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Germinale

By Emile Zola

(63)

| Others | 9788876843815

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Book Description

158 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho immaginato le ambientazioni così come descritte Zola, un po' come fa Etienne, con rabbia e indignazione per queste persone ridotte al ruolo di bestie e come tali lo sono di rimando anche i comportamenti, il lasciarsi andare facilmente agli sfoghi ...(continue)

    Ho immaginato le ambientazioni così come descritte Zola, un po' come fa Etienne, con rabbia e indignazione per queste persone ridotte al ruolo di bestie e come tali lo sono di rimando anche i comportamenti, il lasciarsi andare facilmente agli sfoghi e agli impulsi primari.
    La questione sociale è sicuramente il fattore più importante e trainante del romanzo, la visione politica confusa di Etienne, l'ignoranza del popolo e la nera, gelida miseria, all'opposto dell'opulenza soffocante della casta superiore, non lasciano spazio ad altri sentimenti: i poveri non possono permetterseli e i ricchi forse non ne sono capaci.
    La cupezza, la disperazione, la fame sono tali da gonfiare gli animi dei minatori, massa umana che si muove alla ricerca di una qualsiasi soluzione, forse coscienti di andare incontro anche la morte.
    Pagine che rimarranno impresse nella memoria: ho letto che dei minatori accompagnarono il feretro alla morte di Zola al grido di "Germinale, Germinale" a testimonianza del potere delle parole.

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    Controvento said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Epico. Straziante. Travolgente. Claustrofobico. Capolavoro

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    Don Blasco said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Un esercito vendicatore la cui germinazione avrebbe fatto esplodere la terra."

    Bellissima storia, di vite e di disperazione, di riscatti e lavoro sodo.
    Un romanzo a tratti claustrofobico, ma molto convincente. Molto partecipativo. E poi il risvolto socio-politico gli da una natura doppia. Una vita parallela. Riesce a restituirt ...(continue)

    Bellissima storia, di vite e di disperazione, di riscatti e lavoro sodo.
    Un romanzo a tratti claustrofobico, ma molto convincente. Molto partecipativo. E poi il risvolto socio-politico gli da una natura doppia. Una vita parallela. Riesce a restituirti umanità, perduta nelle pieghe della lotta dei lavoratori; da una contrapposizione sociale un altro seppur bravo scrittore avrebbe tratto un bellissimo e romanzato lieto fine.
    Zola no, non è di quella schiatta. Ha un altro intento, lui. Un libro, un romanzo, una storia, truce e spietato ma anche lungimirante. E lo si intuisce nella metafora della pagina finale dove si sublima tutto il dispiacere provato in quelle precedenti. Il risveglio. La campagna d'aprile sotto i raggi infuocati da sole, ammantata da gemme in fiore, così come quei lavoratori chini e neri che pian piano avrebbero raccolto i frutti delle tante lotte e sofferenze.

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    Joad said on Jul 3, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Difficile scrivere qualcosa che non avete ancora detto, ma a rischio di annoiarvi ci provo! Intanto dovessi dipingere “ Germinale” userei tre colori: Nero, come la notte, il buio, il carbone, Bianco, come la luna , come il freddo, come la morte e Ros ...(continue)

    Difficile scrivere qualcosa che non avete ancora detto, ma a rischio di annoiarvi ci provo! Intanto dovessi dipingere “ Germinale” userei tre colori: Nero, come la notte, il buio, il carbone, Bianco, come la luna , come il freddo, come la morte e Rosso come il sangue , come la gelosia, come l’amore e gli ideali.
    Zola ci fa vivere in un mondo vero, di lotta per la sopravvivenza e la specie più forte avrà la meglio.
    Scontro tra la borghesia e gli operai, tra piccoli proprietari e grandi Compagnie, tra poveri, tra uomini e donne, tra uomini per il possesso delle cose, delle donne e del consenso. Dall’inizio alla fine non c’è un attimo di tregua e anzi è un crescendo di rabbia e di violenza . Ci sono pagine talmente brutali che fanno male! Mi ha sorpreso la reazione di Bellamorte che sembrava ormai fuori dalla realtà! Non mi aspettavo nemmeno che Etienne si salvasse e che si riappacificasse con la Maheude! Catherine è forse il personaggio che più mi ha fatto soffrire; piccola grande donna-bambina che con coraggio affronta il destino a cui non può sfuggire! Almeno alla fine è morta conoscendo l’Amore.
    Personaggio inquietante e fondamentale è Suvarin, amico/nemico di Etienne. I due sono la rappresentazione di due ideali simili ,ma diversi. Forse mi sbaglio, ma simboleggiano i contrasti tra gli anarchici di Bakunin e i comunisti di Marx, dapprima insieme nella Prima Internazionale.
    « Innanzitutto l'abolizione della miseria, della povertà, e la completa soddisfazione di tutte le necessità materiali per mezzo del lavoro collettivo, obbligatorio e uguale per tutti; e poi l'abolizione dei padroni e d'ogni specie di autorità, la libera organizzazione della vita, del paese in relazione alle necessità del popolo, non dall'alto in basso secondo l'esempio dello Stato, ma dal basso in alto, curata dal popolo stesso al di fuori di ogni governo e dei parlamenti; la libera unione delle associazioni dei lavoratori della terra e delle fabbriche, dei comuni, delle province, delle nazioni; e infine in un domani non lontano, la fraternità di tutta l'umanità trionfante sulla rovina di tutti gli Stati » . Così Bakunin.
    Il libro inizia con l’arrivo di Etienne e finisce con la sua partenza, ma in qualche modo è l’inizio di una nuova vita, nuova speranza in un mondo nuovo!

