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I viceré

By Federico De Roberto

(1407)

| Paperback | 9788811686347

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Book Description

Tutta la realtà siciliana della seconda metà dell'Ottocento viene illuminata dai riflettori puntati sulle vicende della famiglia Uzeda, seguite attraverso tre generazioni. Intorno ai suoi membri si disperdono e si raggruppano i questuanti, i liberali, i benedettini di San Nicola, i lavapiatti, i picContinue

Tutta la realtà siciliana della seconda metà dell'Ottocento viene illuminata dai riflettori puntati sulle vicende della famiglia Uzeda, seguite attraverso tre generazioni. Intorno ai suoi membri si disperdono e si raggruppano i questuanti, i liberali, i benedettini di San Nicola, i lavapiatti, i piccoli affaristi, gli usurai, i codini, gli elettori del duca, i garibaldini, i prepotenti, i vili e poi i paesaggi, le campagne, i dintorni di Catania e di altre città più sfumate. De Roberto mette a nudo le lacerazioni della sua classe d'origine e dell'ingranaggio sociale, e conduce il suo atto d'accusa con spietata determinazione.

14 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    La famiglia, lo Stato, la Chiesa sono i motori attorno ai quali gira il racconto, uniti in un solo credo: la sopraffazione. È la sopraffazione dei forti sui deboli, dei ricchi sui poveri, dei potenti sul popolo a guidare i personaggi, i quali in nome di un distorto senso del dominio calpestano e tra ... (continue)

    La famiglia, lo Stato, la Chiesa sono i motori attorno ai quali gira il racconto, uniti in un solo credo: la sopraffazione. È la sopraffazione dei forti sui deboli, dei ricchi sui poveri, dei potenti sul popolo a guidare i personaggi, i quali in nome di un distorto senso del dominio calpestano e travolgono tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Ciò che siamo stati e ciò che siamo, i vizi che ci affliggono, la resistenza a ogni cambiamento e, per contro, la vocazione al conformismo, la tempestività a chinare la schiena di fronte ai vincitori… questa la materia di cui è fatta la pellicola, che si snoda impiegando i tratti del dramma e del grottesco. I Vicerè è un quadro feroce di quello che siamo noi italiani, un affresco che fa venire in mente le tinte forti di Goya. E non è un caso che la famiglia al centro delle trame sia infatti di origine spagnola. Attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo, l'ultimo erede degli Uzeda, si svelano i misteri, gli intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni. In lotta l'uno con l'altro, gli Uzeda si combattono per l'eredità della principessa defunta e per i desideri contrastanti di ognuno di loro. Il piccolo Consalvo cresce così in una famiglia in perpetua guerra. E' confortato nei suoi primi anni dall'amore della madre, condannata a morte prematura, e dall'affetto della sorellina, complice di ogni ventura. Ma si trova in conflitto, sin da bambino, con un padre superstizioso e tirannico, il principe Giacomo, più interessato al patrimonio di famiglia che all'amore per i propri cari, pronto a lasciar morire la moglie e a risposarsi poco dopo con una cugina. La storia di Consalvo avanza in un percorso di formazione emblematico: dopo essere stato esiliato dal padre nel mondo di un monastero benedettino - tra privazioni, corruzione e fasti spagnoleschi - si affaccia a una giovinezza scapestrata da ribelle, simile nello spirito a quella di tanti giovani d'oggi. Il tragitto di Consalvo ha una forte attinenza con il nostro presente. Dal mondo che lo circonda, fatto di compromessi e viltà, Consalvo coglie una profonda lezione di vita e alla fine sceglie di impossessarsi del potere per non lasciarsi sopraffare da quello stesso mondo.

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    Anthea said on Aug 29, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Letto in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia. Attraverso le vicende della famiglia Uzeda, tra amori intrighi tradimenti, falsi amici si costruisce l'Italia.La sola cosa che gli rilevo è la mole quasi 700 pagine sono davvero tante.

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    Trenette65 said on Jan 27, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non me n'ero mica accorta che De Roberto lo ricevevamo tanto spesso in casa nostra.

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    June M said on Dec 31, 2011 | Add your feedback

  • Letto tutto d'un fiato quest'estate su consiglio della mia professoressa di italiano. Non fatevi spaventare dalla mole, superate le prime trenta pagine scorre via che è una meraviglia.

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    Arianna said on Feb 5, 2012 | Add your feedback

  • Sembra scritto solo pochi anni fa

    Sebbene sia stato scritto alla fine dell'ottocento, molte descrizioni di uomini che si danno alla politica sembrano di oggi. Chi si da a spese pazze con i soldi pubblici e poi i debiti vanno ripagati aumentando le tasse. I discorsi di molti: "il principe è ricco di suo e non ha bisogno di arricchirs ... (continue)

    Sebbene sia stato scritto alla fine dell'ottocento, molte descrizioni di uomini che si danno alla politica sembrano di oggi. Chi si da a spese pazze con i soldi pubblici e poi i debiti vanno ripagati aumentando le tasse. I discorsi di molti: "il principe è ricco di suo e non ha bisogno di arricchirsi". Zio e nipote in politica (i Letta). La capacità di riciclarsi e cambiare schieramento a seconda delle convenienze.

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    Alessandro Signore said on Feb 3, 2012 | Add your feedback

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