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Il dilemma dell'onnivoro

By Michael Pollan, Luigi Civalleri (Translator)

(290)

| Paperback | 9788845922886

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Book Description

Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in TV. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan Continue

Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in TV. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan in questo documentato e brillantissimo saggio, forse il primo sull'argomento a non prendere nessun partito, se non quello dell'ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate. Che legga insieme a noi le strepitose biografie del pollo "biologico" riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immense pozze di liquame, egli arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali. Il problema, che Pollan descrive con rigore ed estrema chiarezza, è che trovarsi al vertice della catena alimentare - cioè poter mangiare, a differenza delle altre specie, pressoché tutto - offre all'homo sapiens numerosi vantaggi, ma lo espone anche a quasi infinite possibilità di manipolazione. Per condurre una vita meno insana, dunque, l'onnivoro ha bisogno di sapere, sui propri appetiti e sui propri meccanismi adattivi, almeno quanto ne sanno gli strateghi dell'industria alimentare. In altre parole, ha bisogno di un libro come questo.

Critics

  • Il dilemma dell'onnivoro

    La presentazione e le recensioni di Il dilemma dell'onnivoro (versione per giovani adulti), opera di Michael Pollan edita da Giunti. Prima di iniziare a scrivere questo libro, non avevo mai riflettuto sulla provenienza dei miei pasti, né mi preoccupa ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 1 Feb 2011

5 Reviews

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    Sapere per scegliere

    Questo libro-inchiesta, scritto in stile documentaristico, estremamente lucido e pulito nell'esporre le informazioni, accende, dapprima, i riflettori sui retroscena dell'industria alimentare senza esprimere giudizi moralistici. Di giudizi, in effetti, non ce ne è bisogno perché certe prassi si autod ... (continue)

    Questo libro-inchiesta, scritto in stile documentaristico, estremamente lucido e pulito nell'esporre le informazioni, accende, dapprima, i riflettori sui retroscena dell'industria alimentare senza esprimere giudizi moralistici. Di giudizi, in effetti, non ce ne è bisogno perché certe prassi si autodenunciano come deleterie per l'intero ecosistema, compresi i consumatori finali: noi.
    In seguito, l'autore mette in evidenza luci ed ombre della produzione biologica in scala industriale ed i meriti di una produzione biologica volta ad un mercato locale e ad una filiera cortissima.
    La terza parte è dedicata, infine, ai metodi di reperimento di cibo più antichi, la caccia e la raccolta, dando spazio a problemi etici, dilemmi dell'onnivoro di fronte a piante spontanee e funghi, fatiche, soddisfazioni, piaceri del palato, creazione e consolidamento di legami di cooperazione tra cacciatori-raccoglitori.
    Il resoconto della sua diretta esperienza e delle sue ricerche è arricchito da innumerevoli spiegazioni di carattere scientifico esposte in modo chiaro e facilmente assimilabile.
    Anche prescindendo dai problemi ecologici ed etici, dato che l'alimentazione va oltre il mero rimanere in vita ed è determinante per preservare la salute e garantire il benessere, ritengo che questa lettura sia adatta ed anzi necessaria davvero a tutti.

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    Ipazia said on Aug 4, 2011 | Add your feedback

  • E' uno di quei libri che fanno riflettere.
    riflettere su come funzionano le cose, su quello che mangiamo, su quello che rischiamo a vivere in questo mondo.
    Le prime due parti assolutamente interessanti eilluminanti.
    La terza aprte, quella del pasto preparato solo con ciò che si è procurato decisamen ... (continue)

    E' uno di quei libri che fanno riflettere.
    riflettere su come funzionano le cose, su quello che mangiamo, su quello che rischiamo a vivere in questo mondo.
    Le prime due parti assolutamente interessanti eilluminanti.
    La terza aprte, quella del pasto preparato solo con ciò che si è procurato decisamente tirata per i capelli.

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    Bc 06 said on Jan 20, 2012 | Add your feedback

  • Il giornalista americano, Michael Pollan, in occasione della stesura di un articolo sui cibi geneticamente modificati, ha avuto l'opportunità di dare una sbirciatina dietro il sipario della moderna catena alimentare americana. E dopo un'esperienza traumatica sulle modalità con cui vengono coltivate ... (continue)

