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La ragazza delle arance

By Jostein Gaarder

(1963)

| Hardcover | 9788846208552

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Book Description

Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggiorparte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gliaveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio lapotesse trovare una volta Continue

Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggiorparte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gliaveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio lapotesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav,racconta la storia della "ragazza delle arance", una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa. PerJan è un colpo di fulmine. Georg si appassiona a questo racconto, che siaccorge riguardarlo molto da vicino e che pian piano gli svela ciò che èaccaduto prima della sua nascita; un racconto attraverso il quale la voce delpadre lo raggiunge da lontano facendolo riflettere sul senso della vita.

651 Reviews

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    ho avuto un approccio particolare a questo romanzo, ne avevo sentito parlare benissimo e le mie aspettative erano piuttosto alte, ma confesso che non mi ha trasportata subito, anzi... Per metà libro continuavo a chiedermi cosa poteva esserci di così ...(continue)

    ho avuto un approccio particolare a questo romanzo, ne avevo sentito parlare benissimo e le mie aspettative erano piuttosto alte, ma confesso che non mi ha trasportata subito, anzi... Per metà libro continuavo a chiedermi cosa poteva esserci di così bello in questa storia da meritare tante critiche positive, poi ho capito.... E' stato verso le ultime 90 pagine che il romanzo ha preso una piega diversa toccando le giuste corde, mi ha commosso ed emozionata, un'emozione autentica, espressa in termini ben definiti perché bisogna capire quali sono le regole che la vita ci impone e questo libro non fa altro che aiutarci ad interpretarle e soprattutto a non farci dimenticare che al mondo non c'è miracolo più grande della vita

    la vita è una lotteria gigante dove si vendono solo i biglietti vincenti e tu che stai leggendo sei uno di questi biglietti

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    Adriana said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Oslo, nel cuore freddo della Norvegia. Georg è un ragazzino di circa 15 anni che, di punto in bianco, si ritrova tra le mani una lettera scritta dal padre, mancato improvvisamente ormai 12 anni prima. Quella lettera è l'unica cosa che, al momento, lo ...(continue)

    Oslo, nel cuore freddo della Norvegia. Georg è un ragazzino di circa 15 anni che, di punto in bianco, si ritrova tra le mani una lettera scritta dal padre, mancato improvvisamente ormai 12 anni prima. Quella lettera è l'unica cosa che, al momento, lo lega alla figura paterna: i ricordi che ha sono troppo sbiaditi, e quel poco che ogni tanto riaffiora alla mente è grazie ai filmati girati quando era bambino.
    Ma cosa racconta quella lettera? Cos'è che il padre teneva che lui conoscesse direttamente dalla propria voce e non tramite altre persone?
    Georg farà così la conoscenza della ragazza delle arance, una giovane studentessa d'arte che anni prima rapì il cuore del padre, portandolo fino ai limiti della gioia più pura. Ma, soprattutto, si troverà davanti ad una domanda, la domanda per la vita, a cui deve assolutamente trovare una risposta.

    Mi fossi approcciata a questa storia quando ero adolescente, quando vivevo nel magico mondo dell'amore eterno e degli sguardi languidi - ecco che la mia cinicità viene prepotentemente fuori -, probabilmente avrei adorato la ragazza delle arance, avrei avuto il cuore a mille durante certi sguardi, durante certi sfioramenti di mani.
    Purtroppo invece mi sono avvicinata a questa storia alla mia veneranda età. Non posso dire che non mi sia piaciuto, anzi, ma ciò che mi ha colpito maggiormente è tutt'altro rispetto alla trama principale. E' tutto nell'ultima pagina - o in tutto il libro, se vogliamo guardarlo con occhi esterni: chiedi a tua madre o tuo padre come si sono incontrati, forse hanno una storia emozionante da raccontarti. Chiedi a tutti e due perchè non è detto che raccontino esattamente le stesse cose.
    Ecco, l'ho fatto. E ora, come ha fatto il padre di Georg col figlio, ve ne renderò partecipi.