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    Lorena S. said on Jun 17, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Germinale (titolo originale Germinal) è un romanzo dello scrittore francese Émile Zola. La vicenda è ambientata in Francia all'epoca della seconda rivoluzione industriale.
    Il libro è il tredicesimo del Ciclo de I Rougon-Macquart (1871-1893) ed è uno ...(continue)

    Germinale (titolo originale Germinal) è un romanzo dello scrittore francese Émile Zola. La vicenda è ambientata in Francia all'epoca della seconda rivoluzione industriale.
    Il libro è il tredicesimo del Ciclo de I Rougon-Macquart (1871-1893) ed è uno dei più celebri. Fu pubblicato come "feuilleton" nella rivista Gil Blas tra il novembre 1884 e il febbraio 1885, e poi come romanzo nel marzo dello stesso anno. La trama si svolge nella zona mineraria del nord della Francia e descrive la dura vita dei minatori della seconda rivoluzione industriale, oltre che l'organizzazione politica e sindacale della classe operaia. Come una premonizione, il romanzo ha preceduto di vent'anni la catastrofe mineraria di Courrières, dove persero la vita 1099 minatori. Nel 1884, per scrivere il romanzo, Zola ha visitato la miniera della compagnia mineraria di Anzin, la più importante dell'epoca. Per il personaggio di Lantier potrebbe essersi ispirato al sindacalista Emile Basly.
    Figlio di Gervaise Macquart e del suo amante Lantier, il giovane Étienne Lantier è stato allontanato dal lavoro per aver schiaffeggiato il suo capo. Disoccupato e in piena crisi industriale, decide di partire per il Nord alla ricerca di un nuovo impiego. Viene assunto alle miniere di Montsou, dove scopre le spaventose condizioni di lavoro dei minatori. Étienne conosce una famiglia di minatori, i Maheu, e si innamora della giovane Catherine; quest'ultima è promessa ad un rude operaio, Chaval, e sebbene la ragazza sembri interessata ad Étienne, mantiene nei suoi confronti uno strano comportamento. Chaval geloso di Étienne e temendo che la ragazza preferisca a lui il nuovo arrivato, fa in modo di costringere la giovane al matrimonio riparatore, abusando di lei.
    Étienne riesce ad integrarsi rapidamente nel popolo dei minatori, ed è sconvolto dalle condizioni di vita e dall'ingiustizia che regna in quel luogo. Comincia assai rapidamente a diffondere idee rivoluzionarie. Quando la compagnia mineraria, a causa della crisi economica, decreta una riduzione dei salari, Etienne spinge i minatori a scioperare; riesce a vincere la diffidenza e la rassegnazione e condivide con loro il suo sogno di una società più giusta. Quando scatta lo sciopero, la compagnia mineraria assume una posizione molto rigida e rifiuta ogni trattativa. Affamati da settimane di lotta, i minatori intensificano la lotta: rompono i macchinari e le installazioni minerarie, e aggrediscono alcuni esponenti della borghesia. L'esercito sopraggiunge per ristabilire l'ordine, ma lo sciopero continua. Molti minatori sfidano i soldati, che iniziano a sparare sui manifestanti: Maheu, l'operaio presso il quale Lantier abitava, viene ucciso. Lo sciopero è un fallimento, e i minatori si rassegnano a riprendere il lavoro. Souvarine, un operaio anarchico, sabota la miniera. Nell'incidente muoiono molti minatori, mentre Étienne, Catherine e Chaval rimangono bloccati nelle gallerie. Chaval provoca Étienne, e quest'ultimo lo uccide e può finalmente diventare il compagno di Catherine, ma Catherine muore poco dopo aver trovato l'amore. Étienne esce vivo dall'inferno della miniera, e decide di tornare a Parigi.
    Anche se la rivolta è fallita, Étienne continua a credere nella causa della lotta degli operai contro le disuguaglianze, ed è persuaso che un giorno riusciranno ad eliminare l'ingiustizia.
    Germinale è un mese del calendario rivoluzionario, corrispondente all'inizio della primavera. L'inizio della primavera è nell'immaginario un'epoca di rinascita, di fioritura, di germogli e di nuove foglie. Si può dunque leggere l'intenzione di Zola di raccontare nel romanzo la primavera dell'uguaglianza operaia, i germogli della rivoluzione. A supporto di questa idea, nell'epilogo del romanzo, Zola accosta i minatori ai vegetali che escono dalla terra e germogliano: la fioritura delle piante diventa allora la metafora della rivolta operaia. Intenso, da leggere, già solo per il significato intrinseco nel titolo del libro pensato da Zola.

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    Jack said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

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