Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

I detective selvaggi

By Roberto Bolaño

(631)

| Paperback | 9788838923890

Like I detective selvaggi ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

«I Detective selvaggi – ha scritto Enrique Vila-Matas – ci fanno conoscere uno scrittore sbalorditivo che ci fa capire quanto può essere profonda la gioia di leggere». E la sbalorditiva gioia del capolavoro del cileno Bolaño, morto giovane ma Continue

«I Detective selvaggi – ha scritto Enrique Vila-Matas – ci fanno conoscere uno scrittore sbalorditivo che ci fa capire quanto può essere profonda la gioia di leggere». E la sbalorditiva gioia del capolavoro del cileno Bolaño, morto giovane ma quando era già lo scrittore in lingua spagnola di riferimento delle ultime generazioni, è che può essere molte cose tutte insieme, da potersi leggere seguendo molte trame, comprese le più incongrue, colte o avventurose. Si presenta come una specie di falso poliziesco – estenuando e deformando il suo modello, le finzioni borgesiane –, o di sarcastico on the road, a cavallo di due tempi in cui avrebbe potuto succedere tutto, il tempo delle avanguardie artistiche e il tempo della gioventù «alternativa» anni Sessanta Settanta. Arturo Belano e Ulises Lima, sedicenti poeti e piccoli trafficanti, i detective, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il «realvisceralismo», cercano, attraverso l’America Latina, la mitica fondatrice della loro setta artistica. La donna era Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti. E la loro ricerca, pretesto e copertura intellettuale per oblique imprese, si snoda seguendone la vita e le opinioni raccontate, avanti e indietro nel tempo. Al presente dei due detective sulle tracce della capostipite, in compagnia di un diciassettenne alla scoperta del sesso e di una prostituta adolescente in fuga dal suo protettore, seguono gli indiretti resoconti, vent’anni dopo, di testimoni che conobbero Arturo e Ulises. Ma anche questi ultimi sono in realtà narratori egocentrici che si perdono in grottesche avventure di ogni genere, che ritessono confuse mitologie, in cui si inseguono labili indizi, fino a fugare la speranza che di Cesárea si possa davvero sapere qualcosa. Un vagabondare irrequieto in cui ogni evento ogni personaggio sembrano sdoppiare indefinitamente le possibilità della vita, senza che nessuno riesca alla fine ad afferrarne alcuna.
Una magnifica metafora che è stata letta come la dispersione di una generazione sudamericana, perduta tra sogni rivoluzionari e spietate repressioni; oppure come la versione iconoclasta e ironica dell’epica a volte compiacente di un continente il cui spirito meglio si riflette ai due estremi delle finzioni borgesiane e delle desolate solitudini di Macondo.

206 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Ho tentato, ho resistito, poi quando ho capito che lo schema è sempre quello di 2666 ho abbandonato

    Is this helpful?

    Rachbee said on Oct 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    sin duda una de las mejores novelas de nuestro siglo. mil libros en uno. cortázar estaría bien orgulloso de un autor así. la fine del primer capitulo es increíble: el ritmo de las anteriores páginas de repente acelera en la descripción de la huida da ...(continue)

    sin duda una de las mejores novelas de nuestro siglo. mil libros en uno. cortázar estaría bien orgulloso de un autor así. la fine del primer capitulo es increíble: el ritmo de las anteriores páginas de repente acelera en la descripción de la huida dal DF en una impala. Lima, Belano y miles historias màs en las páginas sucesivas...

    Is this helpful?

