1984

Per

Editor: Edicions 62

4.5
(33151)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , French , Spanish , Russian , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Norwegian , Dutch , Japanese , Swedish , Hungarian , Polish , Slovenian , Greek , Basque , Galego , Czech , Danish , Indian (Hindi) , Turkish

Isbn-10: A000164354 | Data publicació: 

També disponible com: Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descripció del llibre
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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    5

    Ho finto di leggere 1984, direi finalmente, perché me lo tiravo dietro da un sacco di tempo. Ho letto le ultime pagine mentre ero sul treno, e appena ho chiuso il libro mi sono sentita, a primo impatt ...continua

    Ho finto di leggere 1984, direi finalmente, perché me lo tiravo dietro da un sacco di tempo. Ho letto le ultime pagine mentre ero sul treno, e appena ho chiuso il libro mi sono sentita, a primo impatto, svuotata di tutto, proprio come Winston Smith. Forse la sensazione era ulteriormente amplificata dal fatto che avevo in testa le cuffie grandi, con la musica spenta, e sentivo tutti i rumori ovattati. Mi sono guardata intorno e c'erano due ragazzi con il computer sulle gambe e tutto il resto delle persone con il telefono in mano: purtroppo sì, ero l'unica con un libro sulle ginocchia. A primo impatto mi sono spaventata, non che non mi fossi mai accorta dell'abuso della tecnologia sui mezzi pubblici, ma questo libro mi ha lasciata sensibile. La mia prof di italiano ci parla spesso della tecnologia che sta entrando nelle nostra vite sempre di più, quasi prepotentemente. Ad esempio è un ossimoro che io stia scrivendo queste cose su una tastiera di un computer.
    Per quanto riguarda il contenuto del libro, mi ha turbata il continuare a mettere l'accento sul controllo delle masse senza che esse si accorgano di essere oppresse e non si rivoltano. È una situazione che è successa in passato ed è presente tutto'ora anche da noi, per fortuna non in maniera così portata all'eccesso come in 1984. È molto presente, però, qui la manipolazione delle masse e sempre nella loro, o per meglio dire “nostra” ignoranza. Pensandoci mi sale un senso di panico nell'immaginare di non poter più pensare perché controllata totalmente da “qualcuno”, e ancora di più pensare che potrebbe avvenire senza che me ne possa rendere conto.
    “Nel nostro mondo non esisteranno altri sentimenti che la paura, il furore, il trionfo, l'automortificazione. Tutto il resto verrà distrutto, completamente distrutto. […] Abbiamo abolito i legami tra figli e genitori, tra uomo e uomo, tra uomo e donna.” Il fatto di poter fondare il mondo sull'odio è una cosa che già sta avvenendo, già è avvenuto e non riesco a concepirlo. Ma nel libro lo spiegano come fare in modo che tutto ciò avvenga, e credo che io stessa nel mio piccolo e su due piedi non riuscirei a trovare delle falle in un sistema così complesso.
    "Non ci sarà più arte, più letteratura, più scienza […] Ma ci sarà sempre l'ubriacatura del potere, che crescerà e si perfezionerà costantemente, e costantemente diverrà più raffinata e sottile. Sempre, a ogni momento, ci sarà il brivido della vittoria, la sensazione di vivido piacere che si ha nel calpestare un nemico disarmato.” Ritrovo Schopehauer in questa citazione, che dice che l'uomo è l'unico animale che gode del dolore altrui ed è crudele, ma filosofia a parte, è un concetto che possiamo ritrovare nella vita di tutti i giorni e in cui tutti siamo rimasti coinvolti o di cui siamo rimasti vittime.
    “Certe volte minacciano di fare certe cose... Certe cose che non si possono sopportare in nessun modo, che non si riesce nemmeno a pensare. E allora si dice: non lo fate a me […] Forse, dopo, si può anche far finta che era soltanto un trucco, e che s'era detto solo per farli smettere, e che non si voleva proprio dirlo sul serio. Ma non è vero. Mentre succede, si dice sul serio. […] si vuole che succeda all'altra persona. Non importa un cavolo fottuto di quanto possa soffrire. Importa solo di se stessi” Mi fa rimanere delusa pensare che questa è la stessa persona che qualche pagina indietro diceva “ti amo”e che venga distrutta all'interno di sè così. E non importa che siano solo delle pagine stampate, è l'entrare nella storia, immedesimarsi nei personaggi che fa capire davvero dall'interno un libro e i suoi meccanismi.

