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Controcorrente

By Joris-Karl Huysmans

(96)

| Others | 9788876843464

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Book Description

"Era il libro più strano che avesse mai letto": così Oscar Wilde descrive lereazioni di Dorian Gray alla lettura di "Controcorrente". Questo "librovelenoso", sfolgorante di "metafore mostruose come orc Continue

"Era il libro più strano che avesse mai letto": così Oscar Wilde descrive lereazioni di Dorian Gray alla lettura di "Controcorrente". Questo "librovelenoso", sfolgorante di "metafore mostruose come orchidee", è la Bibbiaineguagliata del decadentismo europeo. In confronto alla preziosa scrittura diHuysmans e alle raffinatezze del suo protagonista Des Esseintes, prototipo emodello di tutti gli esteti e i dandy di fine secolo, D'Annunzio appare unpiccolo provinciale invidioso. Ma l'avventura mentale di Des Esseintes,impegnato a sconfiggere la Natura attravero l'Artificio e quindi a sostituirela volgarità del reale con una vasta gamma di realtà virtuali, ha di chesbalordire anche i lettori d'oggi.

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  • 1 person finds this helpful

    La bocca di una pistola o i piedi della croce

    “Controcorrente” è una rivelazione letteraria dal valore inestimabile. Un libro che rompe gli argini e pervade di conoscenza ogni pagina, capace di celebrare la raffinatezza dell'estetismo ai massimi livelli. Un capolavoro che meglio di qualunque al ...(continue)

    “Controcorrente” è una rivelazione letteraria dal valore inestimabile. Un libro che rompe gli argini e pervade di conoscenza ogni pagina, capace di celebrare la raffinatezza dell'estetismo ai massimi livelli. Un capolavoro che meglio di qualunque altro rappresenta l’epoca del Decadentismo. Una prosa di grande eleganza asciutta, scritta con prodigiosa bravura di stile, che narra lo scorcio di vita e le abitudini di un intellettuale eccentrico: Jean Des Esseintes. Un giovane che odia la noia della vita contemporanea e sceglie di condurre un’esistenza controcorrente. Dorme di giorno e vive di notte lontano da tutti, sotto il bagliore di luci dalle tinte scelte accuratamente con un preciso gioco di combinazioni. Un personaggio particolare che ama solo le cose dall’aria artefatta e truccata, un esteta che arriva alla nevrosi grazie alle sue perfezionistiche manie in fatto di architettura e mobilio, oggetti preziosi e quadri.

    Un uomo che corrompe la natura con l’artificio della mano umana, trascurando di esaltare l’ importanza dei reali valori che lo circondano. Non c’è nessuna cosa che il genio dell’uomo non possa creare, per Des Esseintes. Non c’è fiore che non possa essere uguagliato da taffetà o da carte delicatamente dipinte; non esiste chiaro di luna che fasci di luce elettrica non sappiano ricreare, né roccia che la cartapesta non ripeta alla perfezione. E oltre all’aspetto materiale di tutte le cose, Des Esseintes prova anche piacere per la femme-fatale e quasi adora, come scolpita in un’effige, la figura di Salomé ed Erodiade, donne note alla storia per la loro crudeltà. Da questi personaggi ne seguono altri, nascono e si moltiplicano passaggi di grande scrittura. Raccontano di arte pittorica e scultura celebrando artisti come Gustave Moreau e Odilon Redon, passando per i classici della letteratura latina con un’attenta riflessione al Satyricon di Petronio fino alla poetica di Baudelaire tanto amata dal protagonista. Un’opera raffinata e piena di fascino per chi ama la conoscenza raccontata in modo magistrale. Un libro di forte impronta autobiografica dopo il quale, al suo autore, non resta che scegliere tra la bocca di una pistola o i piedi della croce.

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    Martin Eden said on Oct 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La pistola o la croce

    Anestetizzante come des Essentes, fradicio come la pazzia e la nevrosi. Una decadenza cui ci si salva solo con la morte o con la fede.

