Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

1861

La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia

Di ,

Editore: Sperling & Kupfer

3.4
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 273 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8820049112 | Isbn-13: 9788820049119 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: History , Political , Social Science

Ti piace 1861?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    per treno

    Ne ho letto circa 50 pagine, dove sono raccontate le gesta giovanili di Cavour, sottoloineando le passioni per il gioco d'azzardo, le donne e la gestione del potere. A mio parere puo' andare bene per ...continua

    Ne ho letto circa 50 pagine, dove sono raccontate le gesta giovanili di Cavour, sottoloineando le passioni per il gioco d'azzardo, le donne e la gestione del potere. A mio parere puo' andare bene per passare il tempo in un viaggio in treno...

    ha scritto il 

  • 4

    La stessa desolante impressione che mi ha suscitato l'altro libro degli stessi autori sul periodo post-unitario. Un paese nato (anche, spero non solo) sulla violenza e l'imposizione, la corruzione ...continua

    La stessa desolante impressione che mi ha suscitato l'altro libro degli stessi autori sul periodo post-unitario. Un paese nato (anche, spero non solo) sulla violenza e l'imposizione, la corruzione come metodo di governo, le stragi di stato come strumento di repressione delle opposizioni. Non dico altro :(.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto con molto interesse questo libro perché quello che raccontano gli autori non si trova di certo nei libri di scuola. I personaggi eroici della nostra unità ripuliti dall'alone apologetico ...continua

    Ho letto con molto interesse questo libro perché quello che raccontano gli autori non si trova di certo nei libri di scuola. I personaggi eroici della nostra unità ripuliti dall'alone apologetico della storiografia ufficiale. Cosa ne rimane? Purtroppo non un quadro confortante. Ma noi italiani siamo fatti così. E se il presente politico è quello che è un motivo ci sarà?! Garibaldi in effetti come mai avrà potuto conquistare mezza Italia con mille uomini? L'esercito del Regno delle Due Sicilie era composto da decine di migliaia di uomini... I soldi! Che hanno corrotto tutti i generali borbonici, i quali, si sono ben visti dall'iniziare una qualsiasi battaglia con i garibaldini. Da dove provenivano i soldi? Da patrioti generosi e nazionalisti? Forse in piccola parte. Provenivano dai massoni degli Stati Uniti e soprattutto dell'Inghilterra, interessata, per propri interessi economici, a creare uno stato unitario in Italia che contrastasse gli interessi di Francia e Russia nel Mediterraneo. Quasi una questione coloniale di altri è stata la nostra Unità! Non dico che sia solo questa la verità... ma nemmeno solo quella raccontata dai libri scolastici di storia. Una giusta via di mezzo forse. Questo libro è un tassello del mosaico totale del nostro Risorgimento.

    Piccola considerazione personale... siamo stati sfortunati che Cavour... uomo spregiudicato, azzardato, furbo ma intelligente... sia morto prematuramente senza aver avuto l'occasione di creare, oltre al Regno d'Italia, l'intero popolo italiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Speravo meglio. La prima parte decisamente interessante, tiene il passo con la storia raccontandola da un punto di vista nuovo, più introspettivo rispetto al solito.Poi si perde, inizia a ...continua

    Speravo meglio. La prima parte decisamente interessante, tiene il passo con la storia raccontandola da un punto di vista nuovo, più introspettivo rispetto al solito.Poi si perde, inizia a snocciolare aneddoti uno sconnesso dall'altro e soprattutto sconnessi dalla prima parte del saggio. Tanto valeva ridurre di un centinaio le pagine!Nel complesso comunque si salva, qualcosa da imparare c'è sempre!

    ha scritto il 

  • 1

    Il risorgimento ridotto a Gossip

    Ennesimo libro sul Risorgimento di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo: "1861, la storia del risorgimento che non c'è sui libri di storia", il titolo vi sembra scandalistico? Aspettate di leggere ...continua