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  • 3

    Per certi versi visionario, geniali le intuizioni di parlascrivi e teleschermo. Ripetitivo, paranoico e angosciante nell'esasperazione del partito. Finale inaspettato.

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  • 5

    1984 è uno dei libri che più mi ha travolto a livello emotivo. Durante la lettura cresceva un senso di inquietudine che è perdurato sino alla fine forse per la terribile possibilità che quanto raccont ...continua

    1984 è uno dei libri che più mi ha travolto a livello emotivo. Durante la lettura cresceva un senso di inquietudine che è perdurato sino alla fine forse per la terribile possibilità che quanto raccontato dall'autore possa realizzarsi in un vicino o lontano futuro.

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  • 0

    Transit NxT

    We can therefore edit the many different file formats of our customers directly, without the translator having to be aware of this.

    Translators should be able to translate and not have to deal with la ...continua

    We can therefore edit the many different file formats of our customers directly, without the translator having to be aware of this.

    Translators should be able to translate and not have to deal with large numbers of different file formats.

    CAT tools can read a variety of different file formats and isolate the text to be translated, therefore protecting the remaining file constituents from being modified.

    PRODOC has used the file-based CAT tool Transit since 1994 and the server-based CAT tool memoQ since 2015.
    Both tools provide us with an optimized translating environment, with the following advantages.

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  • 4

    Manifesto sulla Libertà

    Un romanzo, ma che per me è più un saggio sulla libertà, della sua importanza e della sua fragilità.

    Orwell comunica in modo forte: il clima che si respira è opprimente, la fragilità dei protagonisti ...continua

    Un romanzo, ma che per me è più un saggio sulla libertà, della sua importanza e della sua fragilità.

    Orwell comunica in modo forte: il clima che si respira è opprimente, la fragilità dei protagonisti è quasi palpabile e la forza del "Grande fratello" è percepibile e pervasiva, anche verso il lettore.
    Questa durezza però ci mostra l'importanza della libertà individuale. per contrasto.

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  • 5

    Ho dovuto lasciar decantare parecchio questo libro prima di azzardarmi a scriverci su due parole.
    Ecco, è un libro di un'angoscia senza paragoni.
    Parte lento, apparentemente in maniera innocua, perché ...continua

