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1Q84

Book 1 & 2

By

Publisher: Harvill Secker

4.1
(7038)

Language:English | Number of Pages: 624 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Dutch , German , Catalan , Galego , Italian

Isbn-10: 1846554071 | Isbn-13: 9781846554070 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: eBook , Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    « Per quanto uno possa essere dotato di talento, non è affatto sicuro che avrà da mangiare a sufficienza, mentre uno che possiede intuito non a vrà mai problemi a pagarsi il pranzo. »

    said on 

  • 4

    Ho impiegato veramente un sacco di tempo per finirlo. Di solito li abbandono i libri che non mi "prendono", questo non son riuscita...perchè infondo sì...è un davvero un bel libro. Ma forse c'è troppa ...continue

    Ho impiegato veramente un sacco di tempo per finirlo. Di solito li abbandono i libri che non mi "prendono", questo non son riuscita...perchè infondo sì...è un davvero un bel libro. Ma forse c'è troppa roba. Troppa.

    said on 

  • 1

    Ho provato a leggerlo per ben due volte in due momenti diversi della mia vita ma non c'è empatia fra me e Murakami.
    Non riesco a far scendere la protagonista dal taxi e non me ne voglia ma per me può ...continue

    Ho provato a leggerlo per ben due volte in due momenti diversi della mia vita ma non c'è empatia fra me e Murakami.
    Non riesco a far scendere la protagonista dal taxi e non me ne voglia ma per me può rimanere dove si trova.

    said on 

  • 3

    2Q15

    I personaggi di Murakami mangiano e dormono, restano molto tempo in casa aspettando, qualche volta parlano al telefono. Se proprio vogliono strafare, fanno stretching. Se li bracca una organizzazione ...continue

    I personaggi di Murakami mangiano e dormono, restano molto tempo in casa aspettando, qualche volta parlano al telefono. Se proprio vogliono strafare, fanno stretching. Se li bracca una organizzazione di fanatici, leggono Proust. In sottofondo, Janáček o James Taylor o il clarinetto di Barney Bigard.

    La suggestione dello stile di Murakami è tale che subito perdi ogni ingenua fiducia nelle coincidenze. Il romanzo me l’hanno regalato due anni fa, che io l’abbia letto in questo periodo in cui ho un assoluto bisogno di fare stretching e dopo che due sabati fa a un matrimonio abbia conosciuto una ragazza che fa la personal trainer non può essere una coincidenza, me lo confermi Murakami? Se dietro al tutto non ci sono i Little People e una crisalide d’aria, come minimo ci sarai tu che ci covi. La personal trainer che verrà a prendere un caffè a casa nostra è la Aomame in transito tra un 1Q84 e l’altro, in astinenenza da buco di ago: quello che lei fa sul collo dei maschi che secondo lei se lo meritano? Non so esattamente cosa si siano dette la donna che ho sposato e questa personal trainer al ricevimento due sabati fa, ma quando l’Aomame coi capelli ricci e di Latina mi ha chiesto “Tu di che segno sei?” e io le ho risposto riflettendo sul fatto che forse astrologia e fisiologia non sono proprio lo stesso campo, lei si è fatta due calcoli astrali. Il mio segno con il segno della donna che ho sposato non fila liscio, a me non è piaciuta per niente la sua espressione, per questo sto facendo il possibile perché la nuova amicizia tra la donna che ho sposato e la Aomame del 1Q84 dove vivo io non si realizzi. Siccome io un Tengo non lo sono di sicuro, non vorrei fare la parte dell’Ushikawa della storia.

    Buggerare Murakami per 1Q84 sarebbe troppo facile. Murakami, purtroppo per lui, ha raggiunto un tale livello di equilibrio e esperienza, nella sua scrittura, un perfezionismo nello stile, che può scrivere qualsiasi fesseria: basta mettere sottosopra una tartaruga e il pretesto per raccontare con calmo e tragico realismo un Giappone – e una umanità – apatica, anestetizzata, assuefatta, disanimata, angosciata dalla solitudine più tranquilla e pacata, è trovato.

