1Q84. Libros 1 e 2

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Editorial: Galaxia

4.0
(7406)

Language: Galego | Number of Pages: 928 | Format: Paperback | Noutras linguas: (outras linguas) Spanish , Chi traditional , Dutch , German , Catalan , Italian , English

Isbn-10: 8498653258 | Isbn-13: 9788498653250 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Mona Imai , Gabriel Álvarez Martínez

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrición do libro
Un dos proxectos máis ambiciosos do escritor xaponés

932 páxinas das que xorde un universo novelesco único, un magma narrativo poderoso, unha ficción que ilumina oblicuamente o mundo no que estamos a vivir.

Aomame é unha asasina que non deixa trazas nas súas vítimas, coma se finasen de morte natural. Tengo é un profesor e autor inédito ao que lle piden que reescriba unha novela abraiante mais imperfecta. E Fukaeri é unha estudante cuxos pais, membros dunha comuna chamada Amencer, levan sete anos desaparecidos.

A novela desenvólvese sobre o pano de fondo da historia contemporánea, das sectas relixiosas, do maltrato e da corrupción, un universo enrarecido no que o narrador escarabella para desvelar outra realidade oculta.

Traducida directamento do xaponés para o galego por Mona Imai e Gabriel Álvarez, 1Q84 é o terceiro título de Murakami publicado por Galaxia, que antes tirara do prelo a novela Tras do solpor e o libro Do que estou a falar cando falo de correr.
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  • 3

    Libro 1:

    Terminato questo romanzo la voglia è tanta di iniziare il successivo a breve. Il primo libro di 1Q84 soffre, a mio parere, del fatto di dover gettare le basi per una storia ampia che mi auguro si svil ...continuar

    Terminato questo romanzo la voglia è tanta di iniziare il successivo a breve. Il primo libro di 1Q84 soffre, a mio parere, del fatto di dover gettare le basi per una storia ampia che mi auguro si sviluppi nei prossimi volumi. Lo stile, bello ed evocativo, ci accompagna nelle avventure dei due protagonisti in questo mondo che si va a delineare lentamente e che, negli ultimi capitoli, riesce finalmente a delinearsi in maniera più chiara. Ho trovato un abisso fra i capitoli dedicati ad Aomame, ragazza dal passato turbolento e dalla vita interessante (che leggevo con piacere) e quelli dedicati a Tengo, protagonista maschile della vicenda (con i quali ho fatto veramente fatica, per la mancanza di eventi interessanti). Nel complesso è un libro che mi è piaciuto e con una trama che getta le basi per una storia davvero originale.

    said on 

  • 3

    Lunghetto.

    E pure, a volte, leggermente ridondante.

    Capitoli intensi e di forte spinta emozionale inframezzati da pagine e pagine di descrizioni sterili di zone cucina, preparazione pasti (per quanto personalmen ...continuar

    E pure, a volte, leggermente ridondante.

    Capitoli intensi e di forte spinta emozionale inframezzati da pagine e pagine di descrizioni sterili di zone cucina, preparazione pasti (per quanto personalmente la sottoscritta trovi piacevole qualsivoglia riferimento alle abitudini culinarie nipponiche del Tengo di turno alla quarta mi viene da dire che anche basta) e solito tran tran giornaliero dei protagonisti.
    Non so, diciamo che il romanzo l'ho terminato ma che per il seguito (già acquistato e debitamente posto in attesa sul comodino) ho bisogno di un attimo di tempo.

    - Vuole dire che se si ha un amore, non si ha bisogno d'altro?
    - Esatto, - disse Aomame.
    - L'amore di cui parla lei, ha per oggetto una persona in particolare?
    - Sì, - rispose Aomame. - È rivolto a una persona concreta, a un uomo. -
    - Un amore assoluto e senza ombre, con un corpo debole e piccino, - disse lui, con voce pacata. Poi, dopo una breve pausa, aggiunse: - Si direbbe proprio che lei non abbia bisogno di una fede. -

    said on 

  • 5

    I romanzi dotati di ritmo non sono mai lenti. 1Q84, volumi 1 e 2, non perde neanche una battuta, sta sul tempo “dritto”, come dicono i musicisti, e col tempo ci gioca, inseguendolo o anticipandolo leg ...continuar

