I fratelli Karamazov
2 voll.
By Fedor M. Dostoevskij, Agostino Villa (Translator), Vladimir Lakšin (Contributor)




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Book Description
I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono moltodiversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistarecol suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofodell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il pi&Continue
14 Reviews
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Mingamarco said on Nov 11, 2011 about the Others edition | 4 feedbacks
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Erne said on Dec 14, 2011 about the Paperback edition | 1 feedback
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Agathangelos said on Dec 12, 2011 about the Others edition | 3 feedbacks
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riccio-capriccio said on Feb 13, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback
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I Fratelli di Dostoevskij.
Dopo la noia provata durante la lettura de L’Adolescente, il fastidio de L’Idiota e l’inconcludenza de I Demoni, Mi ero ripromesso che I Fratelli Karamàzov sarebbe stato il Mio ultimo Dostoevskij. Strana coincidenza: è, insieme, l’ultimo libro che abbia mai scritto e l’unico che mi è parso compiuto. ... (continue)
Antinoo said on Feb 13, 2012 about the Boxset edition | Add your feedback
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Palmina said on Feb 7, 2012 about the Boxset edition | 2 feedbacks
Book Details
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Rating:




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- Libri Italiani
- Softcover 1018 Pages
- ISBN-10: 8806516310
- ISBN-13: 9788806516314
- Publisher: Einaudi (Gli Struzzi - 239*/239**)
- Pub date: Jan 01, 1981
- Also available as: Mass Market Paperback, Paperback, Hardcover, Leather Bound, Boxset and Others
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- Iscrizioni a "I FRATELLI KARAMAZOV" di F. Dostoevskij Paolo del ventoso Est (66 comments, 32 people)
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| 9788806516314 | Softcover | -- | -- | -- |
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Avevo una partita aperta con l’amico Fedor…che non si è ancora conclusa!
A me Dostojevski fa l’effetto dei vecchi cappotti di lana: tengono caldo ma sono pesanti e pizzicano la pelle; di lui non sopporto le coccole al lettore (“ caro lettore, perdonerà il lettore se mi dilungherò ecce cc) e la indub ... (continue)
Avevo una partita aperta con l’amico Fedor…che non si è ancora conclusa!
A me Dostojevski fa l’effetto dei vecchi cappotti di lana: tengono caldo ma sono pesanti e pizzicano la pelle; di lui non sopporto le coccole al lettore (“ caro lettore, perdonerà il lettore se mi dilungherò ecce cc) e la indubitabilità dei personaggi, questa volta, geometricamente scolpiti. I tre fratelli rappresentano tre umanità: Alesa la fede, Ivan la ragione di cui rimane schiavo e alla fine soccombe, e Mitja la passione.
Me lo vedo Dosotojevsky che continua a a guardarmi con quello sguardo severo e il fisico da campatore di rendita, non mi mette a mio agio durante la lettura…sono in soggezione
La storia, per quel che conta, è una versione russa di “iss’ ess’ e ‘o malamente” o se preferite “il buono, il brutto e il cattivo”, ma più che una trama è una analisi microscopica del carattere russo spiegata con ogni singolo avanzare della crudissima favola della vita che i nostri eroi attraversano. Ognuno di loro ha quasi troppo carattere. Il rpimo che mi viene in mente è lo starec Zosima che ha la forza di un supereroe.
Questa è un’opera grande ma non sublime. Non è il libro che ti cambia la vita né la corazzata Potemkin, ma un affresco didascalico, secondo me non poi così ancora attuale, e troppo netto, dell’archetipo che noi tutti immaginiamo del maschio russo classe 1800.
In alcuni passi, c’è più religiosità nelle parole di questo libro ( ma forse non ci vuole molto) che nell’ultima predica che ho sentito da un pretuncolo presuntuoso a un funerale, che avrei volentieri picchiato.
Come dicevo, non conta l’azione ma lo slow motion della psiche dei protagonisti, tant’è che io al vero colpevole non ci avevo creduto e anche dopo la sfolgorante edizione di “un giorno in pretura” delle ultime 300 pagine a dire il vero ancora non lo sono del tutto, anche se quando ho scoperto che anche il vero padre di Fedor è stato assassinato dai suoi servi mi si è accesa una piccola lampadina.
MI ha fatto specie l’epilogo dove troviamo il primo seme di odio per i”cugini” americani ed una singolare nota di romanticismo di Katja che scopre che le persone che hai amato le amerai per sempre…e io sono d’accordo.
E’ una lettura faticosa dalla quale però ti stacchi malvolentieri con un gran desiderio di approfondimento perché ogni piccola sfaccettatura che rileggi capisci un pezzettino in più.
D’altro canto è un libro su cui chiunque può dire qualsiasi cosa e tutti ci si cimentano, compreso il saggetto finale di Freud, che disvela il segreto del Dotojesvky parricida mancato e incessantemente autopunito nonché accanito segaiolo.
Forse è il caso di stare un po’ zitti e ricominciare a leggerlo
Colonna sonora: D. Sepe – nu Hoppar Haren Kroka (gran pezzo ve lo consiglio davvero!)
Drink: Amarone Costasera masi anno 2006 (anche qua non scherziamo niente)
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