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1Q84

Libro 3

By

Publisher: Tusquets

3.9
(5256)

Language:Español | Number of Pages: 414 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , Korean , Chi simplified , Dutch , German , English , Catalan , Swedish , French , Galego , Italian , Portuguese , Polish

Isbn-10: 6074212988 | Isbn-13: 9786074212983 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Gabriel Álvarez Martínez

Also available as: Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A las voces de Aomame -la enigmática instructora de gimnasia y asesina- y de Tengo -el profesor de matemáticas y escritor-, se suma, en este tercer volumen de la novela 1Q84, la de un nuevo personaje, un detective llamado Ushikawa. Su última misión, encargada por Vanguardia, el misterioso culto religioso, consistió en comprobar si Aomame era digna de confianza para trabajar para el líder. Ushikawa dio el visto bueno a la joven, pero ésta los traicionó a todos, cometió un nuevo asesinato y luego desapareció. Si el detective no logra encontrarla, la venganza de la secta se abatirá sobre él. Entretanto, Aomame y Tengo, cada uno a su modo, siguen deseándose en la ausencia, buscándose -en el más puro estilo de Murakami- casi sin moverse de su sitio, aislados, quizás a punto de experimentar un giro radical en sus vidas y esperando un reencuentro que los redima... en el mundo de 1984, o en el de 1Q84, ese fantasmagórico universo con dos lunas.
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  • 3

    Libro 3

    Ecco e questo ultimo libro della trilogia mi ha delusa, abbastanza ripetitivo e mi aspettavo più' spiegazioni mentre in realtà' i dubbi e le domande che avevo nei primi due libri ancora rimangono... ...continue

    Ecco e questo ultimo libro della trilogia mi ha delusa, abbastanza ripetitivo e mi aspettavo più' spiegazioni mentre in realtà' i dubbi e le domande che avevo nei primi due libri ancora rimangono...

    said on 

  • 5

    bisogna lasciarsi trasportare, lasciarsi andare, lasciarsi attraversare dai silenzi, dagli sguardi, dalle domande senza risposta, dagli eventi incomprensibili. alla fine di tutte queste pagine, ti acc ...continue

    bisogna lasciarsi trasportare, lasciarsi andare, lasciarsi attraversare dai silenzi, dagli sguardi, dalle domande senza risposta, dagli eventi incomprensibili. alla fine di tutte queste pagine, ti accorgi che gli eventi che marcano la storia sono spartiacque tra sentimenti ed emozioni forti, che ti lasciano un segno. talvolta mi ha ricordato il bolero, un susseguirsi di parole e descrizioni che si ripetono su una melodia monotona, che pero' ogni volta, ad ogni pagina, ti regala quella piccola cosa in piu'. personaggi che sono qui a farsi invadere dal lettore, ed allo stesso tempo entrano dentro di te e ci restano. ed i silenzi, le parole spezzate, le risposte non date, il freddo fuori e il fuoco dentro. emozionante.

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  • 4

    Rispetto ai primi due libri prende un po' una piega più gialla, da una parte con Ushikawa, e fantastica, per il resto della storia.

    said on 

  • 0

    ATTRAZIONE INFANTILE

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    Quando leggo un autore esordiente, emergente o, come dico io, “poco noto”, mi piace cercare di scoprire se dietro qualche minuscola casa editrice o dietro un’auto-pubblica ...continue

