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I milanesi ammazzano al sabato

By Giorgio Scerbanenco

(1281)

| Paperback | 9788811669630

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Book Description

Donatella è scomparsa. È bellissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per la strada guarda gli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Perciò suo padre, il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista, la tieneContinue

Donatella è scomparsa. È bellissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per la strada guarda gli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Perciò suo padre, il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista, la tiene nascosta in casa, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina l'ex camionista non la trova più... Il caso viene affidato a Duca Lamberti, il medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondi di Milano, tra feroci magnaccia e case d'appuntamento.

11 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    C'è tutta la mia milano in questo libro, le vie, le strade, le piazze, eppoi c'è una bella tragica storia costruita ad arte da Scerbanenco che mi ha lasciata col fiato sospeso fino alla fine. Bel libro, ben scritto, bei personaggi.

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    said on Dec 17, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E di nuovo nero ma rosso di sangue. La tipologia di Scerbanenco nel filone Duca Lamberti. A dire il vero questo, un po strano e particolare, mi è piaciuto anche di più di Venere Privata. Forse meno immobile, con più azione (anche se più violento quasi esasperato), non ho faticato assolutamente a fin ... (continue)

    E di nuovo nero ma rosso di sangue. La tipologia di Scerbanenco nel filone Duca Lamberti. A dire il vero questo, un po strano e particolare, mi è piaciuto anche di più di Venere Privata. Forse meno immobile, con più azione (anche se più violento quasi esasperato), non ho faticato assolutamente a finirlo, anzi ci ho messo davvero poco tempo se penso al tempo speso per il primo Scerbanenco letto. Per gli amanti del genere poliziesco noir una vera chicca.

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    Titti (con Mommy e Tosca) said on Nov 24, 2011 | 1 feedback

  • 1 person find this helpful

    Milano nei libri

    Oggi sono in tanti a scrivere gialli noir ma Scerbanenco ha fatto scuola e rimane il maestro. Una ragazza scomparsa, bellissima e malata, gigantesca e ninfomane, una facile preda per la criminalità'.
    Il caso viene affidato a Duca Lamberti un investigatore radiato dall'ordine dei medici e lo porta n ... (continue)

    Oggi sono in tanti a scrivere gialli noir ma Scerbanenco ha fatto scuola e rimane il maestro. Una ragazza scomparsa, bellissima e malata, gigantesca e ninfomane, una facile preda per la criminalità'.
    Il caso viene affidato a Duca Lamberti un investigatore radiato dall'ordine dei medici e lo porta nelle case di appuntamento di Milano, tra criminali, corruzione, prostituzione e droga.
    "Ammazzare, segùra de si, che l'è minga giust!" Ma guai a coloro che offendono un uomo mite.
    Adoro la semplicità di questa scrittura e naturalmente Duca Lamberti.

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    Ritachiaram said on Jan 14, 2012 | Add your feedback

  • un altro giallo scritto benissimo, umano, non sensazionalistico come quello di scrittori + contemporanei alla ricerca di serial killer. il sabato è il giorno nero, dove non si ha da lavorare e se si hanno dei conti in sospeso non si può fare altro che andare a chiarirli, anche per persone normali, a ... (continue)

    un altro giallo scritto benissimo, umano, non sensazionalistico come quello di scrittori + contemporanei alla ricerca di serial killer. il sabato è il giorno nero, dove non si ha da lavorare e se si hanno dei conti in sospeso non si può fare altro che andare a chiarirli, anche per persone normali, anche per gli impiegati.

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    Maya 1978 said on Feb 11, 2012 about the Others edition | Add your feedback

  • Ed è subito giallo...

    Devo ammettere che io Scerbanenco fino a quest'estate proprio non sapevo chi fosse, eppure ricordo vagamente di aver visto almeno un film ispirato ad uno che, oggi, scopro essere uno dei suoi romanzi. Facciamo un pò il punto della biografia di questo autore. È figlio di padre ucraino e madre italian ... (continue)

    Devo ammettere che io Scerbanenco fino a quest'estate proprio non sapevo chi fosse, eppure ricordo vagamente di aver visto almeno un film ispirato ad uno che, oggi, scopro essere uno dei suoi romanzi. Facciamo un pò il punto della biografia di questo autore. È figlio di padre ucraino e madre italiana e nasce nel 1911 a Kiev e morirà nel 1969 a Milano. In Italia arriva da giovane e rimasto orfano presto è costretto ad abbandonare le scuole alle elementari per potersi mantenere. Fa una miriade di lavori, finché non approda all'editoria dapprima come correttore di bozze e piano piano di afferma come giornalista e successivamente scrittore.

