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Le tre stimmate di Palmer Eldritch

By Philip K. Dick

(130)

| Hardcover | 9788834716861

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Book Description

Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla newyorkese Doubleday, Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall’inquietante Continue

Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla newyorkese Doubleday, Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall’inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un’oscura divinità. Ma dietro la storia di una delle più originali invasioni aliene mai raccontate, si nascondono diversi livelli di lettura, dove la provocatoria meditazione teologica si intreccia con la denuncia politica e sociale. Palmer Eldritch, produttore e spacciatore del Chew-Z, è forse un abominevole Cristo negativo, forse personificazione di una Tecnica che tutto vede, afferra e mastica; ma forse è solo una povera vittima, un uomo qualunque... Droghe illegali, stimmate divine, tesi gnostiche, Barbie Dolls: Le tre stimmate di Palmer Eldritch è tutto questo, oltre a essere una grandiosa storia di invasione della Terra.

185 Reviews

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    Nonostante io abbia un po' perso il filo della coerenza narrativa, mi è molto piaciuto. Del resto, forse doveva accadere proprio così: quando non capisci più cosa è reale , quando si rovesciano le situazioni, quando il tutto diventa uno e non si sa p ...(continue)

    Nonostante io abbia un po' perso il filo della coerenza narrativa, mi è molto piaciuto. Del resto, forse doveva accadere proprio così: quando non capisci più cosa è reale , quando si rovesciano le situazioni, quando il tutto diventa uno e non si sa più qual è il capo e la coda, quando passato e futuro si intersecano: proprio lì si annida la migliore fantascienza.

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    elalma said on Sep 8, 2014 | 2 feedbacks

  • 18 people find this helpful

    Effetti collaterali della fantascienza nei non adepti

    Alzi la mano chi non ha mai pensato - da sobrio o da ubriaco non fa differenza - che tutto ciò che ci circonda non sia altro che un’illusione, le case, le strade, i vicini invadenti, i debiti…

    Ecco, nel mondo del futuro, i posteri (a prescindere o m ...(continue)

    Alzi la mano chi non ha mai pensato - da sobrio o da ubriaco non fa differenza - che tutto ciò che ci circonda non sia altro che un’illusione, le case, le strade, i vicini invadenti, i debiti…

    Ecco, nel mondo del futuro, i posteri (a prescindere o meno dall’ardua sentenza) si troveranno a convivere con l’illusione divenuta realtà. Specialmente quelli invitati/costretti a vivere nelle colonie, lande disperate dove non cresce un filo d’erba (anche se non c’è passato Attila) e dove in abbondanza c’è soltanto la noia. Per fortuna che i terrestri più furbi si sono inventati un modo per alleviare un po’ il tedio dei coloni. Hanno studiato un sistema per mezzo del quale se hai una bambola, Perky Pat, con tanto di aitante fidanzato, case, auto, vestiti e quant’altro, e ti fai di Can-D, per qualche minuto riesci a vivere nel mondo fatato e sognante della bambola. Se sei una colona, ti puoi “incarnare” in quella biondona con le tettone, le macchinone, le villone, i birlocconi, gli armadioni pieni zeppi di vestiti e scarpe e, naturalmente, il fidanzatone; invece, se sei un colono, ti puoi “incarnare” in Walt, il fidanzatone che, volendo, può avere a sua volta tutto one … non so se mi spiego (certo, prevengo l’obbiezione delle anobiiane, potrebbe anche risultare il solito one di sempre). Insomma, è uno spasso, breve certo, ma pur sempre uno spasso. Oddio, dagli e dagli tutto stufa… Per fortuna che, dopo anni trascorsi in un altro sistema solare, sia tornato il grande e visionario industriale Palmer Eldritch, e che si sia portato appresso il Chew-Z, una droga che promette faville se confrontata con l’ormai inflazionato Can-D. Oh, peccato che questa nuova e mirabolante sostanza porti all’estremo il concetto di assuefazione. Di fatto, una volta che ne hai masticato un ciocco non ne esci più. Continui a vivere in un mondo finto che ti sembra reale, anche se certe volte hai l’impressione di vivere in un mondo reale che sembra finto. E comunque, dovunque ti giri ti compare davanti - con il suo braccio meccanico, la sua mandibola di acciaio inossidabile e i suoi occhi a lente grandangolare - Palmer Eldritch. La verità è che vivi nel suo mondo e che ti fa fare quello che vuole. Hai perso del tutto la libertà. Stai filtrando con una rossa seduto al bancone di un bar mentre sorseggi una bionda? Ecco che all’improvviso, le labbra carnose della rossa di cui sopra diventano d’acciaio inossidabile, il braccio le diventa bionico e gli occhi verdi nei quali ti eri perso si trasformano in due obbiettivi fotografici di ultima generazione. Davanti a un’immagine del genere, ai voglia a fare cees, ti viene da piangere.

    È ovvio che, siccome Palmer Eldritch è dappertutto e dispone delle vite di tutti, si potrebbe pensare che sia qualcosa di molto vicino se non sovrapponibile a quell’entità che fin dagli albori della nostra specie abbiamo chiamato Dio.

    Questo è, sia pure raccontato in modo alquanto confuso, Le tre stimmate di Palmer Eldritch. Da non appassionato di fantascienza, posso dire che la lettura è stata piacevolmente svagante, scarsamente sorprendente, alternativamente divertente, in minima parte irritante, a tratti moraleggiante, non necessariamente inconcludente ma nemmeno illuminante.

