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2666

Por

Editor: Companhia das Letras

4.4
(768)

Language:Português | Number of Páginas: 852 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , English , French , Dutch , Italian , Swedish , German , Czech

Isbn-10: 8535916482 | Isbn-13: 9788535916485 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Descrição do livro
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  • 5

    Abissi Speculari

    La vergine di Guadalupe emerge dal buio e solleva il drappo rosso sangue che nasconde abissi speculari.
    Il viso olivastro, gli occhi come schegge di lava rappresa, senza tempo, senza età.
    “Curandera ...continuar

    La vergine di Guadalupe emerge dal buio e solleva il drappo rosso sangue che nasconde abissi speculari.
    Il viso olivastro, gli occhi come schegge di lava rappresa, senza tempo, senza età.
    “Curandera transumante”su un tappeto di rose.
    Lo spettacolo può cominciare: la parte della morte racconta i vivi.
    Attimi in apnea, tempo fermo, stasi innaturale e poi un rombo sordo, viscerale che inizia come un pianissimo , impercettibile e poi cresce d’intensità, inesorabile e devastante.
    L’abisso si rivela e Bolano scrive. Cammino su un ponte di legno sospeso, assicurato da mani esperte, lanciato nel vuoto da una parte all’altra. Le funi sono corrose dal vento del deserto, le liste di legno scricchiolano, potrebbero rompersi, ogni passo potrebbe essere l’ultimo, in ogni passo la concentrazione diventa vischiosa. Un passo dopo l’altro e la paura inizia a trasformarsi, inizia a tenere il tempo, come una pulsazione regolata dalla velocità e dalla durata.
    Lo sguardo si allarga: sopra di me incroci di costellazioni, buchi neri, movimenti di galassie, un abisso verticale e speculare a un mondo acquatico e oscuro, fluttuante di alghe, di grotte, di montagne, di luci intermittenti, una cattedrale inghiottita.

    “ Le metafore sono il nostro modo di perderci nelle apparenze o di restare immobili nel mare delle apparenze. In questo senso una metafora è come un salvagente. E non bisogna dimenticare che ci sono salvagenti che galleggiano e salvagenti che ti tirano a piombo verso il fondo. E’ meglio non dimenticarlo mai.”

    Cinque parti come le dita della mano, uniche ma interdipendenti.
    Ogni versante come se fosse un feto osservato dai fotogrammi di un’ecografia, che rivela, in alcune parti, tratti di umana mostruosità, fino alla dissoluzione polverosa come la terra del deserto, come metallo in fusione, come spazzatura in putrefazione nella discarica di S.Teresa, territorio del Sonora, stato di confine, sull’orlo dell’abisso, avvolto da un tramonto carnivoro.
    In molte parti un purgatorio d’immagini, una pena prolungata nell’eternità e una rabbia animale, facce digrignanti e insanguinate che diventano sempre più ossessionanti perché emergono dalla scansione della vita quotidiana. Orrore normale, orrore seriale, orrore numerico: 2666 è anche questo. Dalla parte dei carnefici, dalla parte delle vittime, dalla parte dei massacri, dalla parte dell’abisso.

    Benno von Arcimboldi, nome in prestito del “Reiter “, che attraversa i cinque versanti come un’olografia, come un mistero, una leggenda, un richiamo, un fantasma, un pazzo, un genio. Come un uomo, come soldato, un giardiniere, come assassino, come romanziere, come amante, come amato, come un pesce, come un’alga, come una fascinazione, un miraggio.
    Alle spalle un parco di Amburgo e un volo in partenza per il Messico.

    Abissi speculari in trasformazione
    Non posso scrivere fine.

    dito em 

  • 4

    Il sogno e la realtà

    Libro straordinario, o meglio libri straordinari dato che sono più romanzi che possono essere letti nell'ordine che si preferisce. Il migliore di tutti (per me) è "La parte di Arcimboldi" che ho letto ...continuar

    Libro straordinario, o meglio libri straordinari dato che sono più romanzi che possono essere letti nell'ordine che si preferisce. Il migliore di tutti (per me) è "La parte di Arcimboldi" che ho letto per ultimo e che mi ha fatto capire il filo che corre lungo tutto il libro. Lo consiglio assolutamente: ironico, forte, dolce, onirico, triste, violento, allegro ecc. ecc. insomma qui dentro c'è tutto. Il sogno e la realtà. Grande scrittore. Grave perdita.

    dito em 

  • 0

    Ok, sono solo al primo libro e c'è tempo per diventare figo, ma quand'è che diventa figo?

    'Sto capolavoro fin'ora non l'ho visto. Tanto valeva leggersi l'insostenibile leggerezza dell'essere. ...continuar

    Ok, sono solo al primo libro e c'è tempo per diventare figo, ma quand'è che diventa figo?

