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1Q84 BOOK 3

10月-12月

By ,

Publisher: 時報文化出版企業股份有限公司

3.9
(5291)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 472 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Japanese , Korean , Chi simplified , Dutch , Spanish , German , English , Catalan , Swedish , French , Galego , Italian , Portuguese , Polish

Isbn-10: 9571352500 | Isbn-13: 9789571352503 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 賴明珠

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
村上春樹創作生涯代表作,《1Q84》突破性完結
4月日本上市再破100萬冊
《1Q84》全系列累積銷量衝擊400萬冊

「你為什麼死的?」
「為了要這樣再生。」
「再生需要有什麼?」
「人無法為自己再生。要為別人才行。」

諾貝爾文學獎呼聲最高的日本作家
村上春樹超過30年創作履歷中,自我期待最重要的一部!
《1Q84 Book3》突破性完結!

少年時代的愛戀,分隔二十年後再重逢…
天吾和青豆,兩個孤獨的靈魂
同樣的十二月,終於在這1Q84年的世界,相遇了…

「不要被外表騙了,現實經常只有一個。」

「再生!」想再見到天吾一次。青豆這樣想。於是青豆沒有扣手搶的扳機。
事實上,村上春樹從去年五月底推出《1Q84》Book1、Book2以來,村上迷就不斷在問:故事好像還沒結束,是不是有Book3啊?什麼時候會推出呢?今年四月,Book3果然在眾人的引頸期盼中上市了,從青豆沒有扣下板機的九月底,到經歷重重驚人際遇的十二月,並為這對戀人的命運帶來突破性的完結。《1Q84 Book3》發賣後,光今年日本就狂銷百萬冊,穩占全日本2010年文藝類銷售冠軍。Book1至3全系列銷售則逼近400萬冊。

在Book1 及Book2中,故事以數學老師天吾與健身教練青豆雙線進行,並以村上較少用的第三人稱全知觀點來說故事。到了Book3,則加上曾在Book2短暫現身的新日本學術藝術振興會理事、「傳話者」牛河,這個外貌醜陋的中年男子,堪稱「背面」人物的牛河,以西貝流士協奏曲姿態加入天吾、青豆,編織出Book3獨特的三重奏。以三線故事進行。Book3敘述青豆終究沒有扣下扳機,並決定以原來的名字、原來的面貌再多活一段時間,直到與天吾相會的那一天來臨。天吾和青豆到底能不能見面、NHK的收費員為什麼會對天吾、青豆,甚至牛河都知之甚詳、這裡到底是1984年或1Q84年呢?……村上把種種謎團及解答編織在Book3 的三重奏樂章中,等待讀者一一探尋。

「不只是Little People。
還有空氣蛹、Mother 和Daughter、兩個月亮,
在這個世界都是實際存在的。」青豆說。

這部村上春樹沈澱七年推出的長篇鉅作,孤獨神祕卻又命題浩大,架構穿梭現實與真實、過去與未來的磅礡大作。在續篇《1Q84 Book3》中不僅突破性地將天吾與青豆的命運絞緊,更全面揭露Little People及空氣蛹的神祕面紗。誤進神祕入口卻苦尋不著出口的青豆,在1Q84年裡更遭逢奇異恩典;另一方面,天吾則深入Little People領域,自己走進森林深處,自此,出口和入口交換了。為先驅組織調查青豆的牛河,終於遭遇與Little People和空氣蛹,發生神祕接觸…

從青豆並未扣下板機那刻,Book3戲劇線的全面復活,直接進入高潮。「再生」「輪迴」「轉世」的串連中,村上春樹似乎架構出比擬三島由紀夫《豐饒之海》的宿命世界。「人無法為自己再生,要為別人才行。」想要再見一面的緣份,沒有善惡的分別,沒有力量也沒有知識。「心裡只要喜歡誰,人生就有救了,就算不能跟那個人在一起。」始終如此,只有村上春樹的小說,能跨越文化與語言,深深擁有孤獨者的心。

