Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Procurar Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

2666

Por

Editor: Companhia das Letras

4.4
(778)

Language:Português | Number of Páginas: 852 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , English , French , Dutch , Italian , Swedish , German , Czech

Isbn-10: 8535916482 | Isbn-13: 9788535916485 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

Do you like 2666 ?
Junte-se ao aNobii para ver se os seus amigos já o leram, e descubra livros semelhantes!

Registe-se gratuitamente
Descrição do livro
Sorting by
  • 5

    è la prima volta che,dopo aver letto un libro di quasi 1000 pagine,ho voglia di rileggerlo subito.
    credo che non lo farò,ma presto ci sarà un altro Bolano sul mio comodino...forse "detective selvaggi" ...continuar

    è la prima volta che,dopo aver letto un libro di quasi 1000 pagine,ho voglia di rileggerlo subito.
    credo che non lo farò,ma presto ci sarà un altro Bolano sul mio comodino...forse "detective selvaggi"!

    dito em 

  • 3

    Un lungo viaggio da cui si esce storditi, storditi di chiacchiere. Il Messico e il Male, i temi principali, e intorno mille altre storie, alcune compiute, altre appena svelate, come se il lettore, lun ...continuar

    Un lungo viaggio da cui si esce storditi, storditi di chiacchiere. Il Messico e il Male, i temi principali, e intorno mille altre storie, alcune compiute, altre appena svelate, come se il lettore, lungo la strada, si distraesse a guardare mille oggetti che gli intralciano il cammino, alcuni in superficie, altri che affiorano appena, ma tutti con qualcosa che valga la pena di essere raccontato. Lo dice lo stesso Bolaño in una delle ultime pagine del romanzo : "la scrittura era chiara e a volte persino trasparente ma il modo in cui si susseguivano le storie non portava da nessuna parte (...)" . Come , forse, non porta da nessuna parte il nostro viaggio nell'esistenza, che è solo una storia che si intreccia a tutte le altre.
    E allora:
    E' un capolavoro? No, decisamente.
    Vale la pena di essere letto? Sì, provateci.

    dito em 

  • 4

    Saranno state le recensioni positive,sarà stato lo stile dell'autore , la curiosità, non so cosa, fatto sta che, senza rendermene conto, mi sono ritrovata alla fine di questa mastodontica lettura. No ...continuar

    Saranno state le recensioni positive,sarà stato lo stile dell'autore , la curiosità, non so cosa, fatto sta che, senza rendermene conto, mi sono ritrovata alla fine di questa mastodontica lettura. Non riuscirei mai a farne un'approfondita recensione, posso solo dire che mi è piaciuto e non poco. Una piacevole sensazione è stata quella di non avere un libro davanti ma una persona che raccontava storie, storie nate da altre,storie che parlano di sogni,tanti sogni, storie che si collegavano ma anche no,ogni appiglio era un'occasione per un altro aneddoto. I cinque libri da cui è composto 2666 sono diversi tra loro e nello stesso tempo hanno elementi in comune, degli elementi che ti portano a tornare indietro per cercarli e poi ricollegarti al punto in cui ti eri interrotto. Si viaggia leggendo, Stati Uniti, Messico,Europa,Germania... ma si finisce sempre a Santa Teresa. Si legge di letteratura, si trovano citati autori come Uwe Johnson, Böll, Grass, Dürrenmatt, Döblin,Hesse...un viaggio interessante fin dall'inizio, raccapricciante ne "La parte dei delitti" e un quasi ritorno ne "La parte di Arcimboldi". Un libro che consiglio sicuramente se... avete tempo e voglia di immergervi in queste 963 pagine .

    dito em 

  • 5

    Abissi Speculari

    La vergine di Guadalupe emerge dal buio e solleva il drappo rosso sangue che nasconde abissi speculari.
    Il viso olivastro, gli occhi come schegge di lava rappresa, senza tempo, senza età.
    “Curandera ...continuar

    La vergine di Guadalupe emerge dal buio e solleva il drappo rosso sangue che nasconde abissi speculari.
    Il viso olivastro, gli occhi come schegge di lava rappresa, senza tempo, senza età.
    “Curandera transumante”su un tappeto di rose.
    Lo spettacolo può cominciare: la parte della morte racconta i vivi.
    Attimi in apnea, tempo fermo, stasi innaturale e poi un rombo sordo, viscerale che inizia come un pianissimo , impercettibile e poi cresce d’intensità, inesorabile e devastante.
    L’abisso si rivela e Bolano scrive. Cammino su un ponte di legno sospeso, assicurato da mani esperte, lanciato nel vuoto da una parte all’altra. Le funi sono corrose dal vento del deserto, le liste di legno scricchiolano, potrebbero rompersi, ogni passo potrebbe essere l’ultimo, in ogni passo la concentrazione diventa vischiosa. Un passo dopo l’altro e la paura inizia a trasformarsi, inizia a tenere il tempo, come una pulsazione regolata dalla velocità e dalla durata.
    Lo sguardo si allarga: sopra di me incroci di costellazioni, buchi neri, movimenti di galassie, un abisso verticale e speculare a un mondo acquatico e oscuro, fluttuante di alghe, di grotte, di montagne, di luci intermittenti, una cattedrale inghiottita.

