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Il giorno dei Trifidi

By John Wyndham

(246)

| Paperback | 9788834710173

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Book Description

Bill Masen si risveglia in ospedale. Dopo essersi ristabilito da alcuniproblemi agli occhi, si accorge che uno strano silenzio lo circonda. Si togliele bende e l'orrore lo attende: il mondo è diventato cieco in seguito a unapioggia di meteore, la civ Continue

Bill Masen si risveglia in ospedale. Dopo essersi ristabilito da alcuniproblemi agli occhi, si accorge che uno strano silenzio lo circonda. Si togliele bende e l'orrore lo attende: il mondo è diventato cieco in seguito a unapioggia di meteore, la civiltà sembra approssimarsi alla fine, in attesa di unfuturo violento e caotico. Ma vi è una minaccia persino maggiore: i Trifidi,piante geneticamente modificate che si nutrono degli esseri umani, si sonoaccorte del loro vantaggio ecologico e si apprestano a occupare lo spaziovitale di cui hanno bisogno...

107 Reviews

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    Vecchio classico della sci-fi ripubblicato in nuova veste nella nuova collana oscar I grandi della fantascienza (la cui quarta di copertina, sia detto per inciso, non corrisponde al romanzo se non in minima parte) e che propone uno scenario catastrof ...(continue)

    Vecchio classico della sci-fi ripubblicato in nuova veste nella nuova collana oscar I grandi della fantascienza (la cui quarta di copertina, sia detto per inciso, non corrisponde al romanzo se non in minima parte) e che propone uno scenario catastrofico mondiale in cui la maggior parte dell'umanità ha perso la vista ed è divenuta preda di una nuova specie vegetale.
    Più che un'apocalisse fantascientifica, però, l'autore vuole suscitare una scomoda riflessione: i fortunati rimasti in grado di vedere dovrebbero - in una simile situazione di pericolo - accollarsi le sorti dei non vedenti o investire le proprie forze nella ricostituzione di una società attiva? E' davanti a questo dilemma che si trova il protagonista, Bill Masen, biologo che non ha assistito allo spettacolo di scie verdi che sembra essere l'origine della comune cecità.

    Recensione completa e più approfondita di Sakura sul blog:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/09/il-giorno-…

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    La Stamberga dei Lettori said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno dei migliorori libri di fantascienza che abbia letto.

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    A-Man-118 said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Premetto che la sinossi riportata nella quarta di copertina si riferisce probabilmente allo stesso libro scritto da John Wyndham in un Universo B, poiché, degli eventi riportati, nel romanzo non se ne trova mezzo. I trifidi sono una specie vegetale n ...(continue)

    Premetto che la sinossi riportata nella quarta di copertina si riferisce probabilmente allo stesso libro scritto da John Wyndham in un Universo B, poiché, degli eventi riportati, nel romanzo non se ne trova mezzo. I trifidi sono una specie vegetale nata, si presume nel corso della storia, da vantaggiosi incroci testati dall'uomo, e i cui semi si sono diffusi per via aerea a causa di un errore umano. Un errore umano, probabilmente la distruzione di satelliti militari, è anche la causa delle scie verdi (dai Governi giustificate come "piogge di meteoriti") che hanno ridotto in stato di cecità chiunque le abbia guardate, ossia la quasi totalità della popolazione mondiale. I trifidi, evoluti in modi impensabili e pericolosi, si sono semplicemente adattati a una situazione che li ha improvvisamente resi più adatti degli uomini - ormai privi del senso che impediva loro di diventare preda della nuova specie - alla sopravvivenza. In questo senso va dunque inteso il titolo del romanzo.

    Chiarito ciò, più che un'apocalisse fantascientifica Wyndham propone una scomoda riflessione in cui i trifidi giocano un ruolo superficiale: se una piccola percentuale di esseri umani sopravvivesse del tutto illesa a una catastrofe che ha reso inabile il resto dell'umanità, dovrebbe lasciare quest'ultima al suo ineluttabile destino di inedia e morte oppure farsi carico per sempre delle vite di chi non è stato altrettanto fortunato? Detto in altre parole: meglio attrezzarsi contro un futuro incerto costituendo una comunità caritatevole insieme a chi non può contribuirvi se non in minima parte o dimenticare ogni precedente paradigma morale per costruire una società funzionale di membri attivi?
    È innanzi a dilemmi del genere che si ritrova Bill Masen, biologo, che non ha assistito allo spettacolo di scie verdi perché ricoverato in ospedale per un incidente alla vista dovuto proprio al veleno dei trifidi. Al suo risveglio, nel fatidico giorno successivo all'incidente, scopre una Londra popolata da ciechi che barcollano per le strade in cerca di cibo, prede inermi e succulente per i trifidi che, seppur potenzialmente pericolosi, fino a quel momento erano stati perfettamente controllabili. Insieme a Josella, giovane scrittrice, si ritrova ben presto a dover scegliere se seguire Beadley, che propone un modello di società funzionale ma crudele, oppure il fanatico Coker, che a costo di usare metodi violenti vuole creare una comunità che si prenda cura del maggior numero di ciechi possibile.

