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Grande città violenta

Le strade del giallo n. 25

By Ed McBain, Nicoletta Lamberti (Translator)

(109)

| Paperback | No ISBN

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Book Description

In questa città devi guardarti le spalle. Qui tutto può succedere in qualsiasimomento e in qualsiasi posto. E non occorre essere un detective per sentirenel vento l'odore del male. La città è immensa, ostile spietata. Sul giornalecompare il viso grazioso di una ragazza morta che giace scomposta viciContinue

In questa città devi guardarti le spalle. Qui tutto può succedere in qualsiasimomento e in qualsiasi posto. E non occorre essere un detective per sentirenel vento l'odore del male. La città è immensa, ostile spietata. Sul giornalecompare il viso grazioso di una ragazza morta che giace scomposta vicino aduna panchina di Grover Park, a meno di sette isolati dalla sede dell'87distretto. Intanto i telegiornali della notte riferiscono degli ultimisuccessi di Cookie Boy, un abilissimo topo d'appartamenti che firma ogni colpocon una scatola di biscotti al cioccolato. Mentre i detective Carella e Brownsi mettono al lavoro e scoprono che la ragazza assassinata nel parco non è unadelle tante assassinate ma una donna dall'insospettabile passato...

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  • 1 person find this helpful

    Uno dei migliori libri in assoluto che abbia letto negli ultimi tempi. E' un noir/poliziesco ambientato in una grande città americana con tutti gli ingredienti del genere: sangue, violenza, misteri da risolvere e poliziotti dalla vita complicata. Quello che fa la differenza è la straordinaria qualit ... (continue)

    Uno dei migliori libri in assoluto che abbia letto negli ultimi tempi. E' un noir/poliziesco ambientato in una grande città americana con tutti gli ingredienti del genere: sangue, violenza, misteri da risolvere e poliziotti dalla vita complicata. Quello che fa la differenza è la straordinaria qualità della scrittura, incisiva ma leggera, sempre velata di ironia e intessuta di dialoghi scintillanti, veramente notevoli. Anche l'intreccio è all'altezza e non richiede troppa "sospensione dell'incredulità". Raccomandatissimo.

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    Arnaldo Maccarone said on Feb 5, 2012 | Add your feedback

  • Noir and more - 05 feb 12

    Un altro (e purtroppo tra gli ultimi) bel lavoro di Evan Hunter in arte (tra i tanti pseudonimi) anche Ed McBain. Il libro ha poco più di dieci anni, ma l’autore 6 anni fa è venuto a mancare a poco meno di 80 anni. Dispiace, come per tutti quelli che ci lasciano, che non solo era stato prolifico e p ... (continue)

    Un altro (e purtroppo tra gli ultimi) bel lavoro di Evan Hunter in arte (tra i tanti pseudonimi) anche Ed McBain. Il libro ha poco più di dieci anni, ma l’autore 6 anni fa è venuto a mancare a poco meno di 80 anni. Dispiace, come per tutti quelli che ci lasciano, che non solo era stato prolifico e poliedrico, ma anche (e per questo lo ricordiamo e lo ringraziamo) l’inventore di quello che gli anglosassoni chiamano “police procedural”, cioè un romanzo non con un protagonista ma con una squadra di comprimari tutti degni del primo piano. Quello che (per chi vede la Tv) è un po’ l’anima delle fiction poliziesche moderne (dai nostrani Distretti di Polizia ai vari Csi, Cold Case e via discorrendo). Lui ha inventato, già nel 1956, la saga dell’87° Distretto, di cui ha scritto quasi 60 romanzi. Una sezione di agenti che lavorano all’interno di una grande metropoli, da lui inventata, ma che ricalca, nell’animo, le grandi città americane, da New York a Chicago a Los Angeles. E ci sono i vari poliziotti che sia coralmente che, a volte, in singolo, prendono la scena. Ma è appunto il corale che importa a McBain. Anche se ci sono i suoi (e i miei) preferiti, Steve Carella su tutti, con la moglie muta un passo indietro, ma sempre presente. La grande capacità di McBain sta nel proporre in ogni romanzo nuove storie, facendo evolvere i personaggi, cambiando le situazioni, ma da un lato con il rigore di chi non si scorda delle storie personali, dall’altro con l’abilità di presentare nuove storie, in evoluzione rispetto alle precedenti, e senza farci accorgere che passa il tempo. E senza dover, dopo ogni poche pagine, ricapitolare chi ha fatto cosa e quando. Così le storie fluiscono e noi ne fruiamo sentendoci accompagnati da persone che conosciamo, ma senza la sensazione di vecchio che in meno riusciti tentativi si ha. E senza la sensazione che il personaggio ha fatto il suo tempo ed è ora di “cambiarlo” (come dovrebbe essere per il Montalbano di Camilleri). Perché qui il personaggio è il distretto, e, come disse in un vecchio romanzo uno dei poliziotti dopo la morte di un agente, i poliziotti muoiono, l’87° resta. Qui troviamo intrecciate almeno 3 storie maggiori: l’assassinio di una suora, i furti d’appartamento di un ladro gentiluomo e la caccia al poliziotto da parte di un delinquente che entra ed esce dal carcere. I furti sono un filone che va avanti per tutto il romanzo, entrando ed uscendo dalla trama, dove il ladro entra in appartamenti e ruba, ma con un suo codice deontologico: rubare mai troppo e lasciare una scatola di biscotti al cioccolato da lui cucinati per far sapere la sua volontà di non “violentare” le case che visita. Peccato che in una di questi “visite” ci scappino due morti. E Cookie Boy (questo il suo soprannome) viene ricercato da ben 4 poliziotti dell’87°, uno dei quali è Parker che con Carella aveva ferito un ladro che cercava di assalirli con un coltello. Ma Carella in genere fa coppia con Artie Brown, un nero (Steve ovviamente è italo-americano). E sono loro che trovano la suora, e cercano di trovare il bandolo della matassa di una morte inspiegabile, andando a ritroso nella vita della giovane (che in fondo viene uccisa a 27 anni), a quando faceva la cantante in una banda rock. Ed è Carella che Sonny il nero ha nel mirino. Perché Sonny in una rapina ha ucciso il padre di Steve (che era un rompiscatole, ma certo non meritava quella fine). E perché si è convinto che Carella non gli darà pace, anche se da quell’omicidio Sonny venne assolto per insufficienza di prove. Si va avanti così, con i poliziotti che indagano, si scambiano barzellette sulle suore (un’altra capacità di McBain è di stemperare la tensione ogni tanto con un po’ di ironia), intrecciano storie ed alla fine trovano il bandolo, o i vari bandoli, della matassa. Mentre continuano a muoversi all’interno di questa grande città violenta, che è l’America, signori! Insomma, un bravo scrittore di storie, abbastanza politically correct, con la capacità di tenere il lettore sulla pagina senza annoiarlo.

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    Giogio53 said on Feb 5, 2012 | Add your feedback

Book Details

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  • Libri Italiani
  • Paperback 274 Pages
  • Publisher: Gruppo Editoriale L'Espresso
  • Pub date: Nov 01, 2004
  • Also available as: Hardcover and Others
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