    Il giornalista americano, Michael Pollan, in occasione della stesura di un articolo sui cibi geneticamente modificati, ha avuto l'opportunità di dare una sbirciatina dietro il sipario della moderna catena alimentare americana. E dopo un'esperienza traumatica sulle modalità con cui vengono coltivate le patate: mediante l'utilizzazione di un potente pesticida contro gli insetti, talmente tossico che impedisce di accedere al campo di coltivazione per i cinque giorni successivi, ha iniziato a porsi degli interrogativi sulla provenienza di ciò che mangiamo.
    "Solo perchè il cibo si trova al supermercato, non significa che sia un bene mangiarlo"
    Michael Pollan fa notare come tutti noi siamo vittime di una forma di Dilemma dell'Onnivoro. Si tratta di un problema molto antico, che si perde nella notte dei tempi e oggi ci troviamo di fronte ad una sua versione molto moderna. Gli esseri umani sono onnivori. Ciò significa che mangiano praticamente di tutto e proprio per questo non hanno un istinto innato molto sviluppato per capire cosa fa bene e cosa fa male.
    Ecco il dilemma: possiamo mangiare di tutto, ma come facciamo a sapere che cosa mangiare?
    Il giornalisto americano, ha deciso, così, di sciogliere il dilemma dell'onnivoro, indossando le vesti di un detective del cibo, per scoprire esattamente che cos'è e da dove viene quello che mangiamo.
    E in questo modo che inizia l'avventura del nostro giornalista - detective, il quale sceglie di seguire ogni tappa costitutiva della catena alimentare e osservare ciò che accade al cibo nel suo tragitto prima di arrivare nel nostro stomaco.
    Nel suo percorso Pollan, ci mostra come, anche se in apparenza i nostri supermercati contengono una varietà di cibi, se guardiamo con maggiore attenzione, cominceremo a scoprire che in realtà..è tutto mais!
    Beh, forse non tutto, ma ce n'è parecchio nascosto tra i nostri cibi, più di quanto possiamo sospettare.
    Più di un quarto dei prodotti presenti nei supermercati contiene mais, compresi gli articoli non alimentari: dai dentifrici ai cosmetici, dai sacchetti della spazzatura alle pile.
    Interessante la sezione dedicata al cibo dei fast food. Qui, Pollan, fa notare come questo cibo ha un sapore tutto suo, che non ha niente a che vedere con il sapore dell'hamburger e delle patatine che si fanno in casa, in quanto si tratta di un sapore creato in laboratorio con le sostanze chimiche.
    "La gente ormai sa che il fast food è cibo di cattiva qualità, ma non sa che per produrlo occorre una grande quantità di petrolio e farmaci. Quando mangi fast food mangi letteralmente petrolio."
    "Tra le sostanze chimiche aggiunte ad una crocchetta di pollo c'è una sostanza chiamata butylhydroquinone terziario o TBHQ, che deriva dal petrolio e che si spruzza direttamente sulla crocchetta o all'interno della confezione. Il suo compito è quello di aiutare a mantenere la freschezza. Il TBHQ è una forma di butano ( il liquido degli accendini). Mangiare un solo grammo di TBHQ può causare nausea, vomito, fischi all'orecchio, senso di soffocamento, collasso. Ingerirne cinque grammi può portare alla morte. Ma il governo consente ai produttori di alimenti di spruzzarne una minima quantità sul vostro cibo perchè si mantenga."
    Adesso, ditemi, di colpo quell'happy meal di hamburger e patatine non vi sembra molto meno "happy"?
    Il volume si conclude con una serie di consigli del giornalista sul mangiare sano.
    Consiglio caldamente l'acquisto di questo libro davvero interessante. Lo scopo di questa lettura non è quello di spaventarvi, bensì aiutarvi a riscoprire i piaceri del cibo e imparare a gustare i pasti in maniera del tutto nuova.

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    Liyanin said on Nov 15, 2011 | Add your feedback

  • Illuminante per alcuni versi, un po' scontato per altri. Spinto alla sua lettura dopo averne letto citato il titolo nell'ultimo di Safran Foer diciamo che mi aspettavo forse qualcosa di più: la versione per 'giovani adulti' forse paga una certa semplificazione che nel libro originale magari non c'è. ... (continue)

    Illuminante per alcuni versi, un po' scontato per altri. Spinto alla sua lettura dopo averne letto citato il titolo nell'ultimo di Safran Foer diciamo che mi aspettavo forse qualcosa di più: la versione per 'giovani adulti' forse paga una certa semplificazione che nel libro originale magari non c'è. Resta comunque un libro di cui consiglio la lettura.

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    Cippags said on Mar 13, 2011 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    In realtà mi era capitato già di sfogliare questo libro anni fa, solo che fino a quando non l'ho iniziato non me ne ero resa conto. Complice la copertina, assolutamente d'effetto!, e la moltitudine di autori che mi vorticano in testa da qualche anno a questa parte, ho impiegato quasi 1/3 del libro a ... (continue)

    In realtà mi era capitato già di sfogliare questo libro anni fa, solo che fino a quando non l'ho iniziato non me ne ero resa conto. Complice la copertina, assolutamente d'effetto!, e la moltitudine di autori che mi vorticano in testa da qualche anno a questa parte, ho impiegato quasi 1/3 del libro ad accorgermi che questo non è altro che una ristampa - diretta a un pubblico più giovane - de "Il dilemma dell'onnivoro" pubblicato nel 2008 dall'Adelphi.