30年來從來不讓我們失望的村上春樹,真正代表作,顯然是它了。

青豆沒有扣手搶的扳機。
那是九月初。她站在塞車中的首都高速公路三號線的退避空間,浴著耀眼的朝陽,海克勒&寇奇的黑色槍口插進口中。穿著Junko Shimada的套裝,Charles Jourdan的高跟鞋。
周圍的人猜不透將發生什麼事,只從車子裡一直注視著她的姿態。坐在銀色賓士轎車上的中年女人。從運貨卡車的高聳座位上俯視著她的黝黑男人們。青豆打算在他們眼前,以九厘米子彈射穿自己的腦袋。除了斷絕自己的生命之外,沒有其他辦法可以從1Q84年消失蹤影。這樣做可以換得解救天吾的性命。至少「領導」是這麼跟她約定的。他這樣發過誓,然後自己要求死去。
青豆對於自己不得不死,並不覺得怎麼遺憾。或許一切都在我被拉進1Q84年的世界時開始,就已經註定了。我只是照那劇本走而已。天上浮著大小兩個月亮,Little People支配著人們的命運,在這樣莫名其妙的世界,一個人獨自活下去到底又有什麼意義?
不過,結果她並沒有扣手槍的扳機。在最後的瞬間,她放鬆了右手食指上的力氣,槍口從嘴裡抽出來。

■作者/譯者/編者.簡介:
村上春樹
一九四九年生於日本兵庫縣,日本早稻田大學戲劇系畢業。一九七九年以《聽風的歌》獲得「群像新人賞」,新穎的文風被譽為日本「八○年代文學旗手」,一九八七年暢銷七百萬冊的代表作《挪威的森林》出版,奠定村上在日本多年不墜的名聲,除了暢銷,也屢獲「野間文藝賞」、「谷崎潤一郎文學賞」等文壇肯定,三部曲《發條鳥年代記》更受到「讀賣文學賞」的高度肯定。除了暢銷,村上獨特的都市感及寫作風格也成了世界年輕人認同的標誌。作品中譯本至《1Q84》今已有50本。

譯者 賴明珠
一九四七年生於台灣苗栗,中興大學農經系畢業,日本千葉大學深造。回國從事廣告企畫撰文,喜歡文學、藝術、電影欣賞及旅行,並選擇性翻譯日文作品,包括村上春樹的多本著作。
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  • 4

    Dei tre libri questo è quello che mi è piaciuto di più, il ritmo è più incalzante grazie anche al personaggio di Ushikava ed è come se l'autore si sbilancesse verso parole più calde e meno asettiche. ...continue

    Dei tre libri questo è quello che mi è piaciuto di più, il ritmo è più incalzante grazie anche al personaggio di Ushikava ed è come se l'autore si sbilancesse verso parole più calde e meno asettiche.

    said on 

  • 4

    Ho letto di seguito i tre volumi assaporando una lettura lunga e lenta, ma mai noiosa. Che Murakami mi piace non è una novità e questo romanzo non mi ha deluso, ma non lo considero un capolavoro. ...continue

    Ho letto di seguito i tre volumi assaporando una lettura lunga e lenta, ma mai noiosa. Che Murakami mi piace non è una novità e questo romanzo non mi ha deluso, ma non lo considero un capolavoro.

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  • 5

    Capolavoro!

    Bellissimo anche il secondo libro... tutto con un filo logico, che lascia a bocca aperta... è molto lungo ma non annoia, anzi io divoravo i capitoli per la curiosità! davvero bello...

    said on 

  • 3

    Libro 3

    Ecco e questo ultimo libro della trilogia mi ha delusa, abbastanza ripetitivo e mi aspettavo più' spiegazioni mentre in realtà' i dubbi e le domande che avevo nei primi due libri ancora rimangono... ...continue

    Ecco e questo ultimo libro della trilogia mi ha delusa, abbastanza ripetitivo e mi aspettavo più' spiegazioni mentre in realtà' i dubbi e le domande che avevo nei primi due libri ancora rimangono...

