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1994

"L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. Una storia mai raccontata"

By Luciano Scalettari,Luigi Grimaldi

(58)

| Paperback | 9788861900752

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Book Description

"Tanta roba io ce l'ho ancora in mano. Abbiamo in mano della roba che... Salta il ministero degli Esteri, salta la cooperazione italiana, salta tutta la Madonna" Da un'intercettazione telefonica a Giancarlo Marocchino, uomo d'affari attivo in Somalia Continue

"Tanta roba io ce l'ho ancora in mano. Abbiamo in mano della roba che... Salta il ministero degli Esteri, salta la cooperazione italiana, salta tutta la Madonna" Da un'intercettazione telefonica a Giancarlo Marocchino, uomo d'affari attivo in Somalia dagli anni Ottanta.

Sei anni, dal 1988 al 1994. Quattro storie. Quattro misteri tra la Prima e la Seconda repubblica. Il delitto Rostagno (1988), la tragedia del traghetto Moby Prince (1991), gli omicidi dell'ufficiale del Sismi Vincenzo Li Causi (1993) e dei reporter Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (1994). Un filo lega fatti e date che preparano la grande svolta del 1994, l'anno della discesa in campo di Berlusconi e del suo trionfo. Questa è una controinchiesta che impiega i risultati di diverse indagini della magistratura (da "Sistemi criminali" della Procura di Palermo a "Cheque to cheque" della Procura di Torre Annunziata, e molte altre). Testimonianze e documenti inediti, in un coacervo di omissioni, depistaggi, prove inquinate. Negli anni emergono brandelli di verità sulla tragedia del Moby Prince, nella rada di Livorno, dove erano in corso manovre illecite di trasbordo di armi e materiale bellico. E sul progetto Urano, una delle più colossali operazioni di smaltimento di rifiuti tossici. Il puzzle non è completo, ma ce n'è abbastanza per cogliere il disegno finale. Mogadiscio, Livorno, Trapani, Palermo, Roma, Milano: tappe di un unico percorso che porta alle stragi di mafia del 1992-1993 e pone sotto una nuova luce la svolta elettorale del 28 marzo 1994, una settimana dopo l'uccisione in Somalia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, i due giornalisti del Tg3 pronti a mandare in onda un servizio annunciato e clamoroso. Un percorso che parla di traffici internazionali di armi, del coinvolgimento di personaggi della comunità per tossicodipendenti di Mauro Rostagno e del suo socio Francesco Cardella. E degli affari sporchi dei socialisti e della mafia, soprattutto trapanese, non quella delle coppole storte ma dei colletti bianchi e della massoneria. In prima linea anche uomini importanti nel progetto Dell'Utri per la nascita di Forza Italia. Ecco la faccia nascosta della Seconda repubblica.
http://www.chiarelettere.it/libro/1994.php

5 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    libro interessante e molto documentato, che però lascia una sensazione di incompiutezza.
    La tesi è abbastanza chiara (la trattativa con la mafia, la nascita di Forza Italia, la svolta elettorale del 94), ed anche la connessione tra i diversi fatti (A ...(continue)

    libro interessante e molto documentato, che però lascia una sensazione di incompiutezza.
    La tesi è abbastanza chiara (la trattativa con la mafia, la nascita di Forza Italia, la svolta elettorale del 94), ed anche la connessione tra i diversi fatti (Alpi, Rostagno, Moby Prince ecc.), alla fine si intravede.
    Meno chiari i riferimenti ad altri fatti più politici, come l'attacco a Scalfaro nel 93.
    Però manca una spiegazione compiuta del quadro di insieme, e ho come la sensazione che in realtà gli autori non se la siano sentita di "tirare le fila" e collegare tutti i pezzi in un disegno chiaro, perché non del tutto sicuri della solidità dell'impianto.
    Mi lascia anche perplesso anche l'esteso utilizzo di materiali provenienti da procedimenti giudiziari archiviati, senza che ci sia una chiara spiegazione del perché siano stati archiviati ed una convincente giustificazione del fatto che, nonostante l'indagine sia stata archiviata, quei singoli elementi abbiano invece una loro validità.
    Tutto sommato quindi, seppure l'impianto sia piuttosto convincente, si rimane con una sensazione indefinita: ma sarà andata proprio così ?
    E per una inchiesta che dovrebbe "fare luce", non è il massimo !

