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Anna Karenina

By Leo Tolstoy

(61)

| Hardcover

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Book Description

1091 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Solenne e fatalistico come un concerto di Čajkovskij

    Anna Karenina è un cult che ha emozionato generazioni di lettori, ispirando la cinepresa di grandi maestri del cinema. Si sono avvicendate le migliori attrici per poterla interpretare. Da Greta Garbo a Vivien Leigh, da Lea Mas ...(continue)

    Anna Karenina è un cult che ha emozionato generazioni di lettori, ispirando la cinepresa di grandi maestri del cinema. Si sono avvicendate le migliori attrici per poterla interpretare. Da Greta Garbo a Vivien Leigh, da Lea Massari a Keyra Knightley, Anna è un fenomeno tradotto, ormai, in un dovere di lettura, un evergreen letterario che non sbiadisce, ma resiste indenne al passaggio del tempo. Persino Dostoevskij e Nabokov lo definirono come un capolavoro assoluto e un’opera d’arte perfetta.
    È la vicenda di una donna affascinante e acerba la cui passione è tale da consentirle di amare, coraggiosamente, al di fuori delle regole morali di un’epoca. Una donna che segue un sogno d’amore che diventa peccato. Combattuta tra il vincolo del matrimonio e il desiderio ardente per un altro, finisce col perdere tutti gli uomini della sua vita. Ripudiata dal marito, che le porterà via pure il figlio, viene allontanata perfino da quell’amante in cui aveva trovato la scintilla suprema di un’ abbagliante infatuazione. Una separazione provocata, forse, da un’esasperata e ingiustificata gelosia, un sentimento che aprirà le porte ad uno stato di avversione, conducendola verso un tragico epilogo.
    Per quanto possa sembrare avvincente, però, lo stile di Tolstoj è ben lontano dall’idea che ho del romanzo. In una prosa che divaga, dedicandosi ad un contesto storico e sociale molto preciso, il personaggio di Anna sembra quasi evaporare in un’infinità di dettagli, disperdersi tra la folla di personaggi secondari che vivono, anch’essi, storie di amori tormentati. Numerose sono anche le digressioni sull’agricoltura sociale, sul conflitto tra il mondo rurale e urbano, sulle classi nobili di Mosca costellate di principesse dai nomi impronunciabili.
    Quello di Anna è un percorso di vita che esordisce e finisce sulla banchina di una stazione ferroviaria, il posto dove il lettore raggiunge le vette più alte del coinvolgimento emotivo. Un finale struggente che sembra ricordare il suono solenne e fatalistico di un concerto per pianoforte e orchestra di Čajkovskij, un’idea musicale che stride proprio come il verso delle ruote sulle rotaie.

    Čajkovskij, Concerto per pianoforte e orchestra: http://youtu.be/BWerj8FcprM

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    Martin Eden said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Grandi classici, ma nessuno perfetto.

    Le ultime 50 pagine Tolstoj se le poteva tranquillamente risparmiare.
    Un grande scrittore come lui sa rendere un'emozione, un pensiero profondo od un'immagine che dura un istante con una manciata di parole sublimi.
    Alcuni passi sono fantastici.
    Eppur ...(continue)

    Le ultime 50 pagine Tolstoj se le poteva tranquillamente risparmiare.
    Un grande scrittore come lui sa rendere un'emozione, un pensiero profondo od un'immagine che dura un istante con una manciata di parole sublimi.
    Alcuni passi sono fantastici.
    Eppure queste pennellate magistrali su una società lontana e differente sono spesso diluite in una pesantissima brodaglia mista delle idee e visioni politico-filosofico-religiose dell'autore.
    Lo scrittore usa alcuni capitoli e personaggi, in particolare Levin, per sviluppare elucubrazioni interminabili sulla situazione dei contadini e della Russia di fine Ottocento.
    Peccato che spesso queste divagazioni abbiano soffocato la vera storia che conta per chi legge.

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    Silvano Squizzato said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Anna Karenina, Lev Tolstoj

    "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo."

    Anna Karenina... quarantuno giorni di lettura. La lettura più impegnativa che io abbia mai affrontato nella mia vita.
    Non avevo aspettative, no ...(continue)

    "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo."