    said on 

  • 5

    bisogna lasciarsi trasportare, lasciarsi andare, lasciarsi attraversare dai silenzi, dagli sguardi, dalle domande senza risposta, dagli eventi incomprensibili. alla fine di tutte queste pagine, ti acc ...continue

    bisogna lasciarsi trasportare, lasciarsi andare, lasciarsi attraversare dai silenzi, dagli sguardi, dalle domande senza risposta, dagli eventi incomprensibili. alla fine di tutte queste pagine, ti accorgi che gli eventi che marcano la storia sono spartiacque tra sentimenti ed emozioni forti, che ti lasciano un segno. talvolta mi ha ricordato il bolero, un susseguirsi di parole e descrizioni che si ripetono su una melodia monotona, che pero' ogni volta, ad ogni pagina, ti regala quella piccola cosa in piu'. personaggi che sono qui a farsi invadere dal lettore, ed allo stesso tempo entrano dentro di te e ci restano. ed i silenzi, le parole spezzate, le risposte non date, il freddo fuori e il fuoco dentro. emozionante.

    said on 

  • 4

    Rispetto ai primi due libri prende un po' una piega più gialla, da una parte con Ushikawa, e fantastica, per il resto della storia.

    said on 

  • 0

    ATTRAZIONE INFANTILE

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    Quando leggo un autore esordiente, emergente o, come dico io, “poco noto”, mi piace cercare di scoprire se dietro qualche minuscola casa editrice o dietro un’auto-pubblica ...continue