    Horacio said on Oct 25, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    Un libro labirintico, un inseguire che è anche un inseguimento, un romanzo fascinoso in cui si cumulano storie e generi diversi, in una gioiosa e raffinata accozzaglia di personaggi di ogni tipo, a partire dai poeti realvisceralisti Lima e Belano, c ...(continue)

    Un libro labirintico, un inseguire che è anche un inseguimento, un romanzo fascinoso in cui si cumulano storie e generi diversi, in una gioiosa e raffinata accozzaglia di personaggi di ogni tipo, a partire dai poeti realvisceralisti Lima e Belano, con tutti i tizi e le tizie che in Messico ed in Europa incrociano con loro le strade in un gioco letterario che alla fine ci offre uno spaccato della generazione “beat” della metà degli anni ’70 che contorna una piccola e pressoché sconosciuta avanguardia artistica messicana, i realvisceralisti, dove sesso, droga e alcool riempiono i pensieri e le giornate e forniscono ispirazione per realizzare un’idea, trovare un’enigmatica poetessa, Cesarea: un’ombra, un fantasma o una donna tosta e ben determinata? Questa è solo una parte della trama, se si può parlare di trama in questo caso, perché la struttura rivoluzionaria del libro non è lineare ma contiene una parte centrale, la più corposa, che separa la continuità temporale della prima e della terza, e che potrebbe essere autonoma dalle altre due parti in cui il libro è diviso, ed è la parte più bella, da cinque stelle, dove le miriadi di storie dei mille e mille personaggi che si raccontano sono scrigni preziosi del più puro piacere della lettura. Non avete capito niente? Bene, forse neanch’io. Ma, come diceva il poeta mio conterraneo, “il naufragar m’è dolce in questo mare”.
    Un’opera singolare, non ascrivibile a modelli o canoni preesistenti, che porta dritta verso l’innamoramento disperato per Bolano.

    Is this helpful?

    sandra said on Oct 23, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Roberto Bolaño regala al lettore una cosmogonia letteraria coinvolgente ed unica attraverso uno stile difficilmente dimenticabile

    Quando capita di leggere un testo come I detective selvaggi di Roberto Bolaño è impossibile non rendersi conto immediatamente di essere davanti ad un’opera importante ed impegnativa. E non è solo una questione materiale dovuta al considerevole numero ...(continue)

    Quando capita di leggere un testo come I detective selvaggi di Roberto Bolaño è impossibile non rendersi conto immediatamente di essere davanti ad un’opera importante ed impegnativa. E non è solo una questione materiale dovuta al considerevole numero di pagine del volume ma, soprattutto, una questione linguistica e contenutistica che fa di questo libro qualcosa di cui è impossibile non percepire la portata.

    Fin dalle prime pagine l’autore cileno ci fa capire chi è che regge il gioco ed è come se stringesse col lettore una specie di patto implicito, chiedendogli di dimenticarsi ciò che ha letto prima di questo momento per sottoporgli quella che si potrebbe definire, a tutti gli effetti, una cosmogonia letteraria. Perché nell’opera di Bolaño c’è tutto; è una di quelle opere totali che, attraverso uno stile narrativo inconfondibile ed assolutamente originale, racconta una vicenda che non è mai espressione di una singola storia ma si mescola e si confonde in ogni momento con la Storia maiuscola, quella del Messico a partire dalla metà degli anni Settanta. Il Messico è il paese d’adozione di Bolaño ed è il luogo in cui è ambientata la parte centrale delle numerose vicende narrate nel romanzo, costituendone prologo e conclusione e, nello stesso tempo, emergendo come luogo dell’anima dell’autore che ne descrive minuziosamente il clima e l’atomosfera.

    I detective selvaggisi connota in maniera ambiziosa anche a livello di struttura, suddividendosi in tre parti nettamente distinte ma evidentemente collegate dalla presenza dei medesimi personaggi, e caratterizzandosi per una moltitudine di voci narranti che si alternano e si confondono per comporre come un mosaico le vicende narrate.

    L’abilità narrativa di Bolaño, per quanto appaia immediatamente come originale e unica, esplicitandosi in un’alternanza di parti prettamente narrative e altre meramente descrittive - colpiscono, ad esempio, le sue liste di poeti, definiti senza mezzi termini froci o frocioni o checche dallo stesso autore, che si premura di anche di sottolineare la differenza tra questi termini o quelle di carattere esplicitamente sessuale - denota, ad una lettura più attenta, un forte legame con la letteratura d’appendice europea, in cui l’elemento rocambolesco, iperbolico ed eccessivo tende a suscitare meraviglia nel lettore, spesso con il mero scopo di intrattenere. Non è così per Bolaño in cui, pur essendo l’effetto della meraviglia sfruttato pienamente, è invece utilizzato per creare un romanzo la cui valenza letteraria è forte e indubbia.