    I romanzi dotati di ritmo non sono mai lenti. 1Q84, volumi 1 e 2, non perde neanche una battuta, sta sul tempo “dritto”, come dicono i musicisti, e col tempo ci gioca, inseguendolo o anticipandolo leggermente, per creare sorprendenti effetti emotivi. Murakami è uno scrittore navigato, non c'è alcun dubbio, eppure non smette mai di raccontare le sue storie - forse è una caratteristica molto giapponese - con grande candore. Lo sforzo della scrittura non si percepisce, l'intreccio è visionario e inedito, nonostante prenda a prestito, dichiaratamente, il titolo e i temi della più famosa opera di Orwell. Perdonatemi se scomodo un termine un po' forte ma io lo trovo geniale.
    Ero partita con qualche dubbio dopo aver sentito pareri discordanti e la mole mi spaventava. Mi sono ricreduta subito: il primo capitolo è folgorante, di una perfezione assoluta. Lì vieni risucchiato per essere espulso 720 pagine dopo a pezzi e completamente trasformato. Ci si chiede come faccia uno scrittore giapponese così lontano, culturalmente e geograficamente, a parlare di te in un libro a metà strada tra la la fantascienza distopica e il fantasy, eppure lo fa e, senza che tu te ne accorga, ti rovescia come un calzino. In questo modo supera i generi e diventa a pieno titolo letteratura.
    Tengo e Aomame, i due protagonisti, sono strambi e asociali, gli antieroi per eccellenza ed è praticamente impossibile non entrare in empatia con loro. Vivere, scoprire, procedere a tentoni e soffrire con loro.
    La realtà che viene descritta non è completamente stravolta, è differente solo in piccoli dettagli, amplificando l'effetto disturbante e generando una vaga inquietudine. Questo continuo sembrare ma non essere si avvicina alla realtà più di quanto non riesca a fare una fotografia.
    Mi spaventava il dipanarsi del mistero, temevo potesse essere deludente e imbarazzante e il rischio in effetti c'è, si corre sempre sul filo del rasoio, ma gli espedienti utilizzati e lo stile di scrittura che vira sui toni della fiaba rendono l'insieme armonico e aperto all'interpretazione.

    Murakami, che bel tipo!

    said on 

  • 2

    Il libro è sicuramente scritto molto bene, ma l'assurdità delle situazioni e degli avvenimenti me lo ha reso insopportabile. Colpa mia, sicuramente. Di Murakami preferisco di gran lunga "L'uccello che ...continuar

    Il libro è sicuramente scritto molto bene, ma l'assurdità delle situazioni e degli avvenimenti me lo ha reso insopportabile. Colpa mia, sicuramente. Di Murakami preferisco di gran lunga "L'uccello che girava le viti del mondo".

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  • 4

    In ogni lavoro importante, solido e vaporoso, quando vi sono troppi personaggi, è difficile parlarne perché è difficile assimilarlo e andare a capire fino in fondo tutti i personaggi e le situazioni. ...continuar

    In ogni lavoro importante, solido e vaporoso, quando vi sono troppi personaggi, è difficile parlarne perché è difficile assimilarlo e andare a capire fino in fondo tutti i personaggi e le situazioni. Non è una lettura facile e sempre scorrevole nel senso che si e' sempre stimolati a capire i sottintesi e le citazioni che Murakami nasconde tra la righe, nulla è rivelato in modo diretto. Frequentemente la narrazione è ripetitiva, non so se volutamente o coscientemente, ma è parte integrante del tessuto narrativo, una tecnica che l’A. usa per ricostruire dei mondi paralleli. La trama è narrata dal punto di vista di Aomane e Tengo e ruota attorno a questi due personaggi, la trentenne Aomane, killer professionista, che uccide uomini responsabili di violenze contro le donne usando uno strumento acuminato simile a un sottile rompighiaccio; e Tengo, coetaneo di Aomane nonché suo ex compagno di scuola, che fa l’insegnante di matematica ma si dedica anche alla scrittura. Il successo di questo romanzo è determinato dalla sua nazione di provenienza, il Giappone in cui è ambientata la vicenda, uno stato che non esiste nel senso che può essere un qualunque paese possibile chiamato con quel nome. Amore, morte, la famiglia, la religione e il sesso sono gli ingredienti che si trovano scorrendo le pagine del libro, ma da sempre lo sono stati anche nella storia della letteratura: la differenza l’A. la fa su come racconta le vicende, accumulando dati che non sono reali e rende possibile costruire un mondo che appare più realistico di quello esistente. E in questa operazione supera i narratori del Novecento costruendo un mondo fantastico che ci mostra la realtà in modo ancor più realistico. Murakami può piacere o meno però credo che a 60 anni suonati, con questa prova, abbia alzato di un po’ l’asticella dei suoi traguardi letterari con un ennesimo cambio di prospettiva non accontentandosi di proporre un testo indefinibile come genere, ma trasmettendo una sua particolare visione del mondo tra realtà e tangibilità del nostro quotidiano e un altro mondo, quello fatto di sogni, di speranze e fantasie del bambino che è dentro di noi, quello stato di presenza assenza che non ci permette di esserci dentro le cose ma essere solo sfiorati dalle stesse.