    “ Le metafore sono il nostro modo di perderci nelle apparenze o di restare immobili nel mare delle apparenze. In questo senso una metafora è come un salvagente. E non bisogna dimenticare che ci sono salvagenti che galleggiano e salvagenti che ti tirano a piombo verso il fondo. E’ meglio non dimenticarlo mai.”

    Cinque parti come le dita della mano, uniche ma interdipendenti.
    Ogni versante come se fosse un feto osservato dai fotogrammi di un’ecografia, che rivela, in alcune parti, tratti di umana mostruosità, fino alla dissoluzione polverosa come la terra del deserto, come metallo in fusione, come spazzatura in putrefazione nella discarica di S.Teresa, territorio del Sonora, stato di confine, sull’orlo dell’abisso, avvolto da un tramonto carnivoro.
    In molte parti un purgatorio d’immagini, una pena prolungata nell’eternità e una rabbia animale, facce digrignanti e insanguinate che diventano sempre più ossessionanti perché emergono dalla scansione della vita quotidiana. Orrore normale, orrore seriale, orrore numerico: 2666 è anche questo. Dalla parte dei carnefici, dalla parte delle vittime, dalla parte dei massacri, dalla parte dell’abisso.

    Benno von Arcimboldi, nome in prestito del “Reiter “, che attraversa i cinque versanti come un’olografia, come un mistero, una leggenda, un richiamo, un fantasma, un pazzo, un genio. Come un uomo, come soldato, un giardiniere, come assassino, come romanziere, come amante, come amato, come un pesce, come un’alga, come una fascinazione, un miraggio.
    Alle spalle un parco di Amburgo e un volo in partenza per il Messico.

    Abissi speculari in trasformazione
    Non posso scrivere fine.

    dito em 

  • 4

    Il sogno e la realtà

    Libro straordinario, o meglio libri straordinari dato che sono più romanzi che possono essere letti nell'ordine che si preferisce. Il migliore di tutti (per me) è "La parte di Arcimboldi" che ho letto ...continuar

    Libro straordinario, o meglio libri straordinari dato che sono più romanzi che possono essere letti nell'ordine che si preferisce. Il migliore di tutti (per me) è "La parte di Arcimboldi" che ho letto per ultimo e che mi ha fatto capire il filo che corre lungo tutto il libro. Lo consiglio assolutamente: ironico, forte, dolce, onirico, triste, violento, allegro ecc. ecc. insomma qui dentro c'è tutto. Il sogno e la realtà. Grande scrittore. Grave perdita.

    dito em 

  • 0

    Ok, sono solo al primo libro e c'è tempo per diventare figo, ma quand'è che diventa figo?

    'Sto capolavoro fin'ora non l'ho visto. Tanto valeva leggersi l'insostenibile leggerezza dell'essere. ...continuar

    Ok, sono solo al primo libro e c'è tempo per diventare figo, ma quand'è che diventa figo?

    'Sto capolavoro fin'ora non l'ho visto. Tanto valeva leggersi l'insostenibile leggerezza dell'essere.

    dito em 

  • 5

    Geniale e assoluto, totalizzante e mastodontico, onirico e realistico, confuso e limpido…in pratica non classificabile. È semplicemente un lungo, interminabile viaggio da cui lasciarsi trasportare con ...continuar

    Geniale e assoluto, totalizzante e mastodontico, onirico e realistico, confuso e limpido…in pratica non classificabile. È semplicemente un lungo, interminabile viaggio da cui lasciarsi trasportare con fiducia e docilità. A volte si perde l’orientamento ma presto si capisce che niente è lasciato al caso, tutto studiato con lucido ingegno. Impossibile farne un’esegesi, impossibile dargli un titolo, una definizione, un’etichetta qualsiasi. 2666 rompe ogni diga di buonsenso. Uno di quei libri che riconcilia con il talento puro: esiste e scrivere libri non è un gioco d’improvvisazione, non un divertissement per incapaci e vanagloriosi. Scrivere è scienza e arte, è dono e sapienza.

