Like È finito il nostro carnevale?
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Book Description
"È finito il nostro carnevale" è la storia di Rigoberto Aguyar Montiel: unamacedonia di geni razziali e un senzaterra ma soprattutto un amante del calcioe delle donne. Nella Parigi di fine anni Venti (a pochi mesi dal primocampionato mondiale di calcio) Rigoberto si innamora perdutaContinue
Book Details
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(63)
- Libri Italiani
- Others 249 Pages
- ISBN-10: 8875211205
- ISBN-13: 9788875211202
- Publisher: Minimum Fax
- Pub date: Jan 01, 2007
- Also available as: eBook
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| 9788875211202 | Others | €12.50 | €12.00 | IBS.IT |
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Ok, sono arrivato a pagina 120. Poi mi son chiesto: cos'è quest'ansia di voler arrivare sempre fino in fondo, di vedere la parola fine? Perchè continuare a leggere un libro che mi da le stesse emozioni di una mozzarella a lunga conservazione? Il libro è un lungo esercizio di stile sul tema del calci ... (continue)
Ok, sono arrivato a pagina 120. Poi mi son chiesto: cos'è quest'ansia di voler arrivare sempre fino in fondo, di vedere la parola fine? Perchè continuare a leggere un libro che mi da le stesse emozioni di una mozzarella a lunga conservazione? Il libro è un lungo esercizio di stile sul tema del calcio romantico: alla Brera ( ma senza i suoi virtuosismi linguistici), alla Osvaldo Soriano (ma senza il suo sostanziale esotismo), alla Gianni Mura ecco (ma di Mura a me sembrano troppo lunghi gli sproloqui su Republica, figuriamoci un libro).
Prendiamo tutti ( ma proprio tutti) gli stereotipi del caso. I calciatori sudamericani sono genio e fantasia, talento e spreco. Gli eroi sono anarchici e vagabondi. Gli europei del Nord sono razionali e pragmatici. In questo scenario in cui non c'è più la mezza stagione come meravigliarsi del fatto che si stava meglio quando si stava peggio?
Il furto della coppa Rimet da parte di uno scalcagnato cronista sportivo di lontane ascendenze uruguagie, e zingare, e indiane ( ma con un bisnonno garibaldino e, ma questo lo immagino io, un prozio che aveva combattuto al fianco di Spartaco), fatto per amore e ribellione al potere. Ogni cinque pagine avviene una casuale rivelazione sul passato del protagonista che spiega come mai, proprio nel momento della storia in cui gli serviva comprendere un ungherese lui sapesse l'ungherese. OMG!
Almeno, quando queste cose le scrive Soriano, ci parla di un mondo che non conosciamo, ci parla di un ala destra peruviana, di uno stopper cileno, di un arbitro di Ushuaia. E riscatta la retorica del tono con un mondo distante. Ma un italiano, della mia età, cosa mi può dire di Garrincha, di Pelè, di Django Reinhardt che non sia semplice rimasticatura e dunque, perché?
Visto che leggere è piacere perché perdere del tempo con questo libro? No, basta, lo richiudo, lo rongo nello scaffale, e al diavolo,la mia voglia di arrivare in fondo!
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