boschi - ... (continue)

    Pollan, in questo saggio, un po' reportage, un po' anche racconto, sceglie di risalire le diverse catene alimentari che si concludono nel cibo che ci ritroviamo nel piatto. Un pranzo di McDonald, una cena fatta con cibi biologici, una fattoria modello, il brivido della ricerca del cibo nei boschi - un'analisi dettagliata e documentata dei costi reali del cibo (in combustibili fossili consumati, danneggiamento dell'ambiente, rischi per la salute), della sua produzione, della sua storia e significato simbolico.
    Una lettura estremamente interessante, utile a ricordare che l'espressione "siamo ciò che mangiamo" ha un significato molto concreto.
    L'unico piccolo appunto potrei farlo sulle considerazioni di Pollan in merito alla rinuncia alla carne, una via per lui inutile alla risoluzioni dei problemi dell'alimentazione industriale e dell'allevamento intensivo. Ma sono di parte, sono vegetariana, per cui...

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    Viperavenerea said on Feb 10, 2009 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Mangiare: atto agricolo, ecologico e politico

    Il dilemma di un onnivoro consiste, paradossalmente, nel dover operare la giusta scelta di ciò di cui sfamarsi in uno spettro di possibilità molto vasto. In questo libro, Pollan analizza questo "dilemma" cui la nostra società, nello specifico quella statunitense, è sottoposta, e le tecniche con le q ... (continue)

    Il dilemma di un onnivoro consiste, paradossalmente, nel dover operare la giusta scelta di ciò di cui sfamarsi in uno spettro di possibilità molto vasto. In questo libro, Pollan analizza questo "dilemma" cui la nostra società, nello specifico quella statunitense, è sottoposta, e le tecniche con le quali ha (almeno crede) trovato una soluzione Così, il libro è suddiviso idealmente in tre parti: l'alimentazione industriale, l'alimentazione sostenibile e l'alimentazione preistorica. Sorprendentemente, il dilemma non è presente nella prima, perché non c'è scelta: l'industria del cibo moderno è, praticamente, Zea mays. Dal mais deriva, direttamente o indirettamente, quasi tutto. Lo scopriamo bene nella visita all'attività agricola del signor Naylor, cerealicoltore dell'Iowa. Chi direbbe che le bibite dolci contengono mais? E che dire del cioccolato? E dei biscotti salati? Il tutto, in un'ottica capitalista del massimo profitto (monetario) e del massimo sfruttamento (ambientale). Certo, una famiglia che con 15 dollari si nutre da McDonald's può credere di fare un affare: ma tale pranzo non include gli immensi costi sociali ed ecologici, che vengono scaricati sulla collettività. E, invece, per quanto riguarda l'alimentazione "sostenibile" (praticamente il "biologico")? Il gioco vale la candela, o da nicchia rivoluzionaria qual'era, anche il biologico si è trasformato nell'ennesimo gioco alla moda, industrializzato e dannoso? In realtà, biologico non vuol dire necessariamente naturale al 100% (e questo lo sappiamo bene); ma affidarsi al biologico, locale e stagionale, può essere un "dare un segnale"? E fino a che punto? Pollan decide di vivere una settimana nella fattoria sostenibile Polyface, per toccare con mano cosa vuol dire rispettare i ritmi e i cicli della natura. Un pasto costruito su tali basi di certo ha un prezzo leggermente superiore, ma costi più bassi. Infine, l'autore tenta l'esperimento Paleolitico (o quasi): una cena tutta a base di autoproduzione, caccia e raccolta. Così, sarà alle prese con l'attività venatoria, la pesca, la micologia (o micofobia?). Come gli riuscirà? E quale sarà stato il migliore dei suoi pasti, per lui ma non solo? E che dire del problema etico del nutrirsi di carne? E, antropologicamente, quale sarebbe la scelta più adatta?

    Effettivamente, questo sorprendente libro è in alcune parti un utile (anche se bizzarro) strumento per non morire nell'ignoranza e mettere in moto il cervello. In altre parti mi è sembrato un'accozzaglia di cretinate e di anedottistica personale. Alcune riflessioni le ho trovate deboli e americocentriche; altre, quelle ecologiche, un po' fuorvianti e non sempre precise.

    Infine attenzione, qui si scambiano funghi ad aghi con funghi a lamelle, ma soprattutto alcune scene potrebbero essere non adatte ad un pubblico sensibile: l'insistente parlar di mattanze, macellazioni e eviscerazioni potrebbe farvi storcere il naso se, come me, avete deciso che il vostro stomaco non deve fungere da cimitero di esseri senzienti...

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    kaliya said on Jan 27, 2009 | 1 feedback

  • Un punto di vista lucido, approfondito e per nulla scontato su una delle nostre attività più importanti: l'alimentazione. Un libro pieno di informazione e spunti interessanti. In fondo anche mangiare bene è una forma di resistenza.

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    Sammy said on Dec 24, 2009 | Add your feedback

  • Un viaggio lungo la catena alimentare industriale degli stati uniti. Le coltivazioni intensive di mais, manzi e maiali messe a confronto con una piccola fattoria a conduzine familare.
    Un libro sicuramente importante per chi è interessato a conoscere l'origine del cibo che mangiamo ogni giorno.

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    jagòtt said on Oct 31, 2009 | Add your feedback

  • Ruspante e gustoso

    Un affascinante viaggio nelle catene alimentari del nostro mondo "moderno". Una dissacrante analisi dell'alimentazione, del nostro rapporto col cibo. Tocca al cuore ed allo stomaco del lettore!
    Consigliatissimo :-)

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    sgirolimetto said on Sep 25, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (88)
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Edition: 1ª ed.
  • ISBN-10: 884592288X
  • ISBN-13: 9788845922886
  • Publisher: Adelphi
  • Pub date: Jan 01, 2008
  • In other languages:
    • <span class='translatable' lang='Cover of '{[title]}''>Cover of 'The Omnivore's Dilemma'</span>
      The Omnivore's Dilemma
      (English Books)
    • <span class='translatable' lang='Cover of '{[title]}''>Cover of '到底要吃什麼?'</span>
      到底要吃什麼?
      (繁體書)
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