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    Quando leggo un autore esordiente, emergente o, come dico io, “poco noto”, mi piace cercare di scoprire se dietro qualche minuscola casa editrice o dietro un’auto-pubblicazione non si nasconda uno scrittore di qualità o addirittura di potenziale successo.
    Quando leggo un autore famoso, magari un autore di bestseller, vado alla ricerca di qualcuno che sappia emozionarmi, stupirmi, meravigliarmi, affascinarmi. Cerco, insomma, un autore immortale, almeno secondo i miei parametri.
    Haruki Murakami è uno di questi autori famosissimi di cui ho già letto vari testi, scorgendovi e cercando sempre le tracce del genio, ma senza riuscire mai a trovare il capolavoro, l’opera eccezionale e prossima alla perfezione.
    Murakami ha una grande fantasia, ma non sempre la porta ai suoi estremi, è un grande narratore, ma quasi sempre è prolisso e ripetitivo, come avevo già notato con il mio primo approccio a questo autore (“La fine del mondo e il paese delle meraviglie”). Il primo difetto può essere soggettivo, nel senso che qualcun altro potrebbe non apprezzare un eccesso di fantasia, ma la prolissità e la ripetitività sono difetti quanto mai fastidiosi e non riesco a capire come, dopo tante pubblicazioni, si ritrovino ancora in opere recenti. Credo che per un autore di questo livello non dovrebbe essere difficile rendersi conto dei propri limiti e correggerli. Sorge dunque il sospetto che sia guidato dalle regole di mercato e dalle richieste dell’editore. Se l’editore gli chiede di sviluppare una storia in tre volumi da 400 pagine l’uno, ecco che, come un comune autore commerciale, si presta al gioco! Non saprei spiegare altrimenti il motivo per cui una trama affascinante come quella di “1Q84” sia stata dilatata in circa 1.200 pagine e tre volumi, anziché condensata in un piccolo gioiello di 120 pagine, brillanti di genialità e fantasia.
    Dei primi due volumi (“Libro 1 e 2”) ho già detto nel mio precedente post e purtroppo leggendo questo “Libro 3” c’è ben poco da aggiungere dato che delle oltre 400 pagine una buona metà servono a ricordare al lettore cose già lette nei precedenti volumi e delle 200 residue almeno 100 sono ripetizioni di cose dette nelle altre 100! Se già nel “Libro 1 e 2” avevo notato una certa ripetitività, in questo volume finale questa arriva a farsi quasi fastidiosa. Nei romanzi seriali capita che l’autore senta il bisogno di riepilogare i fatti già narrati nei precedenti romanzi e che il lettore potrebbe aver dimenticato, ma questo dovrebbe occupare una parte trascurabile del romanzo. Penso anzi che anche in ciascuno dei volumi seriali dovrebbe esserci una certa autonomia che permetta di procedere nella lettura anche saltando l’approccio a quanto viene prima.
    Un vero peccato che sia così ripetitiva perché la storia sarebbe davvero affascinante.
    Commentando i precedenti volumi avevo notato come Murakami si destreggiasse tra la descrizione del mondo reale e di quello immaginario. Vorrei qui solo osservare che, come avevo già notato leggendo “Tokyo blues”, il Giappone descritto da Murakami somiglia davvero troppo all’Occidente e all’America in particolare. Non avendone un’esperienza diretta mi chiedo se davvero il Sol Levante sia divenuto così tanto una colonia culturale degli Stati Uniti o se non sia piuttosto questo autore a esserne un po’ troppo affascinato, se non asservito.
    Se la trama di “Tokyo blues” è esile, la storia però ha una sua densità, maggiore di quella di “1Q84” e credo che, sebbene privo delle componenti fantastiche di quest’ultimo, mi abbia preso di più, inducendomi a sperare che questo autore potesse rivelarsi un possibile nobel. Idea che, dopo questa lettura, è andata fortemente ridimensionandosi in me.
    Il migliore tra i romanzi di Murakami che ho letto finora rimane “Kafka sulla spiaggia”, il più proporzionato ed equilibrato dei suoi libri, con personaggi fantastici come “1Q84”. È solo grazie a queste letture, che posso continuare a sperare che nella bibliografia di questo autore si celi qualche gioiello, anche se l’avvio di “1Q84” mi aveva fatto ben sperare.
    Affascinanti, come ho scritto commentando la prima parte, sarebbero i personaggi, dalla diciasettenne dislessica autrice dello pseudobiblion “La Crisalide d’aria” (vi compare anche un secondo pseudobiblion “Il paese dei gatti”), alla killer per conto di un istituto di assistenza per donne maltrattate, al gost-writer matematico ed ex-campione di arti marziali. I primi due volumi vedono come protagonisti questi ultimi due (Aomame e Tengo), spostando alternativamente il punto di vista narrativo dall’uno all’altro. Le loro vite, che si erano sfiorate nell’infanzia, sono segnate da una “attrazione infantile” che li porta a essere l’uno attratto verso l’altra sebbene abbiano trent’anni e si siano totalmente persi di vista da quando ne avevano dieci. Questo, dunque, potrebbe essere un romanzo sulle anime gemelle, su come alcune persone siano destinate a stare con altre, su come l’amore possa unire due cuori anche a distanza di anni e chilometri. Un po’ lo è e un po’ è altre cose. Un po’ è narrazione sulla relatività del reale, sui mondi possibili, sui limiti della fantasia, sulla compenetrazione tra vita e narrativa, con i due pseudobiblia che entrano quasi nel mondo reale, qualcosa che mi fa un po’ pensare a “La bambina dei sogni”. Un po’ è avventura tra sette misteriose e loschi individui come l’investigatore privato ex-avvocato dal cranio deforme Ushikawa, personaggio poco simpatico, che nei primi due volumi fa un’apparizione piuttosto veloce e che qui diviene quasi il terzo protagonista, dato che uno dei punti di vista diviene il suo. Sarà infatti tramite i suoi occhi che vedremo ricostruita la storia narrata in precedenza. Personaggio dunque tre volte fastidioso: per la sua antipatia, per la sua intromissione nella trama e nella struttura del romanzo, per la ripetitività della narrazione che si porta dietro. Direi che se la scrittrice diciassettenne Fuleaeri avesse avuto più spazio e Ushikawa meno, il tutto, secondo il mio modesto parere, ci avrebbe guadagnato.
    Insomma, nella mia ricerca del capolavoro, Murakami con questo volume ha fatto un bel balzo indietro.