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    DaRemott said on Aug 30, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A tratti un po confuso, non è semplice cogliere il filo conduttore dei vari capitoli, anche perchè l'attenzione è concentrata sul caso Alpi, mentre le altra inchieste citate all'inizio del libro molto più marginali.

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    Deltablues said on Mar 18, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    NELL'ITALIA DI SILVIO

    Tappe. La storia d’Italia, è come il famigerato Giro ciclistico. Ovvero, composto di piccoli grandi tratti di strada. Roma ed il Medioevo. Rinascimento ed età tridentina. Risorgimento e Resistenza. Prima e seconda Repubblica. Contrapposizioni, fini c ...(continue)

    Tappe. La storia d’Italia, è come il famigerato Giro ciclistico. Ovvero, composto di piccoli grandi tratti di strada. Roma ed il Medioevo. Rinascimento ed età tridentina. Risorgimento e Resistenza. Prima e seconda Repubblica. Contrapposizioni, fini che si scontrano e si incontrano, si sovrappongono e continuano l’uno l’altro.

    E, poi, c’è il 1994. C’è quell’età di spartitraffico, quel dio pagano della dedizione al potere, quell’assuefazione alla non politica. C’è il 1994, la rivoluzione tradita, il liberalismo mai realizzato, l’avvento della novità. Il berlusconismo. Come dire, la vittoria del nuovo che nuovo non è. La conquista dell’imprenditoria alla politica, la disfatta delle ideologie. Post comunisti e post fascisti costretti a mandar giù nell’esofago la polvere della sconfitta. Da quel momento in poi, da quel 1994 in poi, si è vinto e si è perso solamente in relazione a Berlusconi. I suoi alleati (quindi non fazioni indipendenti, non formazioni realizzate e complete, non schieramenti autosufficienti, ma “suoi”) ed i suoi sfidanti. Berluscones ed anti berluscones. Barriere e steccati personali, conflitti di interessi, pasaran e no pasaran. Parole e strategie passate al setaccio della visione aziendalistica del cavaliere di Arcore. Il suo corpo è diventato il corpo della politica. Il suo verbo il verbo della politica. Il suo campo, il campo della politica. Ha defascistizzato i missini, ha disintossicato Bossi restituendolo al Parlamento, ha moderato la sinistra sbavandola in uno scomposto di socialismo craxiano e godereccio e centralismo tangentizio democristiano.

    Nel berlusconismo è insito l’occhio stesso del potere. Un Barnum letale di malaffare e cattiva politica. Ignoto nella sua genesi, mistificatore della tradizione ma alla tradizione vincolato (il richiamo a Sturzo e De Gasperi, l’anticomunismo…), il sistema del Cavaliere si ciba alla tavola dell’incerto. Già perché in quei giorni del 1994 in cui Berlusconi arrivava al potere accadevano cose realmente strane. Si dice turche, ma si scrive somale.

    “1994”, testo dei giornalisti Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari, edito da Chiarelettere, affronta questi coni d’ombra, tentando di intoroiettarvi un fascio di luce potente e risolutore. Un libro che non intende ipotizzare, ma indagare; che non intende giudicare, ma creare i presupposti affinché tutti siano nella condizione di poterlo fare liberamente. Un libro che parte da punti saldi. Punti che, impattando con la coscienza di italiani, provocano brividi di freddo e di paura nell’immaginario nazionale. Eppure sono soltanto nomi: Mauro Rostagno, Somalia; Moby Prince, contrabbando; Vicenzo Li Causi, Urano, Gladio, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin. E sono solo nomi. Nomi come pareti di una sala nel cui mezzo volteggiano e pogano stentorei e potentissimi danzatori, scuotendola dalle fondamenta. Ed anche questi ballerini hanno i loro nomi. Si chiamano massoneria, servizi segreti deviati, Centro Scorpione (che è come dire, uno dei figlioletti di Gladio), mafia, P2, fascisti, politici di varia risma e provenienza.