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    Bloom82 said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

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    Ne "Il ritratto di Dorian Gray" Lord Henry dona al giovane protagonista un libro che si rivelerà fondamentale nella sua peccaminosa formazione, "A rebours", "Controcorrente". Perché iniziare la recensione di un romanzo parlando di un altro? Perché c ...(continue)


    Ne "Il ritratto di Dorian Gray" Lord Henry dona al giovane protagonista un libro che si rivelerà fondamentale nella sua peccaminosa formazione, "A rebours", "Controcorrente". Perché iniziare la recensione di un romanzo parlando di un altro? Perché come ha insegnato la narcisistica ricerca del diabolico a Dorian, così nella realtà "Controcorrente" ha istruito una serie di cantori del Bello come evasione dalla decadenza, da D'Annunzio allo stesso Wilde.

    Jean Floresas des Eissentes è l'ultimo membro superstite di una famiglia aristocratica. Minacciato dalla volgarità dilagante di una società borghese in ascesa, si ritira in un dorato esilio di esteriori raffinatezze come ultimo custode di un sentire e di un gusto superiore in estinzione.

    Visioni, profumi, suoni, musiche, letture, tutto è finemente descritto come dal pensiero del protagonista, incosciente della fragilità del suo sogno, minacciato e infine sconfitto dall'accidiosa immobilità più che dal suo bramato esteta peccato.

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    Michele said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

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    A distanza di 25 anni dalla prima volta che l'avevo letto, e da tempo mi era venuta voglia di rileggerlo, ecco che l'ho fatto.
    Il romanzo resta sempre bello. La vera pecca è la traduzione! Sarà pure di Camillo Sbarbaro, sarà pure per le edizioni All' ...(continue)

    A distanza di 25 anni dalla prima volta che l'avevo letto, e da tempo mi era venuta voglia di rileggerlo, ecco che l'ho fatto.
    Il romanzo resta sempre bello. La vera pecca è la traduzione! Sarà pure di Camillo Sbarbaro, sarà pure per le edizioni All'insegna del Pesce d'Oro di Scheiwiller e pubblicato da Garzanti... ma la traduzione fa veramente schifo! Prima di tutto perché è insopportabile l'uso, spero ormai abbandonato, di cercare di riprodurre l'italiano dei tempi dell'opera che si sta traducendo, italiano che già faceva schifo di suo, ma cercare riprodurlo a distanza di quasi un secolo... per piacere! Ricercatezze linguistiche penose e che contrastano anche con lo stesso spirito dell'opera!
    Detto ciò... si conferma un gran bel libro. Una guida allo spirito del Decadentismo nelle sue forme estetiche, letterarie, musicali, pittoriche, di arredamento e su tutto ciò che è il "Bello".
    Niente a che fare con quella noia che è "Il piacere" di D'Annunzio al quale viene sempre affiancato nelle scuole!
    È sempre un piacere leggerlo e stimola la voglia di andarsi a riammirare le opere pittoriche di cui si parla o rileggere gli autori e i poeti apprezzati del protagonista.

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    MaxManga said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

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    Non mi stupisce il non aver lasciato una recensione dopo la prima lettura: terminato in montagna, probabilmente tempo di attraversare mezza penisola che già lo avevo dimenticato. Perché è un testo che non resta impresso, scorre via: più parole che im ...(continue)

    Non mi stupisce il non aver lasciato una recensione dopo la prima lettura: terminato in montagna, probabilmente tempo di attraversare mezza penisola che già lo avevo dimenticato. Perché è un testo che non resta impresso, scorre via: più parole che immagini ma, purtroppo, spesso più sensazioni, campi semantici, che immagini. Sensazioni, strazio, dolore, nausea, noia, malattia, degenerazione, lento movimento di consunzione dall'interno.
    Ti cresce come un essere dentro, ti mangia, si estende, ramifica come un rhizomorphus e ti chiude dentro di te. Come dentro des Esseintes, accecato dal suo stesso scavare, non trova confini, non capisce dove finisce la vita e dove inizia la morte. Un pensiero deus ex machina giunge dall'esterno, per lui, per noi, si fa una crepa e la luce rientra. La polvere si posa, la rabbia non sa più davvero giustificarsi. Un'incompletezza, un'imperfezione, in questo testo, che lo rende un capolavoro, perché crepato, perché pieno di spazi in cui infilarsi, in cui estendersi, in cui riscriverlo e ricrearlo.
    Pathei mathos.

