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Mare al mattino

By Margaret Mazzantini

(351)

| eBook | 9788858405260

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Book Description

Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre piú veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni. Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare c Continue

Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre piú veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni. Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che si richiude sopra le cose. Ma sulla terra resta l'impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno - che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce. Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola.

290 Reviews

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    Chi ha amato e ama Mazzantini scrittrice ("Non ti muovere", "Venuto al mondo" i suoi capolavori) non può digerire questo libello insincero, zeppo di gemme politically correct su Vicino Oriente e (neo)colonialismo occidentale, persino sciatto nella sc ...(continue)

    Chi ha amato e ama Mazzantini scrittrice ("Non ti muovere", "Venuto al mondo" i suoi capolavori) non può digerire questo libello insincero, zeppo di gemme politically correct su Vicino Oriente e (neo)colonialismo occidentale, persino sciatto nella scrittura (quante volte viene usato "arabo" come aggettivo in 125 pagine? e si può permettere Margareth Mazzantini, non Cesare Pavese, il verbo "orizzontarsi" al posto di "orientarsi" e "diti" al posto di "dita"? No, non può) e irritante nell'ispirazione di base. È una tesi, che germoglierebbe dal rapporto dinamico tra i due capitoli di cui è composto: madre e figlio libici in fuga dalla guerra, madre e figlio italiani tripolini in fuga dalla Libia post coloniale. Nessuno meglio di chi fugge e attraversa il mare può capire chi lo attraversa nel senso opposto, nessuno meglio di chi ha sofferto può capire il dolore. Falsa, fasulla tesi. I fatti di oggi (luglio 2014, Palestina) dimostrano che aver subito uno sterminio (o almeno il suo ricordo) non risparmia dall'infliggerlo agli altri, anche se non sono i tuoi antichi carnefici. Anzi. L'abbraccio al naufrago, Margareth, non è figlio di un'antica colpa da espiare, di un risarcimento da pagare. L'abbraccio è figlio della carità, di uno sguardo diverso sugli uomini che è simile a quello di Dio. Non è una terapia di gruppo il mare, dove scambiarsi le esperienze salva dal naufragio. Come una Fallaci pariolina, Mazzantini guarda compassionevole i negri (li chiama così, per fingere di non essere politically correct) ma non può sentire come loro, e si capisce. E allora tutto è "arabo", peccato per gli ebrei che per lei sono sempre vittime (anche in quel deserto, nel dopoguerra, allorché si chiamano israeliani, e sono un filo più cattivelli, vero Margareth?), persino nelle guerre panarabe di colonizzazione. Ci sono i dittatori cattivi (arabi, ovvio), le Torri gemelle (dopo dieci anni, e basta!) e gli americani buoni contro i terroristi. Un monumento all'insulso, una stele all'insulto, questo libello, che Margareth ci poteva risparmiare e lasciare in un cassetto dell'attico ai Parioli. Non se ne sarebbe accorto nessuno, a parte l'autrice, che credeva forse di dover espiare qualcosa, magari una ricchezza che non è araba, almeno quella.

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    Paulposta said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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    Libro che ispira molte riflessioni su come "la storia dell'uomo è la storia della sua fame"

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    Piervito Gigante said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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    [gruppo di lettura giugno 2014]
    pag.79 "Non c'è niente di peggio che una madre atipica. Una che non somiglia a nessuna madre, una che non porta mai le scarpe chiuse, che ha una borsa senza niente dentro, le sigarette, le chiavi di casa, dieci euro. ...(continue)

    [gruppo di lettura giugno 2014]
    pag.79 "Non c'è niente di peggio che una madre atipica. Una che non somiglia a nessuna madre, una che non porta mai le scarpe chiuse, che ha una borsa senza niente dentro, le sigarette, le chiavi di casa, dieci euro. Un telefonino che non usa mai. Una borsa senza miracoli come la sua vita."
    pag. 81 "Gli diceva di trovare un punto fisso e di non lasciarlo mai con gli occhi".
    pag.73 "Era una scuola di periferia, di gente degradata che non sapeva avvicinarsi al prossimo se non malamente. (...) Angelina cercò di adattarsi. Fu esclusa naturalmente, senza cattiveria. Fece della sua alienazione un'avventura. Inventava, raccontava di leoni, di bambini sbranati, di malefici tuareg. Tripoli era un posto temibile dove lei era sopravvissuta grazie a mille astuzie. Guadagnò un pò di rispetto."

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    M. said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

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    Detesto la scrittura della Mazzantini, con tutti quei punti che rallentano la lettura e mi hanno reso odioso tutto il libro. La storia di per sè non è neanche male...

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    Vektra [scambio ebook] said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 1 star
  • eBook 127 Pages
  • ISBN-10: 8858405269
  • ISBN-13: 9788858405260
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2011-01-01
  • Also available as: Paperback , Softcover
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