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  • 2

    La narrativa illogico-emotiva di Murakami funziona meglio in "Kafka sulla spiaggia" e nelle prime due parti di questa trilogia. Forse la parte 3 è da accorciare oppure lo stile ridondante, alla fine, ...continue

    La narrativa illogico-emotiva di Murakami funziona meglio in "Kafka sulla spiaggia" e nelle prime due parti di questa trilogia. Forse la parte 3 è da accorciare oppure lo stile ridondante, alla fine, mi ha stancato. Anche l'insensatezza delle vicende narrate diventa davvero troppa per i miei gusti. 1Q84 è troppo profondo per essere interpretato? Va bene, però non esageriamo. Il libro 3 di 1Q84 conclude male la trilogia: rallenta invece di accelerare, dilata invece di stringere, perde intensità invece di aumentarla.

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  • 5

    "Probabilmente è irrispettoso, apparentemente presuntuoso, il tentativo di una persona qualunque di esprimere con parole proprie ciò che le è arrivato e rimasto da un’opera del genere. Ma nemmeno tace ...continue

    "Probabilmente è irrispettoso, apparentemente presuntuoso, il tentativo di una persona qualunque di esprimere con parole proprie ciò che le è arrivato e rimasto da un’opera del genere. Ma nemmeno tacere è possibile. Forse basterebbe riuscire a combinare le giuste dosi di umiltà e di discernimento. Ma quando le sensazioni sono tante, e tanto forti, non è facile, ed io, pur se a testa bassa, sento una potente spinta che le faccia defluire.
    Questo è un libro che rende impossibili tante cose: raccontare una trama, dare forma e colori agli ambienti, comprendere il filo logico perseguito dall’Autore, capire da dove sono stati concepiti i personaggi.
    Io trovo possibile solo chiudere gli occhi, e tornare ad un momento della mia vita in cui ho conosciuto una dimensione nuova, in bianco e nero, priva di profumi, di contorni definiti, di suoni conosciuti, di limiti umani, di umorismo isterico e ironia forzata. All’inizio trovarsi lì confonde, mette a disagio, si cercano a tentoni punti di riferimento, tracce di quotidiano, qualcuno che ci somigli, qualcosa che somigli alla nostra vita. A poco a poco si mette a fuoco, e si giunge a comprendere che anche quella è realtà, perché, in fin dei conti, “La realtà è sempre una sola”, semplicemente, ovunque e in ogni tempo, “le cose sono diverse da come appaiono”, e, aggiungo, anche le persone appaiono, spariscono, ricompaiono, sembrano sempre uguali, e solo loro sanno di essere diverse, e nemmeno sempre.
    La trama? C’è eccome, e svolge anzi un doppio ruolo: sa avvincere, sa guidare in una continua attesa, sa tenere in tensione anche i lettori più snob, più prevenuti, più esigenti; ma soprattutto sa creare l’atmosfera perfetta, sa pian piano farci accettare come nostra una realtà nuova, diversa, ma non per questo meno vera, se non addirittura migliore. E’ lì che ci troviamo anche noi, non c’è niente di strano, anzi, forse stiamo meglio lì. Aomame e Tengo hanno una ragione importante per tornare, non hanno alternative, ma io avrei voluto restare in quel 1Q84 dove tutto non solo sembra, ma è davvero possibile. Dove i limiti possono essere superati, pur restando umani, perché lì gli occhi non vedono solo quello che appare, o che c’è, ma sanno penetrare l’invisibile e