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    Malleveria said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

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    Studia molto, esce poco, mangia come un pulcino, ha il pollice verde (verde palude, però) e saranno passati secoli dall’ultima volta che è stato con una donna, o anche soltanto con un altro essere umano: che depravato!

    Qualche intemperanza in gioventù c’è stata però – al di là di una prostituta pagata a un ragazzetto che neppure si sa se ci sia mai tornato e di qualche corteggiamento a donne una più mascolina dell’altra per poi appagarsi con un maschio una volta pe ...(continue)

    Qualche intemperanza in gioventù c’è stata però – al di là di una prostituta pagata a un ragazzetto che neppure si sa se ci sia mai tornato e di qualche corteggiamento a donne una più mascolina dell’altra per poi appagarsi con un maschio una volta per tutte – la vicenda umana di Des Esseintes non si discosta molto, prima della volontaria clausura, da quella di un italiano medio: e nemmeno da quella di uno mediamente più benestante della norma. Ho diversi amici, e disoccupati, che ne hanno fatte molte di più di Des Esseintes, spendendo infinitamente meno e facendosene un dramma esistenziale manco per niente: sarà che i miei amici in un convitto religioso con senso-di-colpa a lunghissima scadenza non ci sono mai stati.

    La decadenza di Des Esseintes non è la conseguenza di una condotta di vita: è il risultato desiderato e ottenuto dopo aver finto per tanto tempo (ma nemmeno tanto, Des Essintes si dà una calmata intorno ai trenta anni; di solito un uomo, se ne ha i mezzi, non ci pensa a darsela prima del doppio degli anni e dell’avvento dell’unica decadenza propriamente detta: quella fisica)di desiderare tutt'altro.

    Il protagonista del romanzo di Huysmans ne combina quante più ne può e il più alla svelta possibile in compagnia – comprata - degli altri per potersi finalmente dedicare alle sue vere perversioni: arredare casa col suo gusto kitsch, spolverare i libri, allineare i quadretti, preparare i profumi, collezionare minerali e darsi al giardinaggio, bearsi del lusso di annoiarsi fino allo stare male dalla noia.

    Des Esseintes è così controcorrente che se potessi i miei nipoti li manderei da lui a fare doposcuola: la mia unica preoccupazione successiva sarebbe per lo stato dei nervi di Des Esseintes, dopo.

    Controcorrente, e cioè stilosissima, è piuttosto la prosa di Huysmans – la sua traduzione, perlomeno, lo è superlativamente - che rende incantevoli e irrinunciabili le sue solfe sulla letteratura latina e su quella francese sua contemporanea, sui quadri leccatissismi di Gustave Moreau, sugli acquari in casa da camorrista casalese cafonal, sui suoi mal di testa e di pancia, sulle flebo allo sfintere dagli effetti non so quanto consapevolmente comici, e lascio perdere le cattolicissime passioni per il satanismo da bric a brac da rinnegare al primo incubo autoindotto per non rovinare la sorpresa e la simpatia che fa quest’uomo affetto da nient’altro che da una comunissima forma di misantropia conclamata.

    Il romanzo di Huysmans è bellissimo e, a oggi, io gli modificherei solo il titolo, così: “Quando ancora non esistevano i fumetti gli otaku dalla lauta paghetta si comportavano così.”

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    Coda said on Jan 2, 2014 | 1 feedback

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