    Anna Karenina... quarantuno giorni di lettura. La lettura più impegnativa che io abbia mai affrontato nella mia vita.
    Non avevo aspettative, non conoscevo la trama (solo il finale) e così mi sono buttata su questa lettura che, una volta terminata, ha avuto i suoi lati positivi e i suoi lati negativi.
    Trovo che Tolstoj sia stato magistralmente abile nel descrivere la società a lui contemporanea. I personaggi sono tratteggiati talmente bene da avere quasi l'impressione di poterli toccare, di poterli vedere, di poter parlare con loro. Sono più di milleduecento pagine che scorrono come se avessimo davanti un libro di almeno la metà delle pagine.
    Il suo piacere nel narrare, però, secondo me rappresenta anche il lato negativo. Ho trovato che abbia abusato delle digressioni. Le avrei tollerate maggiormente solo nell'ipotesi in cui avesse comunque dato un equo spazio alle vicende dei personaggi principali e della protagonista, mentre invece a volte se ne dimentica ed una volta realizzato di dover mettere a parte il lettore delle loro vicende, fa solo un rapido volo, un veloce schizzo di ciò che accade loro senza soffermarvisi.
    Ho avuto l'impressione che si impantanasse in alcuni argomenti (politici, economici, sportivi) e non avesse più tempo per parlare di quelli inerenti ad Anna e alla sua vicenda amorosa.
    Sono d'accordo con chi potrebbe obiettare così: "Anna Karenina" non è un romanzo rosa. Ok, ma non è neppure un saggio economico o un trattato politico. "Anna Karenina" è tutte queste cose insieme e trovo che avrebbe dovuto dare la stessa importanza ad ogni argomento.
    Un altro tema spinoso è quello del finale, ovvero dell'ultima parte. Se in un primo momento mi aveva lasciato perplessa, successivamente sono riuscita ad apprezzarne il messaggio: la vita va avanti, non si ferma insieme alla fine di uno dei personaggi. Poco importa che la fine riguardi la protagonista, colei che dà il nome al romanzo. Come il mondo è andato avanti dopo la morte dell'uomo che finisce sotto il treno all'inizio del romanzo (ed anche noi lettori ce ne dimentichiamo se non quando viene riportato alla memoria), così accade dopo la morte di Anna.
    C'è chi ne soffre, chi ne è indifferente, ma tutti - tutti - tornano a vivere.
    Il come, è un altro paio di maniche. Infatti mi ha deluso fortemente il finale vero e proprio. Ho trovato fuori luogo la digressione su Lévin e la sua improvvisa ossessione riguardo alla religione. Ho odiato il suo totale disinteresse iniziale nei confronti del figlio e quella sorta di rivelazione mistica che lo porta finalmente alla felicità. Ho quasi avuto l'impressione che Tolstoj abbia voluto attirarsi le simpatie delle cariche religiose per evitare una censura, o chissà cosa..
    Be', per un romanzo qualsiasi avrei anche sorvolato sul finale, ma dopo milleduecento pagine, trovare deludenti le ultime è frustrante.
    Se è da leggere, nonostante tutto? Sì, è da leggere!

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    Madame Blanche said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un romanzo da digerire a colpi nella schiena... noiosi spaccati della vita contadina e prolissi sproloqui su una certa idea religiosa rendono Levin uno dei personaggi più seccanti e antipatici del romanzo. Anna Karenina è la donna rosa dalle eterne s ...(continue)

    Un romanzo da digerire a colpi nella schiena... noiosi spaccati della vita contadina e prolissi sproloqui su una certa idea religiosa rendono Levin uno dei personaggi più seccanti e antipatici del romanzo. Anna Karenina è la donna rosa dalle eterne seghe mentali, giustificate o meno, non lo sapremo mai, che la conducono al disastro. Vronsky non è che un cicisbeo privo di qualsiasi attrattiva. Stepan Arkadijč e la sua accondiscendente moglie cornuta stanno splendidamente nella cornice delle coppie da dimenticare. Kitty è una bambina sciocca e rimbambita. Non c'è un solo grande personaggio da ammirare, e si resta invischiati in pagine e pagine di noia russa e sentimentalismi slavi privi del lume della ragione.
    Con la letteratura russa ho chiuso.

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    Maximus Kuseikos said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

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