    Grimaldi e Scalettari mettono insieme tutte queste cose, persone, fatti ed eventi. Scartabellano sentenze, ripercorrono strade ed inchieste giornalistiche, s’appellano ai ricordi. Soprattutto cercano connessioni. L’ultima pista dell’inviata di Rai tre che si incrocia, cronologicamente, con i movimenti occulti, con la trattativa Stato – mafia, con la ripresa, in grande, del progetto Urano (smaltimento di rifiuti tossici nel Corno d’Africa), con la cooperazione sballata, con la nascita di Forza Italia e, soprattutto, con l’esordio di Berlusconi a Palazzo Chigi.

    Mettono a nudo quanti, di questo momento storico, hanno costituito parte attiva. Svelano l’insvelabile. Qualcosa che c’è, che si sa essere immane, ma della cui portata non si è perfettamente consapevoli. Qualcosa talmente immane da richiedere l’emersione di altre verità scomode, ma comunque meno scomode. Un gioco delle scatole cinesi, una struttura a matrioska intricata. Qualcosa di talmente immane da causare innaffi a pioggia, nuove vittime e nuovi carnefici.

    “1994” è il libro adatto per quanti si sentono rassicurati nel crogiolarsi sotto le calde ali delle istituzioni repubblicane, per quanti continuano a confondere la legalità con un’ideologia politica sfibrata; per tutti quanti credono che lo spettacolo parlamentare prescinda la morale; per tutti quanti hanno scelto di accodarsi alla fila della creduloneria trovando snervante l’attesa per lo sportello della verità; per tutti quanti, infine, non temono di guardare indietro e scoprire, nel volto dell’Italia, gonfiori e tumefazioni.

    LINK:
    - http://www.statoquotidiano.it/08/01/2011/macondo-la-cit…
    - http://macondolibri.wordpress.com/2011/01/08/macondo-8-…

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    Macondo Città Dei Libri said on Jan 24, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Una straordinaria inchiesta

    Una straordinaria inchiesta che mette in relazione cose che fino a oggi decine di libri sugli anni 1991/94 non avevano collegato. Il libro è pieno di nomi e fatti, a volte un po' confuso, ma zeppo di informazioni che non ho mai trovato altrove, se no ...(continue)

    Una straordinaria inchiesta che mette in relazione cose che fino a oggi decine di libri sugli anni 1991/94 non avevano collegato. Il libro è pieno di nomi e fatti, a volte un po' confuso, ma zeppo di informazioni che non ho mai trovato altrove, se non in atti giudiziari.

    Tre fatti:
    1) Nel 1992 Dell'Utri mette insieme un gruppo di lavoro per trasformare Publitalia 80 in un partito politico. La famosa "Operazione Botticelli". Del gruppo di lavoro fa parte un certo Ruppen.

    2) Ruppen finisce nelle inchieste per traffico di armi e esplosivo T4-Rdx. Esplosivo di tipo militare mai utilizzato dalla mafia prima del 1992. Esplosivo usato per le stragi 1992/93

    3) A novembre 1993 il gruppo di lavoro viene velocemente sciolto. L'attentato allo stadio Olimpico, fallito, non sarà mai ripetuto.

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    a.p. said on Nov 29, 2010 | Add your feedback

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    1994. L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. Una storia mai raccontata. Di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari

    Compito di un giornalista (o di due giornalisti, in questo caso) sarebbe quel ...(continue)

    1994. L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. Una storia mai raccontata. Di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari

    Compito di un giornalista (o di due giornalisti, in questo caso) sarebbe quello di raccontare i fatti, magari separando il racconto di questi, dalle personali opinioni. Compito dello storico, dell'intellettuale, è poi mettere assieme questi fatti, uno in fila all'altro, per cercarne le connessioni.
    E, da queste, ricostruire il quadro di insieme che ne viene fuori: un disegno che magari, ad un occhio distratto può sfuggire, ma che spiega tutti i perchè che la storia nuda e cruda lascia sospesi, congiunge i punti di discontinuità.
    Insomma, da una risposta alla domanda sul cosa è successo, quali gli attori (anche secondari) e quale sia stato l'obiettivo finale.

