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1Q84, Boek Drie

Oktober-December

By

Uitgever: Atlas

3.9
(5316)

Language:Nederlands | Number of Pages: 474 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , Korean , Chi simplified , Spanish , German , English , Catalan , Swedish , French , Galego , Italian , Portuguese , Polish

Isbn-10: 9045024209 | Isbn-13: 9789045024202 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jacques Westerhoven

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Smemoratezza....il lungo intervalllo trascorso fra I precedenti libri della trilogia e questo non mi ha permesso di gustarlo in pieno.Come dire Che non mi ricordavo la solita cippa. meglio avrebbero f ...doorgaan

    Smemoratezza....il lungo intervalllo trascorso fra I precedenti libri della trilogia e questo non mi ha permesso di gustarlo in pieno.Come dire Che non mi ricordavo la solita cippa. meglio avrebbero fatto a pubblicare un solo volume

    gezegd op 

  • 3

    看完後還是有許多無法解釋的謎題,就跟稍早看過的海邊卡夫卡有異曲同工之妙,不過作品還是毫不保留的揮灑文字的美感。他的書使我感覺到能僅僅使用最簡單的字彙拼湊出預期之外強大而深沉的情感,這就是村上春樹的魅力。

    gezegd op 

  • 4

    Dei tre libri questo è quello che mi è piaciuto di più, il ritmo è più incalzante grazie anche al personaggio di Ushikava ed è come se l'autore si sbilancesse verso parole più calde e meno asettiche. ...doorgaan

    Dei tre libri questo è quello che mi è piaciuto di più, il ritmo è più incalzante grazie anche al personaggio di Ushikava ed è come se l'autore si sbilancesse verso parole più calde e meno asettiche.

    gezegd op 

  • 4

    Ho letto di seguito i tre volumi assaporando una lettura lunga e lenta, ma mai noiosa. Che Murakami mi piace non è una novità e questo romanzo non mi ha deluso, ma non lo considero un capolavoro. ...doorgaan

    Ho letto di seguito i tre volumi assaporando una lettura lunga e lenta, ma mai noiosa. Che Murakami mi piace non è una novità e questo romanzo non mi ha deluso, ma non lo considero un capolavoro.

    gezegd op 

  • 5

    Capolavoro!

    Bellissimo anche il secondo libro... tutto con un filo logico, che lascia a bocca aperta... è molto lungo ma non annoia, anzi io divoravo i capitoli per la curiosità! davvero bello...

    gezegd op 

  • 3

    Libro 3

    Ecco e questo ultimo libro della trilogia mi ha delusa, abbastanza ripetitivo e mi aspettavo più' spiegazioni mentre in realtà' i dubbi e le domande che avevo nei primi due libri ancora rimangono... ...doorgaan

    Ecco e questo ultimo libro della trilogia mi ha delusa, abbastanza ripetitivo e mi aspettavo più' spiegazioni mentre in realtà' i dubbi e le domande che avevo nei primi due libri ancora rimangono...

    gezegd op 

  • 5

    bisogna lasciarsi trasportare, lasciarsi andare, lasciarsi attraversare dai silenzi, dagli sguardi, dalle domande senza risposta, dagli eventi incomprensibili. alla fine di tutte queste pagine, ti acc ...doorgaan

    bisogna lasciarsi trasportare, lasciarsi andare, lasciarsi attraversare dai silenzi, dagli sguardi, dalle domande senza risposta, dagli eventi incomprensibili. alla fine di tutte queste pagine, ti accorgi che gli eventi che marcano la storia sono spartiacque tra sentimenti ed emozioni forti, che ti lasciano un segno. talvolta mi ha ricordato il bolero, un susseguirsi di parole e descrizioni che si ripetono su una melodia monotona, che pero' ogni volta, ad ogni pagina, ti regala quella piccola cosa in piu'. personaggi che sono qui a farsi invadere dal lettore, ed allo stesso tempo entrano dentro di te e ci restano. ed i silenzi, le parole spezzate, le risposte non date, il freddo fuori e il fuoco dentro. emozionante.

    gezegd op 

  • 4

    Rispetto ai primi due libri prende un po' una piega più gialla, da una parte con Ushikawa, e fantastica, per il resto della storia.

    gezegd op 

  • 0

    ATTRAZIONE INFANTILE

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    Quando leggo un autore esordiente, emergente o, come dico io, “poco noto”, mi piace cercare di scoprire se dietro qualche minuscola casa editrice o dietro un’auto-pubblica ...doorgaan

