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Pubblicato nel 1937 negli Stati Uniti, apparso un anno dopo in Italia nella celebre traduzione di Cesare Pavere, Uomini e topi è un piccolo intenso dramma che colloca l'amara vicenda dei suoi protagonisti su uno sfondo di denuncia sociale.
Il romanzo affronta in chiave simbolica il problema dell'emigrazione contadina all'Ovest, terra di mancate promesse negli anni successivi alla depressione: è una storia tragicae violenta di duebracciantiche trovano lavoro in un ranche della California. Il grande Lennie, gigante buono e il saggio George, irresponsabile giudae sostegno dell'amico nella vana resistenza alla miseria del mondo. Sfruttamento, lotte socialei, ingiustizia e sofferenza umana, tutti temi che verranno trattaticon realismo aspro e risentito in Furore, sono quiespressi con una vena lirica di commozione all'interni di un sostegno scarno, con quel vigore narrativo che fa di Steinbeck uno dei grandi autori americani.
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- Book Details
- Libri Italiani
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2 stars 
1 star 
- Others 117 Pages
- ISBN-10: 884520619X
- ISBN-13: 9788845206191
- Publisher: Bompiani
- Also available as: Mass Market Paperback, Paperback and Softcover
- In other languages:
Of Mice and Men
(English Books)
DES Souris Et DES Hommes
(Livres Français)
Von Mäusen und Menschen. Roman.
(Deutsche Bücher)
De ratones y hombres
(Libros en Español)

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In una realtà amara, fatta di lavoro -un lavoro umile e faticoso, che sa di polvere e sudore-, fatta di ingiustizie sociali, di sfruttamento e di marcata discriminazione razziale esiste comunque la possibilità di un sogno.
Un sogno che mi ha rimandato l’immagine di quei sicomori “dalle candide ... Continue
In una realtà amara, fatta di lavoro -un lavoro umile e faticoso, che sa di polvere e sudore-, fatta di ingiustizie sociali, di sfruttamento e di marcata discriminazione razziale esiste comunque la possibilità di un sogno.
Un sogno che mi ha rimandato l’immagine di quei sicomori “dalle candide e screziate braccia penzolanti”, che stormiscono al venticello- respiro del tramonto, dopo una giornata torrida, in quel profondo sud, descritto con poche, efficacissime pennellate da Steinbeck. .
Un sogno umile, e forse irrealizzabile, che diventa però la finalità di due esistenze, il mezzo che hanno i protagonisti per non sentire il vuoto e la precarietà della propria vita, per non avvertirne la progressiva disillusione…
Un sogno che è l’ancora per non lasciarsi andare alla deriva della disperazione o della resa…
Un sogno che è la possibilità di riscatto: il proprio pezzetto di terra destinato a diventare il proprio paradiso.
Ma ecco che quando il sogno è lì -così vicino e realizzabile sul serio, questa volta!- la vita, o forse la fatalità, il destino beffardo, il caso, ti ributta indietro, lontano da quel traguardo che hai potuto vedere per un attimo e che ora diventa irraggiungibile.
E la storia, che è anche la storia di un’amicizia vera e autentica -di quelle che hanno scavato una scorza ruvida e dura, di quelle che sono l’unico appiglio-sicurezza per chi si sa in difficoltà e vive il limite di sé- si chiude con il riscatto di un gesto estremo anziché con il riscatto del sogno che tante volte George e Lennie si sono raccontati.
Libro intenso e di grande lirismo.
Molto bella la traduzione di Pavese.
Libro piacevole e scorrevole, di grande impatto emotivo.
Bello, intenso, triste.
George e Lennie sono amici per la pelle.
Si scambiano continuamente impressioni, condividono le stesse aspettative, guardano insieme lo stesso orizzonte.
Camminano sulla strada dell’esperienza fianco a fianco.
Se c’è disparità nel loro rapporto questa è solo nello sguardo degli alt ... Continue
George e Lennie sono amici per la pelle.
Si scambiano continuamente impressioni, condividono le stesse aspettative, guardano insieme lo stesso orizzonte.
Camminano sulla strada dell’esperienza fianco a fianco.
Se c’è disparità nel loro rapporto questa è solo nello sguardo degli altri uomini. Davanti allo sguardo atemporale di un qualsiasi dio dell’universo sembrano completarsi e uguagliarsi.
Quando Lennie chiede a George spiegazioni su come sarà il loro pezzo di terra, la loro casa, sui conigli e l’alfalfa, George non diventa evasivo, non cerca di respingere l’innocenza di Lennie, ma l’accetta come possiamo noi accettare un tramonto o un’alba, con amore.
Immaginiamo sia un uomo che non ha avuto quasi nulla dalla vita, che abbia faticato per trovare il suo sentiero. Ora che sembra averlo trovato, non è certo un sentiero lastricato quello che ha di fronte. La vita che si profila è piena di buche e di insidie, ed egli è ben attento a non farsi trascinare in brutti affari, perché conosce il prezzo delle sue piccole conquiste. E’ un uomo piccolo, minuto, un tappetto direbbero dalle mie parti. Ma ha la scorza dura ed è capace di sostenere lo sguardo di chiunque.
Solo Lennie è il suo tallone d’Achille.
Lennie è la sua stessa anima che gli cammina affianco e che deve continuamente istruire sulle mosse da compiere o sugli ostacoli da evitare. L’anima di George vive di progetti che continuamente mette in discussione, perché la trama che li intesse è sottile e sgretolabile.
George conosce l’amara lezione della vita. Sa bene che bisogna affrancarsi dalla povertà e dalla miseria se si vuole essere liberi di inseguire i propri sogni.
C’è in un romanzo di uno scrittore contemporaneo un momento molto bello e significativo. Durante una discussione tra i due protagonisti, i giovani Toru e Midori, Midori chiede a Toru se conosce quale sia il vantaggio di essere ricchi. Al silenzio di Toru, la ragazza risponde: è la libertà di poter dire di non aver nessun soldo.
E’ vero. La peggiore delle umiliazioni della miseria è quella di doverla nascondere agli altri. Un uomo non si vergogna di mentire, di essere un bugiardo più di quanto si vergogni di essere povero.
In compenso Steinbeck non parteggia per le esistenze grigie, ci risparmia queste umiliazioni e ammanta il passo della danza con il tono luttuoso della tragedia.
Essendo un classicista, sa benissimo che la morte è una donna.
affascinante e inquietante
mo', tremendo.
è uno dei testi che mi piacerebbe portare in teatro, se mai (seeh).
"Quante volte ho visto succedere che uno parla con un altro e non importa proprio niente che senta o capisca. Il fatto è che parlano, oppure stanno seduti e non parlano. Non importa niente, proprio niente."
"I libri non servono a niente. A un uomo occorre qualcuno.. che gli stia accanto."
< ... Continue"Quante volte ho visto succedere che uno parla con un altro e non importa proprio niente che senta o capisca. Il fatto è che parlano, oppure stanno seduti e non parlano. Non importa niente, proprio niente."
"I libri non servono a niente. A un uomo occorre qualcuno.. che gli stia accanto."
(Grazie e ancora grazie a chi, tempo fa, mi consigliò di leggere Steinbeck)