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Trilogia della città di K.

Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna

By Agota Kristof, Giovanni Bogliolo (Translator), Virginia Ripa di Meana (Translator), Armando Marchi (Translator)

(6038)

| Paperback | 9788806173982

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Book Description

«Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell'Est, ma né l'Ungheria né alcun luogo preciso vengono mai nominati.
Un inizio folgorante che ci immette di colpo nel Continue

«Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell'Est, ma né l'Ungheria né alcun luogo preciso vengono mai nominati.
Un inizio folgorante che ci immette di colpo nel tempo atroce dell'ultima guerra raccontandolo come una metafora. La nonna è una "vecchia strega" sporca, avara e senza cuore e i due gemelli, indivisibili e intercambiabili quasi avessero un'anima sola, sono due piccoli maghi dalla prodigiosa intelligenza. Intorno a loro ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte. Favola nera dove tutto è reso veloce ed essenziale da una scrittura limpida e asciutta che non lascia spazio alle divagazioni.
Un avvenimento tira l'altro come se una mano misteriosa e ricca di sensualità li cavasse fuori dal cilindro di un prestigiatore crudele».

61 Reviews

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  • 16 people find this helpful

    Una trilogia – che fra l’altro in lingua originale si intitola Trilogia dei gemelli ma che volete farci, in terra italica ci piace l’alone di mistero (e anche la reminescenza kafkiana!) – nera, nerissima.
    La prima parte ti fa venir voglia di vomitare. La seconda parte confonde un po’ le acque. La t ... (continue)

    Una trilogia – che fra l’altro in lingua originale si intitola Trilogia dei gemelli ma che volete farci, in terra italica ci piace l’alone di mistero (e anche la reminescenza kafkiana!) – nera, nerissima.
    La prima parte ti fa venir voglia di vomitare. La seconda parte confonde un po’ le acque. La terza chiarisce (o forse no, non mi è chiaro) e fa trionfare il desiderio di tagliarsi al più presto le vene.
    Tutto questo implica che siamo di fronte a un gran libro. Perché l’unica reazione negativa di fronte ad un libro è l’indifferenza mentre questo libro ti strega. Odiare o amare i personaggi, odiare o amare le vicende descritte, importa davvero quale dei due estremi “scegliamo”? Oppure importante è il fatto che il libro ci spinga a interrogarci, a provare emozioni viscerali?
    Dalla prima frase, con quella prosa “secca, che ha l’andatura di una marionetta omicida”, non lascia scampo.
    E la prosa poi, mi stavo dimenticando. È una costruzione perfetta, che varia al variare dei punti di vista, dell’età dei narratori, delle emozioni del lettore (dopo aver scritto questa frase mi sento delegittimato nel mio libero arbitrio perché in effetti scrivendolo ammetto che sia stata la Kristof a decidere quali emozioni dovessi provare..).
    Che maestria!

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    Genji said on Dec 18, 2011 | 1 feedback

  • 6 people find this helpful

    L'ho iniziato di sera, ho letto fino alle due, non ho chiuso occhio tutta la notte. L'ho trovato delirante

    1987
    Ungheria 1935-Svizzera 2011

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    Aprile said on Jan 18, 2012 | 3 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    due etti e mezzo di dolore crudo, digeribile se consumato fresco e senza commozione e sentimenti di condimento.

    ho fatto tre etti, lascio?

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    virruzza said on Jan 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    “Incitando il cavallo, Joseph grida: - Stia attento, Lucas! L'amore a volte è mortale.”

    A volte è mortale, è vero, in tempi di guerra lo è spesso, qui in questo libro lo è sempre; tanto da far rabbia. Quella rabbia salata che scende giù dagli occhi. E tu, lettore imbattutoti in tutto questo, sei co ... (continue)

    “Incitando il cavallo, Joseph grida: - Stia attento, Lucas! L'amore a volte è mortale.”

    A volte è mortale, è vero, in tempi di guerra lo è spesso, qui in questo libro lo è sempre; tanto da far rabbia. Quella rabbia salata che scende giù dagli occhi. E tu, lettore imbattutoti in tutto questo, sei costretto a piangere nel ritmo lento delle tristi emozioni. Declinate una per una, pagina dopo pagina. Scandite dal tempo degli anni che passano per i due gemelli protagonisti: Lucas e Claus. Sempre pronti ad affrontare le prove che la vita ha messo loro d’avanti, e addirittura così arditi da autoinfliggersene di nuove per trovarsi pronti un giorno qualora se ne presentasse la sfida. Così li vedi picchiarsi tra di loro, come esercizio di irrobustimento del corpo. Oppure li vedi sdraiati a terra, uno accanto all’altro indifferenti a tutto, muti, per un giorno intero. Un altro giorno digiunano. E poi rubano. Si esercitano alla crudeltà, e studiano, studiano tantissimo, sfruttano la loro grandissima intelligenza. Suonano, ballano, recitano e si guadagnano da vivere, guadagnano i soldi che la “Nonna” cattiva non vuol dar loro. Soldi che spenderanno in cartolibreria, per acquistare grandi quaderni e matite, per scrivere tutto, ma proprio tutto…

    Potrebbe già essere questa una storia singolare, eppure è qualcosa di molto più, perché vissuta in uno sfondo di guerra e miseria. Dove quello che ti immagini assieme al rosso dolore è un grigio cupo, del cielo, della terra, e dei corpi sporchi. Gente invalida errante, bambini abbandonati, donne esasperate e violentate dai soldati, dalla vita. Gente privata di uomini sani, perfetti per impugnare un’arma, perfetti per morire oltre la frontiera, solcata da mine esplose. In questa moltitudine di storie e di separazioni, o provvedi a te stesso o lentamente muori.

    Io fortunatamente vivo, e tutto sommato vivo bene. Non sono ancora in guerra, non sono neanche misero, ed ho avuto la possibilità di leggere, senza essermelo guadagnato. Sono nato così, possedendo il diritto alla lettura, assieme a tutti gli altri diritti. Ho potuto leggere questo libro centellinandolo, perché di tempo ne avevo per assaporarne la sua bellezza. Perché di tempo ne avevo per sorridere o piangere, per stupirmi o pormi innumerevoli domande. Certo, potevo anche leggerlo in uno o due giorni, il libro lo permetteva. Quel linguaggio diretto, secco, perforante, si faceva leggere velocemente. Ma che senso ha leggere un libro di questi con frenesia? Avendone la possibilità, come davanti ad una zuppa di legumi, l’ho gustato di cucchiaio in cucchiaio.

    Io tutto questo, loro tutto il resto. Lucas, Claus e tutti gli altri.

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    Alessandro said on Feb 14, 2012 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    inizia come libro sui tempi di guerra, ed è veramente molto bello, duro, crudo, intenso. ma quando la storia sui due gemelli comincia a sbrogliarsi, in quel momento diventa un romanzo speciale.

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    panda said on Feb 14, 2012 | 1 feedback

  • Il libro è un capolavoro ma le pagine de "Il grande quaderno" sono davvero imprenscindibili e necessarie.

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    Aida said on Feb 13, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (6038)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 384 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8806173987
  • ISBN-13: 9788806173982
  • Publisher: Einaudi
  • Pub date: Jan 01, 2005
  • Also available as: Hardcover
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