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Il giro del mondo in 80 giorni

By Jules Verne

(1363)

| Paperback | 9788817014656

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Book Description

"In questo libro il "misterioso" Oriente e il "selvaggio" West emanano ancorai bagliori di un itinerario nel meraviglioso, ma la narrazione è una macchina modernissima, dal percorso già deciso, inscritto in un meccanismo perfetto. Al viaggio che è ri Continue

"In questo libro il "misterioso" Oriente e il "selvaggio" West emanano ancorai bagliori di un itinerario nel meraviglioso, ma la narrazione è una macchina modernissima, dal percorso già deciso, inscritto in un meccanismo perfetto. Al viaggio che è rischio, scoperta, mutamento, si contrappone - con uno sguardo profondo sul futuro - il viaggio che è calcolato sfruttamento del teatro di esperienze del mondo." (Gian Mario Villalta).

390 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    MODERNO

    Rilettura piacevolissima.
    Un tuffo alle origini della tecnica, l'Inglese che gira il mondo non come visitatore, ma come utilizzatore di "modernità". Secondo Verne l'uomo è passato dal "fare" allo "usare", questo per lui è modernità, e lo è anche per ...(continue)

    Rilettura piacevolissima.
    Un tuffo alle origini della tecnica, l'Inglese che gira il mondo non come visitatore, ma come utilizzatore di "modernità". Secondo Verne l'uomo è passato dal "fare" allo "usare", questo per lui è modernità, e lo è anche per noi.

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    Penelope48 said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Amo Verne, amo i libri di avventura e di viaggio.
    Solo, non avendolo mai letto prima (ebbene sì) mi immaginavo che vivesse veramente il viaggio. Fogg, con tutte le sue qualità, mi ricorda il turista medio che va nei villaggi turistici, dicendo di ess ...(continue)

    Amo Verne, amo i libri di avventura e di viaggio.
    Solo, non avendolo mai letto prima (ebbene sì) mi immaginavo che vivesse veramente il viaggio. Fogg, con tutte le sue qualità, mi ricorda il turista medio che va nei villaggi turistici, dicendo di essere passato di là mentre di fatto non ha visto niente. In realtà colui che ha viaggiato veramente è il suo servitore fedele, che coglie occasione per gettare un'occhiata qua e là ovunque vadano. Nonostante questo però, il gruppo (perché partono in due, ma aumentano con l'andare avanti della storia) vive notevoli avventure, quindi pure che Fogg non possa vantare di aver visitato i grandi monumenti, può annoverare nella sua lista delle cose fatte nella vita un percorso attraversato sulla groppa di un elefante, aver salvato una vedova indiana dal rogo, una lotta contro gli indiani, aver guidato cannibalizzando una nave, l'Henrietta, e in realtà potremmo pure contare qualche ora in galera. Finendo il tutto con un matrimonio che, presumibilmente, non aveva messo in conto prima di allora.
    Le apparenze ingannano!

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    Elfenliedlilium said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Delizioso e ironico (e da voto massimo) fino alla parte in Asia, poi perde un po' il ritmo e diventa un po' troppo didascalico, per questo si prende le mie 4 stelline.

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    sulietair said on May 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho rivisto oggi il film del 1956, quello pieno di grandi nomi che ricordo di avere visto al cinema (lusso inusitato!) quando uscì. Mi sono tornati in mente, contemporaneamente:
    - la passione che avevo da bambina per i libri di viaggi;
    - la mia capaci ...(continue)

    Ho rivisto oggi il film del 1956, quello pieno di grandi nomi che ricordo di avere visto al cinema (lusso inusitato!) quando uscì. Mi sono tornati in mente, contemporaneamente:
    - la passione che avevo da bambina per i libri di viaggi;
    - la mia capacità di passare sopra, con sovrana indifferenza, al tono spocchioso pedante e didascalico del buon Verne;
    - la palpitante emozione che mi dava, ad ognuna delle numerose riletture, il salvataggio della principessa Auda dal rogo della suttee;
    - la delusione che mi causò il film, dove gli attori si permettevano di avere facce diverse da quelle che io avevo immaginato per i vari personaggi e i nomi erano tradotti diversamente. Se nel mio libro il servitore si chiamava Gambalesta, trovavo immorale rinominarlo Passepartout. Temo che l'avanzare dell'età non mi abbia reso più elastica.

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    gufo_bufo said on Apr 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    - L'imprevisto non esiste - rispose con pacatezza l'originale "gentleman".
    - Ma, signor Fogg, questo spazio di tempo di ottanta giorni è calcolato come un "minimum"!
    - Un "minimum" ben impiegato basta a tutto.
    - Per non oltrepassarlo, però, bisognere ...(continue)

    - L'imprevisto non esiste - rispose con pacatezza l'originale "gentleman".
    - Ma, signor Fogg, questo spazio di tempo di ottanta giorni è calcolato come un "minimum"!
    - Un "minimum" ben impiegato basta a tutto.
    - Per non oltrepassarlo, però, bisognerebbe saltare matematicamente dai treni sui piroscafi, e dai piroscafi sui treni.
    - Salterò matematicamente.
    - Via, è uno scherzo!
    - Un buon inglese non scherza mai quando si tratta di una cosa seria come una scommessa - replicò Phileas Fogg.

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    BluVega said on Mar 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In cui Phileas Fogg e Passepartout si accettano reciprocamente come padrone e come domestico

    Nell'anno 1872 la casa numero sette di Saville Row, Bullington Gardens (la casa in cui morì Sheridan nel 1816), era abitata da Phileas Fogg, Esq.,che sebbene avesse giurato di non far nulla che potesse dar nell'occhio, era uno dei più eccentrici e pi ...(continue)

    Nell'anno 1872 la casa numero sette di Saville Row, Bullington Gardens (la casa in cui morì Sheridan nel 1816), era abitata da Phileas Fogg, Esq.,che sebbene avesse giurato di non far nulla che potesse dar nell'occhio, era uno dei più eccentrici e più noti soci del Reform Club di Londra.
    A uno dei più grandi oratori che onorano l'Inghilterra succedeva dunque questo Phileas Gogg, personaggio enigmatico, del quale non si sapeva niente, trane che era un vero signore e uno dei più bei gentlemen dell'alta società inglese.

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    mayol56 said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

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