    Finisco porgendomi e porgendovi, porgendoci dunque, una domanda: Il libro che ho appena recensito (ok, su questo punto si potrebbe dibattere), diciamo allora, il libro che ho letto esiste davvero o me lo sono inventato? Philip K. Dick ne è l’autore o mi sono inventato pure lui? Palmer Eldritch sono io o è Dick? Dick ed io siamo la stessa persona? Non sarà che sono soltanto una testa di Dick? Voi, siete Palmer Eldritch? Esistete? Davvero può esistere qualche pazzo con la voglia di leggere questi deliri? E questi deliri sono reali? Sono frutto del mio intelletto (ok, qui possiamo aprire un altro dibattito) o il frutto delle alterazioni prodotte in me dal Can-D (sempre che non abbia preso il Chew-Z, e ammesso che esistano entrambe)? Dove mi trovo, sulla Terra o su Marte o su un altro pianeta di un altro sistema solare? Che faccio vado avanti fino a vincervi per stanchezza o la smettete di leggere e mi lasciate in pace?

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    Dan78 said on Jul 5, 2014 | 19 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/03/014… Dick es desmañado, las historias van a impulsos, los inicios son convulsos, a trompicones, los personajes y las situaciones parecen des ...(continue)

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/03/014…

    Dick es desmañado, las historias van a impulsos, los inicios son convulsos, a trompicones, los personajes y las situaciones parecen deslavazados, sin conexión entre sí, el exceso de información y la sensación de estar perdido en las primeras páginas hasta el momento donde todo confluye en un punto y adquiere sentido, los finales tan abiertos y convulsos como los inicios, los temas que se repiten, qué es real y qué imaginación, los diferentes planos de realidad dentro de una misma dimensión, las drogas, la religión, los antihéroes que toman partido aun anticipando la derrota que les espera. Dick me habla de otros mundos posibles, de las diferentes capas de la realidad, de la locura y cómo trastoca la percepción del tiempo y la realidad, de la ausencia de fronteras entre lo real, lo soñado, lo inventado y lo imaginado.

    Los tres estigmas de Palmer Eldritch es otra historia febril y extraña de Dick, los precog que ven el futuro pero cuya vida es mediocre, los hombres y mujeres enviados a Marte como colonos, su única vía de escape es una droga que les hace reencarnarse en muñecos parecidos Barbie y Kent, los creadores de accesorios para que esos viajes alucinados tengan más detalle y realidad (coches, vajillas, decorados, paisajes), un hombre que se perdió en un viaje espacial y regresa prometiendo la inmortalidad.

    Hay reflexiones sobre qué o quién es Dios, la colonización de Marte como la otra cara de Crónicas marcianas, colonos que llegan a un planeta nuevo e inhóspito, su vida mísera, al borde de la depresión, una droga que les hace creer que en otra vida, hay ironía y cierta tristeza, hay la duda constante de las personajes por saber si siguen dentro de una alucinación o han vuelto a la realidad.

    Los tres estigmas de Palmer Eldritch se inicia con personajes a la deriva y termina en un sueño alucinado y abierto, y entre esos dos puntos, el regreso de Palmer Eldritch de una expedición interestelar prometiendo la vida eterna a través de una droga nueva (dentro de esa vida nueva, el propio Palmer Eldritch que aparece transformado en diferentes seres, que controla las alucinaciones, que crea un paraíso artificial y guía y decide los pasos a seguir, un dios que busca poder y esclavos).

    Me gusta Dick por las dudas que plantea, por su forma de escribir desmañada, tan alucinada como los viajes de sus personajes tras consumir diferentes drogas. El tiempo parece discurrir de otra manera en los libros de Dick, se llena de capas que se solapan unas con otras.

    —Cristo dejó bien claro que debemos recibir dos sacramentos —explicó pacientemente Anne Hawthorne—. El Bautismo de agua, y la Santa Comunión, esta última fui instituida en su memoria durante... la Última Cena.
    —¡Ah! Usted se refiere al pan y al vino.
    —Usted sabe que la persona que ingiere Can-Di experimenta una traslación, así es como la llaman, hacia otro mundo. Es algo secular, empero, en el sentido que se trata de un mundo temporal y sólo físico. El pan y el vino...
    —Lo siento, señorita Hawthorne —la interrumpió Barney—, pero temo que no puedo creer en esta historia del cuerpo y la sangre. Me resulta demasiado mística. —Demasiado basada en premisas que no han sido demostradas, dijo para sus adentros. Pero ella tenía razón; gracias al Can-Di la religión se había difundido en las lunas y planetas colonizados, y él iba a tener que vérselas con eso.
    —¿Piensa usted probar la Can-Di? —preguntó Anne.
    —Por supuesto.
    —Cree usted en eso. Sin embargo sabe que la Tierra hacia donde transporta no es la verdadera Tierra —dijo Anne.
    —No tengo ganas de discutir sobre eso —dijo él—. Todo lo que sé es que cuando uno mastica Can-Di parece verdadera.
    —Es como los sueños.
    —Es más real —señaló él—. Más claro. Y se mastica en... —Estaba a punto de decir comunión—. En compañía de otras personas que se van de verdad. De manera que no puede ser completamente una ilusión. Los sueños son privados; es por eso por lo que los consideramos una ilusión. Pero Perky Pat...
    Philip K. Dick
    Los tres estigmas de Palmer Eldritch (traducción de Marcelo Tombetta. Minotauro)

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    elchicoanalogo said on Mar 9, 2014 | Add your feedback

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    Una rilettura gioverebbe senz'altro.

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    Manu said on Feb 25, 2014 | Add your feedback

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    Allucinante

    Dick ai massimi livelli, con Ubik il miglior romanzo letto fin'ora

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    VK1984 said on Feb 10, 2014 | Add your feedback

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