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1Q84

Libros 1 y 2

By

Publisher: Random House

4.1
(6827)

Language:Español | Number of Pages: 737 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , Dutch , German , Catalan , Galego , Italian , English

Isbn-10: 009952614X | Isbn-13: 9780099526148 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Sarà lungo e ripetitivo come scrivono in molti, ma io sarei andata avanti a leggerlo ad oltranza; nella routine dei piccoli gesti e delle visioni allucinate, Murakami mi trasmette sempre un gran senso di pace e mi rilassa profondamente. Ho trovato la storia interessante e non vedo l'ora di sapere ...continue

    Sarà lungo e ripetitivo come scrivono in molti, ma io sarei andata avanti a leggerlo ad oltranza; nella routine dei piccoli gesti e delle visioni allucinate, Murakami mi trasmette sempre un gran senso di pace e mi rilassa profondamente. Ho trovato la storia interessante e non vedo l'ora di sapere come andrà a finire. Ai personaggi però mi sono affezionata poco, meno che in altri suoi libri.

    said on 

  • 3

    Troppo lungo

    Sembra bello ma è troppo lungo! Inoltre non è che la serial killer mi faccia impazzire, non è il mio genere...Magari più in là...

    said on 

  • 5

    CONDIRE LA REALTÀ CON LA FANTASIA: l’assassina per beneficenza e la scrittrice dislessica

    LETTO IN EBOOK
    _________________
    “1Q84”, pubblicato nel 2009, è un romanzo complesso e articolato, che induce varie riflessioni. Innanzitutto sul rapporto tra realtà e fantasia. Secondariamente sulla tendenza a una certa prolissità di questo autore e, infine, sulla sua genialità o, qu ...continue

    LETTO IN EBOOK
    _________________
    “1Q84”, pubblicato nel 2009, è un romanzo complesso e articolato, che induce varie riflessioni. Innanzitutto sul rapporto tra realtà e fantasia. Secondariamente sulla tendenza a una certa prolissità di questo autore e, infine, sulla sua genialità o, quantomeno, sui limiti di questa.
    Il romanzo può essere letto come una descrizione del Giappone di fine XX secolo, ma anche, per me più correttamente, come la creazione di mondi immaginari. Sono pochi gli autori che come Haruki Murakami sanno unire strettamente mondo reale e mondo immaginario. L’altro esempio forse più importante è Stephen King. Credo sia soprattutto questa loro grande capacità a farmeli apprezzare entrambi, facendomi interrogare sulla loro genialità (che si esprime in capacità creativa e interpretazione della realtà percepita o immaginata) e a portarmi ultimamente a cercare di scoprirli meglio. I loro approcci sono chiaramente diversi e non mi pare che, pur essendo contemporanei, il giapponese e l’americano si siano influenzati reciprocamente.
    Nel mondo reale delle storie di Murakami si insinuano spesso personaggi fantastici, siano gli unicorni che assorbono i vecchi sogni o i misteriosi Semiotici de “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” o i soldati dispersi nel bosco di “Kafka sulla spiaggia” o i Little People con le loro crisalidi d’aria di “1Q84” e a volte è la realtà stessa a venirne alterata, come il bosco in cui si perde il giovane Kafka o la città circondata dall’alta muraglia intorno a cui vivono gli unicorni o il 1984 alternativo in cui si muovono l’assassina Aomame e il matematico Tengo di “1Q84”. I romanzi di King spesso creano mondi più lontani dalla realtà, eppure con una maggior coerenza razionale. In Murakami l’alterazione della realtà ha una potenza onirica, che non si lascia imbrigliare dalla razionalità della logica. Entrambi si sono allontanati dalla fantascienza e dal suo meccanismo fondamentale: partire, cioè, da un’ipotesi fantastica e farne derivare uno sviluppo coerente. In King elementi fantascientifici si mescolano a componenti fantasy, paranormali o totalmente fantastiche. In Murakami il quotidiano si fonde con il fantasy e l’onirico.
    Diversa tra i due autori è anche la padronanza della narrazione. King, forse forte di una collaudata squadra di collaboratori, difficilmente scrive pagine inutili. Lo stesso non riesco a dire di Murakami.
    Sebbene i suoi romanzi mi affascinino, già leggendo “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” avevo notato una certa prolissità, che si perdeva in descrizioni minuziose poco funzionali alla narrazione.
    In “1Q84”, sebbene sia ancora più lungo (800 pagine i soli “Libro 1 e 2”) non è tanto la prolissità a disturbarmi, dato che le vicende narrate sono estremamente coinvolgenti e non ci sono punti morti, quanto le ripetizioni di frasi e concetti, forse utili per un lettore distratto, che legga il libro con molta calma, dimenticandosi delle parti lette magari settimane prima. La trama è certo complessa e alcune cose raccontate sono “nuove” e, come dice nel libro l’editore Komatsu al protagonista Tengo, quando si descrive qualcosa che tutti conoscono non occorre essere dettagliati, ma quando si scrive qualcosa che nessuno ha mai visto, come un cielo con due lune, occorre descriverlo bene. Murakami dà dunque l’impressione di essere preoccupato che qualcuno non lo capisca e, forse per questo, si ripete. Per chi come me, invece, legge con una certa velocità e una discreta attenzione, tutte queste ripetizioni sono un difetto che fanno, purtroppo, di un’opera di grande qualità, qualcosa di inferiore.

