1984

Per

Editor: Edicions 62

4.5
(32961)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , French , Spanish , Russian , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Norwegian , Dutch , Japanese , Swedish , Hungarian , Polish , Slovenian , Greek , Basque , Galego , Czech , Danish , Indian (Hindi) , Turkish

Isbn-10: A000164354 | Data publicació: 

També disponible com: Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descripció del llibre
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  • 5

    Splendida analisi sociale e umana, libro ancora molto attuale seppur con sfumature differenti visto come sono andate le cose dal dopoguerra ad oggi, ma resta comunque un capolavoro non tanto per la t ...continua

    Splendida analisi sociale e umana, libro ancora molto attuale seppur con sfumature differenti visto come sono andate le cose dal dopoguerra ad oggi, ma resta comunque un capolavoro non tanto per la trama del romanzo ma a parer mio per gli spunti di riflessione che la lettura di questo libro provoca.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    Analisi nuda e cruda della società e delle tecniche di propaganda(quasi un lavaggio mentale). Le ultime pagine vanno lette tutte di un fiato poiché piene di sfiducia verso qualsiasi epilogo minimament ...continua

    Analisi nuda e cruda della società e delle tecniche di propaganda(quasi un lavaggio mentale). Le ultime pagine vanno lette tutte di un fiato poiché piene di sfiducia verso qualsiasi epilogo minimamente positivo per i due personaggi e questo potrebbe portare il lettore a rinunciare il finale. Tuttavia sarebbe un errore perché è nel finale il messaggio dell'autore ed è ciò, a parer mio, che lo accosta alla "letteratura distopica"

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  • 4

    Sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, ho letto in questi giorni 1984.
    E, come già per Fahrenheit 451, mi rendo conto di essere stata vittima di una infantile ostinazione a non voler leggere ciò che ...continua

    Sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, ho letto in questi giorni 1984.
    E, come già per Fahrenheit 451, mi rendo conto di essere stata vittima di una infantile ostinazione a non voler leggere ciò che si deve leggere che, chissà, forse non sarebbe dispiaciuta a Orwell.
    Benché conoscessi già le questioni centrali della neolingua e del bipensiero, non mi aspettavo un romanzo così cupamente pervasivo da farmi considerare un privilegio la solitudine nella quale sto scrivendo questo commento. E non mi aspettavo che, a fronte del disegno di un regime che in tanti aspetti ricalca le organizzazioni religiose, il formidabile e pessimo O'Brien ne spiegasse tanto precisamente la natura fondamentale di opposizione a Dio, opposizione nella quale si iscrive anche la continua distruzione della memoria e con essa della dimensione propriamente umana del tempo.
    Soprattutto non mi aspettavo una storia d'amore.
    Per quanto il disegno di questo mondo terribile -in cui l'esercizio del potere non necessita più di giustificazioni ideologiche o religiose né di illusioni soteriologiche- sia angosciosamente dettagliato nelle sue pratiche operative, i due momenti culminanti del romanzo coincidono infatti con la nascita e il tradimento di un amore.
    A pensarci, è quasi ovvio: se l'amore si fonda su un principio di individuazione, quand'anche fosse per superarlo nella fusione con l'amato, esso è il nemico naturale di ogni tentativo di collettivizzazione integrale della vita degli uomini. È per questo che, dopo quello della mente, l'ultimo cedimento di Winston nella stanza 101 è il tradimento di Julia; è per questo che il libro si conclude tragicamente proprio con il trasferimento dell'amore sul Grande Fratello.
    L'ho finito con un senso atroce di sconfitta, per fortuna che sono innamorata.

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  • 4

    il futuro tra poco?

    Orwell, spaventato dalla Russia, racconta del socialismo diventato regime dittatoriale dopo la sconfitta del capitalismo, e di una società molto sofferente. Invece sappiamo com'è andata: il capitalism ...continua

    Orwell, spaventato dalla Russia, racconta del socialismo diventato regime dittatoriale dopo la sconfitta del capitalismo, e di una società molto sofferente. Invece sappiamo com'è andata: il capitalismo ha vinto e tutti noi "occidentali" abbiamo un certo benessere. Ma potrebbe essere che la (benvenuta) crisi del capitalismo odierna porti ora all'orribile quadro dipinto nel romanzo? Leggendo ho trovato parecchi punti in comunque con la situazione odierna, tra i quali la guerra continua, la paura, la divisione in classi. Potrebbe essersi giusto sbagliato di un po' di anni.
    L'unica cosa che non è stata prevista è la fine delle risorse naturali, forse assolutamente fantascientifica anche come previsione nel 1948.
    A parte la genialità delle idee, il romanzo è molto avvincente anche grazie alle vicende personale intrecciate a quelle politiche. Forse un po' noioso quando il protagonista legge il libro.

