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I detective selvaggi

By Roberto Bolaño

(623)

| Paperback | 9788838923890

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Book Description

«I Detective selvaggi – ha scritto Enrique Vila-Matas – ci fanno conoscere uno scrittore sbalorditivo che ci fa capire quanto può essere profonda la gioia di leggere». E la sbalorditiva gioia del capolavoro del cileno Bolaño, morto giovane ma Continue

«I Detective selvaggi – ha scritto Enrique Vila-Matas – ci fanno conoscere uno scrittore sbalorditivo che ci fa capire quanto può essere profonda la gioia di leggere». E la sbalorditiva gioia del capolavoro del cileno Bolaño, morto giovane ma quando era già lo scrittore in lingua spagnola di riferimento delle ultime generazioni, è che può essere molte cose tutte insieme, da potersi leggere seguendo molte trame, comprese le più incongrue, colte o avventurose. Si presenta come una specie di falso poliziesco – estenuando e deformando il suo modello, le finzioni borgesiane –, o di sarcastico on the road, a cavallo di due tempi in cui avrebbe potuto succedere tutto, il tempo delle avanguardie artistiche e il tempo della gioventù «alternativa» anni Sessanta Settanta. Arturo Belano e Ulises Lima, sedicenti poeti e piccoli trafficanti, i detective, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il «realvisceralismo», cercano, attraverso l’America Latina, la mitica fondatrice della loro setta artistica. La donna era Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti. E la loro ricerca, pretesto e copertura intellettuale per oblique imprese, si snoda seguendone la vita e le opinioni raccontate, avanti e indietro nel tempo. Al presente dei due detective sulle tracce della capostipite, in compagnia di un diciassettenne alla scoperta del sesso e di una prostituta adolescente in fuga dal suo protettore, seguono gli indiretti resoconti, vent’anni dopo, di testimoni che conobbero Arturo e Ulises. Ma anche questi ultimi sono in realtà narratori egocentrici che si perdono in grottesche avventure di ogni genere, che ritessono confuse mitologie, in cui si inseguono labili indizi, fino a fugare la speranza che di Cesárea si possa davvero sapere qualcosa. Un vagabondare irrequieto in cui ogni evento ogni personaggio sembrano sdoppiare indefinitamente le possibilità della vita, senza che nessuno riesca alla fine ad afferrarne alcuna.
Una magnifica metafora che è stata letta come la dispersione di una generazione sudamericana, perduta tra sogni rivoluzionari e spietate repressioni; oppure come la versione iconoclasta e ironica dell’epica a volte compiacente di un continente il cui spirito meglio si riflette ai due estremi delle finzioni borgesiane e delle desolate solitudini di Macondo.

199 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Simone Darrieux disse che lasciare le sue memorie non gli sarebbe bastato…si chiedeva cosa ne avrebbero fatto della sua biografia, tutti intenti come erano al pane quotidiano e agli amori e ai decessi di contorno.

    Una volta a casa, Luis Sebastian Rosado e sua moglie Cecilia
    ammirarono i suoi scrupoli sull’esistenza, ma non li imitarono nemmeno per sogno,e non se ne vergognarono affatto a
    quattr’occhi,da uomo amato a donna amata, in famiglia!
    Più tardi lo accus ...(continue)

    Una volta a casa, Luis Sebastian Rosado e sua moglie Cecilia
    ammirarono i suoi scrupoli sull’esistenza, ma non li imitarono nemmeno per sogno,e non se ne vergognarono affatto a
    quattr’occhi,da uomo amato a donna amata, in famiglia!
    Più tardi lo accusarono d’aver fatto scuola.

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    l'ultima da parte di said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    finalmente dopo un paio d'anni dall'uscita dal catalogo sellerio, Adelphi presenta questa nuova edizione di detective selvaggi.
    La narrazione è affidata a quello che definirei un diario collettivo, nel quale i personaggi-testimoni si raccontano e ci ...(continue)

    finalmente dopo un paio d'anni dall'uscita dal catalogo sellerio, Adelphi presenta questa nuova edizione di detective selvaggi.
    La narrazione è affidata a quello che definirei un diario collettivo, nel quale i personaggi-testimoni si raccontano e ci fanno vivere gli eventi che ruotano attorno ai protagonisti; ogni vicenda, ogni testimonianza, ci fornisce un pezzo, un punto di vista, un nuovo anello della catena che ci porta a ricercare la verità, a 'chiudere un caso'. Siamo sempre lì a chiederci cosa è successo, perchè e dove; in questo senso non c'è niente di più giallo. E' un romanzo liquido: incomincia dall'inizio passa per la fine, si concede flashback apparentemente assurdi e momenti apparentemente incongruenti; eppure nulla è a caso, tutto ci porta a comprendere chi, come, dove, quando e perchè!
    finendo questo libro capisco che quando lo rileggerò, cercerò i particolari che mi sono sfuggiti, e so che ad ogni lettura ne troverò di nuovi

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    Michele Masetti said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    sento addosso la polvere che la Ford Impala ha raccolto attraversando i deserti di Sonora.

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    Gnapppo said on Jun 14, 2014 | Add your feedback

  • 17 people find this helpful

    Senza la grande letteratura e le nuove idee siamo destinati a correre come dei criceti in una ruota, dentro un ciclo senza fine. Come tutti gli altri. Ma pensandoci bene, facciamo inevitabilmente la fine di tutti gli altri. La vita è parole e le par ...(continue)

    Senza la grande letteratura e le nuove idee siamo destinati a correre come dei criceti in una ruota, dentro un ciclo senza fine. Come tutti gli altri. Ma pensandoci bene, facciamo inevitabilmente la fine di tutti gli altri. La vita è parole e le parole sono il dolore e il dolore è la bellezza e la bellezza è un viaggio in Messico.
    Ho bisogno di leggere ancora Bolano.

