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1Q84

Libri 1 e 2: Aprile-Settembre

Di

Editore: Einaudi

4.1
(7074)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 718 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Chi tradizionale , Olandese , Tedesco , Catalano , Galego , Inglese

Isbn-10: 8858405099 | Isbn-13: 9788858405093 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
1984, Tokyo. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola". Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un'enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko? Intanto Aomame (che pure non è certo una ragazza qualsiasi: nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo) osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda luna e sospetta di essere l'unica persona in grado di attraversare la sottile barriera che divide il 1984 dal 1Q84. Ma capisce anche un'altra cosa: che quella barriera sta per infrangersi.
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  • 3

    Non mi ero accorta della dicitura "Libro 1 e 2", altrimenti avrei intuito la presenza di un Libro 3, mi sarei informata e forse non avrei principiato questo tomone che mi ha sfondato borsa e spalla pe ...continua

    Non mi ero accorta della dicitura "Libro 1 e 2", altrimenti avrei intuito la presenza di un Libro 3, mi sarei informata e forse non avrei principiato questo tomone che mi ha sfondato borsa e spalla per una mesata abbondante. Amo Murakami, come ha scritto un'altra lettrice "leggere murakami è come entrare in una vasca di acqua calda/ è restare immerso nel silenzio /è respirare piano con i suoi periodi brevi e lenti." Ma col tempo Murakami-San mi si è fatto un tantinello prolisso, in odore di onanismo letterario. La vicenda in sè mi è piaciuta sì e no: Aomame è indubbiamente una signorina intrigante, quantunque un po' tetragona; Tengo è tutto sommato un tenero pirlotto; ma i Little People, la luna verde, la setta segreta e compagnia cantante non m'hanno convinta abbastanza. Leggerò anche il Libro 3, un giorno, forse lontano...

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta del primo libro di Murakami che abbia letto.
    La recensione tratterà di tutti e tre i libri dell'opera, perché trovo sia imprescindibile una valutazione globale del romanzo, così come una sua ...continua

    Si tratta del primo libro di Murakami che abbia letto.
    La recensione tratterà di tutti e tre i libri dell'opera, perché trovo sia imprescindibile una valutazione globale del romanzo, così come una sua lettura consecutiva.
    Lettura consecutiva che è sicuramente impegnativa, data la mole dell'opera. Scorre lenta, ma in maniera estremamente piacevole. Non amo particolarmente le descrizioni, ma quelle di Murakami sono così evocative che risultano poco pesanti. I personaggi sono caratterizzati con il grado di profondità che più mi piace, ovvero in modo tale da scavare in profondità nella psiche degli stessi e, anche nei personaggi di minor rilievo per la storia, lasciando intravvedere la profondità che ciascun individuo porta con sé.
    Detto questo, la storia è suddivisa in 3 grandi blocchi come i libri, in base al rapporto tra i personaggi, il lettore e la comprensione di ciò che sta accadendo:
    Nel primo libro, né i personaggi né il lettore hanno la più pallida idea di cosa stia accadendo; nel secondo libro i personaggi e il lettore scoprono di pari passo e incominciano a comprendere la realtà che li circonda; nel terzo libro i personaggi hanno compreso la realtà che li circonda molto più profondamente di quanto non abbia potuto fare il lettore.
    Questa impostazione è ottima, in quanto porta il lettore a crescere gradualmente con i personaggi, con solo quel pizzico "in più" di conoscenza dei fatti (ma non della ragione degli stessi) che lo porta a rimanere col fiato sospeso nell'attesa di vedere "come si comporteranno i personaggi" di fronte a tali fatti.
    Molto azzeccati anche i rari interventi "a gamba tesa" dello scrittore nella storia (così come gli elementi di metaletteratura), in cui ci si distacca un po' di più dal flusso degli eventi per analizzare cosa sarebbe accaduto se...
    Detto questo, non ho potuto avere un moto di stizza alla fine del libro...

