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20th Century Ghosts

By

Publisher: Harper Paperbacks

3.9
(220)

Language:English | Number of Pages: 336 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) German , Spanish , Italian , Swedish , Portuguese

Isbn-10: 0061147982 | Isbn-13: 9780061147982 | Publish date: 

Preface Christopher Golden

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

Imogene is young, beautiful... and dead, waiting in the Rosebud Theater one afternoon in 1945...

Francis was human once, but now he's an eight-foot-tall locust, and everyone in Calliphora will tremble when they hear him sing. . . .

John is locked in a basement stained with the blood of half a dozen murdered children, and an antique telephone, long since disconnected, rings at night with calls from the dead. . . .

Nolan knows but can never tell what really happened in the summer of '77, when his idiot savant younger brother built a vast cardboard fort with secret doors leading into other worlds. . . .

The past isn't dead. It isn't even past. . . .

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  • 0

    Racconti originali tra alti e bassi

    ma sempre meritevoli. Non tutti parlano di fantasmi in senso lato, Joe Hill mi piace anche per questo, mai darlo per scontato.

    said on 

  • 2

    Smentita di "Talis pater, talis filius"

    Ho comprato questo libro x la curiosità di leggere i racconti del figlio di Stephen King e scoprire se Joe abbia ereditato il talento paterno. Nella presentazione non si fa cenno all’illustre genitore ...continue

    Ho comprato questo libro x la curiosità di leggere i racconti del figlio di Stephen King e scoprire se Joe abbia ereditato il talento paterno. Nella presentazione non si fa cenno all’illustre genitore, ma poiché la cosa è nota, lo pseudonimo è un vezzo che non evita il confronto. Raramente i figli d’arte superano i genitori, e qui purtroppo la somiglianza è solo nella foto sul rivolto di copertina. Il tema generale è lo stesso, horror, thriller, soprannaturale, fantasy, con un tocco innovativo nei finali a sorpresa, ma anche tanto, troppo splatter. Colpisce il contrasto fra la delicatezza e la sensibilità di alcuni racconti sul tema surreale e paranormale e il cattivo gusto da film del terrore di serie B di altri. Il confine tra horror e splatter è sottile e Joe non ha la capacità di Steve di affascinare descrivendo la banalità del quotidiano. Il filo conduttore è abbastanza monocorde: i protagonisti sono quasi tutti adolescenti disadattati o ritardati mentali. Ne risultano racconti sgradevoli che creano disagio, ma non avvincenti. Hill non scrive bene di horror: la cattiveria è infantile e forzata. Molte sono le storie da fuoco di campeggio estivo dei Lupetti, ma una è un’autentica gemma: Pop Art. Per una strana mutazione genetica Art ha il corpo di un pupazzo gonfiabile, ma agisce e pensa come un ragazzo. Storia surreale e delicata sulla diversità e il rispetto reciproco venato di piacevole ironia. Uno dei migliori racconti mai letti. Poi, da 4/5: Un fantasma del ventesimo secolo, delicata storia attraverso due generazioni; Il telefono nero: un ragazzino viene rapito da un serial killer. Ma un vecchio telefono scollegato porta la voce dei morti ed un prezioso consiglio; Ricovero volontario: un ragazzo difficile ha un fratello ritardato che fabbrica in cantina inquietanti bellissime e gigantesche costruzioni con i cartoni. Ma un labirinto di cartone è anche magico.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    [Lettura in corso]
    Best New Horror: Wow. Ottimo aggancio. Stilisticamente impeccabile, le immagini erano vivide e reali, mi è piaciuta l'idea del racconto-nel-racconto, e il loop che ne deriva. E il f ...continue

    [Lettura in corso]
    Best New Horror: Wow. Ottimo aggancio. Stilisticamente impeccabile, le immagini erano vivide e reali, mi è piaciuta l'idea del racconto-nel-racconto, e il loop che ne deriva. E il finale. Wow.
    Un Fantasma del Ventesimo Secolo: poetico più che spaventoso, con un finale dolceamaro che pareva quasi un remake soprannaturale di Nuovo Cinema Paradiso; un vecchio mondo che sta morendo, e una ragazza il cui destino l'ha costretta a rinunciare ai suoi sogni che intesse una tela per mantenerlo in vita. Wow.
    Pop Art: l'ho capito? No. Mi è piaciuto? Sì, ma mi sa che dovrò rileggerlo quando sarò più vecchia e più saggia. Punto a favore: Hill è così bravo che ho smesso di considerare assurda l'idea di una persona gonfiabile dopo poche righe. È diventata semplicemente reale, la mia sospensione dell'incredulità non ha vacillato neanche un secondo.
    Il Canto della Locusta: WTF?!
    I ragazzi Van Helsing: curioso. Non ho capito dove volesse andare a parare fino al finale, forse anche perché Dracula l'ho letto veramente troppi anni fa. Ma è guardato da una prospettiva interessante, e lascia un finale aperto all'interpretazione.
    Meglio che a casa:[...]
    [IN CORSO]

    said on 

  • 3

    Due racconti salvano la baracca....