    Milano, estate 1964.
    Mia mamma (Giovanna), all'epoca non ancora maggiorenne, era impiegata contabile in una ditta di abbigliamento, in zona Niguarda. Mio papà (Luigi), già adulto e con un certo fascino, faceva il camionista e spesso consegnava o ritirava i pellami e le stoffe con cui, proprio in quella ditta, confezionavano paltò.
    Mia mamma era carina, ma non aveva mai avuto un fidanzato - se non un certo Ciro, che le regalò anche un anello, segno del suo amore, rifiutato categoricamente dalla Giovanna quando capì che quel gesto indicava un matrimonio .. peccato, l'anello era carino, ma a 6 anni cosa volete che ne capisse una bambina di gioielli e matrimoni!. Dicevo, non aveva mai avuto un fidanzato: in tanti le avevano chiesto di uscire, di andare a ballare o di andare a bere un chinotto. No, la sua riposta era sempre no.
    Mio papà era un farfallone, ogni porto una donna, ogni fabbrica una impiegata, ogni angolo un'amica. Nessuna era riuscita a mettergli il guinzaglio, e anche quelle poche che avevano avuto l'onore di essere invitate a pranzo a casa erano state poi clamorosamente scartate.
    Ghe provi mì! sfidò così i suoi colleghi il nostro caro Luigi. Tanto, dentro di lui, sapeva benissimo che avrebbe avuto un no in risposta - e quindi in cuor suo era più che tranquillo.
    Uè Giangy, ti va un chinotto ed un cinemino stasera? chiese spavaldo.
    Eccerto che mi va il cinemino con te Luis.
    Eccolo. Fregato, Blindato. Conquistato.

    La sera stessa il Luigi si presentò sotto casa della Giovanna per potarla al cinema.
    Si presentò ovviamente col camion, l'unico mezzo di trasporto a sua disposizione.
    Sùn col tir le disse in milanese, sperando che lei cambiasse idea.
    Tranquillo, gò sù i calzùn e fò mia fatiga a salir rispose lei.
    Eccolo. Fregato, Blindato. Conquistato.

    Altro che sfregamento di mani.
    Altro che occhiate languide.
    Altro che sussurri alle orecchie.
    Altro che parole dolci.
    Per conquistare una donna, nella mia famiglia, serve un camion.

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    Katiu said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

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    La ragazza delle arance

    Penso che la mia età non sia quella giusta per leggere questo libro perché il filo conduttore del romanzo ormai non riesce più a creare quella magia che probabilmente scaturisce in un adolescente; è comunque bella l’idea che un genitore voglia trasme ...(continue)

    Penso che la mia età non sia quella giusta per leggere questo libro perché il filo conduttore del romanzo ormai non riesce più a creare quella magia che probabilmente scaturisce in un adolescente; è comunque bella l’idea che un genitore voglia trasmettere delle emozioni personali al proprio figlio, e da questo punto di vista, ritengo sia un libro molto tenero e visto sotto una certa ottica anche commovente anche se purtroppo, a mio parere, nel complesso il romanzo non è eccezionale, alcuni episodi descritti sono poco credibili e la storia sembra piuttosto assurda, la narrazione in sé risulta un pochino tirata, e in certi momenti anche noiosa. Io lo consiglierei come lettura da spiaggia, alle quali non si mette mai troppo impegno.

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    Silvja said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

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    Estremamente noioso e troppo prevedibile. Bocciato!

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    Elenella said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

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    Gaarder è un autore particolare che da un lato non posso non amare per le corde intime e personali che sa toccare (quanti ricordi personali, a partire da quando ero solo un bambino, sono scattati…) e che dall’altro mi lascia sempre un po’ deluso per ...(continue)

    Gaarder è un autore particolare che da un lato non posso non amare per le corde intime e personali che sa toccare (quanti ricordi personali, a partire da quando ero solo un bambino, sono scattati…) e che dall’altro mi lascia sempre un po’ deluso per come costruisce le sue trame (ovvero lontano dal mio gusto divagante, spiazzante e, se possibile, provocatorio).
    Al netto di ciò la lettura de “La ragazza delle arance” ci insegna che la ricerca dell’amore e il consolidamento dei sentimenti familiari passano attraverso quelle persone che in un attimo, e senza neanche un vero perché, sanno infiammare la nostra vita. A volte la storia più bella parte da un semplice sacchetto di arance…

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    PopCorn [LucaGGi] said on Jun 18, 2014 | Add your feedback

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    Meglio il finale che la storia

    La vicenda non mi è piaciuta molto, non sono abituata a una scrittura così semplificatrice. È una bella storia, ma sembra ridotta, così come è raccontata, ai soli fatti alternati alle riflessioni del protagonista. Non trapelano emozioni! Il tono si e ...(continue)

    La vicenda non mi è piaciuta molto, non sono abituata a una scrittura così semplificatrice. È una bella storia, ma sembra ridotta, così come è raccontata, ai soli fatti alternati alle riflessioni del protagonista. Non trapelano emozioni! Il tono si eleva tantissimo nella parte finale, un dialogo padre-figlio molto profondo e commovente. Sembra quasi una parte a sé. Non è un libro noioso, ma con tutta questa carne al fuoco poteva riuscirne molto di più secondo me.

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    talulah said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

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