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V for VendettaBlog this item
  • 31 people find this helpful
    • Ricorda sempre il 5 novembre
    • "..per l'odio potrei farcela da solo
      illuminando al tritolo
      chi ha la faccia e mostra solo il viso
      sempre gradevole, sempre più impreciso.

      E l'esplosivo spacca, taglia, fruga
      tra gli ospiti di un ballo mascherato,
      io mi sono invitato
      a rilevar l'impronta
      diet ... Continue

      "..per l'odio potrei farcela da solo
      illuminando al tritolo
      chi ha la faccia e mostra solo il viso
      sempre gradevole, sempre più impreciso.

      E l'esplosivo spacca, taglia, fruga
      tra gli ospiti di un ballo mascherato,
      io mi sono invitato
      a rilevar l'impronta
      dietro ogni maschera che salta
      e a non aver pietà per la mia prima volta."
      (Fabrizio De Andrè, La bomba in testa)

      5 novembre 1997. Lo scenario è un’inquietante Inghilterra sopravvissuta alla terza guerra mondiale e governata da una dittatura fascista che ha già provveduto ad eliminare neri, avversari politici, omosessuali. La vita della gente, come nel 1984 di Orwell è controllata, guidata, manipolata.
      Un’esplosione rompe i rigidi schemi costruiti dall’attuale governo: il parlamento salta in aria : il più importante simbolo del potere va in mille pezzi in un trionfo di fuochi d’artificio a forma di V. L’artefice di quest’opera non ha un nome, né un volto: si fa chiamare semplicemente V e la sua maschera ricalca le sembianze di Guy Fawkes, l’anarchico che il 5 novembre di tre secoli prima tentò la medesima impresa.
      In questa stessa notte l’esistenza di V si lega a quella di Evey, sedicenne che vive ai margini e che rischia grossi guai quando degli agenti la scoprono sul punto di prostituirsi. E’ V a salvarla e a portarla con sé nella sua strana casa, reliquiario di arti e culture scomparse.

      Ciò che muove l'eroe mascherato V è prima di tutto la vendetta personale: vuole morti colori che lo imprigionarono in un campo di concentramento sottoponendolo a degli esperimenti, usandolo come cavia umana. Ed uno a uno cadranno coloro che in passato gli fecero del male: perché V è un anti-eroe: è un personaggio dark, lontano da ogni buonismo che agisce con folle lucidità e senza scrupoli uccide. Ma la giustizia personale non è il solo scopo di V, egli vuole svegliare la coscienza dell’uomo, vuole smuovere quelle menti ormai assuefatte al controllo del potere. E’ il silenzio, la mancanza di volontà a distruggere l’essere umano, è quindi egli stesso, con la sua indifferenza ad essere vittima e colpevole dei grandi drammi della storia.
      V rappresenta la forza dinamitarda di un’idea, egli è essenzialmente un anarchico; bellissimo è il dialogo con la statua di Madame Giustizia in cui V le dichiara la fine del loro amore, poiché la Giustizia è una sgualdrina che cede alla tentazione di un uomo in uniforme. Nasce così la passione verso Anarchia, l’unica donna che non tradisce i valori della libertà. “Anarchia mi ha insegnato che la giustizia nulla significa senza la libertà. E’onesta. Non fa promesse e non ne infrange, diversamente da lei, Gesebel.”

      V for vendetta è anche storia di formazione: le pagine più toccanti sono quelle in cui Evey rinchiusa tra le mura anguste di una prigione e torturata dai suoi aguzzini arriva alla consapevolezza dell’importanza di difendere i propri valori, la propria individualità, anche a costo della morte: “…Ma era importante la mia integrità. E’ tanto da egoisti? Si vende per così poco, ma è tutto ciò che ci resta qui dentro. È il nostro ultimo centimetro… Ma in quel centimetro, siamo liberi.”

      Non credo di esagerare sostenendo che V for vendetta sia uno dei capolavori del fumetto; gli autori sono lo sceneggiatore Alan Moore e il disegnatore David Lloyd che pubblicarono le tavole a puntate sulla rivista Warrior tra il 1982 e il 1985 e completarono l’opera solo nel 1988. L’edizione in mio possesso è a colori (l’originale era in bianco e nero) ed è appena uscita come allegato al mensile di Repubblica al prezzo di € 9,90.
      I punti di forza dell’opera sono diversi: l’originalità della storia, i dialoghi curati, l’ attenzione ai personaggi secondari, l’ attualità degli argomenti trattati, le intelligenti citazioni letterarie e musicali. Ma soprattutto cattura il fascino di V, personaggio strambo che simboleggia quella volontà di cambiamento che spesso si rifugge per paura, o semplice superficialità e che potrebbe minare anche il più terribile dei regimi.