    ****ATTENZIONE!!! SPOILER ALERT - ANTICIPAZIONI SULLA FINE DEL ROMANZO****

    ...quando ho capito che gran parte dei misteri che si erano creati nella prima parte del libro, non sarebbero mai stati spiegati nella storia, che si sarebbe conclusa con un "chi si è visto si è visto", senza che i personaggi che son stati coinvolti in essa mostrassero il benché minimo interesse nel capire perché e come siano finiti in questo mondo parallelo.
    Stizza perché, se sei un autore, non puoi permetterti di creare un mondo parallelo "senza descrivere/spiegare una cosa che il tuo lettore non ha mai visto prima d'ora" (per parafrasare Komatsu), non puoi tessere parallelismi o sinistre coincidenze senza poi spiegare se siano state davvero coincidenze o meno. Tra le tante cose senza spiegazione: che ruolo ha avuto Ebisuno in tutta la faccenda? Il lettore capisce che questo personaggio (che si vede solo in un capitolo del libro) ha un ruolo fondamentale, eppure non viene spiegato. Ayumi? L'amica di Tengo? Sono sparite per mano di chi? Adachi Kumi? Era un personaggio reale o un replicante guidato dai Little People per i loro oscuri piani? I Little People, perché commentano inquietantemente alcuni momenti del libro con i loro O-hooooo e non altri momenti ben più importanti? L'esattore della NHK è veramente il padre di Tengo reincarnato? Come mai è stato reincarnato? Qual'è il mistero di Ushikawa e perché i Little People lo utilizzano come passaggio per produrre una nuova crisalide d'aria? Cosa volevano i Little People da Tengo come nuovo Leader?
    Capite bene che con tutti questi misteri irrisolti, un po' di stizza per un libro così ben scritto concluso in questo modo ti viene.
    Comunque sia, si tratta di un libro che merita di essere letto lo stesso, e questo forse è il mistero più grande e irrisolto di quest'opera di Haruki Murakami.

    ha scritto il 

  • 3

    Per quanto inizialmente sia interessante, arrivi in fondo che sei sopraffatto da lentezza e ripetitività. Se non avete letto altro di Murakami, iniziate da altro. Nota curiosa: penso che sia il primo ...continua

    Per quanto inizialmente sia interessante, arrivi in fondo che sei sopraffatto da lentezza e ripetitività. Se non avete letto altro di Murakami, iniziate da altro. Nota curiosa: penso che sia il primo libro di un autore giapponese in cui effettivamente ho potuto fare una spunta pratica di tutti i luoghi comuni sui giapponesi che si vedono in manga e anime. Non l'avrei mai detto per quello che viene definito un capolavoro della letteratura nipponica.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    1Q84. Viaggio di ritorno all'uno

    “Non c’è solo una realtà. Il mondo vero e un altro mondo irreale esistono entrambi e sono strettamente collegati. Talvolta si mischiano.” (Murakami Haruki, intervista di Ronald Düker, @DieZeit, pubbli ...continua

    “Non c’è solo una realtà. Il mondo vero e un altro mondo irreale esistono entrambi e sono strettamente collegati. Talvolta si mischiano.” (Murakami Haruki, intervista di Ronald Düker, @DieZeit, pubblicata in Italia da L’Espresso).
    “Le cose sono diverse da come appaiono. [...] Ma non si lasci ingannare. La realtà è sempre una sola.” (Tratto da 1Q84; il taxista che lascia Aomame sulla Tangenziale 7 di Tokyo).

    Murakami si ama o si detesta. Io lo amo in modo viscerale; da stare male. Sopra tutto, il Murakami spregiudicatamente visionario. Sopra tutto, 1Q84. Un romanzo che contiene universi, come recita la quarta di copertina di Einaudi. Universi e contraddizioni. Apparenti, come nel caso delle citazioni in incipit. Straniante, 1Q84. Vero. Immaginifico, onirico. Vero. Ma il fantastico murakamiano non è fantasy, non è distopia, non è surrealtà. È tutte queste cose e molto di più.
    In 1Q84, superba rappresentazione, la soglia è ben delineata. Un varco, un accesso; proprio sulla tangenziale 7 di cui sopra. I mondi sono separati eppur comunicanti. Osmotici in qualche misura eppure distinti. La realtà è una o plurima? La realtà è una. È quella che il taxista, traghettatore metropolitano, dice ad Aomame. Una in senso psichico. Il nostro Io si frantuma. L’Io postmoderno è parcellizzato. Per questo le cose non sono ciò che appaiono. Sono diverse perché diversamente colte dalle personalità plurime che ci abitano. Murakami non ha paura. Si apre alla follia schizofrenica. Vi si abbandona con un senso ancestrale di ineluttabilità. Accoglie, sprigiona, rivendica un mondo magico, pre-logico. Fanciullesco. Ridonda di simbologie fiabesche e surrealistiche. I Little People che non sono né bene né male ma che tutto sanno. I perceivers e i receivers. Le creature nate dalle crisalidi d’aria tessute dai Little People. Ma la malìa sta nella consapevolezza. Murakami rompe e parcellizza. Ma c’è una soglia. C’è un ritorno. Una clausola di salvaguardia che preserva l’unità. Un’unità che si raggiunge attraverso un percorso iniziatico, violento e pauroso. Straripante di segni e memorie. Dove ci si inabissa per risalire la corrente dei ricordi e perdersi nel germinare di storie e metamorfosi.
    Un percorso che io ho compiuto con Aomame e Tengo. Ho visto la seconda luna con loro. Ho temuto di non trovare più l’uscita. Mi sono persa. Mi sono sentita sola con loro. Mi sono salvata con loro. 1Q84 per me è questo. Un rito iniziatico, un viaggio à rebours. Mi piace perché genera un conflitto interiore assordante. Perché dà identità e senso di me stessa attraverso la percorrenza della visione allucinatoria e l’anelito alla razionalizzazione logica. Perché è uno e molti, ma è anche sintesi. Perché mi dà speranza. Aomame torna al Reale, si normalizza attraverso l’incontro con l’Altro (Tengo); un Altro sfiorato bambino.
    L’Altro salvifico è antico in noi. La ricomposizione psichica, la salvezza giungono da fuori e da dentro. L’Altro di cui abbisogniamo alberga in noi. Lo riconosciamo nel mondo solo se consuona con i nostri profondi parossismi. Ci salviamo da soli. Ma non possiamo farlo se non (ri)troviamo l’Altro. 1Q84 non può essere spiegato. Non deve. Inutile e perditempo cercare significati e interpretazioni. O si è disponibili a fluire nel viaggio, ad aprirsi all’ignoto e a tentare di riemergerne identici e mutati, o meglio lasciar perdere. Rituale e dissacrante. Elegante e pop. Antico e contemporaneo. Sincronico e diacronico. Tempo e istante. Particolare e tutto. Segno e simbolo. Immagine e specchio. Non riesco a non vedere il mondo in diadi contrapposte. Per questo Murakami, doppio sovrano, è principe del mio mondo. Per questo amo 1Q84. Attraversarne l’angoscia onirica, esemplare nelle due lune, mi riconduce a unità.

