Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

1Q84

Libros 1 y 2

By

Publisher: Tusquets Editores

4.1
(7071)

Language:Español | Number of Pages: 744 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Dutch , German , Catalan , Galego , Italian , English

Isbn-10: 8483832968 | Isbn-13: 9789876700269 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Gabriel Álvarez Martínez

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Do you like 1Q84 ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
En japonés, la letra q y el número 9 son homófonos, los dos se pronuncian kyu, de manera que 1Q84 es, sin serlo, 1984, una fecha de ecos orwellianos. Esa variación en la grafía refleja la sutil alteración del mundo en que habitan los personajes de esta novela, que es, también sin serlo, el Japón de 1984. En ese mundo en apariencia normal y reconocible se mueven Aomame, una mujer independiente, instructora en un gimnasio, y Tengo, un profesor de matemáticas. Ambos rondan los treinta años, ambos llevan vidas solitarias y ambos perciben a su modo leves desajustes en su entorno, que los conducirán de manera inexorable a un destino común. Y ambos son más de lo que parecen: la bella Aomame es una asesina; el anodino Tengo, un aspirante a novelista al que su editor ha encargado un trabajo relacionado con "La crisálida del aire", una enigmática obra dictada por una esquiva adolescente. Y, como telón de fondo de la historia, el universo de las sectas religiosas, el maltrato y la corrupción, un universo enrarecido que el narrador escarba con precisión orwelliana.
Sorting by
  • 4

    Si tratta del primo libro di Murakami che abbia letto.
    La recensione tratterà di tutti e tre i libri dell'opera, perché trovo sia imprescindibile una valutazione globale del romanzo, così come una sua ...continue

    Si tratta del primo libro di Murakami che abbia letto.
    La recensione tratterà di tutti e tre i libri dell'opera, perché trovo sia imprescindibile una valutazione globale del romanzo, così come una sua lettura consecutiva.
    Lettura consecutiva che è sicuramente impegnativa, data la mole dell'opera. Scorre lenta, ma in maniera estremamente piacevole. Non amo particolarmente le descrizioni, ma quelle di Murakami sono così evocative che risultano poco pesanti. I personaggi sono caratterizzati con il grado di profondità che più mi piace, ovvero in modo tale da scavare in profondità nella psiche degli stessi e, anche nei personaggi di minor rilievo per la storia, lasciando intravvedere la profondità che ciascun individuo porta con sé.
    Detto questo, la storia è suddivisa in 3 grandi blocchi come i libri, in base al rapporto tra i personaggi, il lettore e la comprensione di ciò che sta accadendo:
    Nel primo libro, né i personaggi né il lettore hanno la più pallida idea di cosa stia accadendo; nel secondo libro i personaggi e il lettore scoprono di pari passo e incominciano a comprendere la realtà che li circonda; nel terzo libro i personaggi hanno compreso la realtà che li circonda molto più profondamente di quanto non abbia potuto fare il lettore.
    Questa impostazione è ottima, in quanto porta il lettore a crescere gradualmente con i personaggi, con solo quel pizzico "in più" di conoscenza dei fatti (ma non della ragione degli stessi) che lo porta a rimanere col fiato sospeso nell'attesa di vedere "come si comporteranno i personaggi" di fronte a tali fatti.
    Molto azzeccati anche i rari interventi "a gamba tesa" dello scrittore nella storia (così come gli elementi di metaletteratura), in cui ci si distacca un po' di più dal flusso degli eventi per analizzare cosa sarebbe accaduto se...
    Detto questo, non ho potuto avere un moto di stizza alla fine del libro...

    ****ATTENZIONE!!! SPOILER ALERT - ANTICIPAZIONI SULLA FINE DEL ROMANZO****

    ...quando ho capito che gran parte dei misteri che si erano creati nella prima parte del libro, non sarebbero mai stati spiegati nella storia, che si sarebbe conclusa con un "chi si è visto si è visto", senza che i personaggi che son stati coinvolti in essa mostrassero il benché minimo interesse nel capire perché e come siano finiti in questo mondo parallelo.
    Stizza perché, se sei un autore, non puoi permetterti di creare un mondo parallelo "senza descrivere/spiegare una cosa che il tuo lettore non ha mai visto prima d'ora" (per parafrasare Komatsu), non puoi tessere parallelismi o sinistre coincidenze senza poi spiegare se siano state davvero coincidenze o meno. Tra le tante cose senza spiegazione: che ruolo ha avuto Ebisuno in tutta la faccenda? Il lettore capisce che questo personaggio (che si vede solo in un capitolo del libro) ha un ruolo fondamentale, eppure non viene spiegato. Ayumi? L'amica di Tengo? Sono sparite per mano di chi? Adachi Kumi? Era un personaggio reale o un replicante guidato dai Little People per i loro oscuri piani? I Little People, perché commentano inquietantemente alcuni momenti del libro con i loro O-hooooo e non altri momenti ben più importanti? L'esattore della NHK è veramente il padre di Tengo reincarnato? Come mai è stato reincarnato? Qual'è il mistero di Ushikawa e perché i Little People lo utilizzano come passaggio per produrre una nuova crisalide d'aria? Cosa volevano i Little People da Tengo come nuovo Leader?
    Capite bene che con tutti questi misteri irrisolti, un po' di stizza per un libro così ben scritto concluso in questo modo ti viene.
    Comunque sia, si tratta di un libro che merita di essere letto lo stesso, e questo forse è il mistero più grande e irrisolto di quest'opera di Haruki Murakami.