    Ennesimo libro sul Risorgimento di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo: "1861, la storia del risorgimento che non c'è sui libri di storia", il titolo vi sembra scandalistico? Aspettate di leggere il libro. Non sono solito abbandonare la lettura di un libro, ma in questo caso ho resistito fino a pagina 53. Un racconto ingarbugliato che procede tra pettegolezzi e maldicenze e riduce il risorgimento e la storia italiana ai livelli delle riviste di cronaca tra il rosa e il "metodo Boffo" che, per chi non lo sapesse, è il dossieraggio con cui si sparge fango su una persona distruggerla e infamarla. Pessimo e non riuscito tentativo di raccontare un periodo complesso, ricco di eventi e personaggi e di luci e ombre. Peccato, perché l'impostazione prometteva bene, un'immersione nella storia attraverso le storie dei personaggi chiave del risorgimento in cui, al di là della retorica e dell'ufficialità, si mirava ad un approccio tra il narrativo e il documentario. Purtroppo il modello scelto è quello di Eva 300, Di più, Chi, Novella 2000, ecc. lo scandalismo fine a se stesso, spararle sempre più grosse per stupire e scandalizzare, è il registro dominante. La rinuncia a chiarire, comprendere, fare ordine è totale, al punto che ci si perde in una selva di dicerie e si smarrisce il filo della narrazione (Garibaldi: massone, terrorista, spia, servo degli inglesi, dei protestanti, dei poteri occulti, un po ladro e un po scroccone, un po mitomane e un po trasformista, forse pure assassino della moglie Anita, ecc. ecc.). Le fonti sono risibili, per esempio si sostiene che "forse" Anita è stata assassinata, "forse" con la complicità del marito (il forse è chiaro sintomo della diceria, del seminare fango, dico e non dico, sollevo un po di polvere, confondo le idee, che schifo di metodo). Le fonti di affermazioni tanto clamorose? Un certo Gennaro De Crescenzo, neoborbonico e fondatore dell' "Associazione culturale Movimento Neoborbonico" e un testo del 1934 di Umberto Beseghi che, da quel poco che sono riuscito a trovare (non si tratta certo di una tra le fonti di maggiore rilievo sulla vita di Garibaldi), dubito abbia anche solo lasciato intendere una cosa del genere, anzi .... Che dire? Per la prima volta una sola stella e auguri agli autori per la loro futura carriera su Chi o Di Più, che con una referenza come questo lavoro, è assicurata. Comunque è comprensibile il titolo, insomma alla fine si capisce perché la storia del risorgimento di Fasanella e Grippo non c'è nei libri di storia :)

    ha scritto il 

  • 4

    L'Italia non è cambiata. È diventata quello che oggi è perché è nata così ed è stata raccontata in un certo modo. La retorica risorgimentale, piena di nobili intenti, eroi senza macchia, ...continua

    L'Italia non è cambiata. È diventata quello che oggi è perché è nata così ed è stata raccontata in un certo modo. La retorica risorgimentale, piena di nobili intenti, eroi senza macchia, politici geniali e lungimiranti, è stata il tappeto sotto cui abbiamo nascosto la polvere della nostra storia per centocinquant'anni. E così, se oggi si vuole capire questo Paese "malato", affetto da vizi endemici che paiono inestirpabili, forse sarebbe bene ripercorrere i primi giorni della sua vita. E ciò che fa questo libro, andando a riannodare un filo rosso fatto di intrighi, malavita e malaffare che ha il suo capo proprio nel modo in cui l'Unità fu prima realizzata e poi gestita. Il trasformismo in politica, la corruzione, la tendenza a scendere a patti con i poteri forti, a utilizzare agenti segreti per scopi non istituzionali, a servirsi della criminalità, a sfruttare per ragioni di Stato l'opera di terroristi e rivoluzionari: tutto questo, nei libri di scuola su cui intere generazioni si sono formate, semplicemente non c'è. Anche la storiografia successiva ha peccato di reticenza, e di tale processo di rimozione oggi è irrimediabilmente colpevole. Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, dopo aver illuminato nei loro lavori precedenti le zone d'ombra del nostro dopoguerra, con quest'opera sono ripartiti dall'inizio e hanno raccontato ciò che per troppo tempo è stato indicibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che parla di un Garibaldi giovanissimo che faceva il pirata in America Latina dove era conosciuto come El Diablo. Ul libro che parla della spedizione dei mille e degli accordi segreti con il ...continua