    Quando ho cominciato a leggere “1Q84 – Libro 1 e 2: Aprile - Settembre” pensavo che 1Q84 stesse a indicare il primo trimestre del 1984 (anche se i mesi indicati non coincidevano), come si fa in contabilità (1st Quarter ’84). Si tratta, invece, del modo in cui la protagonista Aomame (Piselloverde, in giapponese) chiama l’anno in cui vive, quando si accorge che la realtà è stata alterata e che sta vivendo in un tempo alternativo. La “Q” sta per “Question Mark” (punto interrogativo). In giapponese è una lettera “strraniera” e si legge “kiu”, come la parola che vuol dire “nove”. La scelta dell’anno è un omaggio al celebre romanzo di Orwell, da cui però prende ben poco. Altri romanzi fantascientifici, oltre a questo, sono espressamente citati, come “Viaggio allucinante” di Asimov (la protagonista Aomame parla a dir il vero del film che ne fu tratto), ma il vero riferimento mi pare “L’invasione degli ultracorpi” con i suoi baccelli giganti da cui escono copie degli esseri umani. Numerosi sono anche i riferimenti alla musica occidentale. In questo romanzo, come in “Tokyo blues” si nota una prevalenza di citazioni della cultura europea e americana (più volte si parla di Cechov), rispetto a quella giapponese, al punto da far spesso quasi dimenticare che l’ambientazione è in Giappone.
    Aomame, una ragazza single che fa la killer per conto di un’associazione di beneficenza, comincia a notare che il mondo è cambiato in alcuni piccoli particolari, come le divise dei poliziotti. Capisce allora di essere in un diverso 1984. La sua storia si intreccia con quella di una ragazza dislessica di diciassette anni, Fukaeri, che ha scritto (anzi dettato) un romanzo, “La crisalide d’aria”, che il matematico e scrittore Tengo riscrive trasformandolo in un bestseller. Si tratta di un vero e proprio metaromanzo, il cui pseudobiblion, “La crisalide d’aria”, assume un peso e una rilevanza crescente, al punto che i personaggi si troveranno a vivere all’interno della storia che vi è narrata, sebbene sia fantastica, con strane creature che escono dalla bocca di una capra morta, i Little People. Può essere così oppure è la ragazza ad aver narrato una storia vera, per quanto possa sembrare fantastica. Oppure, come si accenna nel romanzo, causa ed effetto si vanno confondendo.
    Sebbene ci siano molti elementi fantastici, questi sono il giusto condimento di una realtà molto concreta, fatta di bambini solitari, plagiati e persino violentati, donne vittime di violenza domestica, lavori precari, estremismi religiosi e politici quanto mai attuali.
    Tengo trascorreva il suo tempo libero accompagnando il padre che lavorava come esattore del canone televisivo, senza aver mai avuto una vera infanzia. Aomame era cresciuta in una comunità religiosa detta dei Testimoni (che somigliano molto ai Testimoni di Geova), mentre Faukaeri è fuggita da una comunità religiosa, il Sakigake che potrebbe far pensare (almeno nel suo ramo rivoluzionario secessionista) agli Aum Shirinkyo, che attaccarono la metropolitana di Tokyo nel 1995, e sebbene entrambe ne siano fuggite, il romanzo appare un’occasione se non per denunciare, almeno per segnalare l’esistenza di simili gruppi religiosi in Giappone. Il mondo reale da cui si dipana la storia fantastica, è infatti Tokyo, una città difficile, in cui anche un bambino prodigio della matematica e promessa dello judo, si trova da adulto a fare lavori saltuari come supplente di matematica e revisore di bozze part-time per una casa editrice e la bella Aomame sbarca il lunario tra massaggi, training d’arti marziali e omicidi su commissione per eliminare mariti violenti per conto di un’associazione che ne accoglie le vittime. Vediamo così una Tokyo molto concreta, ma in cui una sorta di deviazione ucronica porta scompiglio, facendo addirittura comparire una seconda luna in cielo.
    Aomame e Tengo, sono due trentenni che vivono da soli, senza affetti o amore. Aomame ricorda però un bambino di cui si era innamorata alle elementari. Tengo ricorda una bambina della cui immagine non riesce a liberarsi da oltre vent’anni, sebbene non l’abbia più rivista. Una strana forza li spinge uno verso l’altro. Riusciranno a incontrarsi o si bruceranno nel tentativo di salvarsi a vicenda?
    Il romanzo è diviso in tre libri, i primi due pubblicati assieme in un unico volume e il terzo da solo. Ho per ora letto i primi due. Il secondo si chiude lasciandoci con il fiato sospeso, con entrambe le storie ancora lontane dal vedere il proprio epilogo, ma ormai intrecciate saldamente tra loro.
    Un personaggio (Tamaru) a un certo punto afferma “Cechov ha scritto: «Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari».” E stiamo ancora aspettando di capire se Murakami rispetterà la regola.

