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A Praga, in un magazzino interrato, un uomo lavora da anni a una pressa meccanica trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, morti e vivi a un tempo, perchè in ciascuno di essi pulsa un libro che l'uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Laozi, di Holderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche, di Goethe. Professionista della distruzione dei libri, l'uomo li crea incessantemente sotto forma diversa, e dal suo mondo infero promuove un suo speciale sistema di messaggi.
La vita di Hanta, dotto della "non conoscenza", saggio "contro la sua volontà", è tutta in questo distillare scaglie di arte, di cultura e insieme di memoria: mira "non a salvare metaforicamente cultura e storia come a prima vista può sembrare, ma a salvare se stesso e noi. Anzi io penso che l'unica cosa per la quale il verbo salvare sia opportuno è la possibilità stessa di fare: arte, cultura e vita che sia". Così scrive Sergio Corduas nella nota che accompagna il volume e precede l'intervista in cui Hrabal espone alcune riflessioni su un'opera che ritiene essere la sua migliore.
In questo libro del sottosuolo, insieme realistico e simbolico, forse il più poetico e crudele che Hrabal abbia scritto, dominano due temi, l'amore e la morte. L'amore avulso da ogni emotività, vissuto come contemplazione e godimento "al centro del paradiso terrestre"; la morte come dissoluzione, ma anche come riflusso, regressus ad originem, per arrivare "là dove per ora nessuno mi attende, là dove il presente è inesistente, il passato minaccioso e il futuro così ben, ah così ben conosciuto".
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Margin notes of this book
- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(521)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Hardcover 121 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 8806595431
- ISBN-13: 9788806595432
- Publisher: Einaudi (Supercoralli)
- Pub date: Jan 01, 1987
- Also available as: Paperback and Others

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"Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love-story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri." Attacco dal sapore quasi americano nel capolavoro di Hrabal; incipit che apre, trapassa e chiude la carne viva del breve romanzo.
Hanta lavora alla pressa della carta vec ... Continue
"Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love-story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri." Attacco dal sapore quasi americano nel capolavoro di Hrabal; incipit che apre, trapassa e chiude la carne viva del breve romanzo.
Hanta lavora alla pressa della carta vecchia, in un sottosuolo di Dostoevskijana memoria. In trentacinque anni di lavoro tra libri e cartacce, è diventato "istruito contro la sua volontà". Lo sentiamo duettare con Laozi ed Erasmo, con Kant e Nietzsche mentre, sporco e gonfio di birra, riduce libri e cartacce in cubi di carta pressata. Ed in questo contesto sviluppa una sua personalissima forma d'arte, con certe affinità con il "digiunatore" di Kafka (come spiegare l'arte di un digiunatore a chi non ne sia già a conoscenza?); in ognuno di questi morti cubi di carta vecchia pone un libro aperto su di un pensiero che ha "succhiato come con una cannuccia", oppure ancora li riveste con stampe con i "girasoli" di Van Gogh, così che il camion che porta in discarica i risultati del suo lavoro sia una nota di colore personale in contrasto con il grigiore della vita sotto un sistema totalitario. Non a caso questi suoi virtuosismi sono destinati alla discarica.
E' un eroe tragico Hanta, certi quadri di cui Hrabal ci fa dono sono degni di tragedie di stampo classico. Lo troviamo lavorare con zelo, coperto di sangue e circondato dalle mosche, mentre in sottofondo vive la tempesta di un duetto mistico, fino a diventare "bello a me stesso, per aver avuto la forza di non impazzire in questa solitudine troppo rumorosa".
Tutto questo fino a che il sistema non riesce a trovare il modo di spersonalizzare del tutto il suo lavoro. Il progresso tecnico (ma ancor di più l'immagine di una collettività crudele e disinrteressata) renderà inutile ed improduttivo tutto il suo universo, faticosamente costruito proprio per non impazzire, decretando la definitiva sconfitta della dimensione individuale.
Un libro che mi ha segnato come pochi altri, le parole di Hrabal sono carne viva e pulsante, pura poesia-in-prosa. Consigliatissimo.
Che meraviglia quest’autore- personaggio!
Questo Hrabal-Hanta visionario come un pazzo, lucido come un filosofo, che ama talmente i libri da far per loro una confortevole cuccia... Una cuccia per i libri all’inizio e una cuccia di libri alla fine.
Che dà loro una fisicità- ossa che si tri ... Continue
Che meraviglia quest’autore- personaggio!
Questo Hrabal-Hanta visionario come un pazzo, lucido come un filosofo, che ama talmente i libri da far per loro una confortevole cuccia... Una cuccia per i libri all’inizio e una cuccia di libri alla fine.
Che dà loro una fisicità- ossa che si triturano-, una corporeità, trasformandoli in pioggia nera- le parole- e dorata- i margini-, trasformandoli in qualcosa che va oltre il loro essere libri.
Che dà loro un’anima, con cui accompagnarsi per nutrire quella dell’uomo e innalzare i suoi pensieri da quella Praga-fognature sotterranee, simbolo di oscurità alle stelle del giovane Kant...
Che dà loro la capacità di riscaldare, di nutrire, di commuovere, di diventare casa, soddisfacendo tutti i fondamentali bisogni umani...
Che dà loro la facoltà di tramare vendette, di tessere intrighi nella notte, avendo essi una mente...