    'Sto capolavoro fin'ora non l'ho visto. Tanto valeva leggersi l'insostenibile leggerezza dell'essere.

    dito em 

  • 5

    Geniale e assoluto, totalizzante e mastodontico, onirico e realistico, confuso e limpido…in pratica non classificabile. È semplicemente un lungo, interminabile viaggio da cui lasciarsi trasportare con ...continuar

    Geniale e assoluto, totalizzante e mastodontico, onirico e realistico, confuso e limpido…in pratica non classificabile. È semplicemente un lungo, interminabile viaggio da cui lasciarsi trasportare con fiducia e docilità. A volte si perde l’orientamento ma presto si capisce che niente è lasciato al caso, tutto studiato con lucido ingegno. Impossibile farne un’esegesi, impossibile dargli un titolo, una definizione, un’etichetta qualsiasi. 2666 rompe ogni diga di buonsenso. Uno di quei libri che riconcilia con il talento puro: esiste e scrivere libri non è un gioco d’improvvisazione, non un divertissement per incapaci e vanagloriosi. Scrivere è scienza e arte, è dono e sapienza.

    dito em 

  • 5

    Roberto Bolaño

    Mastodontico capolavoro della letteratura contemporanea, 2666 si compone di 5 parti che formano un puzzle adimensionale, senza principio e senza fine, ma pur sempre in qualche modo circolare e ricorsi ...continuar

    Mastodontico capolavoro della letteratura contemporanea, 2666 si compone di 5 parti che formano un puzzle adimensionale, senza principio e senza fine, ma pur sempre in qualche modo circolare e ricorsivo. L’ambientazione ruota attorno all’immaginaria città di Santa Teresa (gemella della famigerata Ciudad Juárez) e ai femminicidi che oscurano le vite dei suoi abitanti. In particolare, sono le tre parti centrali (La parte di Amalfitano, La parte di Fate e la devastante Parte dei delitti) a portare il lettore nello stato messicano del Sonora, investigandone le atrocità in toni quasi noir che si fanno sempre più bui con lo scorrere delle pagine; la metafisica del Male che sfiora Amalfitano diventa l’indagine di Fate, ma entrambe le avventure sublimano nell’orrore ripetuto all’infinito dei delitti, che metterà a dura prova la resistenza lettore.

    Il primo capitolo, La parte dei critici, ha una dimensione più lieve che vede i suoi accademici viaggiare tra Italia, Spagna, Francia e Inghilterra, e il tassello conclusivo, La parte di Arcimboldi, rimbalza ancora in Europa tra le guerre mondiali, a dire e non dire quale sia il mistero dello scrittore inseguito dai critici nella prima parte. Ma inesorabilmente, ogni personaggio sarà condotto dal destino a Santa Teresa.

    Perché questo libro, considerato il più importante di Bolaño, divide i lettori tra fan accaniti e detrattori che si sentono defraudati?
    Prima di iniziare la lettura di romanzi grandi, per dimensioni, aspirazioni, poetica e fama, dobbiamo domandarci che cosa ci aspettiamo da un libro e per quale motivo abbiamo deciso di avvicinarci ad esso. Cosa chiediamo a questo testo? Di motivarci con la rassicurante presenza di un assassino da cacciare? Di fornire risposte ai grandi interrogativi dell'esistenza? È questo il senso della lettura di 2666? O piuttosto lo leggiamo per varcare una soglia? La Parte dei Delitti apre parentesi su parentesi. Da ogni dettaglio germoglia una storia; l’introduzione di un nuovo personaggio, protagonista magari di pochissime pagine, ne porta con sé innumerevoli altri. Entriamo in contatto con tutto questo, con l’infinità delle storie e delle persone. Le trame di 2666 sono tutte egualmente importanti. Solo perdendosi in ciascuna di esse, anche nella più breve, percependo che sono tutte fondamentali, si può accedere al quadro completo del romanzo. Questa è la sua natura. Attraverso la frammentazione, tende a una completezza impossibile. Ovvero, tende all’infinito.

    Ed è questo che dobbiamo domandare alla grande letteratura. Di non chiudersi, di usare la parola per scardinare l’impressione che abbiamo di una realtà rigorosa, che rigorosa in verità non è e non sarà mai. L’arte deve farci uscire dall’illusione di un mondo finito e trascinarci oltre la soglia delle nostre percezioni. E questo è ciò che Bolaño ha fatto, usando la sua poesia sugli orrori reali di passato, presente e futuro.