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  • 4

    Un capolavoro angosciante

    G. Orwell, 1984
    Un romanzo che mi accompagna da diversi mesi, iniziato e poi messo da parte, infine ripreso nell'ultimo mese e finito di leggere proprio sul finire del 2016.
    Tanta fatica per l'angosci ...continua

    G. Orwell, 1984
    Un romanzo che mi accompagna da diversi mesi, iniziato e poi messo da parte, infine ripreso nell'ultimo mese e finito di leggere proprio sul finire del 2016.
    Tanta fatica per l'angoscia generata e il bisogno di boccate d'ossigeno ogni tot di pagine. Più si va avanti nella lettura e più si sente l'imminente sopraggiungere della catastrofe.
    La terza parte è quella più dura da digerire.
    Ecco, ce l'ho fatta: sono sopravvissuta e, masochisticamente, subito dopo la lettura, ho anche visto il film tratto dal romanzo e molto fedele ad esso anche nei dialoghi.
    Inutile dire che l'opera merita d'essere letta, ma richiede anche tanta pazienza e forza d'animo.
    Il pessimismo che domina il pensiero dell'autore rischia di contagiare il lettore, specie se di età matura e poco incline a credere ancora in un futuro migliore.
    Il mondo prospettato da Orwell ha qualcosa, purtroppo, di familiare e dietro molte riflessioni si possono cogliere i timori e i sospetti che animano molti di noi.
    Spero di iniziare il 2017 con una lettura più ottimistica e propositiva, che possa prevalere su questa visione cupa e distruttiva, che cerca di annientare il pensiero critico e indipendente.

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  • 2

    Libro più famoso che bello.

    Incuriosita dalla fama che precede questo romanzo ho deciso di leggerlo, ma, come ogni tanto mi capita con i romanzi osannati, non mi è piaciuto per niente, anzi l’ho trovato uno dei più brutti che ab ...continua

    Incuriosita dalla fama che precede questo romanzo ho deciso di leggerlo, ma, come ogni tanto mi capita con i romanzi osannati, non mi è piaciuto per niente, anzi l’ho trovato uno dei più brutti che abbia mai letto.
    Mano a mano che proseguivo nella lettura mi sono resa conto che il motivo principale del successo di questo libro non risiede nell’intreccio (prevedibile) né nello stile (asciutto e senza guizzi) ma nelle tematiche affrontate, soprattutto se si entra nell’ottica del confronto con il mondo attuale, confronto che io non ritengo sensato né fattibile.
    Il clima repressivo e paranoico presente nel romanzo non riguarda i prolet che rappresentano più dell’80% della popolazione dell’Oceania (gli unici nei quali potremmo identificarci perchè sono il popolo) ma la minoranza dell'elite che lo governa.
    I prolet, poveri ma sostanzialmente non controllati dal sistema, non rappresentano un modello a causa dello stato subumano in cui vivono, ma, anche se ci volessimo identificare nei membri del Partito, non si può certo dire che al giorno d’oggi viviamo in un mondo simile: non viviamo né come animali né siamo controllati in ogni gesto e/o idea, istruiti fin dalla nascita a non sviluppare un pensiero critico.
    Se poi si vuole dire che questo romanzo è attuale solo perché parla della manipolazione dei fatti e degli avvenimenti storici (non è una novità - la storia non è spesso stata scritta dal punto di vista dei vincitori?), e perché ha avuto l’intelligente trovata dei teleschermi che riprendono e trasmettono (idea che rimanda ad alcuni mezzi tecnologici moderni - per molti sinonimo di controllo), allora lo si può anche fare, ma da qua a dire che Orwell aveva previsto il futuro, ce ne passa.
    Penso che l’autore in questo romanzo non intendesse fare previsioni futuristiche in senso lato, ma, ispirandosi a reali fatti storici appena avvenuti, abbia voluto creare un futuro in cui fosse presente una estremizzazione dei totalitarismi, in modo da metterci in guardia da un loro ipotetico perdurare.
    Per l’epoca di sicuro era di grande attualità, al giorno d’oggi non saprei, perché il mondo, se proprio vogliamo fare previsioni non ottimistiche, mi sembra stia andando in una direzione opposta, non verso un’oppressione delle libertà mediante un’imposizione di una preponderante ideologia, ma piuttosto verso un appiattimento delle differenze e un consumismo edonistico sfrenato.
    E anche se ci fosse una qualche forma di controllo, non penso questo libro, il cui messaggio è scaduto e ormai superato, (non mi pare che in almeno in Europa la paranoia di Orwell di un totalitarismo oppressivo si sia avverata) possa aiutarci a renderci più consapevoli.
    I protagonisti sembrano dei meri pretesti, dei burattini, affinché Orwell esprima attraverso di loro le proprie idee politiche, il proprio modo di pensare pessimista, e questo non sarebbe di per sé un male se fosse controbilanciato da una storia avvincente, da protagonisti nei quali ti puoi immedesimare, se ci fosse una reale introspezione psicologica, se il romanzo non assomigliasse molto da vicino ad un saggio.
    Winston sembra avere scritto in fronte “vittima sacrificale” perché ha dei dubbi sul grande fratello, tiene un diario, ma entra in azione solo quando incontra Julia e si fida ciecamente di O’ Brien, raccontandogli subito le proprie idee sul partito, senza dubbi né ripensamenti.
    Julia mi pare una sciocchina, interessata solo a far sesso, ed ogni tanto se ne esce con qualche idea intelligente (non sua, ma di Orwell), in maniera poco credibile.
    Il rapporto tra loro due non lo definirei amore, ma una storia di sesso travestita da sentimento.
    Alcuni concetti vengono ripetuti più volte, basti pensare al libro di Goldstein, mentre altri, ben più importanti, non vengono spiegati.
    Ad esempio non viene spiegato né come si è arrivati al regime del partito (tranne qualche breve cenno sui capitalisti con il cilindro) né il vero obiettivo del partito (una volta che hai disumanizzato tutto il genere umano, che te ne fai? E dopo? – troppo semplice così).
    Il famoso libro di Emmanuel Goldstein, il ribelle, rappresenta l'apoteosi della noia, sembra di leggere un testo a metà tra un saggio e un libro di storia, per di più non capisco perché O’Brien lo consegni a Winston e poi lo torturi per convincerlo del contrario.
    L’unica spiegazione sembrerebbe il sadismo, anche se la parte finale quella del confronto tra vittima e carnefice l’avrei preferito più incisivo e più chiaro.
    Tra i due ci sono dei dialoghi poco credibili: O’Brien ripete i soliti concetti cardine dell’ideologia del partito e Winston, nel bel mezzo della tortura si sofferma talvolta a pensare all’intelligenza del suo aguzzino con ammirazione.
    Mi sembra che a Orwell interessi di più ripeterci mille volte gli stessi concetti piuttosto che creare un confronto vero e credibile tra i due personaggi.
    A parte queste pecche devo dare il merito a Orwell di aver avuto una grande fantasia e talento nel costruire una storia del genere nel 1948, ma il suo pessimismo mi ha irritato, perché non lo trovo produttivo nè attuabile nè sensato, la speranza di un futuro migliore appartiene da sempre al genere umano.
    Consigliato agli amanti dei saggi travestiti da romanzo.