    said on 

  • 3

    Per quanto inizialmente sia interessante, arrivi in fondo che sei sopraffatto da lentezza e ripetitività. Se non avete letto altro di Murakami, iniziate da altro. Nota curiosa: penso che sia il primo ...continue

    Per quanto inizialmente sia interessante, arrivi in fondo che sei sopraffatto da lentezza e ripetitività. Se non avete letto altro di Murakami, iniziate da altro. Nota curiosa: penso che sia il primo libro di un autore giapponese in cui effettivamente ho potuto fare una spunta pratica di tutti i luoghi comuni sui giapponesi che si vedono in manga e anime. Non l'avrei mai detto per quello che viene definito un capolavoro della letteratura nipponica.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    1Q84. Viaggio di ritorno all'uno

    “Non c’è solo una realtà. Il mondo vero e un altro mondo irreale esistono entrambi e sono strettamente collegati. Talvolta si mischiano.” (Murakami Haruki, intervista di Ronald Düker, @DieZeit, pubbli ...continue

    “Non c’è solo una realtà. Il mondo vero e un altro mondo irreale esistono entrambi e sono strettamente collegati. Talvolta si mischiano.” (Murakami Haruki, intervista di Ronald Düker, @DieZeit, pubblicata in Italia da L’Espresso).
    “Le cose sono diverse da come appaiono. [...] Ma non si lasci ingannare. La realtà è sempre una sola.” (Tratto da 1Q84; il taxista che lascia Aomame sulla Tangenziale 7 di Tokyo).

    Murakami si ama o si detesta. Io lo amo in modo viscerale; da stare male. Sopra tutto, il Murakami spregiudicatamente visionario. Sopra tutto, 1Q84. Un romanzo che contiene universi, come recita la quarta di copertina di Einaudi. Universi e contraddizioni. Apparenti, come nel caso delle citazioni in incipit. Straniante, 1Q84. Vero. Immaginifico, onirico. Vero. Ma il fantastico murakamiano non è fantasy, non è distopia, non è surrealtà. È tutte queste cose e molto di più.
    In 1Q84, superba rappresentazione, la soglia è ben delineata. Un varco, un accesso; proprio sulla tangenziale 7 di cui sopra. I mondi sono separati eppur comunicanti. Osmotici in qualche misura eppure distinti. La realtà è una o plurima? La realtà è una. È quella che il taxista, traghettatore metropolitano, dice ad Aomame. Una in senso psichico. Il nostro Io si frantuma. L’Io postmoderno è parcellizzato. Per questo le cose non sono ciò che appaiono. Sono diverse perché diversamente colte dalle personalità plurime che ci abitano. Murakami non ha paura. Si apre alla follia schizofrenica. Vi si abbandona con un senso ancestrale di ineluttabilità. Accoglie, sprigiona, rivendica un mondo magico, pre-logico. Fanciullesco. Ridonda di simbologie fiabesche e surrealistiche. I Little People che non sono né bene né male ma che tutto sanno. I perceivers e i receivers. Le creature nate dalle crisalidi d’aria tessute dai Little People. Ma la malìa sta nella consapevolezza. Murakami rompe e parcellizza. Ma c’è una soglia. C’è un ritorno. Una clausola di salvaguardia che preserva l’unità. Un’unità che si raggiunge attraverso un percorso iniziatico, violento e pauroso. Straripante di segni e memorie. Dove ci si inabissa per risalire la corrente dei ricordi e perdersi nel germinare di storie e metamorfosi.
    Un percorso che io ho compiuto con Aomame e Tengo. Ho visto la seconda luna con loro. Ho temuto di non trovare più l’uscita. Mi sono persa. Mi sono sentita sola con loro. Mi sono salvata con loro. 1Q84 per me è questo. Un rito iniziatico, un viaggio à rebours. Mi piace perché genera un conflitto interiore assordante. Perché dà identità e senso di me stessa attraverso la percorrenza della visione allucinatoria e l’anelito alla razionalizzazione logica. Perché è uno e molti, ma è anche sintesi. Perché mi dà speranza. Aomame torna al Reale, si normalizza attraverso l’incontro con l’Altro (Tengo); un Altro sfiorato bambino.
    L’Altro salvifico è antico in noi. La ricomposizione psichica, la salvezza giungono da fuori e da dentro. L’Altro di cui abbisogniamo alberga in noi. Lo riconosciamo nel mondo solo se consuona con i nostri profondi parossismi. Ci salviamo da soli. Ma non possiamo farlo se non (ri)troviamo l’Altro. 1Q84 non può essere spiegato. Non deve. Inutile e perditempo cercare significati e interpretazioni. O si è disponibili a fluire nel viaggio, ad aprirsi all’ignoto e a tentare di riemergerne identici e mutati, o meglio lasciar perdere. Rituale e dissacrante. Elegante e pop. Antico e contemporaneo. Sincronico e diacronico. Tempo e istante. Particolare e tutto. Segno e simbolo. Immagine e specchio. Non riesco a non vedere il mondo in diadi contrapposte. Per questo Murakami, doppio sovrano, è principe del mio mondo. Per questo amo 1Q84. Attraversarne l’angoscia onirica, esemplare nelle due lune, mi riconduce a unità.