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    Quando leggo un autore esordiente, emergente o, come dico io, “poco noto”, mi piace cercare di scoprire se dietro qualche minuscola casa editrice o dietro un’auto-pubblicazione non si nasconda uno scrittore di qualità o addirittura di potenziale successo.
    Quando leggo un autore famoso, magari un autore di bestseller, vado alla ricerca di qualcuno che sappia emozionarmi, stupirmi, meravigliarmi, affascinarmi. Cerco, insomma, un autore immortale, almeno secondo i miei parametri.
    Haruki Murakami è uno di questi autori famosissimi di cui ho già letto vari testi, scorgendovi e cercando sempre le tracce del genio, ma senza riuscire mai a trovare il capolavoro, l’opera eccezionale e prossima alla perfezione.
    Murakami ha una grande fantasia, ma non sempre la porta ai suoi estremi, è un grande narratore, ma quasi sempre è prolisso e ripetitivo, come avevo già notato con il mio primo approccio a questo autore (“La fine del mondo e il paese delle meraviglie”). Il primo difetto può essere soggettivo, nel senso che qualcun altro potrebbe non apprezzare un eccesso di fantasia, ma la prolissità e la ripetitività sono difetti quanto mai fastidiosi e non riesco a capire come, dopo tante pubblicazioni, si ritrovino ancora in opere recenti. Credo che per un autore di questo livello non dovrebbe essere difficile rendersi conto dei propri limiti e correggerli. Sorge dunque il sospetto che sia guidato dalle regole di mercato e dalle richieste dell’editore. Se l’editore gli chiede di sviluppare una storia in tre volumi da 400 pagine l’uno, ecco che, come un comune autore commerciale, si presta al gioco! Non saprei spiegare altrimenti il motivo per cui una trama affascinante come quella di “1Q84” sia stata dilatata in circa 1.200 pagine e tre volumi, anziché condensata in un piccolo gioiello di 120 pagine, brillanti di genialità e fantasia.
    Dei primi due volumi (“Libro 1 e 2”) ho già detto nel mio precedente post e purtroppo leggendo questo “Libro 3” c’è ben poco da aggiungere dato che delle oltre 400 pagine una buona metà servono a ricordare al lettore cose già lette nei precedenti volumi e delle 200 residue almeno 100 sono ripetizioni di cose dette nelle altre 100! Se già nel “Libro 1 e 2” avevo notato una certa ripetitività, in questo volume finale questa arriva a farsi quasi fastidiosa. Nei romanzi seriali capita che l’autore senta il bisogno di riepilogare i fatti già narrati nei precedenti romanzi e che il lettore potrebbe aver dimenticato, ma questo dovrebbe occupare una parte trascurabile del romanzo. Penso anzi che anche in ciascuno dei volumi seriali dovrebbe esserci una certa autonomia che permetta di procedere nella lettura anche saltando l’approccio a quanto viene prima.
    Un vero peccato che sia così ripetitiva perché la storia sarebbe davvero affascinante.
    Commentando i precedenti volumi avevo notato come Murakami si destreggiasse tra la descrizione del mondo reale e di quello immaginario. Vorrei qui solo osservare che, come avevo già notato leggendo “Tokyo blues”, il Giappone descritto da Murakami somiglia davvero troppo all’Occidente e all’America in particolare. Non avendone un’esperienza diretta mi chiedo se davvero il Sol Levante sia divenuto così tanto una colonia culturale degli Stati Uniti o se non sia piuttosto questo autore a esserne un po’ troppo affascinato, se non asservito.
    Se la trama di “Tokyo blues” è esile, la storia però ha una sua densità, maggiore di quella di “1Q84” e credo che, sebbene privo delle componenti fantastiche di quest’ultimo, mi abbia preso di più, inducendomi a sperare che questo autore potesse rivelarsi un possibile nobel. Idea che, dopo questa lettura, è andata fortemente ridimensionandosi in me.
    Il migliore tra i romanzi di Murakami che ho letto finora rimane “Kafka sulla spiaggia”, il più proporzionato ed equilibrato dei suoi libri, con personaggi fantastici come “1Q84”. È solo grazie a queste letture, che posso continuare a sperare che nella bibliografia di questo autore si celi qualche gioiello, anche se l’avvio di “1Q84” mi aveva fatto ben sperare.
    Affascinanti, come ho scritto commentando la prima parte, sarebbero i personaggi, dalla diciasettenne dislessica autrice dello pseudobiblion “La Crisalide d’aria” (vi compare anche un secondo pseudobiblion “Il paese dei gatti”), alla killer per conto di un istituto di assistenza per donne maltrattate, al gost-writer matematico ed ex-campione di arti marziali. I primi due volumi vedono come protagonisti questi ultimi due (Aomame e Tengo), spostando alternativamente il punto di vista narrativo dall’uno all’altro. Le loro vite, che si erano sfiorate nell’infanzia, sono segnate da una “attrazione infantile” che li porta a essere l’uno attratto verso l’altra sebbene abbiano trent’anni e si siano totalmente persi di vista da quando ne avevano dieci. Questo, dunque, potrebbe essere un romanzo sulle anime gemelle, su come alcune persone siano destinate a stare con altre, su come l’amore possa unire due cuori anche a distanza di anni e chilometri. Un po’ lo è e un po’ è altre cose. Un po’ è narrazione sulla relatività del reale, sui mondi possibili, sui limiti della fantasia, sulla compenetrazione tra vita e narrativa, con i due pseudobiblia che entrano quasi nel mondo reale, qualcosa che mi fa un po’ pensare a “La bambina dei sogni”. Un po’ è avventura tra sette misteriose e loschi individui come l’investigatore privato ex-avvocato dal cranio deforme Ushikawa, personaggio poco simpatico, che nei primi due volumi fa un’apparizione piuttosto veloce e che qui diviene quasi il terzo protagonista, dato che uno dei punti di vista diviene il suo. Sarà infatti tramite i suoi occhi che vedremo ricostruita la storia narrata in precedenza. Personaggio dunque tre volte fastidioso: per la sua antipatia, per la sua intromissione nella trama e nella struttura del romanzo, per la ripetitività della narrazione che si porta dietro. Direi che se la scrittrice diciassettenne Fuleaeri avesse avuto più spazio e Ushikawa meno, il tutto, secondo il mio modesto parere, ci avrebbe guadagnato.
    Insomma, nella mia ricerca del capolavoro, Murakami con questo volume ha fatto un bel balzo indietro.

    gezegd op 

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