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    Luca G said on May 15, 2014 | 10 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    c'è voluto quasi un mese e mezzo per arrivare alla fine delle più di 800 pagine del libro.
    in proporzione per "2666" c'era voluto meno tempo.
    ma ne è valsa la pena: il romanzo è densissimo di idee, situazioni, personaggi, tanto che è difficile muover ...(continue)

    c'è voluto quasi un mese e mezzo per arrivare alla fine delle più di 800 pagine del libro.
    in proporzione per "2666" c'era voluto meno tempo.
    ma ne è valsa la pena: il romanzo è densissimo di idee, situazioni, personaggi, tanto che è difficile muovercisi dentro rapidamente, devi prenderti ogni tot pagine qualche momento per assimilare quello che si è letto.
    la storia? semplicemente la nascita, lo sviluppo e la scomparsa di una scena letteraria, il realismo viscerale, e -soprattutto- le vicende umane dei poeti che ne fanno parte.
    bolano non ci spiega mai davvero che cosa è il realismo viscerale, lo lascia impalpabile, vago, addirittura alcuni suoi membri forse non sono neppure poeti, sono solo affascinati dall'idea di esserlo: quello che noi sappiamo lo apprendiamo dalle parole di juan garcia madero (giovane poeta che entra quasi per caso nel movimento per poi forse restarne l'unico vero membro, seppur non riconosciuto)nella prima e nell'ultima parte, e dal mosaico di storie raccontate dalle più diverse persone nella parte centrale, quella che da il titolo al libro. ed è in questa parte che bolano da sfoggia di bravura assoluta: decine di toni e caratteri diversi, tutti assolutamente credibili e tutti gestiti perfettamente, che finiscono per rendere assolutamente credibile il racconto fino quasi a far domandare al lettore se certi artisti, certi movimenti letterari, certe situazioni siano creazioni dell'autore o siano se non vere quantomeno ispirate a situazioni reali.

    bolano era uno scrittore eccezionale, e questo libro è un capolavoro.

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    intortetor said on May 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando Bill Callahan ha cominciato a suonare erano i primi anni 90 o forse gli ultimi anni 80. Lui è americano, ma ha vissuto qualche anno in Inghilterra. L'informazione più interessante però è quella legata ai suoi genitori, entrambi linguisti NSA. ...(continue)

    Quando Bill Callahan ha cominciato a suonare erano i primi anni 90 o forse gli ultimi anni 80. Lui è americano, ma ha vissuto qualche anno in Inghilterra. L'informazione più interessante però è quella legata ai suoi genitori, entrambi linguisti NSA. A secchiate di storie di cantanti e musicisti che vengono da famiglie di falegnami, muratori, artisti, ma da due linguisti? Bill Callahan è un tipo molto introverso, se tu gli parli lui si gira dall'altra parte e non lo fa solo perché è introverso, lo fa anche perché è un po' stronzo. Io ci ho parlato una volta a cena. Un mio amico lavorava per una rivista americana a quel tempo e doveva intervistare lui e gli Yo la tengo e io sono andato con lui. Bill Callahan ha cominciato la sua carriera chiamandosi (smog), poi è passato a Smog, e infine è tornato a essere Bill Callahan. Una cosa certa con Bill Callahan è che niente è casuale. E non voglio dire che ogni cosa che fa è studiata. Voglio dire che niente è lasciato in balia del caso. Bill Callahan ha scoperto molto presto che qualsiasi cosa fai nella vita devi avere almeno tre cose fondamentali, la dedizione, lo spirito di avventura e la terza cosa uguale per tutti ma che tutti chiamano in modo diverso a seconda del grado di miseria. A cena Bill Callahan ha parlato poco e quando il mio amico gli ha chiesto, qual'è l'idea dietro alla tua musica, che cosa stai cercando? Lui ha detto un ottimo vino e poi è andato al cesso. L'aspetto più curioso che si nota nella musica di Bill Callahan è l'evoluzione della sua voce. La voce è uscita fuori con la stessa progressione con cui è uscito fuori il suo nome dal fumo. Prima tra parentesi e nel fumo, quando chiudeva i dischi come (smog) la voce era sommersa dal lo-fi, dall'arrangiamento caotico parentesi e scudo. Poi le parentesi sono crollate e (smog) è diventato Smog e la voce è uscita fuori. L'arrangiamento in maiuscolo adesso si sostiene elegante, la grafia è più articolata, e la voce non è più nascosta è appena uscita ed è giovane. Così sono passati degli anni, (smog) e Smog e poi Bill Callahan. Finalmente la voce ora è forte e sicura, l'arrangiamento dietro è preciso e mai stato brillante come ora ma rimane dietro. Addirittura in un live Bill si fa prendere la mano e allunga la coda di una canzone e ripete il coro ma va fuori tempo. Lui non si abbatte però, sa che c'è ancora tempo per la sua progressione, arriverà la disinvoltura e se non arriva beneamati cazzi. Infine, lui pensa che l'ottimo artista è come l'ottimo vino.

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    (skate) said on May 4, 2014 | 2 feedbacks

Book Details

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Margin notes of this book

Page 192 , 186 , 197 , 213 , 800 , 265 , 285 , 345 , 346 , 430 , 478 , 564