    Un libro che parla di un Garibaldi giovanissimo che faceva il pirata in America Latina dove era conosciuto come El Diablo. Ul libro che parla della spedizione dei mille e degli accordi segreti con il governo piemontese per tale spedizione. Un libro che parla dei circa 63mila morti nel Mezzoggiorno tra il 1861 e il 1865, della nascita del brigantaggio, di un meridione che ha pagato per tutti questa unità.

    ha scritto il 

  • 3

    Le fonti sono verificabili e sono molte. Se fossero attendibili anche solo la metà, la vergogna dei 150anni dell'Unità di questa triste e amara Italia ti affoga nella "vera" Storia di questo Paese. ...continua

    Le fonti sono verificabili e sono molte. Se fossero attendibili anche solo la metà, la vergogna dei 150anni dell'Unità di questa triste e amara Italia ti affoga nella "vera" Storia di questo Paese. Quando ci sarà una vera rilettura dei fatti? Quando?

    ha scritto il 

  • 3

    L'inizio è molto promettente, con un inedito ritratto di Cavour, ma poi il libro si perde in troppi rivoli di storia locale che poco interessa il lettore estraneo a quei luoghi.

    Meglio, molto ...continua

    L'inizio è molto promettente, con un inedito ritratto di Cavour, ma poi il libro si perde in troppi rivoli di storia locale che poco interessa il lettore estraneo a quei luoghi.

    Meglio, molto meglio, per chi vuole vederci chiaro nella vera storia del Risorgimento, la lettura di "Indietro Savoia", di Lorenzo Del Boca.

    ha scritto il 

  • 3

    Quoi, l'anniversaire?

    Be' vero come recita il sottotitolo, fatti storici non detti tanto chiari e tondi nelle scuole, e fuori dall'elegia e le fanfare dei bersaglieri che entrano festeggiando a passo di corsa nelle ...continua

    Be' vero come recita il sottotitolo, fatti storici non detti tanto chiari e tondi nelle scuole, e fuori dall'elegia e le fanfare dei bersaglieri che entrano festeggiando a passo di corsa nelle città, c'è poco da ringalluzzirsi nel festeggiare l'unità di un'Italia ora come allora disunita: tra intrighi internazionali, inciuci tra Inghilterra e Piemonte e Francia alla faccia del Regno delle due Sicilie, sommosse popolari pro annessione comprate in soldoni e con l'aiuto di mafia e camorra, referendum tarocchi e voti pilotati col soldo o con la baionetta, spie, tradimenti anche tra parenti (serpenti, come ben sa il povero Franceschiello, re delle Due Sicilie per poco), voltagabbana che ieri come oggi zompano sul carro del vincitore non appena arriva a tiro, annessione forzata e guerre civili, leggi militari per imporre un'annessione non voluta da larga parte del popolo del sud, e poi tutti contro tutti, mazziniani contro garibaldini, nordisti contro sudisti, galantuomini contro cafoni, militari contro civili, un bordello immane e sanguinoso inaugurò l'unificazione italiana, o l'annessione del sud al nord, con scempio, inganno, sangue, corruzione, doppi e tripli giochi e salti carpiati, senza scrupoli e remora alcuna,c'è poco da festeggiare davvero.

    Bel saggio che rende perfettamenmte l'idea del perché esista un divario e un'ostilità ancora tanto grande tra nord e sud e … nonostante ciò ci si meraviglia di come mai le cose vanno ancor oggi così en Italie. Un albero piantato storto non può crescere diritto. Ah ... Viva l'Italia...

    ha scritto il