    Il giorno dei trifidi, pubblicato nel 1951 e da tempo fuori catalogo in Italia fino a questa ristampa nella nuova collana di Oscar Mondadori dedicata alla fantascienza, non è certo una lettura mozzafiato. Se si finge di considerare seriamente una minaccia costituita da piante che camminano, permette qualche riflessione un volta chiuso il romanzo, cosa non frequentissima, motivo per cui ne consiglio la lettura. Si spera che Mondadori investa un po' d'impegno in più nel lodevole progetto di riportare la fantascienza in libreria: una gaffe grossolana come questa quarta di copertina totalmente errata non è ammissibile.

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/09/il-giorno-…

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    Sakura87 (mi trovate su GR con lo stesso nick) said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un capolavoro della fantascienza uscito nel 1951. Leggete il primo capitolo: quanti hanno preso ispirazione da questo libro per produzioni molto più recenti? Basta sostituire i ciechi presenti nel libro con degli zombie e avrete l'inizio di film come ...(continue)

    Un capolavoro della fantascienza uscito nel 1951. Leggete il primo capitolo: quanti hanno preso ispirazione da questo libro per produzioni molto più recenti? Basta sostituire i ciechi presenti nel libro con degli zombie e avrete l'inizio di film come "28 giorni dopo" o di serie a fumetti e Tv come "The Walking Dead" ed altri.
    Libro emozionante dove la fantascienza è quasi un pretesto per un trattato sociologico dove descrivere la reazione e la riorganizzazione di pochi umani scampati alla catastrofe. Da leggere assolutamente.

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    Nicola Benedetti said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Dopo anni e anni ho finalmente riletto Il giorno dei trifidi... Che dire, forse non dovrei rifarlo, visto che la realtà annienta implacabilmente ogni memoria. Me lo ricordavo diverso, il romanzo, forse migliore. Ma vedevo tutto con occhi vergi ...(continue)

    Dopo anni e anni ho finalmente riletto Il giorno dei trifidi... Che dire, forse non dovrei rifarlo, visto che la realtà annienta implacabilmente ogni memoria. Me lo ricordavo diverso, il romanzo, forse migliore. Ma vedevo tutto con occhi vergini e ignoranti... Non voglio dire però che IGDT sia brutto solo perché oggi so due cose e mezza di più. Il guaio è che con la vecchiaia sto diventanto iperesigente... Quindi Wyndham non ha colpe.

    O meglio, qualcuna l'ha, per esempio quei capitoli riassuntivi di eventi avvenuti fuori dal PDV del protagonista e io narrante. Il dire e non il far vedere... Certo i capitoli sono ben inseriti, e sono logici (mica poteva passare a una narrazione in terza per farci vedere quelle scene, visto che il romanzo è narrato in prima persona?), ma avrei consigliato all'autore di gestirli attraverso uno scambio di battute tra personaggi.

    Comunque, il romanzo è avvero bello e chissene se c'è qualche magagna tecnica (fra cui pure uno strafalcione... ma lo chiamerei più caduta stlistica). La nostra civiltà viene annientata da dei lampi verdi che accecano quanti si soffermino lì a mirarli rapiti dalla meraviglia, e solo pochi fortunati avranno salva la vista. Mentre il mondo sbanda nell'oscurità, grava su tutto l'ombra dei trifidi, vegetali ambulanti dotati di aculei velenosi, pericolosi prima e mille volte pericolosi adesso perché la gente non può vederli.

    Le riflessioni morali con cui devono combattere i sopravvissuti sono il vero succo del romanzo. Cosa fare, in questi casi? Aiutare i ciechi fiché si può, o pensare ad aiutarsi tra sani, per rifondare una parvenza di civiltà? E l'autore fa vincere la causa giusta, quella della fredda logica della scienza. Non a caso la salvezza partirà da un'università.

    E poi c'è il mondo che si putrefà, una visione apocalittica che mi ha ricordata quella di La nube purpurea (altro inglese... si vede che quella gente ha il senso per queste cose). Mi ha convinto poco la rapidità con cui la natura prende il sopravvento sulle città.

    Inoltre, grave mancanza, la faccenda dei trifidi resta più o meno inspiegata: cosa sono, da dove vengono, e cosa stanno facendo? Sembra che la loro creazione sia da imputarsi all'Uomo, ma non c'è niente di certo. Inoltre, sembrano avere una qualche colpa nel disastro, ma verso la fine del romanzo il protagonista ipotizzerà che i lampi verdi siano stati causati dai satelliti militari.

    Questa vaghezza non mi ha convinto molto. In Wyndham ho sempre trovato una spiegazione chiara ai suoi misteri, o delle teorie che lasciano ben poco spazio all'intraprendenza riflessiva del lettore. E malgrado ciò, gli do quattro stelle perché, pur con cose che ho trovato personalemente migliorabili, resta un romanzo suggestico e terribile.

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    Gargaros said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

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    Un incipit praticamente perfetto

    When a day that you happen to know is Wednesday starts off by sounding like Sunday, there is something seriously wrong somewhere.

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    Ignatius Reilly said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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