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  • Remedios (remedios) said on Jun 17, 2007 about the Others edition| 4 feedbacks
  • 6 people find this helpful
    • Ho conosciuto V per Vendetta tramite l'omonimo film.
      Per curiosità ho preso il fumetto.
      Mi è piaciuto molto, sia per quanto riguarda la trama che per i disegni; questi ultimi, a mio parere, comunicano perfettamente le atmosfere vissute dai personaggi.
      Sotto alcuni aspetti fa r ... Continue

      Ho conosciuto V per Vendetta tramite l'omonimo film.
      Per curiosità ho preso il fumetto.
      Mi è piaciuto molto, sia per quanto riguarda la trama che per i disegni; questi ultimi, a mio parere, comunicano perfettamente le atmosfere vissute dai personaggi.
      Sotto alcuni aspetti fa riflettere molto, sembra quasi inevitabile paragonare la storia alla realtà...

      Unica nota negativa è la grandezza dei caratteri nei disegni. Forse davvero troppo piccola.

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  • Art said on Sep 6, 2008 about the Softcover edition
  • 6 people find this helpful
    • Finalmente l'ho letto e ne sono rimasto affascinato, adesso vedrò il film ma so già che non raggiungerà le vette di questo CAPOLAVORO.
      Si, perchè, pur con uno stile illustrativo un pò datato, questo è un grandissimo libro che , sulla scorta di Orwell, prefigura un mondo oppresso da una dittatur ... Continue

      Finalmente l'ho letto e ne sono rimasto affascinato, adesso vedrò il film ma so già che non raggiungerà le vette di questo CAPOLAVORO.
      Si, perchè, pur con uno stile illustrativo un pò datato, questo è un grandissimo libro che , sulla scorta di Orwell, prefigura un mondo oppresso da una dittatura totale, dove la libertà è un'utopia incarnata da una maschera... un capolavoro, torbido , sporco, inquietante, preveggente.

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  • Saverio (saverio) said on Oct 27, 2007 about the Others edition| 4 feedbacks
  • 1 person find this helpful
    • Mi piace molto di più commentare i libri brutti che quelli belli, sapete. Trovo che, mentre in volumi particolarmente belli l'autore dice già tutto il necessario, in quelli brutti ci sia sempre qualcosa di più da dire. In genere ha sempre funzionato così, per me.
      Tranne in questo caso. V per Ve ... Continue

      Mi piace molto di più commentare i libri brutti che quelli belli, sapete. Trovo che, mentre in volumi particolarmente belli l'autore dice già tutto il necessario, in quelli brutti ci sia sempre qualcosa di più da dire. In genere ha sempre funzionato così, per me.
      Tranne in questo caso. V per Vendetta é talmente scialbo e talmente deludente che mi toglie perfino il piacere di mostrare i difetti, magari anche in chiave umoristica. Che c'è da dire, se non che non mi é piaciuto nulla di questa graphic novel? La storia, ad esempio, non mi é piaciuta granché. Per prima cosa, non bisogna essere geni per capire che non é V ad essere nato al servizio della storia, bensì l'incontrario. E' la storia che é nata per le esigenze del personaggio. Ne risulta quindi una vicenda abbozzata, sopratutto nel contesto fantastorico in cui si svolge: la complessa organizzazione della dittatura non viene mai spiegata del tutto, e così le cause che hanno portato a questo stato. C'è stata la Terza Guerra Mondiale, d'accordo: ma mai una parola viene spesa a riguardo. Chi l'ha combattuta? Chi ha vinto? Chi ha perso? Come mai l'Inghilterra si é ritrovata dal giorno alla notte nelle mani di un dittatore? E chi é quest'uomo? Domande che non avranno mai risposta. Così come non avranno mai risposta le ragioni che spingono i personaggi a comportarsi come si comportano, sopratutto l'enigmatico V. Approvo la scelta -coraggiosa- di Alan Moore di eliminare effetti sonori e balloon di pensiero (i primi li odio anch'io), ma purtroppo non posso dire che ha dato i suoi frutti. V non risulta efficace, perché non si capiscono mai le sue ragioni. Dice di non volere vendetta, eppure ammazza tutti coloro che gli hanno fatto male. Dice di non volere l'anarchia, eppure causa l'anarchia. Cosa vuole, quindi? Boh. Se Alan Moore e David Lloyd si fossero fermati alla prima parte questi problemi sarebbero stati risolti. Invece no: la storia é stata continuata, portata ad un finale che reputo parecchio insoddisfacente e aggravando i già presistenti difetti di caratterizzazione dei personaggi e disegni. Piuttosto grave che non si riescano a distinguere gli uomini politici l'uno dell'altro, non trovate? E non tanto per quanto riguarda i disegni, quanto la psicologia. Sono tutti uguali, dicono le stesse cose, e hanno le stesse storie personali. I disegni e la colorazione delle vignette, poi, non aiutano. Non amo molto il tratto di David Lloyd: bellissimi i disegni di V, ma la storia finisce qui. Ancora una volta questo personaggio ha un trattamento migliore degli altri. Gli altri si meritano un tratto sbrigativo, quasi abbozzato, sopratutto le donne e (ancora) gli uomini politici. Ma quanta dovizia di particolari nel disegnare seni e sederi delle signore!