    Ho dovuto lasciar decantare parecchio questo libro prima di azzardarmi a scriverci su due parole.
    Ecco, è un libro di un'angoscia senza paragoni.
    Parte lento, apparentemente in maniera innocua, perché eccettuato quel Grande Fratello che guarda qualsiasi cosa - anche il pensiero - e la facilità con cui gli esseri umani finiscono vaporizzati (non uccisi, proprio scomparsi come se non fossero mai esistiti), sembra perfino un mondo in cui ci si può abituare a vivere. Un mondo in cui, se ci si nasce, si vive perfino bene (ma solo perché non si ha alcuna consapevolezza che esista ALTRO).
    Poi cominciano le storture, che aumentano pian piano in un crescendo narrativo che è mostruoso. Il libro si rivela, infine, per quello che è: la narrazione della morte dell'umano.
    Il primo atto di ribellione del protagonista, Winston, è il tenere un diario in cui buttar giù tutto l'odio verso il Grande Fratello e verso una società che sente sbagliata senza saper bene perché. Ha vaghi ricordi di qualcosa d'altro che è esistito prima della Rivoluzione che ha portato alla dittatura, ma più di tutto il suo dubbio si basa su una sensazione di nostalgia indefinita e struggente verso qualcosa di diverso che deve essere esistito perché il corpo, il cuore, lo ricordano. La memoria, invece, è persa.
    La memoria personale (una vita sempre uguale, scandita in ogni suo attimo e condita di gin scadente che ottenebra, in cui si punta all'abolizione di ogni emozione, di ogni sentimento, di qualsiasi cosa non sia dominabile dal sistema) e anche quella storica, perché il passato viene accuratamente manipolato.
    I dubbi di Winston, che giacciono nelle frasi che scrive nel dialogo, simbolo della ribellione e del potere che ancora la parola potrebbe avere, aumentano quando si mette in cerca dell'umanità perduta. Aumentano quando conosce Julia e riscopre una passione dai caratteri ancestrali che non ha mai provato nella vita ma che in qualche modo riconosce come giusta, umana, liberatrice. Una passione che è la più pericolosa delle ribellioni, in quanto incontrollabile e istintiva. Una passione che viene consumata in una stanzetta piena di ricordi del passato, di oggetti che si può solo immaginare a cosa servissero. Una passione che, lo sanno entrambi, è una condanna all'annientamento.
    Annientamento che si realizza in pagine di una brutalità disarmante, in un mondo in cui non ci si può fidare di niente e di nessuno, né degli amici né dei propri stessi figli. Un mondo in cui non si sa chi mente e chi no, chi è spia e chi no, perché in verità sono tutti quanti spie anche senza rendersene conto.
    Dopo l'annientamento della memoria, arriva l'annientamento del corpo. Dopo l'annientamento del corpo, arriva quello del cuore, in cui ti portano via anche quell'ultimo piccolo centimetro di libertà e di amore entro cui sei libero, dentro di te. Tradisci anche chi più ami, in ogni senso. E dell'umano non resta nulla se non uno scheletro. Completamente vinto.
    Un romanzo potente, attualissimo, denso, geniale in alcune sue intuizioni.
    La dittatura impara dai propri errori, perfeziona la morte dell'umano in nome di qualcuno che - a differenza dei vari grandi dittatori del XX secolo - nemmeno esiste, perché il Grande Fratello esiste nel Partito e per il Partito, ma che sia una persona fisica è più che mai dubbio. Lo scopo ultimo è raggiungere il controllo totale, il potere fine a se stesso.
    Illuminanti i passi che parlano del concetto di "guerra necessaria", così come quelli che parlano della forza della massa, dei prolet, forza che però non è in grado di concretizzarsi perché manca dei mezzi per farlo.
    Inquientanti le analogie con la nostra società anche per quanto riguarda il linguaggio e il suo ruolo.
    Leggere di Byron, Shakespeare e della letteratura "tradotta" in neolingua - e dunque annientata - è stata una pugnalata al cuore. Bassissima e profonda. Leggere dello scopo della neolingua, una lingua che va a rovescio perché non si crea ma si distrugge, è stato anche peggio. Una sassata, un macigno in pieno petto. Meno significati si danno alle parole, meno possibilità c'è che si riesca a riflettere. Quant'è vero! Penso ai populismi assortiti, all'odio da social, all'analfabetismo (funzionale e non) che dilaga, a una società sempre più ebete e che legge sempre di meno. Mi spavento un po'.
    Di certo non entrerò più in internet con gli occhi di prima.
    Non dopo aver scoperto il bipensiero.
    Col senno di poi, dopo una lunga decantazione, agghiacciante.
    Piesse: O'Brien, lo sapevo. L'ho saputo dal momento in cui Winston ha giurato quelle cose orrende.

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  • 3

    Bello? Non lo so. Inquietante? Decisamente si. Mi ha spaventato, intrigato, annoiato, incuriosito....di certo una mia lacuna che andava assolutamente colmata

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