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- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(1570)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Paperback 292 Pages
- ISBN-10: 8842902977
- ISBN-13: 9788842902973
- Publisher: Nord (Narrativa)
- Pub date: Mar 01, 1993
- Also available as: Mass Market Paperback and Hardcover
- In other languages:
The Man in the High Castle
(English Books)
Le maitre du haut chateau
(Livres Français)
El hombre en el castillo
(Libros en Español)

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1962. La California e tutto l’occidente degli Sati Uniti sono sotto il controllo giapponese. Gli Stati della costa atlantica sotto il dominio nazista. Solo gli stati del midwest (“Stati delle montagne rocciose”) godono di una fragilissima autonomia. Dopo la capitolazione, avvenuta nel 1947, Gli Usa ... Continue
1962. La California e tutto l’occidente degli Sati Uniti sono sotto il controllo giapponese. Gli Stati della costa atlantica sotto il dominio nazista. Solo gli stati del midwest (“Stati delle montagne rocciose”) godono di una fragilissima autonomia. Dopo la capitolazione, avvenuta nel 1947, Gli Usa sono diventati terreno di conquista e spartiti tra zone di influenza, come è successo nella realtà alla Germania. Martin Borman, succeduto a Hitler, è il cancelliere del Reich, nonché padrone del mondo.
I nazisti hanno prosciugato, mediante tecnologie atomiche, il Mediterraneo e l’hanno trasformato in una gigantesca estensione di terreno coltivabile. La popolazione africana è stata sterminata, gli ebrei superstiti vengono mandati nei campi di concentramento attrezzati in Europa e in America, i cittadini russi e ucraini in gran parte sterilizzati e utilizzati come schiavi per rifornire l’economia corporativa del Reich. I nazisti hanno dato impulso all’industria spaziale e si preparano a inviare razzi su Marte, viaggiano su aerei superveloci che collegano in un’ora Berlino con New York e hanno sviluppato la produzione di armi nucleari, con le quali si preparano ad attaccare in segreto il Giappone.
Giappone e Germania, formalmente alleati e vincitori della seconda guerra mondiale, si apprestano a una resa dei conti catastrofica che rischia di distruggere il pianeta e di consegnarlo a un duraturo inverno nucleare.
Questa è il terrificante scenario che Philip K. Dick disegna nel suo romanzo “La svastica sul sole”, pubblicato nel 1962 con il titolo originale di The Man in the High Castle e pubblicato in Italia da Fanucci.
Non si tratta tuttavia di un romanzo di fantapolitica, come si potrebbe pensare. L’ucronia di Dick viene presentata attraverso la quotidianità di alcuni personaggi che vivono a San Francisco o nelle città del midwest: l’antiquario collaborazionista che fornisce ai giapponesi oggetti della tradizione Americana (con un efficace e dissacrante rovesciamento rispetto alla realtà in atto); l’artigiano ebreo che mimetizza la sua identità mediante interventi di plastica facciale e che fabbrica falsi oggetti “antichi” per i collezionisti dominanti; la maestra di judo sulle tracce dell’autore di un best seller che circola clandestinamente, in cui si sostiene che la seconda guerra mondiale è stata vinta dagli alleati; un membro in incognito del controspionaggio nazista alla ricerca di un alto ufficiale dell’esercito giapponese…
Le atmosfere sono claustrofobiche e apocalittiche, quasi a riflettere la realtà totalitaria in cui i personaggi sono immersi; la narrazione è piana nel suo registro, ma interseca le vicende mediante una struttura “a incastro”; la ricostruzione di storie personali si salda a quella di eventi macropolitici.
Il romanzo è pervaso da sfumature composite e, a volte, dissonanti. La rassegnazione, il terrore, il desiderio di rivolta, l’umorismo macabro, la volontà di potenza di un fascismo mondiale, persino la speranza si amalmagano in modo magistrale. Un capolavoro, a mio giudizio, della narrativa del novecento.
Dovrei rileggerlo: come sempre Dick ti spiazza, ti lascia a disagio, ti illumina con il suo genio. Un libro difficile, che ti consuma mano a mano che lo leggi ma che riesce a tenerti incollato pagina dopo pagina.
Incuriosita dai romanzi ucronici (libri in cui gli eventi storici realmente accaduti, vengono sostituiti da altri possibili ma frutto di immaginazione) ho deciso di leggere uno dei più rappresentativi di questo genere. Non sono rimasta delusa, in questo libro l'autore descrive un mondo alternativo i ... Continue
Incuriosita dai romanzi ucronici (libri in cui gli eventi storici realmente accaduti, vengono sostituiti da altri possibili ma frutto di immaginazione) ho deciso di leggere uno dei più rappresentativi di questo genere. Non sono rimasta delusa, in questo libro l'autore descrive un mondo alternativo in cui la Germania e il Giappone dopo aver vinto la seconda guerra mondiale colonizzano il mondo intero, spartendosi gli Stati Uniti, desertificando l'Africa e diffondendo il culto della razza ariana ovunque. Le vicende dei vari personaggi si intersecano tra loro, dando origine a situazioni surreali e a riflessioni sul mondo immorale e crudele in cui essi vivono.
E' uno dei libri più acclamati di Dick (vincitore anche del premio Hugo) ma sinceramente a me non ha fatto una grande impressione soprattutto perchè è una storia che chiama un seguito che non c'è stato ed anche perchè probabilmente avevo già letto qualcosa di simile di Turtledove.
Già non sono appassionato di fantascienza, e questo avrebbe dovuto scoraggiarmi a priori dal comprare un libro di Dick, se poi su quasi trecento pagine non c'è n'è una in cui si verifichi un avvenimento degno di nota o che mi faccia perlomeno respirare un po' d'aria ucronica, allora non c'è nulla da ... Continue
Già non sono appassionato di fantascienza, e questo avrebbe dovuto scoraggiarmi a priori dal comprare un libro di Dick, se poi su quasi trecento pagine non c'è n'è una in cui si verifichi un avvenimento degno di nota o che mi faccia perlomeno respirare un po' d'aria ucronica, allora non c'è nulla da stare allegri. Tutti i riferimenti alle grandi differenze della realtà parallela sono infatti in discorsi di questo tenore: "Sì stavo mangiando una mela, che ormai sono tutte prodotte dalla Germania che le va a coltivare nella Russia occupata dopo che nel 1945 l'ha sconfitta nella tal campagna quella dove Hitler si è ferito e Bormann è diventato presidente, perché credo che siano un frutto salutare".
Dicono che in quegli anni in America circolasse un video di propaganda contro l'Asse girato da Capra che vaticinava per sommi capi la futura visione di Dick, ovvero il mondo dominato da tedeschi e giapponesi e gli Stati Uniti occupati e divisi in due tronconi, quindi dal mio punto di vista squalifica di per sé anche l'originalità del contesto, che è poi l'elemento che mi aveva maggiormente attratto.
La storia è lenta e il fatto che la trovata più gustosa, secondo il saggio critico in chiusura, alla fine risulti l'idea che gli occupanti giapponesi apprezzino le cianfrusaglie americane come un turista americano in vacanza, e quindi Dick giochi un po' su questo parallelismo tra le due culture egemoni dei due mondi (reale e fantastico), fa comprendere quanto poco di entusiasmante ci sia in questo romanzo.
Subito dopo Zia Mame vengo colpito duramente dal flop irrevocabile di un altro libro super consigliato... Ouch!
Rileggere i dadi della storia come fosse un paroliere, come sarebbe il mondo oggi se gli eventi fossero andati diversamente?
Storia nella storia è il coraggio di lanciare inconsapevolmente un seme che cambierà la società.