      Nel complesso, sono rimasta molto amareggiata da quest'opera. Tanto rumore per nulla, mi pare. Peccato: bastava fermarsi alla prima parte, e almeno alla sufficienza V ci arrivava.

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  • Surymae Rossweisse said on Nov 29, 2009 about the Others edition
    • "Anarchia vuol dire 'senza capi'; non 'senza un ordine'. Si ha con l'anarchia un'età dell'ordung, ossia di un ordine volontario."
      Il libro è molto meglio del film!

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  • lasi (lasi) said on Nov 25, 2009 about the Others edition
  • 1 person find this helpful
    • B per Boiata
    • A parte qualche stralcio di puro lirismo, è tutto da buttar via: trama nebulosa, tratti grezzi e approssimativi e un uso dei colori a dir poco orrorifico. Però non mi dispiacerebbe vedere il film, a parer mio un formato più adatto per una storia complessa come questa.

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  • ~Ais Quìn~ said on Nov 22, 2009 about the Others edition

Book Description

La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica e distopica, in cui un regime ha preso il potere in seguito alla confusione derivata da un conflitto nucleare. Le connotazioni del regime hanno dei chiari riferimenti al modello nazista: mezzi di comunicazione controllati dal governo, corpi di polizia segreta, campi di concentramento per minoranze discriminate dal punto di vista razziale e sessuale. A questo si aggiunge una forte componente tecnocratica, con richiami al 1984 di George Orwell (i cittadini sono costantemente monitorati dalle telecamere a circuito chiuso, le conversazioni telefoniche vengono intercettate).

La serie si apre con il conflitto politico concluso, i campi di concentramento hanno esaurito la loro funzione, e il popolo è assuefatto al regime instauratosi. La turbativa al sistema è rappresentata dalle azioni di V, un anarchico con la maschera di Guy Fawkes, dotato di inimmaginabili capacità e risorse, che inizia una campagna elaborata, violenta e teatrale, per cercare di sovvertire il regime. La gran parte della trama è narrata dai punti di vista dei vari comprimari, dalla seguace di V Evey Hammond a Eric Finch, il poliziotto che gli dà la caccia.

Il personaggio di V è estremamente affascinante e misterioso: non si conoscono le sue origini, ma si intuisce che abbia delle qualità fisiche e mentali al di fuori del normale. Le sue azioni, volte al sovvertimento del potere governativo, hanno contorni ambigui, e determinano la domanda che si pone alla base della serie: è giusto, eticamente, compiere atrocità e atti terroristici in nome di un obiettivo moralmente elevato, sia esso la stabilità politica o la libertà?

Nella storia, di volta in volta, compaiono riferimenti alla lettera V e al numero 5 ("V", in numeri romani, rappresenta il 5); ad esempio, V è rappresentato in un episodio mentre legge un romanzo di Thomas Pynchon che si intitola proprio V., e in un altro episodio viene citata la quinta sinfonia di Beethoven. V inoltre si esprime spesso con frasi riconducibili alla struttura metrica del pentametro giambico. Si possono notare alcune analogie, inoltre, con la storia del Fantasma dell'Opera di Gaston Leroux: ad esempio il parallelismo tra il rifugio di V e quello del Fantasma, il fatto che entrambi i personaggi indossino una maschera.

La serie nasconde una profonda protesta contro le scelte politiche del governo di Margaret Thatcher.

Book Details
Libri Italiani
Rating: (1342)
4 stars
3 stars
2 stars
1 star
Paperback 299 Pages
ISBN-10: 8877590777
ISBN-13: 9788877590770
Publisher: Magic Press
Pub date: Oct 01, 2005
Also available as: Softcover and Others
In other languages:
Cover of "V for Vendetta"
V for Vendetta

(English Books)
Cover of "V pour Vendetta, l'intégrale"
V pour Vendetta, l'intégrale

(Livres Français)
Cover of "V Wie Vendetta"
V Wie Vendetta

(Deutsche Bücher)
Cover of "V de Vendetta"
V de Vendetta

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