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  • *** ¡Este comentario revela partes da trama! ***

    1

    Anketroppo Hiodato

    Non essendo un seguito del primo volume ma parte dello stesso romanzo (nella fattispecie quella conclusiva) per farmi completa ragione di questo 1Q84 ho voluto a tutti i costi terminare questo secondo ...continuar

    Non essendo un seguito del primo volume ma parte dello stesso romanzo (nella fattispecie quella conclusiva) per farmi completa ragione di questo 1Q84 ho voluto a tutti i costi terminare questo secondo volume - e presentato come terzo.. da noi l'uscita è stata differita in questa maniera, vai tu a capire perché.
    Ed è stato un gran sacrificio, perché non accade nulla, ma proprio nulla in queste ben 400 pagine, se non verso la fine - e vorrei vedere - tra l'altro assai scontata e banale. Incoerente tutta l'ossatura centrale del romanzo, incentrato su questi due ex scolaretti ostinatamente infatuati per una stretta di mano di vent'anni prima.. il povero ispettore, terza voce ad inserirsi nella vicenda, e che tanto viene criticato in ragione delle fattezze fisiche, poraccio perché quella fine.. di lui un poco mi è dispiaciuto. Tirando le somme, lo sapevamo che tanto non sarebbe arrivato a cambiare proprio nulla nell'economia della storia. Anzi, in questa parte del romanzo se non c'era lui a vivacizzare un poco la vicenda, il romanzo poteva degnamente ritenersi concluso.
    Un finale "aperto" semplicemente perché è la storia ad essere piena di buchi, anzi di falle, tanto enormi che affonderebbe anche una nave da crociera.
    Cosa rimane? la narrazione, che è sempre scorrevole; mentirei se dicessi che non è piacevole. Fa anzi quasi rabbia veder scrivere così scioltamente e girare attorno al niente, non avere maledettamente NIENTE di serio da proporre come romanzo. Peccato. Personalmente, desta meraviglia che un autore del genere sia tanto cult e trovi adepti subito pronti ad acquistare in libreria, assieme ad una copia del suo libro, persino le numorose "citazioni" (come la Recherche di Proust, la Sinfonietta di Janacek.. ma le librerie giapponesi vi accosteranno anche i RayBan, i vestiti firmati e l'olio di "metti una tigre nel motore"?). Proporrei in copertina una dicitura simile a quelle televisive: "sono inseriti suggerimenti commerciali" perché trasudano da ogni dove (forse un po' meno che nel primo volume) e facciamoci una ragione per le insistite e volgarissime scene di sesso, sbattute in faccia con descrizioni puerili e disarmanti (pure nelle pagine finali l'autore ci tiene a farci sapere delle doti falliche del suo eroe).
    Sassolino nella scarpa: da dove vengono, chi sono, cosa vogliono e cosa fanno questi famigerati ometti con le loro benedette "crisalidi d'aria" (ma voi avete ben capito cosa siano? ...delle nasse?). Che l'autore voglia lasciare spazio ad un sequel? no, io credo che sia proprio mancanza di fantasia, la sua, perché avere grande immaginazione è certamente una gran dote, e di certo Haruki Murakami non difetta, ma a cosa può servire se poi non si è capaci di costruirci un intreccio valido e coerente?

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  • 4

    Devo dire che, pur avendo letto entrambi i libri, devo ancora capire in quale direzione si vada a parare. Nonostante ciò la trama è coinvolgente, lo stile di scrittura è piacevole e scorrevole e, pagi ...continuar

    Devo dire che, pur avendo letto entrambi i libri, devo ancora capire in quale direzione si vada a parare. Nonostante ciò la trama è coinvolgente, lo stile di scrittura è piacevole e scorrevole e, pagina dopo pagina, viene continuamente alimentata la voglia di proseguire nella lettura...

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