Che li rende veicolo delle relazioni sociali, legando il protagonista Hanta-Hrabal alle persone cui ne fa dono...
Che li salva, rendendoli cuore di ogni pacco di carta pressata...Carta che rappresenta l’arte, la storia, la vita.
Che identifica la solitudine come privazione di libro...
Che meraviglia quella sua scrittura splendida, fatta di frasi così lunghe che danno la vertigine! Fatta del continuo, forsennato uso della congiunzione “e” a rendere perfettamente il flusso travolgente dei pensieri, delle immagini, dei ricordi... E fatta di quelle ripetizioni che li cuciono, li legano, li saldano.
Una lingua, così funambolica che ti fa piroettare, saltare, ubriacare...
Che meraviglia questo libro, che ha un incipit bellissimo, ma un finale addirittura sublime!
E stavolta, che frustrazione doversi fermare a quattro stelline!
I libri importanti, è una cosa che succede, quando li vai a riporre memorizzi il punto in cui li lasci.
Facendolo, il dito scivola sulla costa a mo' di carezza.
Ciao, amico, arrivederci a presto.
Ci sono poi i libri che "fanno volume", parafrasando un celebre aforisma di Flaiano.
Continue
I libri importanti, è una cosa che succede, quando li vai a riporre memorizzi il punto in cui li lasci.
Facendolo, il dito scivola sulla costa a mo' di carezza.
Ciao, amico, arrivederci a presto.
Ci sono poi i libri che "fanno volume", parafrasando un celebre aforisma di Flaiano.
Come può essere una solitudine troppo rumorosa?
Il protagonista qui è un uomo che per 35 anni ha lavorato ad una pressa.
Pressava carta, qualunque tipo di carta.
Una pressa non discrimina ciò che sta schiacciando; è una macchina, peraltro molto rudimentale; una pressa ha un bottone verde ed uno rosso.
Basta: due comandi.
Schiaccia, impacchetta, fagocita e vomita cubi di materia.
In mezzo c'è di tutto: racconti, romanzi, pagine d'enciclopedia, testi di filosofia, poesie, carte marcite, scarabocchi, vari imballaggi, carte insanguinate, pacchi al cui interno hanno nidiato topi, mosche carnarie.
In ogni cubo, come a voler dargli un'anima, il nostro butta giù un libro intero.
Altri libri prova a salvare dalla distruzione.
Alcuni li porta a casa, altri li dà a un paio di personaggi: un prete, un collezionista.
A casa, i libri gli incombono sul letto come una spada di Damocle.
Lui pensa che un giorno o l'altro, mentre dorme, quella catasta finirà per schiacciarlo.
La stessa fine delle mosche e dei topi che ha imballato.
Poi viene il tempo del nuovo che avanza, operai che non bevono birra, no, bevono latte.
Hanno berretti variopinti, fisici atletici, la prospettiva di vacanze al sole, magari proprio in Grecia, la Grecia che lui ha visto nelle parole di Aristotele e Platone.
Lavorano, questi operai, a una pressa enormemente più grande e più vorace.
Buttano giù forconate di libri senza ritegno.
E' tempo - non ha un'anima il cielo, non è umano - di generare l'ultimo cubo e poi farsi definitivamente da parte.
L'ultimo cubo ha un'anima ubriaca.
Di birra, non di latte, di birra.
Ciao, amico, arrivederci a presto.
Il libro è pieno di sentimenti contrastanti che prendono vita con il procedere della vicenda.
All'inizio c'è entusiamo, leggerezza e anche qualche aspetto nel lavoro del protagionista che tanti lettori potrebbero invidiare.
Poi le cose cambiano e la realtà assume colori più scuri.
Si ... Continue
Il libro è pieno di sentimenti contrastanti che prendono vita con il procedere della vicenda.
All'inizio c'è entusiamo, leggerezza e anche qualche aspetto nel lavoro del protagionista che tanti lettori potrebbero invidiare.
Poi le cose cambiano e la realtà assume colori più scuri.
Si insinuano le difficoltà, arrivano gli imprevisti e Hanta, il personaggio principale, si trova a dover affrontare una grossa crisi psicologica.
Non dico niente di più per evitare di parlare della trama, se non che il libro vale ampiamente il tempo speso per la lettura, indipendentemente dalla sua brevità.
Nel caso si volesse un commento più approfondito con anche riferimenti alla trama, lo si può trovare nel blog all'indirizzo seguente: http://ferdori.wordpress.com/2009/11/10/una-sol...
monumentale
hanta è un maledetto perdente che ha trascorso la sua vita in un macero, attaccato ad una pressa per la carta vecchia.
solo un genio come hrabal poteva concedergli il miracolo di trasformarsi, suo malgrado, in un tragico eroe.
vorrei spendere qualche parola sulla qualità della sua scrittur ... Continue
hanta è un maledetto perdente che ha trascorso la sua vita in un macero, attaccato ad una pressa per la carta vecchia.
solo un genio come hrabal poteva concedergli il miracolo di trasformarsi, suo malgrado, in un tragico eroe.
vorrei spendere qualche parola sulla qualità della sua scrittura, ma non ne sono degno.
perciò fate così: mettetevi le scarpe, uscite di casa, andate in libreria e leggetene una pagina qualsiasi.
ci vediamo alla cassa.