    Alcuni articoli su Bolaño:
    The Bolaño Syllabus: A Final Reckoning

    By GARTH RISK HALLBERG

    http://url.ie/i61f

    The Bolaño Myth and the Backlash Cycle

    By GARTH RISK HALLBERG

    http://url.ie/i61c

    Messico e male

    di Helena Janeczek

    http://www.nazioneindiana.com/2014/01/07/messico-e-male-2666-anni-con-roberto-bolano/

    dito em 

  • 0

    La vita in Messico non vale niente e finalmente qualcuno ha parlato di questo

    I macelli in Messico non sono notiziati perché ce ne sono troppi. Bisogna proprio esagerare, come nel caso recente dei 40 studenti, perché se ne parli. Bisogna strafare. Tipo appendere venti blogger a ...continuar

    I macelli in Messico non sono notiziati perché ce ne sono troppi. Bisogna proprio esagerare, come nel caso recente dei 40 studenti, perché se ne parli. Bisogna strafare. Tipo appendere venti blogger a un ponte dopo averli decapitati. Le centinaia di donne ammazzate ogni anno a Ciudad Juarez nessuno le conosce. Mi chiedo come abbia fatto lui a descrivere decine di scene del crimine e cadaveri in serie, forse aveva qualche verbale di polizia da cui copiare? Tecnicamente, mi sembra un atto di grande maestria. Non riesco a capire come lo si possa fare semplicemente inventando.

    dito em 

  • 5

    "... mio padre. Un padre affettuoso e colto che è arrivato fino all'età di 93 anni. Un uomo fondamentalmente buono. Un uomo che credeva, inutile dirlo, nel progresso. Povero padre mio. Credeva nel pro ...continuar

    "... mio padre. Un padre affettuoso e colto che è arrivato fino all'età di 93 anni. Un uomo fondamentalmente buono. Un uomo che credeva, inutile dirlo, nel progresso. Povero padre mio. Credeva nel progresso e, come è naturale, credeva nella bontà intrinseca dell'essere umano. Anche io credo nella bontà intrinseca dell'essere umano, ma questo non significa nulla. Un assassino, in fondo, è buono. Noi tedeschi lo sappiamo bene. E allora? Posso passare una serata a bere con un assassino e forse, mentre contempliamo insieme l'aurora, ci potremmo mettere a cantare o a canticchiare un pezzo di Beethoven. E allora? L'assassino può piangere sulla mia spalla. E'normale. Essere un assassino non è facile. Lei e io lo sappiamo bene. Non è per niente facile. Esige purezza e volontà, volontà e purezza. La purezza del cristallo e una volontà di ferro. E io posso addirittura mettermi a piangere sulla spalla dell'assassino e sussurrargli parole dolci come "fratello", "camerata", "compagno di sventura". In quel momento l'assassino è buono, visto che è intrensicamente buono, e io sono un idiota, visto che sono intrensicamente un idiota, e siamo entambi sentimentali, perché la nostra cultura tende in maniera irrefrenabile alla sentimentalità. Ma quando il brano finirà e io sarò da solo, l'assassino aprirà la finestra della mia stanza ed entrerà con i suoi passettini da infermiere e mi sgozzerà lasciandomi senza neppure una goccia di sangue".

    dito em 

  • 5

    Arcano, oceanico, vitale.

    Che dire, un libro sicuramente molto impegnativo e non facile, ma se ci si lascia andare, trasportare dalle parole, avvolgere dalle cose dette e soprattutto da quelle non dette, be allora tutto cambia ...continuar

    Che dire, un libro sicuramente molto impegnativo e non facile, ma se ci si lascia andare, trasportare dalle parole, avvolgere dalle cose dette e soprattutto da quelle non dette, be allora tutto cambia. Le storie, che poi è una storia unica, avvolgono il lettore facendolo entrare in un gioco spiraliforme fatto di rimandi continui, di allusioni senza tempo, di citazioni incessanti. Arriva un momento che senti il bisogno di constatare se un certo personaggio, di cui stai leggendo la storia ,sia già apparso in un racconto precedente, se quella stessa narrazione collimi con un'altra ascoltata in precedenza da uno dei molteplici attori che affollano le pagine di questo oceano-libro. Insomma una tensione continua verso l'ignoto, alla ricerca incessante della fonte da cui scaturiscono tutte le storie e che come tutte le storie – e come tutte le fonti– girano sempre intorno a se stesse, sempre costantemente collegate dal flusso circolare del tempo da cui tutto nasce e in cui tutto si dissolve per poi rinascere di nuovo.
    Arcano, oceanico, vitale.

    dito em 

  • 5

    Questo è un capolavoro, ma:
    non leggetelo se prima non avete letto qualcos'altro di suo (tipo I detective selvaggi)
    ci sono parti che creano un vero disagio,
    potreste anche detestarlo profondamente ma ...continuar

    Questo è un capolavoro, ma:
    non leggetelo se prima non avete letto qualcos'altro di suo (tipo I detective selvaggi)
    ci sono parti che creano un vero disagio,
    potreste anche detestarlo profondamente ma qua dentro ci sono mille storie, divagazioni, divertissement, mitologia, un Berlusconi e la ricetta dell'anatra all'arancia, la seconda guerra mondiale, moltissime donne, soprattutto giovani uccise brutalmente, un gruppetto di critici letterari che aiuto!
    L'unico personaggio reale del libro è Sergio Gonzales, del quale consiglio caldamente la lettura di Ossa nel deserto.
    Bolano si è divertito più dei suoi lettori, chissà, mi piacerebbe fosse vivo per chiederglielo.

    dito em 

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