    Due sono le cose difficilissime in letteratura: la sintesi perfetta, e il poter fare del tutto a meno della sintesi senza perciò scadere nel disastro dello scrivere pagine non necessarie. Delle centinaia di pagine di Murakami io non me ne perdo una, e chi se ne frega se rispetto all’economia dell’opera quelle pagine non aggiungono niente, se assomigliano in maniera sinistra a pagine già lette nello stesso romanzo o nella decina dei suoi altri romanzi: me le leggo lo stesso, sono piacevoli, dosate, educate, se ridicono qualcosa è un qualcosa che non guasta se viene ridetto, e pazienza se in quella pagine non si è fatto altro che descrivere un trentenne che si risveglia, fa una doccia, prepara un pranzo veloce, si sdraia sul divano, si ricordai un ricordo già ricordato cento volte fino a quando non s’è fatta ora di andare a letto spegnendo le luci.
    I
    n 1Q84 il discorso di Murakami continua, come non si fosse mai sospeso, come fosse impossibile sosponderlo, riproponendo l’incosistenza e l’illogità delle cose, l’insufficienza del piacere carnale, l’elemento teologico dell’immaginazione, il potere incredibile dell’amore. Leggendo 1Q84 mi sono detto “Se non hai amato, un romanzo così superbamente banale sull’amore non lo puoi scrivere.”

    Il limite di Murakami è quello che si è dato da solo: continuare a scrivere un grande romanzo come solo lui puo scriverlo. Io lo so, che lo leggerò tutto, come so che – se continua così – per aver letto tutto Murakami può bastare averne letto qualcosa, “Kafka sulla spiaggia” e “Norvegian Wood”, il resto è duplicare la luna, ma di lune ne basta una: due lune non sono più di una luna, anzi il rischio concreto è che due lune laddove ce ne è sempre stata benissimo la unica e sola siano meno di quell’unica luna.

    said on 

  • 2

    Non mi è piaciuto un gran che, ho pensato varie volte di abbandonarlo, ma poi ho tenuto duro ed è stato meglio così, nel senso che non é malaccio la storia in fondo, è originale. Ho odiato lo stile, p ...continue

    Non mi è piaciuto un gran che, ho pensato varie volte di abbandonarlo, ma poi ho tenuto duro ed è stato meglio così, nel senso che non é malaccio la storia in fondo, è originale. Ho odiato lo stile, preferisco letture molto più scorrevoli, mi sembrava di arenarmi ogni volta che c'era qualcosa di nuovo perché sapevo che ci avrebbe messo troppo a descriverlo, con un milione di ripetizioni. E il finale è terribile, secondo me non sapeva come concludere, ma non aggiungo altro.

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  • 4

    Come scalare una montagna in bici

    Diciamo che l'approccio con iniziale col 1q84 (1-2) https://goo.gl/6Nro3c non è stato facile, è stato faticoso, un po' come affrontare una salita in bicicletta (Murakami, per chi non lo sa, è un marat ...continue

    Diciamo che l'approccio con iniziale col 1q84 (1-2) https://goo.gl/6Nro3c non è stato facile, è stato faticoso, un po' come affrontare una salita in bicicletta (Murakami, per chi non lo sa, è un maratoneta e ultramaratoneta).
    Ad un certo punto il libro esplode e pian piano ti mostra la luce di una storia, ma non dico altro per non spoilerare.

    Da metà il libro mi ha letteralmente catturato: ieri sera l'ho finito e non ho resistito a iniziare già il terzo libro senza pausa!

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  • 1

    Murakami è il peggior scrittore in cui mi sia mai imbattuto. Questo libro poi è il peggiore che abbia mai scritto.Sstrizzatine d'occhio al peggio dei best seller americani, finta filosofia a buon merc ...continue

    Murakami è il peggior scrittore in cui mi sia mai imbattuto. Questo libro poi è il peggiore che abbia mai scritto.Sstrizzatine d'occhio al peggio dei best seller americani, finta filosofia a buon mercato, arti marziali improbabili, Tarantino al peggio, e tutto il trash che si può trovare in giro. Il tutto spalmato su centinaia e centinaia di pagine. E' per me un vero mistero come parte della critica e milioni di lettori abbiano potuto apprezzare questa boiata pazzesca. O forse non è neanche così misterioso visto il livello della produzione letteraria degli ultimi anni.

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