    I racconti che salvano da un rovinoso tracollo questa raccolta sono "La maschera di mio padre" e "Ricovero volontario" che da soli riescono a risollevare il giudizio non certo lusinghiero su tutti gli ...continue

    I racconti che salvano da un rovinoso tracollo questa raccolta sono "La maschera di mio padre" e "Ricovero volontario" che da soli riescono a risollevare il giudizio non certo lusinghiero su tutti gli altri...
    Non che lo stile o le idee facciano difetto al figlio del Re ma a volte si ha l'impressione che dietro ad un ottima idea ci sia uno svolgimento da classico "compitino" se non addirittura pedestre (Pop art, il canto della locusta, Bobby Conroy torna dal mondo dei morti) gli ultimi due racconti a mio avviso sono eccezionali, ben scritti, stranianti, con atmosfere abbastanza malsane da catturarti letteralmente dentro le pagine (soprattutto "La maschera di mio padre).
    Tutti i rimanenti o raggiungono a malapena la sufficienza o ne restano ben lontani ("Un fantasma del Novecento" raramente ho letto un racconto più banale)
    Insomma, le vette compositive del padre negli anni della sua giovinezza restano al momento ben lontane...

    said on 

  • 4

    Ah, l'evoluzione della specie, che bella cosa!

    Una bellissima raccolta di racconti, non tutti horror ma sempre molto inquietanti. Joe Hill mi piace molto! Ricorda la bravura di King e mi azzardo a dire che è forse pure un passo avanti al padre. Ki ...continue

    Una bellissima raccolta di racconti, non tutti horror ma sempre molto inquietanti. Joe Hill mi piace molto! Ricorda la bravura di King e mi azzardo a dire che è forse pure un passo avanti al padre. King ha due grandi difetti, a mio parere, è spesso prolisso e non è forte sui finali, cosa che invece a Hill riesce terribilmente bene in questi racconti.

    said on 

  • 4

    "Fantasmas" resultó ser una grata sorpresa, pues no se decanta por lo sobrenatural en su forma "pura" y hasta hollywoodense, sino que presenta una serie de relatos con temáticas variadas, muchas de el ...continue

    "Fantasmas" resultó ser una grata sorpresa, pues no se decanta por lo sobrenatural en su forma "pura" y hasta hollywoodense, sino que presenta una serie de relatos con temáticas variadas, muchas de ellas metafóricas, sobre los "fantasmas" que habitan la sociedad en que vivimos: marginados, personas con necesidades educativas especiales, preferencias sexuales "diferentes", personas que son consideradas "fracasadas", personas con trastornos mentales, etc. y que viven día a día a nuestro alrededor sin ser notadas, muertas ya para las personas "normales", fantasmas en el mejor de los casos, de esos que da miedo encontrar.

    En este sentido, el libro me parece una recopilación hermosa y muy bien lograda, en la que la prosa amena y que no se detiene mucho en los detalles contribuye a su fácil lectura y entretenimiento. Joe Hill sabe cómo contar una historia en pocas palabras, valiéndose de la curiosidad del lector para seguir avanzando tras haber soltado algunas pistas de lo que sucederá, por lo que cada relato es un viaje de descubrimiento, al final del cual, se haya disfrutado o no su descenlace, siempre queda, como un eco, la historia leída.

    Lo recomiendo. Algunos relatos pueden resultar frustrantes por lo cortos que son o por el descenlace, pero pienso que en eso reside el talento de Joe Hill, que en ningún sentido debe ser considerado como el de su padre, pues la diferencia de estilos es clara: Joe Hill deja al lector formar sus propias conclusiones, mantiene el suspenso y no lo arruina con situaciones genéricas y predecibles, por lo que cada relato deja un sabor de boca muy particular, sea bueno o malo. Léanlo, estoy segura de que no se arrepentirán.

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