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1968

L'anno che ha fatto saltare il mondo

Di

Editore: Mondadori (Oscar Piccola Biblioteca; 435)

3.9
(60)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 554 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804547812 | Isbn-13: 9788804547815 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Parizzi

Genere: History , Non-fiction

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Descrizione del libro
Il 1968 ha rappresentato per la storia del mondo un punto di non ritorno. Èstato l'anno della Primavera di Praga, delle rivolte studentesche di Parigi eRoma, della dura opposizione alla guerra in Vietnam, dell'omicidio di MartinLuther King. E ancora, è stato l'anno in cui ha avuto inizio l'irreversibiledeclino dell'Unione Sovietica; in cui è nato il movimento femminista; in cuiil conflitto fra la generazione dei padri, nati prima della guerra, e quelladei figli, nati alla fine degli anni Quaranta, non è mai stato così profondo.Questo libro è una storia mondiale del '68 in cui l'autore si sposta da unpaese all'altro, da una rivolta all'altra, descrivendo il primo movimentocollettivo globale in cui si riconobbe un'intera generazione.
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  • 4

    C'è così tanta roba in questo libro che nonostante mi sia autoinflitto 500 pagine mi sento più ignorante di prima..


    Il 1968 fu l’epicentro di una svolta, di un cambiamento fondamentale; segnò la nascita del nostro mondo postmoderno governato dai media … fu un anno terribile del quale, ...continua

    C'è così tanta roba in questo libro che nonostante mi sia autoinflitto 500 pagine mi sento più ignorante di prima..

    Il 1968 fu l’epicentro di una svolta, di un cambiamento fondamentale; segnò la nascita del nostro mondo postmoderno governato dai media … fu un anno terribile del quale, tuttavia, molti sentono nostalgia. Nonostante le migliaia di caduti in Vietnam, il milione di morti per fame in Biafra, gli idealismi schiacciati in Polonia e Cecoslovacchia, il massacro in Messico, le manganellate e le violenze subite ovunque dai contestatori, l’assassinio dei due americani che avevano dato più speranza al mondo, nonostante tutto ciò, per molti fu un anno di grandi possibilità.

    ha scritto il 

  • 3

    come saggio merita certamente,affronta il 1968 in tutte le sue forme e manifestazioni mantenendo lo stesso un tono gradevole e imparziale.Dalle questioni politiche dei più disparati paese alle Black Panthers fino ai movimenti studenteschi.
    Il libro però è molto lungo,pesante e molte parti r ...continua

    come saggio merita certamente,affronta il 1968 in tutte le sue forme e manifestazioni mantenendo lo stesso un tono gradevole e imparziale.Dalle questioni politiche dei più disparati paese alle Black Panthers fino ai movimenti studenteschi.
    Il libro però è molto lungo,pesante e molte parti risultano noiose e poco interessanti.
    Per quanto possa interessare appassionati e fanatici del settore,per molti libri resta valida la massima callimachea Μέγα βιβλίον, μέγα κακόν

    ha scritto il 

  • 4

    Avrei voluto esserci nel '68. Quell'anno per me ha un fascino tutto speciale, dovuto al fatto che finalmente tanta gente prese coscienza di sè, tante piccole minoranze riuscirono a farsi ascoltare e che si cercò in ogni modo di cambiare la visione del mondo, ampliando e modificando le prospettive ...continua

    Avrei voluto esserci nel '68. Quell'anno per me ha un fascino tutto speciale, dovuto al fatto che finalmente tanta gente prese coscienza di sè, tante piccole minoranze riuscirono a farsi ascoltare e che si cercò in ogni modo di cambiare la visione del mondo, ampliando e modificando le prospettive. Certo è stato un anno duro, fatto di violenza anche quando si contestava la violenza, ma è stato un anno cruciale.
    Questo libro ricostruisce gli eventi di un anno intenso e lo fa in modo abbastanza lineare e semplice. E' piacevole da leggere, fa luce su alcuni aspetti che si conoscono poco e aiuta ad approfondire vicende più note.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia del 1968 molto simpatizzante. Centrata sugli Stati Uniti, con excursus in Francia e Polonia, Kurlansky lascia intendere di considerare l'assassinio di Robert Kennedy come l'evento più importante dell'anno: l'evento che (non) ha cambiato il mondo. E lo fa in modo convincente.


    Se ...continua

    Una storia del 1968 molto simpatizzante. Centrata sugli Stati Uniti, con excursus in Francia e Polonia, Kurlansky lascia intendere di considerare l'assassinio di Robert Kennedy come l'evento più importante dell'anno: l'evento che (non) ha cambiato il mondo. E lo fa in modo convincente.

    Se sia anche vero, nessuno, purtroppo, avrà mai modo di verificarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il volume ricostruisce, utilizzando prevalentemente le cronache della carta stampata, gli avvenimenti di un anno decisamente non comune. Benché ciò che accade negli Usa venga seguito con un'attenzione particolare (dai movimenti per i diritti civili alle prime forme di protesta nei campus, dalla m ...continua

    Il volume ricostruisce, utilizzando prevalentemente le cronache della carta stampata, gli avvenimenti di un anno decisamente non comune. Benché ciò che accade negli Usa venga seguito con un'attenzione particolare (dai movimenti per i diritti civili alle prime forme di protesta nei campus, dalla morte di Martin Luther King a quella di Bobby Kennedy, dalla guerra del Vietnam alla convention democratica di Chicago), l'Autore si sofferma sulle vicende della Romania o della Cecoslovacchia, della Cina o del Giappone, di Cuba o di Parigi, riconsegnandoci l'immagine di un anno veramente e straordinariamente mondiale. Molto interessanti le riflessioni sulla funzione del nuovo medium, la televisione, nella diffusione di movimenti e modelli. Cinquecento pagine che scivolano via come un romanzo.

    ha scritto il