    said on 

  • 3

    amo Murakami, ma con questo libro ho fatto veramente fatica!!
    il mix onirico di realtà e fantasy come sempre è superbo, ma si poteva sfoltire qua e là
    la prima parte l'ho trovata molto lenta e prolissa, ho cominciato a trovare il libro intrigante verso pagina 500, e devo dire che solo ...continue

    amo Murakami, ma con questo libro ho fatto veramente fatica!!
    il mix onirico di realtà e fantasy come sempre è superbo, ma si poteva sfoltire qua e là
    la prima parte l'ho trovata molto lenta e prolissa, ho cominciato a trovare il libro intrigante verso pagina 500, e devo dire che solo le ultime 200 sono state "calamitanti"
    sicuramente leggerò il seguito, nella speranza che il ritmo della storia sia in accelerazione

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  • 4

    Un romanzo epico del nuovo millennio, denso di citazioni, di fantasie, una trama piena e densa, sognante e onirica, nello stile di Murakami. La lettura è fluida e trascinante, ma a tratti anche "imbarazzante", lenta e contorta. Certamente non è l'episodio migliore dell'autore, ma da leggere, per ...continue

    Un romanzo epico del nuovo millennio, denso di citazioni, di fantasie, una trama piena e densa, sognante e onirica, nello stile di Murakami. La lettura è fluida e trascinante, ma a tratti anche "imbarazzante", lenta e contorta. Certamente non è l'episodio migliore dell'autore, ma da leggere, per chi lo ama.

    said on 

  • 3

    Scritto magistralmente con una trama piuttosto complessa e articolata, devo tuttavia confessare che finirlo è stata una sorta di liberazione, senza sussulti!

    said on 

  • 4


    La signora parlava sempre a voce bassa. Così piano che se ci fosse stato un po’ di vento le sue parole si sarebbero perdute. Quindi chi parlava con lei doveva tendere l’orecchio per sentirla. A volte Aomame provava il desiderio di girare la manopola per aumentare il volume. Ma sfortunatam ...continue


    La signora parlava sempre a voce bassa. Così piano che se ci fosse stato un po’ di vento le sue parole si sarebbero perdute. Quindi chi parlava con lei doveva tendere l’orecchio per sentirla. A volte Aomame provava il desiderio di girare la manopola per aumentare il volume. Ma sfortunatamente non c’era nessuna manopola.
    Quindi non poteva fare altro che concentrarsi e tendere al massimo l’orecchio.

    Aomame si sfilò i pantaloni di cotone e la camicetta, quindi indossò la tuta. Piegò i vestiti che si era tolta e li posò in un angolo della stanza.
    - Ha un fisico così compatto e tonico, - disse l’anziana signora.
    - Grazie
    - Anch’io tanto tempo fa avevo un corpo così […] Mi sono goduta il mio corpo, e ne ho fatto godere abbastanza anche agli altri. Capisce cosa voglio dire?
    - Capisco.
    - E lei, riesce a goderne?
    - A volte, - rispose Aomame.
    - “A volte” è troppo poco, - disse la signora, sempre distesa sul ventre. – Di queste cose bisogna godere finchè si è giovani. Seguendo il proprio cuore. Perché da vecchi, quando non è più possibile farlo, ci si scalda il corpo con i ricordi del passato.

    ----

    "Voglio fare una scopata di quelle super. Come faccio? - riflettè Aomame. - " Potrei andare al solito bar a cercare un uomo giusto. Fino a Roppongi c'è solo una fermata di metropolitana". Ma era troppo stanca. E poi non aveva l'abbigliamento adatto a sedurre un uomo. Era senza trucco, portava sneackers e il borsone da ginnastica. "Tornerò a casa, stapperò una bottiglia di vino rosso, mi masturberò e poi andrò a dormire, - pensò. - E' la cosa migliore. Ed eviterò di pensare alla luna".

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    2Q14

    «Io sono sempre io, e il mondo è sempre il mondo». Ma qualcosa aveva cominciato a cambiare. Aomame lo percepiva. Era come trovare gli errori in una figura. Hai davanti a te due immagini. Le appendi sulla parete, l'una accanto all'altra, e per quanto tu possa confrontarle, sembrano perfettamente i ...continue

    «Io sono sempre io, e il mondo è sempre il mondo». Ma qualcosa aveva cominciato a cambiare. Aomame lo percepiva. Era come trovare gli errori in una figura. Hai davanti a te due immagini. Le appendi sulla parete, l'una accanto all'altra, e per quanto tu possa confrontarle, sembrano perfettamente identiche. Ma se ti metti a osservare con estrema attenzione i singoli particolari, ti accorgi che ci sono alcune piccole differenze.

    said on 

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