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  • 0

    Profezie un tanto al chilo

    Inutile dilungarsi su un grande classico, poiché il rischio è quello di ripetersi.

    Ma lasciatemi aggiungere una cosa che comunque avranno già detto in molti: le profezie di Giorgio Orwell si sono avv ...continua

    Inutile dilungarsi su un grande classico, poiché il rischio è quello di ripetersi.

    Ma lasciatemi aggiungere una cosa che comunque avranno già detto in molti: le profezie di Giorgio Orwell si sono avverate, è vero, e forse ancor più prepotenti di come egli le aveva descritte. Pensate ad esempio ai programmi tv di Davide Mengacci, per non parlare poi di Luca Sardella, che infatti ho sempre preferito nelle vesti di cantautore.

    Quello che mi domando oggi è perché un difensore della libertà come lo scrittore inglese non abbia chiesto il parere di una giuria popolare per la stesura del finale.
    Roba da non credere.

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  • 4

    Un grande classico, un romanzo eccezionale per la grande forza evocativa di cui è dotato. Dettagliato e straziante, apre una finestra da cui poter osservare un mondo che non è il nostro: il lettore pe ...continua

    Un grande classico, un romanzo eccezionale per la grande forza evocativa di cui è dotato. Dettagliato e straziante, apre una finestra da cui poter osservare un mondo che non è il nostro: il lettore però sa bene quante somiglianze ci siano e come una forma di dittatura del genere sarebbe ben facile da attuare. Ci si ritrova così catapultati in una Londra diversa, insieme a Winston. Si lotta con lui, ma soprattutto si soffre con lui. La prima parte del romanzo è non solo un eterno inno alla riflessione, ma è anche molto accattivante dal punto di vista narrativo. La seconda scorre più lentamente, ma pare di sentirle addosso tutte le pene patita da Winston. Credo che sia uno dei personaggi a cui mi sono più affezionata, l'empatia che si stabilisce è fortissima.
    Questo libro non può mancare nella libreria di nessuno. Riflettere, pensare con il proprio cervello. Saper muovere una critica costruttiva, osservare con spirito critico. I lettori sanno bene il significato di queste espressioni, che dovrebbero essere proprie di ogni cittadino che voglia essere definito tale. Orwell ci guida al loro sviluppo ed è per questo che tutti leggere attentamente questo romanzo, così come "La fattoria degli animali".

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