    Questo è quello che hanno fatto Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari, che nel passato si sono già occupati di traffici di armi e rifiuti, e degli omicidi Alpi - Hrovatin: hanno messo assieme le loro inchieste, legandole con altre, che coinvolgono il nostro paese in quegli anni cruciali della nostra storia. Gli anni di passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. Il 1994, che è stato di cerniera, e non di frattura, tra la prima e la cosiddetta seconda Repubblica.

    Parliamo di “Sistemi criminali” della Procura di Palermo , “Cheque to cheque” della Procura di Torre Annunziata, dell'inchiesta di Woodcock Somaliagate, l'inchiesta “Phoney money”: traffico di rifiuti e materiale radioattivo verso l'Africa, col supporto di imprenditori italiani e somali.
    La spinta eversiva di cosa nostra, negli anni in cui ricercava nuovi referenti politici. La nascita delle Leghe meridionali, con forti contatti con la massoneria deviata e anche con la Lega del nord.

    Lo stragismo come mezzo per spingere lo stato ad una "trattativa" e nel contempo "l'operazione Botticelli" per la creazione di un nuovo partito, a partire dalla struttura di Publitalia '80 di Marcello Dell'utri. Gruppo di lavoro di cui faceva parte anche un certo Antonio Ruppen, finito dentro le inchieste per traffico di rifiuti e armi (progetto Urano). Armi e esplosivo (il T4-Rdx) che passava tramite il trafficante siriano Al Kassar, le cui tracce sarebbero state rinvenute dentro la Moby Prince. Esplosivo dello stesso tipo di quello usato dalle stragi del 1992-1993.

    Armi e esplosivo che, come emerge dalle inchieste, passa attraverso la complicità di imprenditori italiani e di esponenti dei servizi (e il confine tra gli uni e gli altri diventa a volte indistinguibile).
    Armi e traffici che forse il giornalista Mauro Rostagno aveva scoperto, filmando l'atteraggio e il trasbordo di casse nella base militare di Trapani, alla pista Kinisa. Uno dei centri della struttura Gladio, il centro Scorpione: centro di cui era responsabile il maresciallo dei Servizi Vincenzo Li Causi.
    Pure lui morto misteriosamente in Somalia, come Ilaria e Miran; pure per lui, nessuna autopsia. Pure per lui, si parlò di imboscata cui era finito per caso. Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin avevano girato la Somalia per fare un servizio che Ilaria riteneva il più importante: sapeva cosa andare a cercare e dove (come testimonia il sultano di Bosaso). Forse perchè qualcuno l'aveva imbeccata, come Li Causi?
    Le strade costruite dalla cooperazione italiane, che nasconderebbero rifiuti industriali.
    I container pieni di rifiuti radioattivi, sotterrati nei cantieri.

    Di certo è che Ilaria si è trovata dentro una guerra di ricatti, portata avanti dalle due fazioni in guerra in Somalia (quella di Aidid e quella di Mahdi): ricatti di cui era vittima l'Italia, se si fosse saputo del traffico di armi e di rifiuti? Ricatti che poi improvvisamente terminano nel 1994 (con la fuoriuscita di Miglio dalla Lega, la vittoria elettorale alle elezioni ...)?
    Possibile. Di certo, quel servizio avrebbe fatto un bel rumore se fosse uscito prima delle elezioni del 1994 che portarono alla vittoria il neonato partito di Silvio Berlusconi.
    Partito su cui sarebbero confluiti i voti della mafia, al naufragio dell'esperimento delle Leghe meridionali.
    Partito nato dalla cellula di Publitalia, di cui Ruppen (quello del progetto Urano) faceva parte.

    Quale sia il filo rosso (se esiste un filo) che lega questi fatti, sarà da una parte la magistratura ad appurarlo (con le inchieste ancora attive). Ma questo libro, mettendo uno in fila agli altri i fatti, fa nascere tanti dubbi, sul come sia nata questa Seconda Repubblica.

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    alduccio said on Nov 28, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (58)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 480 Pages
  • ISBN-10: 8861900755
  • ISBN-13: 9788861900752
  • Publisher: Chiarelettere
  • Publish date: 2010-10-01
  • Also available as: eBook
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