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101 cose da fare a Napoli

Almeno una volta nella vita

Di

Editore: Newton Compton editori

3.6
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8854112259 | Isbn-13: 9788854112254 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Thomas Bires

Genere: Da consultazione , Travel

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Descrizione del libro
Napoli come non l'avete mai vista!
Ecco alcune delle 101 esperienze:

Passare bendati tra i due cavalli di piazza del Plebiscito.

Mangiare taralli caldi e bere birra fredda sugli scogli di Mergellina.

Perdersi nel reticolo dei Quartieri Spagnoli.

Innamorarsi sotto la fenestrella di Marechiaro.

Lasciare un caffè sospeso.

Commuoversi alla ruota degli esposti.

Arrossire di imbarazzo nella Camera Segreta.

Origliare la storiella delle statue di Palazzo Reale.

Curare le bambole all'ospedale.

Beccarsi un colpo di fulmine a San Lorenzo.
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  • 4

    Dal titolo mi sembrava la solita furbata e invece questo libro ha in sé l'essenza di Napoli e molte delle "cose da fare" spesso neanche i napoletani le conoscono. Da leggere, ma soprattutto da mettere in pratica.

    ha scritto il 

  • 0

    Si arriva a Napoli con un pò di pregiudizio o con l'idea che questa città sia tutta sole, pizza e mandolino. Premesso che la pizza è una delle cose migliori che esistano al mondo e che la musica napoletana resta uno dei patrimoni dell'umanità, possiamo serenamente affermare che Napolioggi è molt ...continua

    Si arriva a Napoli con un pò di pregiudizio o con l'idea che questa città sia tutta sole, pizza e mandolino. Premesso che la pizza è una delle cose migliori che esistano al mondo e che la musica napoletana resta uno dei patrimoni dell'umanità, possiamo serenamente affermare che Napolioggi è molto altro. (A. Palumbo)

    ha scritto il 

  • 3

    Per leggere questa guida ci ho messo un annetto abbondante; è stata una lettura frammentaria, svogliata, tanto che alla fine mi sono imposto di arrivare alla conclusione perchè non ne potevo più di avere questo libretto tra i piedi.
    Non che si tratti di una guida poco interessante, beninteso. Pur ...continua

    Per leggere questa guida ci ho messo un annetto abbondante; è stata una lettura frammentaria, svogliata, tanto che alla fine mi sono imposto di arrivare alla conclusione perchè non ne potevo più di avere questo libretto tra i piedi. Non che si tratti di una guida poco interessante, beninteso. Pur non condividendo tutte le 101 voci elencate dall'autrice, molte sono davvero esperienze imprescindibili se davvero si vuol conoscere Napoli. Il fatto è che mi aspettavo di leggere una guida leggera ed ironica, come la veste grafica suggerisce, mentre mi sono scontrato con le velleità letterarie dell'autrice, che spesso, piuttosto che fare ciò che legittimamente mi aspettavo da lei (farmi conoscere meglio Napoli, invogliandomi a rivisitare i posti noti e ad esplorare quelli ancora non conosciuti), si perde in descrizioni poetiche, voli pindarici, che non aiutano a farsi un'idea di quello che si sta leggendo. Un esempio su tutti, visto che elencarli tutti significherebbe citare quasi tutti i paragrafi. Al numero 19 si descrive piazza San Domenico Maggiore; si parte accennando ai "ministeriali", dolce tipico di una storica pasticceria che ha sede nella piazza, e li si descrive come "pegno d'amore per una folie al Cafè Chantant", descrizione sicuramente poetica e suggestiva, ma a cosa fa riferimento? A qualche sapido "fattariello" d'epoca che ci viene tenuto gelosamente nascosto? Dopo poche righe, parlando di Lucrezia D'Alagni, si legge "al suo talento persuasivo bastò un incontro e un soldo, domandato alla questua di San Giovanni a Mare": che vuol dire? Chi non conosce la storia di Napoli (e la guida dovrebbe servire anche a farla conoscere, visto che pare voglia dare questa parvenza) non può capirlo! Ancora: nell'elencare le opere presenti nella basilica di San Domenico Maggiore si conclude con un "all'appello mancano l'Annunciazione di Tiziano e la Madonna del pesce di Raffaello"; mancano all'appello, d'accordo... ma, di grazia, ci spiegherebbe il motivo? Sono stati rubati? Distrutti? Esposti in qualche museo? A queste, ed a tante altre domande elegantemente poste, la Palumbo non fornisce alcuna risposta. Di qui la mia conclusione sulla inutilità pressochè totale della guida.

    ha scritto il 

  • 2

    Nozionismo e qualche luogo comune

    Alla fine questo libro ha confermato l'iniziale impressione: un insieme di nozioni poco approfondite, qualche volta curiose, ma che spesso scivolano nel luogo comune (come quello per cui il Centro Direzionale è uno schiaffo alla città). Sulla scelta delle 101 cose da fare avrei da fare qualche ri ...continua

    Alla fine questo libro ha confermato l'iniziale impressione: un insieme di nozioni poco approfondite, qualche volta curiose, ma che spesso scivolano nel luogo comune (come quello per cui il Centro Direzionale è uno schiaffo alla città). Sulla scelta delle 101 cose da fare avrei da fare qualche ritocco (almeno una volta nella vita bisogna arrivare a Napoli dal mare). Alla fine della lettura ti rendi conto che nulla sulla tua conoscenza della città è cambiato veramente. Ma la lettura ha avuto l'indubbio vantaggio di poter essere interrotta per giorni e giorni senza creare problemi.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante sono di Napoli ho scoperto tante piccole cose della mia città che non sapevo, per questo credo che alla prima occasione in cui riuscirò a ritornare porterò questo libro con me e me ne andrò a zonzo alla scoperta....!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è una guida, forse non pretende di esserlo.
    Ma un libro ironico in cui sono illustrate 101 cose da fare a Napoli: ma non si tratta necessariamente di monumenti, ma spesso di curiosità e tradizioni che identificano una cultura popolare. Esempio : 'na sfogliatella, taralli 'sogna e pepe, s ...continua

    Non è una guida, forse non pretende di esserlo.
    Ma un libro ironico in cui sono illustrate 101 cose da fare a Napoli: ma non si tratta necessariamente di monumenti, ma spesso di curiosità e tradizioni che identificano una cultura popolare. Esempio : 'na sfogliatella, taralli 'sogna e pepe, salsiccie e friarielli, ma anche l'ospedale delle bambole, o il San Paolo quando il Napoli fa goal...

    ha scritto il