    ha scritto il 

  • 0

    leggere murakami è come entrare in una vasca di acqua calda.
    è restare immerso nel silenzio.
    è respirare piano con i suoi periodi brevi e lenti.
    è pensare a me stesso, lavorare su quanto di me non ved ...continua

    leggere murakami è come entrare in una vasca di acqua calda.
    è restare immerso nel silenzio.
    è respirare piano con i suoi periodi brevi e lenti.
    è pensare a me stesso, lavorare su quanto di me non vedo.
    questo romanzo è costituito dai primi due libri di una trilogia. ne esiste un terzo, lo sto leggendo.
    è un romanzo malriuscito.
    scritto meno bene del solito, in alcuni periodi con una certa sciatteria, prolisso, ripetitivo. racconta una storia che avrebbe potuto essere e non è.
    certo, su murakami si possono scrivere recensioni molto migliori di questa.
    ma anche di murakami si possono leggere romanzi molto migliori di questo.

    ha scritto il 

  • 3

    Nel complesso è un libro molto fantasioso e surreale, ma non onirico, come altri suoi. Ci sono molte cose surreali a cui si fa fatica a credere. Non è tra i romanzi migliori di Murakami che ho letto f ...continua

    Nel complesso è un libro molto fantasioso e surreale, ma non onirico, come altri suoi. Ci sono molte cose surreali a cui si fa fatica a credere. Non è tra i romanzi migliori di Murakami che ho letto fin'ora.

    ha scritto il 

  • 4

    Strana analogia con Orwell e il suo "1984"

    Due volumi.
    Scrittura semplice e appassionante, trascina il lettore come un fiume in piena dalla prima all'ultima pagina.
    Forse il bello di Murakami sta proprio in ciò che lascia di non detto, di sfug ...continua

    Due volumi.
    Scrittura semplice e appassionante, trascina il lettore come un fiume in piena dalla prima all'ultima pagina.
    Forse il bello di Murakami sta proprio in ciò che lascia di non detto, di sfuggente.
    Trovo che siano libri che affrontano temi come la solitudine, l'abbandono, l'amore, il bene e il male in maniera che fanno riflettere molto!
    Cit.:
    "La maggior parte delle persone è incapace di giudicare il valore dei libri. Però nessuno vuole rimanere fuori dalla corrente che muove il mondo": - Komatsu -

    ha scritto il 

  • 1

    Nessun punto di incontro

    Un libro che ho trovato estremamente lento e difficile da leggere. Ho evitato l'abbandono solo perché mi sono forzata ad andare avanti.

    ha scritto il 

  • 5

    « Per quanto uno possa essere dotato di talento, non è affatto sicuro che avrà da mangiare a sufficienza, mentre uno che possiede intuito non a vrà mai problemi a pagarsi il pranzo. »

    ha scritto il 

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