    dito em 

  • 5

    Roberto Bolaño

    Mastodontico capolavoro della letteratura contemporanea, 2666 si compone di 5 parti che formano un puzzle adimensionale, senza principio e senza fine, ma pur sempre in qualche modo circolare e ricorsi ...continuar

    Mastodontico capolavoro della letteratura contemporanea, 2666 si compone di 5 parti che formano un puzzle adimensionale, senza principio e senza fine, ma pur sempre in qualche modo circolare e ricorsivo. L’ambientazione ruota attorno all’immaginaria città di Santa Teresa (gemella della famigerata Ciudad Juárez) e ai femminicidi che oscurano le vite dei suoi abitanti. In particolare, sono le tre parti centrali (La parte di Amalfitano, La parte di Fate e la devastante Parte dei delitti) a portare il lettore nello stato messicano del Sonora, investigandone le atrocità in toni quasi noir che si fanno sempre più bui con lo scorrere delle pagine; la metafisica del Male che sfiora Amalfitano diventa l’indagine di Fate, ma entrambe le avventure sublimano nell’orrore ripetuto all’infinito dei delitti, che metterà a dura prova la resistenza lettore.

    Il primo capitolo, La parte dei critici, ha una dimensione più lieve che vede i suoi accademici viaggiare tra Italia, Spagna, Francia e Inghilterra, e il tassello conclusivo, La parte di Arcimboldi, rimbalza ancora in Europa tra le guerre mondiali, a dire e non dire quale sia il mistero dello scrittore inseguito dai critici nella prima parte. Ma inesorabilmente, ogni personaggio sarà condotto dal destino a Santa Teresa.

    Perché questo libro, considerato il più importante di Bolaño, divide i lettori tra fan accaniti e detrattori che si sentono defraudati?
    Prima di iniziare la lettura di romanzi grandi, per dimensioni, aspirazioni, poetica e fama, dobbiamo domandarci che cosa ci aspettiamo da un libro e per quale motivo abbiamo deciso di avvicinarci ad esso. Cosa chiediamo a questo testo? Di motivarci con la rassicurante presenza di un assassino da cacciare? Di fornire risposte ai grandi interrogativi dell'esistenza? È questo il senso della lettura di 2666? O piuttosto lo leggiamo per varcare una soglia? La Parte dei Delitti apre parentesi su parentesi. Da ogni dettaglio germoglia una storia; l’introduzione di un nuovo personaggio, protagonista magari di pochissime pagine, ne porta con sé innumerevoli altri. Entriamo in contatto con tutto questo, con l’infinità delle storie e delle persone. Le trame di 2666 sono tutte egualmente importanti. Solo perdendosi in ciascuna di esse, anche nella più breve, percependo che sono tutte fondamentali, si può accedere al quadro completo del romanzo. Questa è la sua natura. Attraverso la frammentazione, tende a una completezza impossibile. Ovvero, tende all’infinito.

    Ed è questo che dobbiamo domandare alla grande letteratura. Di non chiudersi, di usare la parola per scardinare l’impressione che abbiamo di una realtà rigorosa, che rigorosa in verità non è e non sarà mai. L’arte deve farci uscire dall’illusione di un mondo finito e trascinarci oltre la soglia delle nostre percezioni. E questo è ciò che Bolaño ha fatto, usando la sua poesia sugli orrori reali di passato, presente e futuro.

    Alcuni articoli su Bolaño:

    The Bolaño Syllabus: A Final Reckoning By GARTH RISK HALLBERG
    http://url.ie/i61f

    The Bolaño Myth and the Backlash Cycle By GARTH RISK HALLBERG
    http://url.ie/i61c

    Messico e male di Helena Janeczek
    http://www.nazioneindiana.com/2014/01/07/messico-e-male-2666-anni-con-roberto-bolano/

    dito em 

  • 0

    La vita in Messico non vale niente e finalmente qualcuno ha parlato di questo

    I macelli in Messico non sono notiziati perché ce ne sono troppi. Bisogna proprio esagerare, come nel caso recente dei 40 studenti, perché se ne parli. Bisogna strafare. Tipo appendere venti blogger a ...continuar

    I macelli in Messico non sono notiziati perché ce ne sono troppi. Bisogna proprio esagerare, come nel caso recente dei 40 studenti, perché se ne parli. Bisogna strafare. Tipo appendere venti blogger a un ponte dopo averli decapitati. Le centinaia di donne ammazzate ogni anno a Ciudad Juarez nessuno le conosce. Mi chiedo come abbia fatto lui a descrivere decine di scene del crimine e cadaveri in serie, forse aveva qualche verbale di polizia da cui copiare? Tecnicamente, mi sembra un atto di grande maestria. Non riesco a capire come lo si possa fare semplicemente inventando.

    dito em 

Sorting by