l’indefinito, e in tal modo ci permettono di comprendere tutto, o quasi, di scavare nei pregiudizi fino disintegrarli, nei luoghi comuni, nelle credenze più o meno popolari, nella superstizione e nella fede, nello scetticismo e nel qualunquismo, nelle semplici, banali, comuni apparenze. E se imparassimo ad usarli nel nostro presente questi occhi, non servirebbe un 1Q84. Invece, chi non ha voglia di accontentarsi, chi sente di volere e dovere andare oltre, chi sa di avere qualcosa in più, deve andarci per forza nel 1Q84, e se all’inizio si sentirà solo, e spaesato, piano piano incontrerà molte più persone di quanto credesse.
    Io sto cercando quella scala, alleno i miei occhi nello sforzo di individuarla, per poterla poi scendere il più rapidamente possibile, senza temere di precipitare.
    Nel frattempo, la notte, quando la luce cala e la ricerca si ferma, alzo gli occhi al cielo, cerco la Luna, e rimango delusa nel vederne una sola."

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  • 4

    Murakami che piacere averti conosciuto!

    Primo libro che ho letto di questo autore e devo dire che mi ha davvero lasciata a bocca aperta! a parte il suo grande talento nella scrittura, sono rimasta colpita soprattuto dalla genialità della tr ...continue

    Primo libro che ho letto di questo autore e devo dire che mi ha davvero lasciata a bocca aperta! a parte il suo grande talento nella scrittura, sono rimasta colpita soprattuto dalla genialità della trama e il modo in cui fa incrociare gli eventi e le vite dei due protagonisti! Non posso fare altro che dare una recensione positiva perchè è stato un libro che mi ha dato tutto: angoscia, ansia, paura, inquietudine, dolcezza, tristezza, timore, sorpresa, gioia e curiosità! E' difficile trovare un libro che ti faccia provare tutto questo senza mai annoiarti. I colpi di scena li trovo geniali e messi al momento giusto!
    Tuttavia alcuni personaggi mi sono rimasti nell'aria e spesso mi sono chiesta: " ma che fine ha fatto questo personaggio?"
    A parte questo libro stupendo che sicuramente rileggerò più avanti, nel frattempo comincio a leggere altri libri di questo scrittore di cui ne sono rimasta innamorata!

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  • 3

    La lunga attesa.

    Dopo il turbinio di colpi di scena e trovate narrative, qual'era 1Q84 1e2, mi aspettavo addirittura di più nella sua conclusione. Ed invece aspetta aspetta, non succede mai niente. Certo la prosa di M ...continue

    Dopo il turbinio di colpi di scena e trovate narrative, qual'era 1Q84 1e2, mi aspettavo addirittura di più nella sua conclusione. Ed invece aspetta aspetta, non succede mai niente. Certo la prosa di Murakami è di alto livello, l'investigazione del Testone è ben condotta. Ma il ritmo è blando e ripetitivo. Ad onore dell'autore va detto che i misteri del primo volume sono in parte ben spiegati, ma quanti ne rimangono, sui quali è stato commercialmente stuzzicata la nostra curiosità e poi non sono stati svelati. Non ne faccio l'elenco per non scoprire troppe carte ai nuovi lettori. Mi basti dire che di un nuovo mistero, introdotto in questo 3° tomo, e cioè, l'esattore che bussa alle porte furiosamente, NON SE NE SA PIU' NULLA. Questa non è una presa in giro?

    said on 

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