    La Giunti Y nuovamente si ripropone con un nuovo titolo diretto a "solleticare" le giovani menti e lo fa con Machael Pollan che, grazie al suo libro a metà fra un saggio e un diario, ci propone di fermarsi a riflettere qualche istante su un argomento assolutamente "vitale": cosa ingeriamo ogni giorno?

    Quanto sappiamo, realmente, del settore alimentare che ci da il sostentamento che necessita per sopravvivere? Quanto, di quello che mangiamo, è frutto dell'uomo e quanto, invece, è frutto della natura?

    Ma soprattutto... C'è qualcuno che ricorda, oggi, che in realtà non c'è praticamente NULLA che noi possiamo "creare" e che tutto quello che mangiamo è frutto-dono della Natura?

    Michael Pollan questi quesiti se li è posti e si è cimentato nella ricerca razionale e sperimentale nel settore alimentare americano.

    Il libro è diviso in quattro parti e analizza, per ciascuna, il pasto industriale, biologico industriale, sostenibile locale e quello "fai-da-te".

    Tutto sommato l'intero libro di Pollan, benché affronti problemi che riguardano principalmente l'America, riesce a coinvolgere molto bene anche un lettore italiano. Soprattutto per quanto riguarda l'aspetto industriale e biologico industriale i pro e i contro spiegati dall'autore sono comuni alla maggior parte dei paesi industrializzati e quindi anche all'Italia.

    Qualche perplessità onestamente sovviene non appena Pollan tralascia gli aspetti sociali e tecnici per affrontarne di simil-etici.

    Nella terza e quarta sezione, il settore locale e il fai da te, subentrano prepotentemente le differenze culturali. Alcuni elementi che vengono esaltati (?) e che risultano esaltanti da un americano per un americano - macellazione sotto tettoie in amianto! -, per noi sono tutto il contrario di "esaltanti".

    Non si comprende appieno la sua opinione sul vegetarismo; prima sembra esaltarlo e poco dopo lo denigra sostenendo teorie assurde che, perfino per un onnivoro, non avrebbero senso.

    Il fatto che molte scelgano di mangiare carne animale NON dipende dal fatto che reputano gli animali cose/oggetti talmente insulse e prive di sentimenti che, dato che non possono provare paura di fronte a mattatoio visto che non ne comprendono la finalità, sono tranquillamente sacrificabili per il nostro sostentamento.

    Questo pensiero di Pollan è talmente assurdo perfino per un onnivoro che francamente non comprendo fino a che punto possa condividerlo un vegetariano che, eventualmente, vorrebbe convertire.

    Mangiare carne è una scelta razionale fondata su secoli e secoli di istinto di sopravvivenza; semplicemente siamo "uomini" ma facciamo e abbiamo sempre fatto parte della catena alimentare. Come il leone, se potesse, ci sbranerebbe per mangiare, noi uccidiamo la mucca per mangiare. Una persona onnivora lo sa e lo accetta e dovrebbe, almeno ipoteticamente, esserne consapevole quando ingerisce qualcosa. Un essere vivente è morto per permetterci di sostenerci.

    Non si parla di sentimenti, si parla di ciclo della vita. Il più forte mangia il più debole. Come il piccolo di cerbiatto che finisce fra le fauci del lupo, è ingiusto emotivamente ma assolutamente logico per la Natura.

    L'allevamento stesso è qualcosa di assolutamente naturale, o almeno lo è stato primo dell'avvento dell'industrializzazione. Ma questo è un altro discorso che porterebbe a un lungo trattato sulle "sottigliezze socio-culturali" dell'allevamento-caccia...

    In definitiva, tornando al romanzo, il libro di Michael Pollan è un libro "intelligente", ben curato e ben organizzato. Sono presenti piccoli specchietti di approfondimento, immagini e grafici per permettere al giovane lettore di ampliare le sue conoscenze e di spaziare senza mai perdere il fulcro generale del libro. Il libro è talmente ricco di spunti di riflessioni che è impossibile, ovviamente, essere d'accordo con tutti o viceversa di contrastarli tutti. E' un'analisi complessa e completa di un problema dalle mille sfaccettature che sta diventando sempre più importante e discusso, soprattutto a seguito dei vari scandali alimentali che stiamo affrontando da una decina di anni a questa parte.

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    »Nasreen™ ~ Sognando Leggendo said on Jan 25, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Libri Italiani
  • Paperback 487 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 884592288X
  • ISBN-13: 9788845922886
  • Publisher: Adelphi
  • Pub date: Jan 01, 2008
  • In other languages:
    • Cover of 'The Omnivore's Dilemma'
      The Omnivore's Dilemma
      (English Books)

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