    said on 

  • 0

    leggere murakami è come entrare in una vasca di acqua calda.
    è restare immerso nel silenzio.
    è respirare piano con i suoi periodi brevi e lenti.
    è pensare a me stesso, lavorare su quanto di me non ved ...continue

    leggere murakami è come entrare in una vasca di acqua calda.
    è restare immerso nel silenzio.
    è respirare piano con i suoi periodi brevi e lenti.
    è pensare a me stesso, lavorare su quanto di me non vedo.
    questo romanzo è costituito dai primi due libri di una trilogia. ne esiste un terzo, lo sto leggendo.
    è un romanzo malriuscito.
    scritto meno bene del solito, in alcuni periodi con una certa sciatteria, prolisso, ripetitivo. racconta una storia che avrebbe potuto essere e non è.
    certo, su murakami si possono scrivere recensioni molto migliori di questa.
    ma anche di murakami si possono leggere romanzi molto migliori di questo.

    said on 

  • 3

    Nel complesso è un libro molto fantasioso e surreale, ma non onirico, come altri suoi. Ci sono molte cose surreali a cui si fa fatica a credere. Non è tra i romanzi migliori di Murakami che ho letto f ...continue

    Nel complesso è un libro molto fantasioso e surreale, ma non onirico, come altri suoi. Ci sono molte cose surreali a cui si fa fatica a credere. Non è tra i romanzi migliori di Murakami che ho letto fin'ora.

    said on 

  • 4

    Strana analogia con Orwell e il suo "1984"

    Due volumi.
    Scrittura semplice e appassionante, trascina il lettore come un fiume in piena dalla prima all'ultima pagina.
    Forse il bello di Murakami sta proprio in ciò che lascia di non detto, di sfug ...continue

    Due volumi.
    Scrittura semplice e appassionante, trascina il lettore come un fiume in piena dalla prima all'ultima pagina.
    Forse il bello di Murakami sta proprio in ciò che lascia di non detto, di sfuggente.
    Trovo che siano libri che affrontano temi come la solitudine, l'abbandono, l'amore, il bene e il male in maniera che fanno riflettere molto!
    Cit.:
    "La maggior parte delle persone è incapace di giudicare il valore dei libri. Però nessuno vuole rimanere fuori dalla corrente che muove il mondo": - Komatsu -

    said on 

  • 1

    Nessun punto di incontro

    Un libro che ho trovato estremamente lento e difficile da leggere. Ho evitato l'abbandono solo perché mi sono forzata ad andare avanti.

    said on 

  • 5

    « Per quanto uno possa essere dotato di talento, non è affatto sicuro che avrà da mangiare a sufficienza, mentre uno che possiede intuito non a vrà mai problemi a pagarsi il pranzo. »

    said on 

  • 4

    Ho impiegato veramente un sacco di tempo per finirlo. Di solito li abbandono i libri che non mi "prendono", questo non son riuscita...perchè infondo sì...è un davvero un bel libro. Ma forse c'è troppa ...continue

    Ho impiegato veramente un sacco di tempo per finirlo. Di solito li abbandono i libri che non mi "prendono", questo non son riuscita...perchè infondo sì...è un davvero un bel libro. Ma forse c'è troppa roba. Troppa.

    said on 

Sorting by
Sorting by