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    Quando leggo un autore esordiente, emergente o, come dico io, “poco noto”, mi piace cercare di scoprire se dietro qualche minuscola casa editrice o dietro un’auto-pubblicazione non si nasconda uno scrittore di qualità o addirittura di potenziale successo.
    Quando leggo un autore famoso, magari un autore di bestseller, vado alla ricerca di qualcuno che sappia emozionarmi, stupirmi, meravigliarmi, affascinarmi. Cerco, insomma, un autore immortale, almeno secondo i miei parametri.
    Haruki Murakami è uno di questi autori famosissimi di cui ho già letto vari testi, scorgendovi e cercando sempre le tracce del genio, ma senza riuscire mai a trovare il capolavoro, l’opera eccezionale e prossima alla perfezione.
    Murakami ha una grande fantasia, ma non sempre la porta ai suoi estremi, è un grande narratore, ma quasi sempre è prolisso e ripetitivo, come avevo già notato con il mio primo approccio a questo autore (“La fine del mondo e il paese delle meraviglie”). Il primo difetto può essere soggettivo, nel senso che qualcun altro potrebbe non apprezzare un eccesso di fantasia, ma la prolissità e la ripetitività sono difetti quanto mai fastidiosi e non riesco a capire come, dopo tante pubblicazioni, si ritrovino ancora in opere recenti. Credo che per un autore di questo livello non dovrebbe essere difficile rendersi conto dei propri limiti e correggerli. Sorge dunque il sospetto che sia guidato dalle regole di mercato e dalle richieste dell’editore. Se l’editore gli chiede di sviluppare una storia in tre volumi da 400 pagine l’uno, ecco che, come un comune autore commerciale, si presta al gioco! Non saprei spiegare altrimenti il motivo per cui una trama affascinante come quella di “1Q84” sia stata dilatata in circa 1.200 pagine e tre volumi, anziché condensata in un piccolo gioiello di 120 pagine, brillanti di genialità e fantasia.
    Dei primi due volumi (“Libro 1 e 2”) ho già detto nel mio precedente post e purtroppo leggendo questo “Libro 3” c’è ben poco da aggiungere dato che delle oltre 400 pagine una buona metà servono a ricordare al lettore cose già lette nei precedenti volumi e delle 200 residue almeno 100 sono ripetizioni di cose dette nelle altre 100! Se già nel “Libro 1 e 2” avevo notato una certa ripetitività, in questo volume finale questa arriva a farsi quasi fastidiosa. Nei romanzi seriali capita che l’autore senta il bisogno di riepilogare i fatti già narrati nei precedenti romanzi e che il lettore potrebbe aver dimenticato, ma questo dovrebbe occupare una parte trascurabile del romanzo. Penso anzi che anche in ciascuno dei volumi seriali dovrebbe esserci una certa autonomia che permetta di procedere nella lettura anche saltando l’approccio a quanto viene prima.
    Un vero peccato che sia così ripetitiva perché la storia sarebbe davvero affascinante.
    Commentando i precedenti volumi avevo notato come Murakami si destreggiasse tra la descrizione del mondo reale e di quello immaginario. Vorrei qui solo osservare che, come avevo già notato leggendo “Tokyo blues”, il Giappone descritto da Murakami somiglia davvero troppo all’Occidente e all’America in particolare. Non avendone un’esperienza diretta mi chiedo se davvero il Sol Levante sia divenuto così tanto una colonia culturale degli Stati Uniti o se non sia piuttosto questo autore a esserne un po’ troppo affascinato, se non asservito.
    Se la trama di “Tokyo blues” è esile, la storia però ha una sua densità, maggiore di quella di “1Q84” e credo che, sebbene privo delle componenti fantastiche di quest’ultimo, mi abbia preso di più, inducendomi a sperare che questo autore potesse rivelarsi un possibile nobel. Idea che, dopo questa lettura, è andata fortemente ridimensionandosi in me.
    Il migliore tra i romanzi di Murakami che ho letto finora rimane “Kafka sulla spiaggia”, il più proporzionato ed equilibrato dei suoi libri, con personaggi fantastici come “1Q84”. È solo grazie a queste letture, che posso continuare a sperare che nella bibliografia di questo autore si celi qualche gioiello, anche se l’avvio di “1Q84” mi aveva fatto ben sperare.
    Affascinanti, come ho scritto commentando la prima parte, sarebbero i personaggi, dalla diciasettenne dislessica autrice dello pseudobiblion “La Crisalide d’aria” (vi compare anche un secondo pseudobiblion “Il paese dei gatti”), alla killer per conto di un istituto di assistenza per donne maltrattate, al gost-writer matematico ed ex-campione di arti marziali. I primi due volumi vedono come protagonisti questi ultimi due (Aomame e Tengo), spostando alternativamente il punto di vista narrativo dall’uno all’altro. Le loro vite, che si erano sfiorate nell’infanzia, sono segnate da una “attrazione infantile” che li porta a essere l’uno attratto verso l’altra sebbene abbiano trent’anni e si siano totalmente persi di vista da quando ne avevano dieci. Questo, dunque, potrebbe essere un romanzo sulle anime gemelle, su come alcune persone siano destinate a stare con altre, su come l’amore possa unire due cuori anche a distanza di anni e chilometri. Un po’ lo è e un po’ è altre cose. Un po’ è narrazione sulla relatività del reale, sui mondi possibili, sui limiti della fantasia, sulla compenetrazione tra vita e narrativa, con i due pseudobiblia che entrano quasi nel mondo reale, qualcosa che mi fa un po’ pensare a “La bambina dei sogni”. Un po’ è avventura tra sette misteriose e loschi individui come l’investigatore privato ex-avvocato dal cranio deforme Ushikawa, personaggio poco simpatico, che nei primi due volumi fa un’apparizione piuttosto veloce e che qui diviene quasi il terzo protagonista, dato che uno dei punti di vista diviene il suo. Sarà infatti tramite i suoi occhi che vedremo ricostruita la storia narrata in precedenza. Personaggio dunque tre volte fastidioso: per la sua antipatia, per la sua intromissione nella trama e nella struttura del romanzo, per la ripetitività della narrazione che si porta dietro. Direi che se la scrittrice diciassettenne Fuleaeri avesse avuto più spazio e Ushikawa meno, il tutto, secondo il mio modesto parere, ci avrebbe guadagnato.
    Insomma, nella mia ricerca del capolavoro, Murakami con questo volume ha fatto un bel balzo indietro.