    È una storia italiana come tante altre ma con una differenza rispetto a tutte, che se ne sente il sapore nei suoi scritti. Essendo scrittore di altri tempi questo autore ha tutta una sua personalissima accortezza e sottigliezza nella descrizione dei suoi personaggi e la applica anche al protagonista in questo libro, che se non vado errata è l'ultimo di una serie di 4 libri dedicati al suo personaggio Duca Lamberti, pubblicato nel 1969, e che non avrà successivi sviluppi perché è l'anno in cui Scerbanenco muore. Nonostante tutto e proprio per questa sua caratterizzazione di personaggi e trame, Scerbanenco, viene riscoperto ad ondate, prima negli anni '70 poi a metà degli anni novanta e infine lo scorso anno, periodo in cui furono ripubblicati alcuni suoi lavori.

    Leggere di Duca Lamberti è un pò come vedere muoversi il padre dell'ispettore Montalbano (Garzanti lo mette in una collana Thriller ma è un giallo a tutti gli effetti), con una differenza sostanziale, ovvero che questo libro anticipa anche quel che sarà la nuova tendenza "il Noir" che, oggi, ha tanta fortuna motivo che ne giustifica la sua necessaria e intelligente ripubblicazione. Il personaggio principale è quindi un'ispettore della polizia, con alle spalle una grande delusione di una radiazione dall'ordine dei medici, che ha una compagna che non si decide a sposare e che a volte ricopre il ruolo di amante, di moglie e amica, nonché autista quando si tratta di fare operazioni che non diano nell'occhio. Si muove in una Milano degli anni sessanta, quella raffigurata in bianco e nero e spesso avvolta da una fitta nebbia, quella città che ospitava quei casermoni dalle tonalità beigioline che erano tutti quadrati con enormi portoni che introducevano alle corti dove tra un ballatoio e l'altro si svolgeva la vera vita dei milanesi. Il bar alla mattina, il lavoro, l'aperitivo o l'ultimo bicchierino prima di tornare a casa, il tiggì e poi a letto per ricominciare un'altro giorno da depennare da quelli che mancavano alle ferie.

    Ed è proprio in un ambiente come questo che vive la vittima su cui l'ispettore Lamberti si ritrova ad indagare e il padre di questa bellissima ragazza minorata scomparsa che lo va a supplicare vive una vita, come quella sopra descritta, in una solitudine che traspira dignità anche quando il dolore è troppo grande da sopportare, talmente tanto, da richiedere che anche un uomo pianga per il grande torto che gli è stato fatto. È quella "Dignità" di altri tempi, non sbandierata al mondo come avviene troppo spesso oggi, che non appartiene ai milanesi soltanto ma a tutti quelli che costruiscono la vita minuto per minuto, giorno dopo giorno. Coloro che non hanno molto da perdere ma, quel poco che hanno, lo trattano come un vero tesoro e se anche, all'esterno, questo può apparire sinonimo di "solitudine" loro sanno che a questa parola, la loro vita non appartiene, perché chi è "solo" non ha alternativa, e loro invece una, seppur piccola, per esperienza sanno comunque trovarla. È la chiacchierata fatta al bar o anche la compera del giornale con l'inevitabile scambio di pareri sul tempo e sull'attualità. Sono piccoli momenti ma che permettono contatti con l'esterno senza che questo contagi gli equilibri che si è faticosamente messi in piedi per pura sopravvivenza. Ed è proprio dalla sua quotidianità che invece viene colpito questo padre è lei che genera e che si incontra in tutte le fasi dell'indagine. Come avviene per le persone che non colpiscono e che quindi si perdono nello sguardo sfuggevole che dirige i nostri passi frettolosi per le città nei nostri spostamenti, la quotidianità raccontata da Scerbanenco è qualcosa che fa scenografia sbiadita, almeno al primo sguardo. E' fatta di persone e di gesti, di mestieri e di sesso a pagamento nascosti dal velo dell'abitudine non fanno più notizia, ma questo non vuol dire che non ci siano.

    Scerbanenco è, in questo racconto, l'occhio acuto di chi riesce a trovare le parole per descrivere scampoli di dignità che non ci sono quasi più con una discrezione che non vuole essere pietismo, ma compassione e anche discrezione riguardo le sofferenze. Lo sguardo che avvolge la realtà in cui si svolge la realtà non nasconde, ma descrive senza fa sentire la presenza dell'autore che è lì ad accompagnare con voce sussurrata il lettore nelle varie indagini, soffermandosi non solo sui risultati delle stesse ma sulle persone e sugli effetti delle azioni che si svolgono dietro queste anime provate da una vita mai facile.

    Un autore dolce-amaro nello stile e probabilmente anche nel pensiero che trova in questa scelta "di genere", il giallo appunto, lo spazio per esprimersi anche attraverso i suoi personaggi. Credo che Scerbanenco sia da leggere così almeno per chi ama i generi del giallo e del noir, tenendo bene a mente che il lontano ricordo di Montalbano, che invece conosciamo sin troppo bene a causa dei numerosi libri e delle serie televisive, non ci deve far associare i due stili che invece rimangono completamente distinti perché dietro ci sono esperienze differenti e non solo firme diverse.

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    colette72 said on Feb 8, 2012 | 2 feedbacks

  • non conoscevo Scerbanenco. E' stata una fantastica sorpresa

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    isi said on Jan 16, 2012 | Add your feedback

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