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120, rue de la Gare

L'investigatore Nestor Burma

Di

Editore: Fazi

3.8
(244)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8881124580 | Isbn-13: 9788881124589 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Angelini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nestor Burma deve scoprire l'assassino di Bob Colomer, suo socio all'agenziadi investigazioni Fiat Lux, prima che questa venisse chiusa. C'è la guerra,Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer davantialla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno perincontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da una colpo dipistola. Prima di morire riesce però a sussurrare all'amico un indirizzo: 120,rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all'ospedalemilitare da un prigioniero colpito da amnesia che non ricordava nemmeno ilproprio nome. Sulla scena del delitto c'è una ragazza armata. È leil'assassina?
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  • 5

    La perfetta policromia d'un autore di genere

    Quando sai di leggere un nero, ma nel mentre respiri arcobaleni...Quando è nel buio che emerge il più denso fascino della Ville Lumière...E te ne innamori, oltre il turismismo...Quando ogni periodo rilascia inchiostro, colori, note e pellicola...Sempre, costantemente, incessantemente...Oltre il r ...continua

    Quando sai di leggere un nero, ma nel mentre respiri arcobaleni...Quando è nel buio che emerge il più denso fascino della Ville Lumière...E te ne innamori, oltre il turismismo...Quando ogni periodo rilascia inchiostro, colori, note e pellicola...Sempre, costantemente, incessantemente...Oltre il romanzo di genere, verso la prosa perfetta...Lì è Burma...Lì è Malet...Tutto Malet...Che non si legge e basta...Non si opina...Si venera, e basta...D.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un giallo d'altri tempi, si vede dai testi. I disegni sono interessanti, come del resto anche l'ambientazione: Parigi anni 40. Secondo me c'è qualche incongruenza nella storia, ma si legge bene fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 2

    Giallo di scarso interesse,trama poco avvincente,confusa,spesso facevo fatica a seguire la storia senza distrarmi.Come film boh!!non so,potrebbe essere meglio,ma ho forti dubbi.
    Concederò un'altra chance a Malet,ma cercherò il nuovo,titolo in blblioteca,cosa che consiglio anche a voi.

    ha scritto il 

  • 5

    fantastico. la matita di Tardi scorre veloce su questi anni di guerra, quando la Francia è immersa nella vergogna di Vichy. Burma non smette mai di essere detective, neanche da soldato. E quando torna i misteri si accavallano ma l'abile penna di Malet e la scrittura grafica di Tardi ci fanno d ...continua

    fantastico. la matita di Tardi scorre veloce su questi anni di guerra, quando la Francia è immersa nella vergogna di Vichy. Burma non smette mai di essere detective, neanche da soldato. E quando torna i misteri si accavallano ma l'abile penna di Malet e la scrittura grafica di Tardi ci fanno districare tra le vie buie di parigi e Lyon senza che mai ci venga il dubbio che la storia non abbia una fine degna. è un detective testardo, Burma, e a me piace da impazzire.

    ha scritto il 

  • 3

    Burma e Malet

    Burma è come Malet, cinico, ironico, disincantato. Malet di conseguenza è come Burma. Assieme fanno Parigi e qui c'è la maestria di Malet di descrivere la metropoli...con quegli innesti surreali mai dimenticati e personalizzati ne sovviene quest'enorme decorazione tra la nebbia che scompare ma se ...continua

    Burma è come Malet, cinico, ironico, disincantato. Malet di conseguenza è come Burma. Assieme fanno Parigi e qui c'è la maestria di Malet di descrivere la metropoli...con quegli innesti surreali mai dimenticati e personalizzati ne sovviene quest'enorme decorazione tra la nebbia che scompare ma sempre riappare, fascino di Rue de La Gare 120 o qualsiasi altra via. Primo racconto della serie...la Francia occupata dai nazisti con il fantoccio di simil/libertà che è Vichy. Malet non la chiamerà mai "liberata"affinchè non avverrà veramente. L'inizio del racconto è l'esperienza fedelmente vissuta dallo scrittore, rinchiuso in un campo di prigionia per sei mesi. L'influenza del cinema si fa vedere ma la nausea di Sartre e la rabbia femminile di Simon DE Bouvoir si fanno sentire come il Be-Bop nei cafè, quelli che Nestor Burma, mascellone americano, ha battuto palmo a palmo,un po' per dovere e un po' per piacere...le atmosfere sono quelle transalpine nei tempi difficili dell'occupazione; toni aspri gergo violento e non solo...Dolce vita alla francese, dove
    ruotano chanteur, attrici, ballerine spie e scrittori ad alcool, l'impermeabile di Burma è questo ed altro, dalla penna di
    Malet anche una forte critica sociale e facciamo un ghigno come un sorriso, tra cinismo e denti rotti, grazie a un certo umorismo che, dopo altri due "Pastisse" si trasforma,a volte, anche in tenerezza.

    ha scritto il 

  • 0

    "Io sono Dinamite Burma, l'uomo che ha messo knock-out il mistero."

    Oh mamma, questa frase mi tormenta... non ci potevo credere, è un'apoteosi!
    Un po' tutto il tenore del giallo è calibrato su frasi alla detective cinico e sborone... va beh un po' di ironia sul genere, però poi è dura prendere sul serio la storia!
    E a proposito della storia mi è sembr ...continua

    Oh mamma, questa frase mi tormenta... non ci potevo credere, è un'apoteosi!
    Un po' tutto il tenore del giallo è calibrato su frasi alla detective cinico e sborone... va beh un po' di ironia sul genere, però poi è dura prendere sul serio la storia!
    E a proposito della storia mi è sembrato davvero incredibile la sequenza di coincidenze, incontri fortuiti, legami tra i personaggi e veri e propri colpi di culo su cui si sviluppa la trama...
    Non sapevo se a tratti mi faceva sorridere o mi faceva tenerezza.. Mi verrebbe da chiamarlo Nestor Burla, ma sicuramente se l'avrebbe molto a male. Però alla fine il colpevole non è Stanislao Muninskij.
    A ogni modo, di per sè, e tolti i limiti che ho descritto, la storia non sarebbe male e l'ambientazione nella Francia "non-occupata" e a Parigi ancora sotto i tedeschi, dona qualcosa in più a un noir che appunto mi pare strizzi l'occhio al genere d'oltreoceano in modo un po' strano.
    Massì, comunque si è fatto leggere e alla luce del prezzo reminder del Libraccio, diventa persino un buon acquisto...

    ha scritto il 

  • 5

    Se amate i gialli attempati, questo libro fa al caso vostro. Se amate Fred Vargas, questo libro fa sempre più al caso vostro. E se tutto ciò non bastasse, aggiungo che è davvero un gran bel libro. Arrivato tardi nelle librerie non francesi, Leo Malet è l'incarnazione del noir. Il suo personaggio ...continua

    Se amate i gialli attempati, questo libro fa al caso vostro. Se amate Fred Vargas, questo libro fa sempre più al caso vostro. E se tutto ciò non bastasse, aggiungo che è davvero un gran bel libro. Arrivato tardi nelle librerie non francesi, Leo Malet è l'incarnazione del noir. Il suo personaggio principale, Dinamite Burma è un antenato del Commissario Adamsberg della Vargas. La storia ambientata nella Francia occupata dai nazisti, è scorrevole, emozionante e con quella sottile ironia e quella giusta dose di sarcasmo che trasformano questo giallo, in una storia intrigante fino alla fine e nello stesso tempo leggera e appassionante. Se non conoscete ancora Leo Malet, è arrivata l'ora di conoscerlo.

    ha scritto il