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  • 2

    La narrativa illogico-emotiva di Murakami funziona meglio in "Kafka sulla spiaggia" e nelle prime due parti di questa trilogia. Forse la parte 3 è da accorciare oppure lo stile ridondante, alla fine, ...continue

    La narrativa illogico-emotiva di Murakami funziona meglio in "Kafka sulla spiaggia" e nelle prime due parti di questa trilogia. Forse la parte 3 è da accorciare oppure lo stile ridondante, alla fine, mi ha stancato. Anche l'insensatezza delle vicende narrate diventa davvero troppa per i miei gusti. 1Q84 è troppo profondo per essere interpretato? Va bene, però non esageriamo. Il libro 3 di 1Q84 conclude male la trilogia: rallenta invece di accelerare, dilata invece di stringere, perde intensità invece di aumentarla.

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  • 5

    "Probabilmente è irrispettoso, apparentemente presuntuoso, il tentativo di una persona qualunque di esprimere con parole proprie ciò che le è arrivato e rimasto da un’opera del genere. Ma nemmeno tace ...continue

    "Probabilmente è irrispettoso, apparentemente presuntuoso, il tentativo di una persona qualunque di esprimere con parole proprie ciò che le è arrivato e rimasto da un’opera del genere. Ma nemmeno tacere è possibile. Forse basterebbe riuscire a combinare le giuste dosi di umiltà e di discernimento. Ma quando le sensazioni sono tante, e tanto forti, non è facile, ed io, pur se a testa bassa, sento una potente spinta che le faccia defluire.
    Questo è un libro che rende impossibili tante cose: raccontare una trama, dare forma e colori agli ambienti, comprendere il filo logico perseguito dall’Autore, capire da dove sono stati concepiti i personaggi.
    Io trovo possibile solo chiudere gli occhi, e tornare ad un momento della mia vita in cui ho conosciuto una dimensione nuova, in bianco e nero, priva di profumi, di contorni definiti, di suoni conosciuti, di limiti umani, di umorismo isterico e ironia forzata. All’inizio trovarsi lì confonde, mette a disagio, si cercano a tentoni punti di riferimento, tracce di quotidiano, qualcuno che ci somigli, qualcosa che somigli alla nostra vita. A poco a poco si mette a fuoco, e si giunge a comprendere che anche quella è realtà, perché, in fin dei conti, “La realtà è sempre una sola”, semplicemente, ovunque e in ogni tempo, “le cose sono diverse da come appaiono”, e, aggiungo, anche le persone appaiono, spariscono, ricompaiono, sembrano sempre uguali, e solo loro sanno di essere diverse, e nemmeno sempre.
    La trama? C’è eccome, e svolge anzi un doppio ruolo: sa avvincere, sa guidare in una continua attesa, sa tenere in tensione anche i lettori più snob, più prevenuti, più esigenti; ma soprattutto sa creare l’atmosfera perfetta, sa pian piano farci accettare come nostra una realtà nuova, diversa, ma non per questo meno vera, se non addirittura migliore. E’ lì che ci troviamo anche noi, non c’è niente di strano, anzi, forse stiamo meglio lì. Aomame e Tengo hanno una ragione importante per tornare, non hanno alternative, ma io avrei voluto restare in quel 1Q84 dove tutto non solo sembra, ma è davvero possibile. Dove i limiti possono essere superati, pur restando umani, perché lì gli occhi non vedono solo quello che appare, o che c’è, ma sanno penetrare l’invisibile e l’indefinito, e in tal modo ci permettono di comprendere tutto, o quasi, di scavare nei pregiudizi fino disintegrarli, nei luoghi comuni, nelle credenze più o meno popolari, nella superstizione e nella fede, nello scetticismo e nel qualunquismo, nelle semplici, banali, comuni apparenze. E se imparassimo ad usarli nel nostro presente questi occhi, non servirebbe un 1Q84. Invece, chi non ha voglia di accontentarsi, chi sente di volere e dovere andare oltre, chi sa di avere qualcosa in più, deve andarci per forza nel 1Q84, e se all’inizio si sentirà solo, e spaesato, piano piano incontrerà molte più persone di quanto credesse.
    Io sto cercando quella scala, alleno i miei occhi nello sforzo di individuarla, per poterla poi scendere il più rapidamente possibile, senza temere di precipitare.
    Nel frattempo, la notte, quando la luce cala e la ricerca si ferma, alzo gli occhi al cielo, cerco la Luna, e rimango delusa nel vederne una sola."

    said on 

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