    - See more at: http://www.scenecontemporanee.it/libri/vetrina-i-detect…

    Is this helpful?

    Valentina said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “I detective selvaggi” apre la sua prima parte (Messicani perduti in Messico – 1975), con una sorta di lungo prologo sotto forma di diario, della durata di un paio di mesi, tenuto dal giovane poeta diciassettenne Juan Garcia Madero, a partire dal suo ...(continue)

    “I detective selvaggi” apre la sua prima parte (Messicani perduti in Messico – 1975), con una sorta di lungo prologo sotto forma di diario, della durata di un paio di mesi, tenuto dal giovane poeta diciassettenne Juan Garcia Madero, a partire dal suo ingresso nel movimento poetico “realvisceralista” capeggiato dai quasi mai in scena, ma molto citati, Ulises Lima e Alberto Belano, nella Città del Messico degli anni Settanta. Un romanzo picaresco di sbronze, discussioni letterarie e sesso. Poi mentre il lettore è concentrato sulla figura di Madero che fugge su una decapottabile alla volta del deserto del Sonora, questo scompare dalla scena e la prospettiva del romanzo cambia radicalmente. La seconda parte (I detective selvaggi – 1976/1996), la più estesa, raccoglie le testimonianze di vari personaggi, alcuni dei quali già incontrati nel diario di Madero, che ruotano intorno alla coppia di amici Arturo Belano e Ulises Lima, leader indiscussi del realvisceralismo e alla loro fissazione per Cesárea Tinajero, una misteriosa poetessa messicana d’avanguardia vissuta negli anni venti. Con i racconti vengono ricostruiti vent’anni di vita dei due protagonisti, dagli anni Settanta agli anni Novanta. Bolaño lo fa attraverso una prospettazione indiretta caleidoscopica, con corposi salti temporali, attraverso i racconti di chi li ha conosciuti nel loro peregrinare per il mondo. Nel procedere della narrazione, questi racconti-interviste, diventano autonomi, tanto che gli intervistati raccontano quasi più di loro stessi che dei protagonisti, che ci appaiono sempre più persi: alle volte ci appaiono come spregevoli truffatori, altre come dei cavalieri senza macchia e senza paura, altre ancora come degli spacciatori di droga. Sempre più lontani l’uno dall’altro, entrambi lontani dai sogni e dalle speranze del mondo dei loro vent’anni. Nella terza parte viene ripreso il diario di Madero, che racconta il viaggio verso il deserto del Sonora, di nuovo negli anni Settanta, dove tutto era iniziato. Insieme a Madero ci sono Lima, Belano e Lupe, una puttana. Scappano tutti e quattro da qualcosa, ma allo stesso tempo lo inseguono, anche se per ognuno di loro è un qualcosa diverso, tutto incarnato nel ritrovamento dell’improbabile poetessa Cesárea Tinajero, autrice di un’unica semi-sconosciuta poesia. Non vi racconterò se la troveranno o meno, di certo troveranno la poesia, e noi con loro, in un finale che più aperto non si può. Voto: 7,5

    Is this helpful?

    Silvia Marcaurelio said on Oct 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    l'ho amato (e sto pensando di studiarlo) per la struttura molto più che per i personaggi e le singole storie. il senso profondo nel libro è tutto nell'ermeticissima poesia di Cesarea Tinajero: navigare, navigare, navigare.

    Is this helpful?

    barbara said on Sep 1, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Margin notes of this book

Page 192 , 186 , 197 , 213 , 800 , 265 , 285 , 345 , 346 , 430 , 478 , 564